Mario Coda (1934–2025): cavaliere e studioso di storia e araldica piemontese
Nella giornata di ieri, martedì 11 novembre si è spento all’età di 91 anni Mario Coda, nato a Biella nel 1934. La sua scomparsa priva il circolo degli studiosi piemontesi di una figura che per decenni ha coniugato competenza archivistica, approfondimento storiografico e passione per la disciplina araldica.

Funzionario bancario in pensione, Mario Coda ha dedicato la sua vita civile e culturale alla città di Biella e al suo territorio. Ha ricoperto ruoli pubblici e associativi di rilievo: consigliere ed assessore comunale, ispettore archivistico onorario per il Piemonte e la Valle d’Aosta, bibliotecario-archivista del Santuario di Oropa e vicepresidente della Commissione del Cartario di Oropa. È stato attivo in molteplici prestigiose istituzioni culturali, quali la Società Italiana di Studi Araldici (SISA), la Società Storica Vercellese, Il Doc.Bi — Centro Studi Biellesi, l’Associazione Amici degli Archivi Piemontesi, il Centro Culturale ‘Conti Avogadro di Cerrione’, il Museo ‘NOVA FAMA’ al castello di Cerrione, e l’Associazione Amici dell’Archivio di Stato di Biella (di cui è stato tra i promotori e Presidente).
A riconoscimento dei suoi meriti nelle istituzioni culturali e del suo impegno civile, gli erano stati conferiti importanti onori: Cavaliere di Malta e Commendatore — tra l’altro — dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro e dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (OMRI).
Studioso accurato e appassionato di storia locale, araldica e genealogia, Coda ha curato e pubblicato numerosi saggi e volumi che costituiscono riferimenti per chiunque lavori sulle famiglie del Biellese e sulle insegne locali. Tra le opere più significative (scelte tra quelle contenute nel suo profilo bibliografico) si ricordano:
- La famiglia dei principi Dal Pozzo della Cisterna e il suo archivio, con M. Cassetti (1981).
- Biella tra polemica e storia nel Ragionamento di Carlo Antonio Coda (1986).
- Araldica e Genealogia, con L. Caratti di Valfrei (1989).
- Biella nei secoli. Cronologia storica. Le insegne araldiche della città di Biella (2014).
- Saggi su stemmi e famiglie locali: “Le armi degli antichi signori feudali biellesi” (in I castelli biellesi, 2001); “Le principali famiglie feudali vercellesi e i loro blasoni” (in I castelli vercellesi, 2002); Il Comune di Biella. Origine, sedi, simboli araldici (2003).
- Curatele e guide di interesse locale: L’altra Oropa. Guida al Cimitero monumentale del Santuario (con L. Bocchietto e C. Gavazzi, 2006); contributi su famiglie popolari divenute storiche (I Micca, 2007).
- Curatore de Il libro della blasoneria biellese (Associazione Amici degli Archivi Piemontesi, 2009), volume che rimane un punto di riferimento per la blasoneria locale;
- Innumerevoli poi i suoi contributi a tema araldico ai convegni della Società Italiana di Studi Araldici.
La sua produzione combina erudizione d’archivio e attenzione al contesto sociale: ha saputo ricostruire percorsi familiari, interpretare segni araldici e rendere disponibili fonti per la comunità degli archivisti e degli storici locali.
Mario Coda lascia un patrimonio di documentazione, note e pubblicazioni che continueranno ad alimentare ricerche di araldica, genealogia e diritto nobiliare. Il suo lavoro presso l’Archivio e il Santuario di Oropa, così come le numerose collaborazioni con riviste e convegni, hanno favorito la conservazione e la conoscenza di materiali altrimenti poco accessibili.
Articoli correlati: E’ deceduto Angelandrea Casale





