Rivista del Collegio Araldico: il numero di giugno

È uscito il nuovo numero della Rivista del Collegio Araldico – Storia Diritto Genealogia (Anno CXXIII, giugno 2026), pubblicata a Roma dal Collegio Araldico Romano in collaborazione con la Società Italiana di Studi Araldici (S.I.S.A.). Fondata nel 1903 dal conte Ferruccio Pasini Frassoni e dal conte Carlo Augusto Bertini Frassoni, la rivista è oggi diretta da Niccolò d’Aquino di Caramanico (direttore responsabile) e da Fabrizio Antonielli d’Oulx (direttore editoriale), con una Direzione Scientifica internazionale — tra gli altri Antonella Ambrosio, Salvatore Bordonali, Tommaso di Carpegna Falconieri, Charles Gauci, Michael Sayer — che sottopone i contributi a revisione tra pari a doppio cieco. Il fascicolo, iscritto al n. 33/2015 del Registro della Stampa del Tribunale di Torino (ISSN 2499-894X), si articola nelle sezioni Ricordi, Storia, Araldica e Diritto, seguite da Recensioni, Biografie degli Autori e dalla sezione istituzionale dedicata al Collegio Araldico.

re d'armi
Pagina interna del numero di giugno 2026 della Rivista del Collegio Araldico con gli Araldi e Re d’Armi presenti alla pubblicazione della Prammatica Sanzione emanata dall’Imperatore Carlo VI il 15 maggio 1725

Indice

Ricordi

  • Ricordo del conte don Enzo Capasso Torre delle Pàstene
  • In ricordo delle onorificenze di S.M. il Re Umberto II, di Fabrizio Antonielli d’Oulx
  • I motivi che ci guidano

Storia

  • La Fontana dei quattro fiumi in Piazza Navona… e dintorni. L’Europa e l’Italia nel Seicento, di Emilio Bertolani
  • L’organizzazione degli ostacoli antisbarco sulle spiagge del Vallo Atlantico: l’intervento di Rommel dalla Normandia alla Danimarca, di Marzia Gallo
  • I Bertogna di Villa Vicentina. Dinamiche di nobiltà civica, signoria feudale e produzione culturale tra Istria e Friuli, di Marco Tabili

Araldica

  • Ufficiali Araldici nei Paesi Bassi spagnoli del XVII secolo, di Alessandro Maria Solivetti Flacchi

Diritto

  • I titoli nobiliari secondo una recente sentenza della Cassazione, di Salvatore Bordonali
  • I patriziati a piazza chiusa del Regno di Napoli. Dai registri borbonici all’ordinamento nobiliare italiano, di Davide Shamà

Recensioni; Biografie degli Autori; Collegio Araldico.

RICORDI

Ricordo del conte don Enzo Capasso Torre delle Pàstene (1930-2026)

Il 13 maggio 2026 è scomparso, a 95 anni, il conte don Enzo Capasso delle Pàstene Torre, XVI Conte delle Pàstene, V Conte di Caprara, Patrizio Napoletano e Patrizio di Benevento. Balì Gran Croce di Giustizia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio — nel quale fu ricevuto dall’Infante don Alfonso, nonno dell’attuale Gran Maestro — e Cavaliere dell’Insigne Reale Ordine di San Gennaro, fu Cavaliere d’Onore e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta, Cavaliere Gran Croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro e Commendatore con Placca dell’Ordine Pontificio di San Gregorio Magno. Autore di pubblicazioni di storia e diritto nobiliare relative al Regno di Napoli e collaboratore della Rivista, fu per lunghi anni Vicepresidente del Collegio Araldico e membro della Consulta dei Senatori del Regno, oltre che socio del Circolo della Caccia di Roma dal 1952. La moglie, donna Nicoletta dei Conti Grizi, dama Gran Croce di Giustizia dell’Ordine Costantiniano, era scomparsa nel 2017.

In ricordo delle onorificenze di S.M. il Re Umberto II

L’articolo di Fabrizio Antonielli d’Oulx ricostruisce la vendita all’asta, tenutasi a Ginevra presso la casa Piguet e conclusasi il 18 marzo 2026 (43° anniversario della morte del sovrano), di 44 decorazioni appartenute a Umberto II di Savoia, decisa dal nipote Emanuele Filiberto. Tra i lotti, l’Ordine Supremo del Cristo conferito nel 1929, l’Ordine imperiale di Sant’Andrea Apostolo Primo Chiamato (Russia, ricevuto nel 1910), il Toson d’oro e il collare dell’Ordine di Carlo III di Spagna, oltre a onorificenze di Svezia, Francia, Belgio, Giappone, Egitto, Thailandia, Brasile, Perù, Cile ed Ecuador. Il testo riporta una tabella comparativa tra stime e ricavati d’asta e colloca la vendita nella serie di precedenti dismissioni del ramo Ginevrino dei Savoia (collezione bibliografica 2023, collezione numismatica 2025). L’autore esprime rammarico per la mancata iniziativa da parte dello Stato italiano per l’acquisizione del lotto.

I motivi che ci guidano

L’editoriale che apre il fascicolo espone le finalità della rivista, richiamando la consonanza di intenti tra Collegio Araldico e Società Italiana di Studi Araldici, entrambe orientate alle linee guida del Libro d’Oro e ai principi del Corpo della Nobiltà Italiana. Il testo definisce la ricerca storica, genealogica e araldica pubblicata nei volumi delle due Società come contributo alla valorizzazione dei beni immateriali delle famiglie della nobiltà italiana — documentazione, archivi, memoria — e come testimonianza culturale a disposizione della storiografia nazionale, spesso, secondo quanto vi si afferma, poco attenta alle vicende delle famiglie nobili italiane. Vi si sottolinea inoltre il valore, non meramente antiquario, della trascrizione e pubblicazione di questo patrimonio documentario.

sigilli
Pagina interna del numero di giugno 2026 della Rivista del Collegio Araldico con alcuni sigilli araldici

CONTRIBUTI SCIENTIFICI

La Fontana dei fiumi in Piazza Navona e dintorni. L’Europa e l’Italia nel Seicento

Il saggio di Emilio Bertolani inquadra la genesi della Fontana dei Quattro Fiumi entro il contesto geopolitico ed ecclesiastico del Seicento romano. Vengono ripercorsi il nepotismo di Urbano VIII Barberini, la costruzione di Palazzo Barberini a opera di Bernini, Borromini, Maderno e Pietro da Cortona, e il conclave del 1644 che portò all’elezione di Innocenzo X Pamphili. L’articolo ricostruisce l’ascesa della famiglia Pamphili e il ruolo di Olimpia Maidalchini, cognata del papa, nella committenza della fontana in piazza Navona, opera che suscitò le proteste della popolazione per il costo dell’obelisco (80.000 scudi, secondo i cronisti dell’epoca). Si chiude con il pontificato di Alessandro VII Chigi e la morte di Olimpia Maidalchini, nel 1657, durante l’epidemia di peste.

L’organizzazione degli ostacoli antisbarco sulle spiagge del Vallo Atlantico: l’intervento di Rommel dalla Normandia alla Danimarca

Marzia Gallo analizza il sistema difensivo costiero tedesco (Atlantikwall), circa 15.000 casematte e 100.000 opere ausiliarie tra Saint-Jean de Luz e Narvik, e il ruolo assunto da Erwin Rommel dal 1943 nella pianificazione degli ostacoli antisbarco. L’articolo espone il contrasto dottrinale tra l’approccio di Rommel, favorevole alla difesa immediata della linea costiera, e quello di von Rundstedt, orientato al mantenimento di riserve corazzate nell’entroterra da impiegare in un contrattacco successivo. Richiamando la storiografia sull’argomento, l’autrice riferisce interpretazioni divergenti sull’efficacia del sistema difensivo e attribuisce il fallimento delle difese costiere tedesche in Normandia, nel giugno 1944, principalmente alla superiorità materiale e logistica delle forze alleate piuttosto che a soli errori tattici.

I Bertogna di Villa Vicentina. Dinamiche di nobiltà civica, signoria feudale e produzione culturale tra Istria e Friuli

Lo studio di Marco Tabili ricostruisce le vicende della famiglia Bertogna in un’area di frontiera tra Istria e Friuli, dalle prime attestazioni istriane del XV secolo — un documento del 1434 dell’Archivio di Stato di Parenzo menziona Ser Pietro de Bertogna — fino all’acquisizione, nel 1476, di metà dei diritti feudali su Villa Vicentina (allora Camarzio) da parte di Cristoforo Bertogna, feudo concesso dal Capitolo di Aquileia con giurisdizione di Mero e Misto Impero. L’articolo segue poi i profili ecclesiastici della famiglia, tra cui Giacomo Bertogna (1814-1837), arciprete di Villa Vicentina e decano di Aquileia, autore di un trattato sulla costruzione di meridiane, e Antonio Cesare Bertogna, ordinato sacerdote in Ungheria nel 1814 e in seguito arciprete a Lubiana.

Ufficiali Araldici nei Paesi Bassi spagnoli del XVII secolo

Alessandro Maria Solivetti Flacchi esamina gli uffici araldici nei domini spagnoli dell’attuale Belgio nel XVII secolo, muovendo dalle vicende dei fratelli Engelbert e Felix Flacchio, originari di Rieti, rispettivamente Araldo e Re d’Armi del Lussemburgo e Perseverante d’Armi. Il contributo analizza i gradi degli ufficiali d’armi spagnoli e la composizione della Camera Araldica, inquadrando la materia nel contesto dinastico che, dal matrimonio tra Massimiliano I d’Asburgo e Maria di Borgogna (1477) all’abdicazione di Carlo V (1555), portò i territori corrispondenti agli odierni Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo sotto la Casa d’Austria, fino alla divisione tra Province Unite protestanti (indipendenti dal 1579) e province meridionali cattoliche, rimaste sotto la Spagna sino al Trattato di Utrecht (1713).

I titoli nobiliari secondo una recente sentenza della Cassazione

Salvatore Bordonali commenta la sentenza della Cassazione Civile n. 18740 (pubblicata il 9 luglio 2025, presidente relatore Felice Manna), pronunciata su segnalazione del Consiglio Notarile del Distretto di Lucca riguardo alla certificazione notarile del “diritto all’uso legale” di un titolo nobiliare e della sua trasmissibilità agli eredi. L’autore ripercorre la questione della competenza dei tribunali ecclesiastici e del ricorso ad arbitrati internazionali in materia nobiliare, richiama l’articolo 29 della Costituzione sulla famiglia come “società naturale fondata sul matrimonio” e, facendo riferimento alla recente visita in Italia di Re Carlo III del Regno Unito, sostiene la legittimità dell’uso del predicato nobiliare come memoria della storia familiare, priva di implicazioni antirepubblicane.

I patriziati a piazza chiusa del Regno di Napoli dai registri borbonici all’ordinamento nobiliare italiano

Davide Shamà ricostruisce la formazione dei patriziati del Regno di Napoli tra XII e XIII secolo, concentrati inizialmente nel Golfo di Napoli e in Costiera Amalfitana (Napoli, Sorrento, Amalfi, Scala, Ravello), con possibili radici nei ducati bizantini, e la loro successiva diffusione lungo le coste pugliesi. L’articolo distingue tra patriziati di più antica estrazione cavalleresca e patriziati più recenti costituiti da proprietari terrieri, mercanti, magistrati e notai, ed elenca i quattro privilegi esclusivi riconosciuti dal XV secolo — fondazione del seggio, selezione delle famiglie, aggregazione di nuove famiglie, reintegrazione — cui si aggiunse nel XVI secolo il regio assenso. Il contributo è corredato da un ampio apparato bibliografico sui registri delle piazze chiuse borboniche.

COMUNICAZIONI

Recensioni, Biografie degli Autori, Collegio Araldico

Chiudono il fascicolo le recensioni a Era Beta: mondo senza ritorno di Giovanni Vagnone di Trofarello e di Celle e a Ciliegi in fiore a Kyiv di Marco Lupis, le schede biografiche degli autori dei contributi e l’organigramma istituzionale del Collegio Araldico (Presidenza, Consiglieri, Comitato Scientifico, Redazione, elenco dei Collegiati).

La pagina istituzionale della Rivista del Collegio Araldico


Scheda di approfondimento
Collegio Araldico

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Il Collegio Araldico è un ente dedito allo studio dell’araldica e delle discipline ad esse affini, ed in particolare al diritto nobiliare e agli ordini cavallereschi.

L’attuale ente fa risalire le sue origini all’Istituto Araldico Romano che si indica come costituito nel 1853 ed approvato e riconosciuto nel 1858 con Decreto della S. Congregazione degli Studi. Assunta l’attuale denominazione nel 1903, nel 2015 il Conte Roberto Colonnello Bertini Frassoni, Segretario generale dell’ente fin dagli anni ’70 – dopo essere succeduto al conte Raoul Bertini Frassoni – , viste le difficoltà a proseguire il suo impegno avendo raggiunto ormai la soglia degli otto decenni di vita, con una lettera decise di passare ufficialmente le consegne a “un numeroso gruppo di amici che hanno condiviso la decisione di impegnarsi affinché il Libro d’oro della Nobiltà Italiana” e il Collegio Araldico, “avessero a continuare nel tempo”, donando contestualmente tutto l’archivio delle due pubblicazioni periodiche curate dall’ente, per proseguirne la pubblicazione.
Il Collegio dunque veniva rifondato con un rinnovato statuto il 20 giugno del medesimo anno a Torino.

Dal 1910 al 2010, l’associazione ha pubblicato sotto la sua egida il Libro d’oro della nobiltà italiana e dal 1903 al 2010 la Rivista araldica, entrambe pubblicazioni a periodicità variabile, il primo un repertorio araldico-nobiliare, la seconda una rivista culturale. Le due pubblicazioni sono state riprese dal rinnovato e attuale Collegio Araldico nel 2015 come Rivista del Collegio Araldico, e Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, continuandone la numerazione storica.
Presso il Collegio Araldico sono disponibili per la consultazione
(su richiesta anche in formato digitale) tutti i numeri della Rivista dal 1903 e tutte le edizioni del Libro d’Oro dal 1910.

L’istituzione non va confusa con altri due enti dalla denominazione simile, il Collegio Araldico Romano (fondato nel 2015 e che pure si richiama alla tradizione dello storico Collegio Araldico), e l’Accademia Collegio de’ Nobili.

Sito Internet istituzionale del Collegio Araldico
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copertina
La copertina del numero di giugno 2026 della Rivista del Collegio Araldico con Aimone di Savoia
2 Settembre 2026
Claudio Fontana

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