Martone nel catasto onciario
Fra le fonti archivistiche più rilevanti per la conoscenza delle comunità dell’Italia meridionale in età moderna, il catasto onciario occupa un posto di primo piano. Introdotto nel Regno di Napoli nella prima metà del Settecento, esso documenta con precisione la struttura economica, sociale e demografica delle università locali, offrendo uno strumento privilegiato per la ricostruzione della vita quotidiana e degli assetti patrimoniali.
In questo contesto si colloca il volume Martone nel catasto onciario (1742-1745), di Vincenzo Cataldo e Giovanni Pittari, inserito nella collana Per tabulas. L’opera si inserisce in un più ampio progetto editoriale volto alla pubblicazione e allo studio sistematico dei catasti onciari dei centri della Vallata del Torbido, area della Calabria Ultra caratterizzata da condizioni territoriali e produttive omogenee.
Come dichiarato nella presentazione editoriale, «con la pubblicazione e l’analisi di questo catasto continua parte il lavoro sui cinque Comuni che fanno parte della Vallata del Torbido, teso a far emergere gli aspetti sociali ed economici di un’area con caratteristiche pedologiche, climatiche e agro-pastorali molto simili». Lo studio è inoltre «orientato pure alla conoscenza degli aspetti demografici, dello stile di vita quotidiano e l’organizzazione amministrativa degli abitanti martonesi».
L’indagine si fonda sull’analisi diretta del documento catastale redatto fra il 1742 e il 1745, fonte primaria che registra nuclei familiari, beni immobili, attività produttive, carichi fiscali e articolazione sociale della comunità. Il catasto onciario consente di delineare una mappa precisa delle condizioni economiche locali, evidenziando la distribuzione della proprietà, le forme di produzione agricola e i rapporti fra individui, famiglie e istituzioni.
Il volume si distingue per l’impostazione metodologica, basata sulla trascrizione e sull’interpretazione sistematica delle partite catastali, integrate in un quadro storico più ampio. Lo studio del documento consente infatti di collegare i dati fiscali agli aspetti sociali, economici e antropologici, mostrando le interconnessioni fra struttura economica e organizzazione della comunità.
L’opera assume particolare rilievo anche nel quadro della ricerca storica sulla Calabria settecentesca, contribuendo alla conoscenza delle comunità locali attraverso una fonte diretta e coeva. La pubblicazione si inserisce in una serie di studi analoghi dedicati agli altri centri della Vallata del Torbido, confermando un approccio sistematico alla ricostruzione delle dinamiche territoriali e sociali dell’area.
Dal punto di vista editoriale, il volume si presenta in forma rilegata, con apparati illustrativi e documentari che accompagnano l’analisi del testo catastale, per un totale di 296 pagine.
Martone nel catasto onciario (1742-1745), Vincenzo Cataldo, Giovanni Pittari, Associazione Promocultura, 2018; pp. 296, ill.; coll. Per tabulas; prezzo di copertina € 24,00
Scheda biografica Vincenzo Cataldo ![]() Vincenzo Cataldo classe 1960, professore a contratto presso l’Università “Magna Graecia” di Catanzaro, ha collaborato con la cattedra di Storia moderna presso l’Università degli Studi di Messina (Dip. Cospecs), ed è Deputato di Storia Patria per la Calabria. Numerose le sue pubblicazioni, fra le quali ricordiamo: Gerace. Storia e immagini del Novecento (Promocultura, 2021); San Giovanni di Gerace nel catasto onciario del 1742 (Promocultura, 2017). Partecipa a numerose conferenze in qualità di relatore e suoi contributi sulla storia della Calabria e del Mezzogiorno moderno si trovano in atti di convegni e volumi collettanei. . |
Scheda biografica Giovanni Pittari All’anagrafe Giovanni Mario Pittari, classe 1972, maturità classica e magistrale, laurea in economia e commercio, di professione revisore dei conti e consulente fiscale, lunga esperienza amministrativa e gestionale in diversi enti, sindaco per un ventennio di San Giovanni di Gerace, in provincia di Reggio Calabria, ma anche conduttore televisivo, e una passione: la storia locale. Proprio la cura di tale passione l’ha portato ad essere un prolifico autore; tra i suoi lavori ricordiamo San Giovanni di Gerace nel catasto onciario del 1742 (2017), Martone nel catasto onciario (1742-1745) (2018), Grotteria nel catasto onciario del 1742 (2021), Il Sedile dei Nobili di Grotteria (2023). . |
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