San Giovanni di Gerace – Nel catasto onciario del 1742

Lo studio dei catasti onciari costituisce uno degli strumenti più rilevanti per la ricostruzione della società meridionale d’età moderna. Fonti nate con finalità fiscali, essi consentono oggi una lettura articolata delle strutture economiche, familiari e sociali delle comunità locali, restituendo un’immagine concreta della vita quotidiana nel Regno di Napoli del XVIII secolo.

Il volume San Giovanni di Gerace nel catasto onciario del 1742, di Vincenzo Cataldo e Giovanni Pittari, inaugura un più ampio progetto editoriale dedicato ai centri della Vallata del Torbido, area caratterizzata — come precisano gli autori — da «caratteristiche pedologiche, climatiche e agro-pastorali molto simili», tali da consentire un’analisi comparativa su base territoriale. L’iniziativa nasce infatti «dal proposito di voler avviare un’analisi socio-economica» dell’intera zona attraverso la pubblicazione sistematica delle fonti catastali settecentesche.

L’indagine prende avvio dal catasto onciario di San Giovanni di Gerace, documento che permette di interrogare direttamente la struttura della comunità: «come e dove vivevano gli abitanti, qual era il loro stile di vita quotidiano, com’erano organizzati amministrativamente, come era strutturata la società di questi centri». Attraverso la trascrizione e l’analisi delle dichiarazioni fiscali emergono nuclei familiari, patrimoni fondiari, attività produttive e rapporti sociali, offrendo un quadro dettagliato della micro-storia locale.

Dal punto di vista metodologico, l’opera si inserisce nella tradizione degli studi fondati sull’edizione critica delle fonti archivistiche. Il catasto onciario, introdotto nel Regno borbonico con finalità di riequilibrio fiscale, rappresenta infatti una documentazione di eccezionale densità informativa, capace di registrare non soltanto la distribuzione della ricchezza, ma anche assetti demografici, professioni e gerarchie sociali. Il lavoro di Cataldo e Pittari si distingue per l’intento dichiarato di costruire una base documentaria utile a successive ricerche storiche e genealogiche, in continuità con analoghi volumi dedicati agli altri comuni della vallata.

San Giovanni di Gerace nel catasto onciario del 1742, Vincenzo Cataldo – Giovanni Pittari, Associazione Promocultura, coll. Per tabulas, 2017; pp. 336; ISBN 9788894273205; € 25,00.


Scheda biografica
Vincenzo Cataldo

cataldo

Vincenzo Cataldo classe 1960, professore a contratto presso l’Università “Magna Graecia” di Catanzaro, ha collaborato con la cattedra di Storia moderna presso l’Università degli Studi di Messina (Dip. Cospecs), ed è Deputato di Storia Patria per la Calabria.

Numerose le sue pubblicazioni, fra le quali ricordiamo: 
Gerace. Storia e immagini del Novecento
(Promocultura, 2021); San Giovanni di Gerace nel catasto onciario del 1742 (Promocultura, 2017).

Partecipa a numerose conferenze in qualità di relatore e suoi contributi sulla storia della Calabria e del Mezzogiorno moderno si trovano in atti di convegni e volumi collettanei.
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Scheda biografica
Giovanni Pittari

All’anagrafe Giovanni Mario Pittari, classe 1972, maturità classica e magistrale, laurea in economia e commercio, di professione revisore dei conti e consulente fiscale, lunga esperienza amministrativa e gestionale in diversi enti, sindaco per un ventennio di San Giovanni di Gerace, in provincia di Reggio Calabria, ma anche conduttore televisivo, e una passione: la storia locale.

Proprio la cura di tale passione l’ha portato ad essere un prolifico autore; tra i suoi lavori ricordiamo San Giovanni di Gerace nel catasto onciario del 1742 (2017), Grotteria nel catasto onciario del 1742 (2021), Il Sedile dei Nobili di Grotteria (2023).
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copertina
La copertina de “San Giovanni di Gerace Nel catasto onciario del 1742”, di Vincenzo Cataldo e Giovanni Pittari, Promocultura, 2017
26 Febbraio 2026
Redazione

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