Mammola nel catasto onciario del 1754
È dedicato al catasto onciario di Mammola il volume di Vincenzo Marvasi Mammola nel catasto onciario del 1754, pubblicato nel 2019 da Promocultura Edizioni. L’opera costituisce il terzo volume della collana Per tabulas, dedicata allo studio e alla pubblicazione dei catasti onciari dei centri della Vallata del Torbido.
Il catasto onciario del 1754
Secondo la presentazione editoriale, l’autore ricava dal catasto i dati necessari a ricostruire l’economia e la società di uno dei centri più popolosi del territorio, avvalendosi di statistiche, grafici e tabelle riassuntive per rendere accessibile un documento “molto esteso e ricco di dati specifici“. Il volume è corredato da un apparato fotografico a colori dedicato alla Mammola settecentesca. Secondo quanto riferito da Gianfranco Rotondi su La Discussione, il catasto originale era composto da 769 folii scritti fronte e retro, per un totale di 1538 pagine manoscritte.
Toponomastica e struttura demografica
Rotondi segnala, tra gli elementi di interesse, la ricostruzione di toponimi oggi dimenticati e l’analisi della composizione dei nuclei familiari, con l’indicazione dei coniugi e delle relative età. Un grafico sulla “piramide dell’età” mostrerebbe, secondo la medesima fonte, che due terzi della popolazione aveva meno di quarant’anni; un altro grafico, sulla frequenza dei nomi maschili, indicherebbe il nome Nicodemo attribuito a 321 dei 1956 uomini censiti nel catasto. Le pagine iniziali del volume ricostruiscono inoltre la genesi del catasto onciario, istituito nel Regno di Napoli da Carlo di Borbone, e ne descrivono le classi sociali, le professioni, l’agricoltura, la zootecnia e il ruolo della Chiesa.
Mammola nel catasto onciario del 1754, Vincenzo Marvasi, Gerace (RC), Promocultura, 2019; 653 pp., ill.; 24 cm, ISBN 9788894457810, € 36,00
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