Gli Atti del 41° Convivio SISA

È stato pubblicato il volume degli Atti del 41° Convivio della Società Italiana di Studi Araldici (SISA), tenutosi a Milano l’8 novembre 2025 presso Palazzo Clerici. Il volume, di 316 pagine, costituisce anche il secondo fascicolo del 2026 della Rivista del Collegio Araldico, periodico semestrale che da alcuni anni ospita, nel numero della seconda metà dell’anno, gli Atti del Convivio SISA dell’edizione precedente.

La pubblicazione conserva tuttavia la propria specifica identità editoriale, sottolineata dalla doppia intestazione in copertina. La scelta riflette la collaborazione avviata da alcuni anni fra le due realtà associative, che mantengono distinti i rispettivi ambiti di ricerca. Come precisato nella sezione introduttiva «I motivi che ci guidano», la SISA prosegue la propria tradizione di studi storico-critici sulle testimonianze araldiche della Penisola, mentre il Collegio Araldico conserva la propria impostazione di raccolta di studi storico-genealogici. Gli stessi sodalizi riconoscono, peraltro, la naturale contiguità dei due ambiti disciplinari.

La sezione introduttiva illustra inoltre gli orientamenti condivisi dalle due associazioni, che dichiarano di operare in consonanza d’intenti, facendo riferimento alle linee guida della pubblicazione del Libro d’Oro della Nobiltà Italiana e ai principi ispiratori del Corpo della Nobiltà Italiana. La loro attività di ricerca è ricondotta alla valorizzazione della storia documentata, degli archivi e della memoria delle famiglie della nobiltà italiana. Sono quindi riportate le deliberazioni assunte all’unanimità dalle due associazioni nel corso dell’assemblea congiunta dell’11 aprile 2026, a Torino: il conferimento della Presidenza Onoraria a S.A.R. Aimone di Savoia e il riconoscimento del Corpo della Nobiltà Italiana quale unico referente cui attribuire il compito di difendere, accertare e salvaguardare i diritti storici della nobiltà italiana. Sono pubblicati anche i testi delle lettere con cui il duca Aimone ha accettato la carica, datate Milano, 11 maggio 2026.

Gli Atti raccolgono i contributi presentati durante la giornata di studi milanese, successivamente rielaborati dagli autori per la pubblicazione. Il volume si apre con la presentazione del presidente della SISA, Ottavio Bevilacqua, e comprende otto saggi dedicati all’araldica civica e familiare, alla genealogia, alla storia delle famiglie, alla biblioteconomia, alla vessillologia e alla storia militare. Seguono le sezioni «Ricordi» e «Notizie».

Indice dei contributi

  1. Fabrizio Antonielli d’Oulx, Castelli, alberi, occhi, rospi, unicorni… gli stemmi parlanti dei Comuni Piemontesi;
  2. Ottavio Bevilacqua, «Di rosso al semivolo abbassato d’argento». L’immagine del ‘volo’ nelle armi di famiglia e il contributo dell’araldica alla possibile soluzione di questioni storiografiche e genealogiche. Il caso dei Bevilacqua, tra Verona e il mondo germanico;
  3. Gustavo Mola di Nomaglio, I Gozzani tra Piemonte, Italia ed Europa. Storia e genealogia di una grande famiglia piemontese;
  4. Claudia Ghiraldello, Inedite testimonianze araldiche a Cavaglià;
  5. Alberto Lonigo, Arnaldo Segarizzi: il difensore delle nostre biblioteche, le testimoni silenziose di una cultura millenaria;
  6. Mario Palazzi, Inni e Armi delle Monarchie europee;
  7. Carlo Maria Del Grande, Una alabarda italiana;
  8. Roberto Gonella, Il generale Luigi Cadorna.

Gli stemmi parlanti dei Comuni piemontesi

Nel contributo di apertura, Fabrizio Antonielli d’Oulx esamina alcuni stemmi civici piemontesi, soffermandosi sul significato delle figure e sui riferimenti alla storia dei rispettivi territori. Dopo una premessa sulla disciplina normativa che regola gli emblemi degli enti locali, l’autore affronta il tema degli stemmi parlanti, nei quali gli elementi figurativi richiamano il nome del luogo o ne rappresentano vicende storiche. L’indagine prende in considerazione diversi comuni, fra i quali Mango, Luserna, Villar Dora e Vinovo, analizzandone le insegne e confrontandole con le ricostruzioni storiche disponibili. Una parte del lavoro è dedicata anche alla verifica delle risposte fornite dall’intelligenza artificiale, mettendone in evidenza imprecisioni e interpretazioni non documentate.

Il semivolo nelle armi dei Bevilacqua

Ottavio Bevilacqua affronta il problema delle origini della propria famiglia, i Bevilacqua, attraverso il confronto fra documentazione genealogica, testimonianze araldiche e ricostruzioni storiografiche. Il punto di partenza è la figura del semivolo, elemento ricorrente nelle armi del casato, del quale viene esaminata la presenza nelle diverse rappresentazioni familiari. La ricerca si propone di verificare le tradizioni relative alla provenienza germanica della famiglia e il suo successivo insediamento a Verona, ripercorrendo le testimonianze documentarie medievali e le interpretazioni formulate dagli storici nei secoli successivi. Il contributo considera inoltre le varianti dello stemma nei diversi rami familiari, utilizzando l’araldica come strumento di supporto alla ricostruzione genealogica.

La famiglia Gozzani tra Monferrato ed Europa

Il saggio di Gustavo Mola di Nomaglio ricostruisce le vicende storiche e genealogiche dei Gozzani, famiglia originaria di Luzzogno, nella Valle Strona, che raggiunse una posizione di rilievo a Casale Monferrato durante il dominio dei Gonzaga. L’autore segue l’ascesa economica e sociale del casato, anche attraverso le opportunità maturate durante l’assedio di Casale del 1630, e ne documenta i rapporti con le autorità monferrine e successivamente sabaude. Particolare attenzione è riservata alla formazione dei diversi rami, fra cui quelli dei conti e poi marchesi di San Giorgio e dei marchesi di Treville, ai titoli e ai feudi acquisiti e ai numerosi esponenti distintisi in ambito ecclesiastico, militare, politico e culturale. La ricostruzione si estende alle ramificazioni e alle relazioni della famiglia in Italia e in Europa.

Le testimonianze araldiche di Cavaglià

Claudia Ghiraldello presenta una ricognizione delle testimonianze araldiche conservate in alcuni ambienti di palazzo Perotti a Cavaglià, ricostruendone al contempo le vicende familiari e architettoniche. Il contributo prende le mosse dalla figura del capitano Carlo Francesco Perotti, cui è legata la storia della dimora, e dalla genealogia del casato, documentata a partire dal XIV secolo. Particolare rilievo assume la decorazione pittorica del salone d’onore, con rappresentazioni di personaggi della famiglia e relativi cartigli identificativi, fra i quali Nicola Perotto, arcivescovo sipontino, e Torquato Perotto, vescovo e cameriere segreto di papa Urbano VIII. Sono inoltre documentati stemmi, motti e altre testimonianze araldiche presenti nell’edificio e negli ambienti della residenza.

Arnaldo Segarizzi e la tutela delle biblioteche

Alberto Lonigo dedica il proprio contributo ad Arnaldo Segarizzi (1872-1924), bibliotecario e studioso originario di Avio, nel Trentino, ricostruendone il percorso biografico e l’attività svolta nelle istituzioni culturali venete e trentine. Dopo la laurea all’Università di Padova e le prime collaborazioni con riviste storiche, Segarizzi lavorò alla Biblioteca Marciana di Venezia, contribuendo alla catalogazione dei manoscritti e alla bibliografia delle stampe italiane. Dal 1905 fu bibliotecario alla Querini Stampalia, dove introdusse un sistema di catalogazione per schede alfabetiche che facilitò la consultazione delle raccolte. L’autore ricorda inoltre le collaborazioni con altre istituzioni e la produzione scientifica, comprendente circa ottanta saggi e articoli, in larga parte dedicati alla storia veneziana.

Gli inni e gli stemmi delle monarchie europee

Mario Palazzi propone una rassegna storico-musicale degli inni nazionali e degli stemmi degli Stati monarchici europei, comprendendo anche i regni tedeschi e quelli italiani preunitari. Il lavoro inquadra l’evoluzione delle monarchie europee e dei rispettivi simboli, soffermandosi sul rapporto fra inni, identità dinastica e identità nazionale. L’esposizione è organizzata per aree geografiche e comprende gli antichi imperi di Austria-Ungheria, Germania e Russia, le monarchie di Francia, Spagna, Portogallo e Gran Bretagna, i Paesi Bassi, il Belgio e il Lussemburgo, le monarchie nordiche e quelle balcaniche. La rassegna si estende infine ai micro-Stati monarchici, al Vaticano e al Sovrano Militare Ordine di Malta, presentando per ciascuna realtà elementi storici, musicali e araldici.

Una alabarda italiana del Seicento

Carlo Maria Del Grande esamina un’alabarda italiana del XVII secolo, già appartenuta a una collezione privata e successivamente comparsa in un’asta pubblica. L’autore ne descrive le caratteristiche costruttive e decorative, soffermandosi sulla cuspide, sulla scure e sui trafori, elementi che consentono di collocare il manufatto nel primo quarto del Seicento. Sulla superficie dell’arma è inciso uno stemma nobiliare, accompagnato da un’iscrizione parzialmente leggibile, che costituisce un ulteriore elemento per l’indagine. Il contributo ricostruisce anche le successive modifiche subite dall’oggetto, le modalità di montaggio sull’asta e il mutamento della funzione delle armi inastate, passate dall’impiego militare a quello cerimoniale e di rappresentanza.

Il generale Luigi Cadorna e la battaglia di Caporetto

Roberto Gonella affronta la figura del generale Luigi Cadorna e la sua responsabilità nella disfatta di Caporetto del 24 ottobre 1917, esaminando criticamente le interpretazioni storiografiche che hanno associato il suo nome alla sconfitta. Il contributo confronta la ricostruzione tradizionale con la documentazione relativa alle disposizioni impartite dal comandante italiano nelle settimane precedenti l’offensiva austro-tedesca. In particolare, vengono richiamati due ordini firmati da Cadorna, del 18 settembre e del 10 ottobre 1917, relativi alle misure difensive da adottare. L’autore considera quindi il piano strategico elaborato dal generale, le condizioni operative del fronte e le responsabilità dei diversi livelli di comando, inserendo la vicenda nel più ampio contesto della storiografia sulla Grande Guerra.

Ricordi e notizie

La sezione «Ricordi» comprende commemorazioni dedicate ad Angelandrea Casale e Mario Coda, firmate da Angelo Scordo, e a Fiorenzo Anglesio, a cura di Marco di Bartolo. I testi ripercorrono le attività culturali e associative dei tre soci, con particolare riferimento ai rispettivi contributi agli studi storici, genealogici e araldici.

La sezione «Notizie» segnala la costituzione, nel 2020, presso l’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere di Verona, dell’Archivio Bibliografico Araldico-Genealogico Veneto intitolato ad Aurelio Lonigo. La raccolta, nata da una donazione promossa da Alberto Lonigo insieme ad altri studiosi e sostenitori, comprende oltre 800 volumi di argomento storico, araldico, genealogico e nobiliare, messi a disposizione per la consultazione degli studiosi presso la sede dell’Accademia.


Scheda di approfondimento
Società Italiana di Studi Araldici

SISA

La Società Italiana di Studi Araldici (S.I.S.A) è un ente privato che ha per scopo statutario la promozione degli studi storico-araldici e si propone di valorizzare il ruolo dell’araldica nell’ambito delle scienze umane.

“Società Italiana di Studi Araldici” è la denominazione adottata nel 1986 dal “Centro Studi Araldici e della Tradizione”. Fondata nel 1982 per trasformazione della preesistente “Accademia Araldica” costituita nel 1977.

Oggi la S.I.S.A. rappresenta in Italia una delle realtà più autorevoli in ambito araldico, ed annovera tra i suoi associati molti dei più stimati studiosi della materia.

Alla presidenza della S.I.S.A. si sono alternati Riccardo Riccardi di S. Maria di Mongrando, Carlo Gustavo Figarolo di Gropello, Alberico Lo Faso di Serradifalco, e Ottavio Bevilacqua attualmente in carica.

Fra le attività costanti e caratterizzanti la SISA si segnalano i convegni annuali denominati “convivi”, di cui dal 1986 se ne pubblicano gli Atti, la pubblicazione del trimestrale digitale “Sul Tutto” e la messa on line degli “Studi”.

Sito istituzionale: Società Italiana di Studi Araldici
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Scheda di approfondimento
Collegio Araldico

logo

Il Collegio Araldico è un ente dedito allo studio dell’araldica e delle discipline ad esse affini, ed in particolare al diritto nobiliare e agli ordini cavallereschi.

L’attuale ente fa risalire le sue origini all’Istituto Araldico Romano che si indica come costituito nel 1853 ed approvato e riconosciuto nel 1858 con Decreto della S. Congregazione degli Studi. Assunta l’attuale denominazione nel 1903, nel 2015 il Conte Roberto Colonnello Bertini Frassoni, Segretario generale dell’ente fin dagli anni ’70 – dopo essere succeduto al conte Raoul Bertini Frassoni – , viste le difficoltà a proseguire il suo impegno avendo raggiunto ormai la soglia degli otto decenni di vita, con una lettera decise di passare ufficialmente le consegne a “un numeroso gruppo di amici che hanno condiviso la decisione di impegnarsi affinché il Libro d’oro della Nobiltà Italiana” e il Collegio Araldico, “avessero a continuare nel tempo”, donando contestualmente tutto l’archivio delle due pubblicazioni periodiche curate dall’ente, per proseguirne la pubblicazione.
Il Collegio dunque veniva rifondato con un rinnovato statuto il 20 giugno del medesimo anno a Torino.

Dal 1910 al 2010, l’associazione ha pubblicato sotto la sua egida il Libro d’oro della nobiltà italiana e dal 1903 al 2010 la Rivista araldica, entrambe pubblicazioni a periodicità variabile, il primo un repertorio araldico-nobiliare, la seconda una rivista culturale. Le due pubblicazioni sono state riprese dal rinnovato e attuale Collegio Araldico nel 2015 come Rivista del Collegio Araldico, e Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, continuandone la numerazione storica.
Presso il Collegio Araldico sono disponibili per la consultazione
(su richiesta anche in formato digitale) tutti i numeri della Rivista dal 1903 e tutte le edizioni del Libro d’Oro dal 1910.

L’istituzione non va confusa con altri due enti dalla denominazione simile, il Collegio Araldico Romano (fondato nel 2015 e che pure si richiama alla tradizione dello storico Collegio Araldico), e l’Accademia Collegio de’ Nobili.

Sito Internet istituzionale del Collegio Araldico
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copertina
La copertina degli Atti del 41° Convivio della SISA, nonchè secondo numero per il 2026 della Rivista del Collegio Araldico
30 Ottobre 2026
Giampietro Cianci

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