Gli stemmi dei vescovi campani dal 1962
L’araldica ecclesiastica costituisce da tempo un settore di ricerca che affianca la storia delle istituzioni della Chiesa, offrendo strumenti utili per ricostruire percorsi biografici, successioni episcopali e trasformazioni delle diocesi. In questo ambito si inserisce il nuovo volume di Enzo Parrino dedicato alla Regione Ecclesiastica Campania.
Il volume, quinto della collana “I Quaderni di Araldica Diocesana” relativa alla “Fascia Oltremare (1962-2026)”, è dedicato ai vescovi dell’Italia meridionale e prende in esame il territorio ecclesiastico campano. Secondo la descrizione dell’opera, si tratta di“Un percorso araldico costituito da oltre 200 stemmi dedicati ai vescovi che si sono succeduti alla guida delle diocesi della Regione Ecclesiastica Campania, a partire dal 1962, nelle fasi di preparazione ed avvio del Concilio Vaticano II.”
Il periodo considerato coincide con la stagione inaugurata dal Concilio Vaticano II, consentendo di seguire l’evoluzione delle insegne episcopali dei presuli succedutisi nelle diocesi campane nel corso di oltre sei decenni. L’opera si inserisce in un più ampio progetto di censimento e rielaborazione grafica dell’araldica episcopale italiana avviato dall’autore circa quindici anni fa e sviluppato attraverso la consultazione di archivi diocesani, biblioteche, arcivescovadi, parrocchie, pinacoteche e altre fonti documentarie.
La pubblicazione fa parte della sezione della collana dedicata all’Italia meridionale, denominata “Fascia Oltremare (1962-2026)”, comprendente i volumi relativi alle Regioni Ecclesiastiche Basilicata, Calabria, Sicilia, Campania e Puglia.
L’Araldica dei Vescovi dell’Italia Meridionale – Regione Ecclesiastica Campania, Enzo Parrino, Il Mio Libro, 2026; 460 pp., illustrazioni a colori; 14,5 × 22 cm; 44,00€.
Scheda biografica Enzo Parrino ![]() Vincenzo (detto Enzo) Parrino, nato all’inizio degli anni ’70, di Monterotondo alle porte di Roma, disegnatore araldico per passione, specializzato nell’ambito dell’araldica religiosa, ha iniziato a collaborare dal 2008 con il portale “Araldica Vaticana”, prima di divenirne il curatore dal 2016. Ha eseguito numerosi disegni gentilizi e soprattutto ecclesiastici, in diversi casi curandone anche l’ideazione, ed ha pubblicato innumerevoli volumi dedicati all’araldica ecclesiastica dando vita ad un ambizioso progetto di censimento mondiale delle insegne araldiche dei vescovi cattolici, progetto premiato anche con il “Gran Premio Scudo d’Oro” edizione 2019. . |
Scheda di approfondimento L’araldica ecclesiastica L’araldica ecclesiastica è una specifica branca dell’araldica che si occupa degli stemmi appartenenti a persone o istituzioni del mondo ecclesiale, stemmi caratterizzati da ornamentazioni esterne sostanzialmente costanti e che esprimono un preciso codice giuridico, in grado di rendere immediatamente identificabile grado e funzione del titolare. Limitatamente all’araldica della Chiesa Cattolica, gli elementi essenziali di tale codice sono: La tiara o triregno è l’ornamento araldico ad uso esclusivo del Papa, che sormonta il relativo stemma, ed è costituita da un copricapo a forma di cupola che sorregge tre corone sovrapposte. Benedetto XVI e Francesco hanno sostituito la tiara con una mitra caricata di tre fasce d’oro che richiamano le originarie tre corone. Il galero, ovvero il cappello ecclesiastico è un cappello da pellegrino con la tesa molto lunga e due cordoni laterali che terminano con una serie di fiocchi o più propriamente nappe. Posto sulla sommità ornamento dello scudo il galero consente l’immediato riconoscimento del grado del titolare dello stemma grazie al colore e al numero delle nappe o fiocchi. Il colore del galero (di norma il medesimo delle nappe) indica: > rosso per i cardinali; > verde per gli arcivescovi, i vescovi e i patriarchi; > paonazzo per i monsignori; > nero per i presbiteri. Il numero di nappe per lato indica: > 15 nappe rosse per i cardinali; > 15 nappe verdi per patriarchi e primati; > 10 nappe verdi arcivescovi; > 6 nappe verdi vescovi e abati mitrati; > 6 nappe paonazze cappellano di Sua Santità; > 6 nappe nere vicario generale, vicario episcopale, abate; > 3 nappe canonico; > 1 nappa presbitero. Le Chiavi sono raffigurate incrociate, una d’oro a destra e un’altra d’argento a sinistra, con le impugnature rivolte verso il basso. Si pongono dietro o sopra lo scudo papale. La croce posta in palo dietro lo scudo, può essere: > semplice cioè ad una traversa per i vescovi > doppia cioè a due traverse per i cardinali, i patriarchi e gli arcivescovi. ![]() Impostazione classica di un stemma papale ![]() Impostazione classica di uno stemma cardinalizio di un arcivescovo ![]() Impostazione classica di uno stemma arcivescovile ![]() Impostazione classica di uno stemma vescovile ![]() Impostazione classica di uno stemma di un abate ![]() Impostazione classica di uno stemma di un canonico ![]() Impostazione classica di uno stemma di un sacerdote Accanto a questi elementi principali ve ne sono altri di uso più limitato, come pure vi sono ulteriori configurazioni specificatamente riservate a cariche meno note, e non mancano un certo numero di eccezioni e deroghe concesse a titolari di cariche legate ad istituzioni specifiche. I disegni di questa scheda sono stati realizzati da Teresa Morettoni e Davide Bolis (per il solo stemma vescovile). . |
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