PRECISAZIONE VATICANA SUGLI ORDINI EQUESTRI

Il 10 ottobre 2026 la Sala Stampa della Santa Sede ha diffuso, con il Bollettino B0803, una nuova precisazione della Segreteria di Stato in merito agli ordini equestri, che richiama l’orientamento già espresso in precedenti occasioni. Il documento ripropone la distinzione fra gli ordini propri della Santa Sede, quelli da essa riconosciuti e tutelati e gli altri sodalizi che si qualificano come ordini cavallereschi. Affronta inoltre il valore dei diplomi e delle insegne rilasciati dalle organizzazioni non riconosciute e l’uso di chiese e cappelle per le cosiddette cerimonie di investitura.

La nota della Santa Sede

Il testo, pubblicato con il titolo «Precisazione della Segreteria di Stato in merito agli Ordini Equestri» e diffuso in italiano e in sette traduzioni (francese, inglese, tedesco, spagnolo, portoghese, polacco e arabo), è il seguente:

Precisazione della Segreteria di Stato

Santa Sede e Ordini Equestri

La Segreteria di Stato, a seguito di numerose richieste di informazioni ricevute in merito all’atteggiamento della Santa Sede nei confronti di ordini equestri dedicati a santi o aventi intitolazioni sacre, ritiene opportuno ribadire quanto già pubblicato in passato.

Oltre ai propri ordini equestri (Ordine Supremo del Cristo, Ordine dello Speron d’Oro, Ordine Piano, Ordine di San Gregorio Magno e Ordine di San Silvestro Papa), la Santa Sede riconosce e tutela soltanto il Sovrano Militare Ordine di Malta -ovvero Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta- e l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, e non intende innovare in merito.

Tutti gli altri ordini equestri – di nuova istituzione o fatti derivare da quelli medievali -non sono riconosciuti dalla Santa Sede, non potendosi questa far garante della loro legittimità storica e giuridica, delle loro finalità e dei loro sistemi organizzativi.

A evitare equivoci purtroppo possibili, anche a causa del rilascio illecito di documenti e dell’uso indebito di luoghi sacri, e a impedire la continuazione di abusi che poi risultano a danno di molte persone in buona fede, la Santa Sede conferma di non attribuire alcun valore ai diplomi cavallereschi e alle relative insegne che siano rilasciati dai sodalizi non riconosciuti e di non ritenere appropriato l’uso delle chiese e cappelle per le cosiddette “cerimonie di investitura”.

[01494-IT.01]

Il documento è consultabile nella sua interezza sul sito della Sala Stampa della Santa Sede: Precisazione della Segreteria di Stato del 10 ottobre 2026.

La nota delimita tre profili: l’elenco degli ordini riconosciuti e tutelati dalla Santa Sede; il mancato riconoscimento di tutti gli altri ordini equestri, tanto di nuova istituzione quanto derivati da quelli medievali; il rilascio di diplomi e l’uso di edifici di culto per le cerimonie di investitura. Non contiene riferimenti a casi concreti o a episodi specifici e non indica alcun ordine o associazione in particolare.

Il confronto con la “precisazione” del 2012

Il testo del 10 ottobre 2026 riprende, con varianti minime, la precisazione diramata dalla stessa Segreteria di Stato il 16 ottobre 2012 (Bollettino B0585) e pubblicata il giorno successivo da L’Osservatore Romano. I due testi sono posti a confronto nella tabella seguente.

16 ottobre 201210 ottobre 2026
La Segreteria di Stato, a seguito di frequenti richieste di informazioni in merito all’atteggiamento della Santa Sede nei confronti degli Ordini Equestri dedicati a Santi o aventi intitolazioni sacre, ritiene opportuno ribadire quanto già pubblicato in passato:La Segreteria di Stato, a seguito di numerose richieste di informazioni ricevute in merito all’atteggiamento della Santa Sede nei confronti di ordini equestri dedicati a santi o aventi intitolazioni sacre, ritiene opportuno ribadire quanto già pubblicato in passato.
Oltre ai propri Ordini Equestri (Ordine Supremo del Cristo, Ordine dello Speron d’Oro, Ordine Piano, Ordine di San Gregorio Magno e Ordine di San Silvestro Papa), la Santa Sede riconosce e tutela soltanto il Sovrano Militare Ordine di Malta —ovvero Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta— e l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, e non intende innovare in merito.Oltre ai propri ordini equestri (Ordine Supremo del Cristo, Ordine dello Speron d’Oro, Ordine Piano, Ordine di San Gregorio Magno e Ordine di San Silvestro Papa), la Santa Sede riconosce e tutela soltanto il Sovrano Militare Ordine di Malta -ovvero Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta- e l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, e non intende innovare in merito.
Tutti gli altri Ordini —di nuova istituzione o fatti derivare da quelli medievali—non sono riconosciuti dalla Santa Sede, non potendosi questa far garante della loro legittimità storica e giuridica, delle loro finalità e dei loro sistemi organizzativi.Tutti gli altri ordini equestri – di nuova istituzione o fatti derivare da quelli medievali -non sono riconosciuti dalla Santa Sede, non potendosi questa far garante della loro legittimità storica e giuridica, delle loro finalità e dei loro sistemi organizzativi.
Ad evitare equivoci purtroppo possibili, anche a causa del rilascio illecito di documenti e dell’uso indebito di luoghi sacri, e ad impedire la continuazione di abusi che poi risultano a danno di molte persone in buona fede, la Santa Sede conferma di non attribuire alcun valore ai diplomi cavallereschi e alle relative insegne che siano rilasciati dai sodalizi non riconosciuti e di non ritenere appropriato l’uso delle chiese e cappelle per le cosiddette “cerimonie di investitura”.A evitare equivoci purtroppo possibili, anche a causa del rilascio illecito di documenti e dell’uso indebito di luoghi sacri, e a impedire la continuazione di abusi che poi risultano a danno di molte persone in buona fede, la Santa Sede conferma di non attribuire alcun valore ai diplomi cavallereschi e alle relative insegne che siano rilasciati dai sodalizi non riconosciuti e di non ritenere appropriato l’uso delle chiese e cappelle per le cosiddette “cerimonie di investitura”.

Le differenze sono di carattere esclusivamente lessicale e formale, come l’uso prevalente della minuscola per «ordini equestri» (scelta che ci si domanda se sia solo di carattere grafico). Nel primo periodo «frequenti richieste di informazioni in merito» diventa «numerose richieste di informazioni ricevute in merito», «degli Ordini Equestri dedicati a Santi» diventa «di ordini equestri dedicati a santi» e i due punti finali lasciano il posto al punto fermo. Nel terzo capoverso «Tutti gli altri Ordini» diventa «Tutti gli altri ordini equestri». Nel quarto «Ad evitare» e «ad impedire» sono sostituiti da «A evitare» e «a impedire». Cambiano inoltre l’uso delle maiuscole e quello dei trattini, ora brevi anziché lunghi. Il testo del 2026 è infine preceduto dal sottotitolo «Santa Sede e Ordini Equestri», assente nel testo del Bollettino del 2012 e prossimo al titolo con cui la precisazione comparve sull’Osservatore Romano («Santa Sede e ordini equestri»).

La continuità è confermata anche dalla dichiarazione secondo cui la Santa Sede non intende innovare in materia, presente in entrambi i testi. La precisazione del 2026 si configura pertanto come una riaffermazione dell’orientamento precedente, non come l’introduzione di una nuova disciplina.

Perché proprio ora?

La nota non indica le circostanze che hanno indotto la Segreteria di Stato a intervenire nuovamente: si limita a richiamare le «numerose richieste di informazioni ricevute». Fra gli osservatori del settore sono state avanzate diverse ipotesi:

  • Contrasto ai falsi ordini equestri: Una prima lettura collega il documento al persistente fenomeno dei cosiddetti «falsi ordini» o «fabbriche di titoli», che negli ultimi anni avrebbe trovato nuove modalità di diffusione attraverso siti web, piattaforme social e altri strumenti digitali. In questa prospettiva il richiamo al valore dei diplomi cavallereschi e alla tutela delle persone «in buona fede» costituirebbe la riaffermazione di principi già consolidati, destinata a prevenire possibili equivoci (si veda ad esempio Open).
  • Uso inopportuno dei luoghi di culto: Una seconda interpretazione attribuisce particolare rilievo al passaggio sull’uso di chiese e cappelle per le cosiddette cerimonie di investitura. Da diversi anni diocesi, vicariati e altri organismi ecclesiastici hanno più volte richiamato parroci e rettori alla necessità di valutare con attenzione le richieste provenienti da associazioni cavalleresche prive di riconoscimento ecclesiastico. La nota potrebbe dunque essere letta anche come un richiamo rivolto all’interno del mondo cattolico (si veda ad esempio ilSole24Ore).
  • Periodica conferma di indicazioni già note: Una terza ipotesi la considera la prosecuzione di una prassi consolidata della Segreteria di Stato, che nel corso del Novecento e nel XXI secolo è intervenuta in più occasioni per precisare la propria posizione sugli ordini cavallereschi. Lo ha fatto talvolta in coincidenza con particolari fasi storiche o istituzionali, talvolta soltanto per ribadire orientamenti già affermati (si veda ad esempio Silere non Possum).

Alcuni osservatori hanno inoltre rilevato la prossimità temporale fra la pubblicazione della precisazione vaticana e le discussioni suscitate da recenti eventi del mondo cavalleresco italiano, fra cui le polemiche seguite al Capitolo Generale degli ordini dinastici di Casa Savoia tenutosi a Torino. La nota della Segreteria di Stato non contiene tuttavia alcun riferimento a tali vicende e, allo stato attuale, non risultano elementi documentali che consentano di stabilire un collegamento diretto fra i diversi avvenimenti.


Dossier – la Santa Sede e gli ordini equestri

Il presente articolo fa parte di un dossier che il Notiziario Araldico ha dedicato alla precisazione diffusa dalla Segreteria di Stato della Santa Sede il 10 ottobre 2026 in merito agli ordini equestri. L’obiettivo è offrire un quadro documentato e il più possibile completo della questione, ricostruendo il contenuto della nota, il contesto storico nel quale si inserisce e le principali interpretazioni che ne sono state date.

Il dossier si articola in quattro contributi autonomi, ciascuno dedicato a uno specifico aspetto della vicenda:

·        Dossier: la Santa Sede e gli ordini equestri
Un dossier su testo, fonti e interpretazioni della precisazione vaticana del 10 ottobre 2026

·        Precisazione vaticana sugli ordini equestri
Testo integrale, confronto con il 2012 e analisi delle possibili ragioni della nuova pubblicazione

·        Un secolo di interventi vaticani sugli ordini cavallereschi
La raccolta dei principali documenti ecclesiastici sugli ordini cavallereschi dal 1905 al 2026

·        Ordini cavallereschi: nodi aperti
Un’analisi delle questioni che continuano a dividere studiosi e operatori del settore

I singoli articoli possono essere letti separatamente, ma sono stati concepiti come parti complementari di un unico percorso di approfondimento.

Coordinamento editoriale: Raffaele Coppola

Il dossier si limita a raccogliere e ordinare le fonti disponibili, distinguendo i fatti documentati dalle interpretazioni, senza prendere posizione sulle controversie in corso.

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Scheda di approfondimento
L’Ordine Piano

medaglia

Gli Ordini Equestri Pontifici sono formalmente sette, e si classificano come Ordini di subcollazione o semindipendenti, quali l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e l’Ordine di Santa Maria Teutonica, detto anche Ordine dei Cavalieri Teutonici, in quanto ordini non concessi direttamente dal sommo pontefice ma per delegazione apostolica, e Ordini di collazione diretta, quali gli ordini militari Supremo del Cristo o Milizia di Nostro Signore Gesù Cristo e dello Sperone d’Oro o Milizia Aurata (entrambi in quiescenza), e gli ordini civili quali l’Ordine Piano, Ordine di San Gregorio Magno e l’Ordine di San Silvestro Papa, tutti conferiti direttamente dal papa, e tutti ordini di merito in quanto destinati a  premiare coloro che si rendono benemeriti verso la Chiesa.

L’Ordine Piano, il primo fra gli ordini di merito civile, fu istituito dal Papa Pio IX nel 1847, richiamandosi a quello omonimo fondato dal Papa Pio IV nel 1560. Oggetto di diverse riforme, l’attuale struttura e funzionamento è stata delineata da Papa Pio XII con la costituzione dell’11 novembre 1939.

Attualmente prevede cinque classi:
>Cavaliere e Dama di Collare: riservato ai Capi di Stato in visita alla Santa Sede.
>Cavaliere e Dama di Gran Croce: riservata ai capi di Governo e ai Ministri degli Affari Esteri in visita alla Santa Sede.
>Commendatore e Dama di Commenda con Placca: destinata ad ambasciatori e ministri plenipotenziari di stanza a Roma.
>Commendatore e Dama di Commenda: riservata a funzionari diplomatici di alto rango.
>Cavalieri e Dame: per insigni e benemeriti, di distintissima e spesso nobile nascita, che hanno illustrato o servito la Santa Sede con meriti eccezionali.
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Scheda di approfondimento
Ordine di San Gregorio Magno

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L’Ordine di San Gregorio Magno è gerarchicamente il quarto in ordine di importanza fra i cinque Ordini Cavallereschi della Santa Sede (di cui i primi due risultano però dormienti).

Fondato da Papa Gregorio XVI nel 1831, l’Ordine è stato più volte riformato, l’ultima durante il pontificato di San Giovanni Paolo II, il 2 giugno 1993.

L’onorificenza è destinata a premiare il servizio alla Chiesa, con impieghi straordinari, e il buon esempio verso la comunità. È riservato a cattolici di distinta condizione, anche se non sono richiesti requisiti nobiliari, e per questo è concesso anche a militari ma solo a partire dal grado di maggiore, può essere eccezionalmente conferito anche a non cattolici.

L’Ordine si articola oggi su quattro classi di merito:
Cavaliere di gran croce o dama di gran croce, a candidati/e di alto profilo anche non sono richiesti requisiti nobiliari, che abbiano compiuto almeno 55 anni e dopo 10 anni dal conferimento di una onorificenza di grado inferiore;
Commendatore con placca o dama di commenda con placca, Commenda: a candidati/e particolarmente benemeriti, con almeno 50 anni di età e dopo 10 anni dal conferimento di una onorificenza di grado inferiore;
Commendatore o dama di commenda, a candidati/e con almeno 45 anni di età e dopo 10 anni dal conferimento di una onorificenza di grado inferiore;
Cavaliere o dama, a candidati/e con almeno 40 anni di età.
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Scheda di approfondimento
Ordine di San Silvestro Papa

silvestro

L’Ordine di San Silvestro è il quinto per importanza fra i cinque Ordini Cavallereschi della Santa Sede.

Considerato uno degli ordini cavallereschi più antichi della Chiesa, la sua prima menzione storica però è solo del 1539, quando il papa lo conferì alla famiglia Sforza, e la sua attuale configurazione è dovuta alla riforma operata da papa Pio X nel 1905.

Destinato principalmente a ricompensare i cattolici che si sono dedicati attivamente alla vita della chiesa, in particolare distinguendosi nell’esercizio delle proprie abilità professionali e nelle varie arti, può essere eccezionalmente conferito anche a non cattolici.

L’Ordine si articola oggi su quattro classi di merito:
Cavaliere di gran croce o dama di gran croce, a candidati/e particolarmente benemeriti, con almeno 50 anni di età e dopo 10 anni dal conferimento di una onorificenza di grado inferiore;
Commendatore con placca o dama di commenda con placca, Commenda: a candidati/e benemeriti, con almeno 45 anni di età e dopo 10 anni dal conferimento di una onorificenza di grado inferiore;
Commendatore o dama di commenda, a candidati/e con almeno 40 anni di età e dopo 10 anni dal conferimento di una onorificenza di grado inferiore;
Cavaliere o dama, a candidati/e con almeno 35 anni di età.
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Scheda di approfondimento
L’Ordine di Malta

Stemma di Stato SMOM

Il Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta, comunemente abbreviato in Sovrano Militare Ordine di Malta o anche semplicemente in Ordine di Malta, in sigla SMOM, ma noto pure come Ordine Gerosolimitano, è un ordine religioso dipendente dalla Santa Sede, riconosciuto da una parte della dottrina, seguita dalla giurisprudenza italiana e da gran parte della comunità internazionale, come soggetto di diritto internazionale, pur essendo ormai privo del requisito della territorialità.
Dal 1834 l’Ordine ha sede a Roma in via Condotti, presso piazza di Spagna; è presente in oltre 120 paesi con iniziative a carattere benefico ed assistenziale. Qualificandosi come ente sovrano la sua sede, il Palazzo Magistrale e la Villa di Santa Maria del Priorato sull’Aventino, godono dello status di extraterritorialità. Sempre in virtù di tale condizione ampiamente riconosciuta dalla comunità internazionale, lo SMOM detiene un seggio come Osservatore presso l’Assemblea generale delle Nazioni Unite (ONU) dal 1994.

Il suo motto è Tuitio Fidei et Obsequium Pauperum (traduzione dal latino: Difesa della fede e aiuto ai poveri). L’Ordine batte una sua moneta numismatica, lo scudo maltese, emette propri francobolli, immatricola veicoli con targa SMOM, e celebra la sua festività nazionale il 24 giugno.

Dallo SMOM dipendono 6 Gran Priorati e 48 Associazioni nazionali che riuniscono i cavalieri e le dame a seconda del loro paese di residenza. In Italia sono tre i Gran Priorati: Lombardia e Venezia, Roma, Napoli e Sicilia.

L’Ordine di Malta è il principale successore dell’antico ordine dei Cavalieri Ospitalieri, fondato nel 1050 e reso sovrano il 15 febbraio 1113, l’unico di fede cattolica e riconosciuto dalla Santa Sede. Sono numerose le iniziative imitatrici dell’Ordine di Malta nel mondo, anche per questo, insieme al Venerabile Ordine di San Giovanni nel Regno Britannico (il nome completo dell’Ordine è Gran Priorato nel Regno Britannico del Venerabile Ordine di San Giovanni di Gerusalemme), all’Ordine Evangelico di San Giovanni (o Johanniterorden) derivante dall’antico Baliaggio di Brandeburgo, e ai due Ordini Giovanniti (distaccatisi dall’Ordine tedesco) di Svezia e dei Paesi Bassi hanno formato l’Alleanza dei Cavalieri ospedalieri di San Giovanni di Gerusalemme.

Il sito Internet istituzionale dell’Ordine di Malta

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Scheda di approfondimento
L’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme



La tradizione vorrebbe che l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (detto anche Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme e abbreviato in OESSG), sia stato fondato da Goffredo di Buglione con lo scopo di difendere, se necessario con le armi, il Santo Sepolcro, e di proteggere e consentirvi l’accesso e le celebrazioni, dopo la riconquista di Gerusalemme da parte delle armate cristiane nel 1099.
I primi documenti che attestano un’investitura di Cavalieri denominati “del Santo Sepolcro” sono però del 1336.
Nel 1868 Pio IX promosse la ricostituzione dell’Ordine che si aprì alle donne con la nomina delle Dame del Santo Sepolcro grazie a Leone XIII, nel 1888.

Si tratta di un Ordine Cavalleresco di Diritto Canonico e Persona Giuridica Vaticana.

Negli ultimi secoli la difesa in armi del sepolcro di Cristo è, ovviamente, venuta meno e sono cambiate le prerogative e gli obblighi dei confratelli e consorelle aderenti.
Nelle sue stesure più recenti, lo statuto dell’Ordine si propone di rafforzare nei suoi membri la pratica della vita cristiana, di sostenere ed aiutare le opere e le istituzioni culturali, caritative e sociali della Chiesa Cattolica in Terra Santa – particolarmente quelle del Patriarcato Latino di Gerusalemme, con il quale l’Ordine mantiene legami tradizionali fin dal 1847, anno del ripristino del Patriarcato da parte di Papa Pio IX – di conservare e propagare la fede in quelle terre, interessando a tale scopo i cattolici sparsi in tutto il mondo, di sostenere i diritti della Chiesa Cattolica in Terra Santa.

Attuale Gran Maestro dell’OESSG è Sua Eminenza Reverendissima, il Signor Cardinale Fernando FILONI.

Sito istituzionale dell’ Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Ordine del Santo Sepolcro

Immagine Mathieu Chaine: l’arma dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme
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12 Ottobre 2026
Redazione

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