Giovanniti ortodossi: cerimonia di benemerenza a Missaglia
Il 26 giugno 2026, in occasione della speciale visita di SE il protosincello Ieromonaco Ambrogio Matsegora, vicario generale della Chiesa Ortodossa Russa in Italia e parroco della chiesa di Santa Grande Martire Caterina di Alessandria a Roma, presso villa Sormani Marzorati Uva di Missaglia, in Brianza, si è svolta una cerimonia nel corso della quale la metropolia ortodossa russa dell’Europa occidentale del Patriarcato di Mosca ha conferito attestati di benemerenza a un gruppo di personalità italiane e straniere, cattoliche e ortodosse, per meriti culturali e sociali. La cerimonia è stata organizzata dalla Confraternita cavalleresca imperiale russa ortodossa di San Giovanni di Gerusalemme e di Malta.

La cerimonia e i beneficiari
A consegnare gli attestati è stato il vicario generale protosincello, l’ieromonaco padre Ambrogio, vicario d’Italia per l’amministrazione delle parrocchie del Patriarcato di Mosca, accompagnato dal segretario padre Adriano — priore della confraternita organizzatrice — e da padre Vasilj, parroco della comunità ortodossa russa di Saronno. Erano presenti, a quanto comunicato dagli organizzatori, circa un centinaio di persone, fra cui autorità civili, militari e diplomatiche, nonché Gianfranco Beretta, direttore di Brianza Channel TV.
I destinatari degli attestati, nella qualità indicata dagli organizzatori, sono stati: il principe prof. Roberto Spreti Malmesi Griffo Focas di Cefalonia; la principessa Silvia Andronikov Cantacuzene; il conte Pietro Veniamin Andrejevic Stramezzi; il barone Antonio Imperatore; la contessa Lali Panchulidzev; la nobile Maja Bubashvili; l’avvocato Max Francioli; il nobile Giovanni Alborghetti; il conte Alberto Uva Parea — proprietario della villa sede della cerimonia —; Elena Grinko; il barone Roberto Jonghi Lavarini.
La sede
La villa Sormani Marzorati Uva di Missaglia si presenta come un edificio di origini risalenti all’epoca romana, oggetto di successive trasformazioni nel corso dei secoli. Il conte Alberto Uva ne è l’attuale proprietario e promotore di iniziative culturali legate alla storia del territorio brianzolo.

Nuovi incarichi e prospettive
Fra i beneficiari degli attestati, il barone Roberto Jonghi Lavarini ha reso noto di aver accettato l’incarico di consigliere del vicariato, con funzione di consulente esterno in materia di cerimoniale laico, ordini cavallereschi e araldica, essendo cattolico a titolo gratuito. In tale veste, su richiesta del vicario padre Ambrogio, sarà incaricato di studiare un nuovo sistema premiale ecumenico dedicato a santa Caterina martire d’Alessandria del Monte Sinai, alla quale è intitolata la chiesa ortodossa russa di Roma. A questo proposito, Jonghi Lavarini ha indicato di avvalersi della consulenza del conte prof. Pier Felice degli Uberti, presidente dell’International Commission on Orders of Chivalry (ICOC).
Scheda di approfondimento Giovanniti ortodossi ![]() Il Coordinamento dei Giovanniti Ortodossi, presieduto da Roberto Spreti Malmesi Griffo Focas di Cefalonia (presidente della Unione della Nobiltà Bizantina del Romano Impero d’Oriente, della Fondazione Sacra Domus Hospitalis – Cavalieri Giovanniti OSJ, e della associazione internazionale Ordine Ospitaliero di Santa Elena Imperatrice), vanta presenze in Italia, Russia, Francia, Serbia, Carpazi, Albania e Caucaso, e rivendica una filiazione spirituale e culturale dal Gran Priorato di Russia che tra il 1794 ed il 1797 assorbì e sostituì il Gran Priorato di Polonia e fu posto sotto la protezione dello zar di Russia Paolo I, eletto poi, nel 1798, restandolo sino al 1801, Gran Maestro dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme (oggi noto come Ordine di Malta) a seguito della cacciata dei giovanniti da Malta da parte di Napoleone. Il Coordinamento in Italia è rappresentato dalla Confraternita cavalleresca imperiale russa ortodossa di San Giovanni di Gerusalemme e di Malta che si definisce, secondo quanto comunicato dai suoi rappresentanti, erede in Italia di una tradizione cavalleresca giovannita di osservanza ortodossa. Priore è padre Adriano (il dott. Adriano Frinchi, diacono della Chiesa ortodossa russa del Patriarcato di Mosca). In particolare tale Coordinamento accoglie anche il Sovrano Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme (OSJ rifondato nel 1977), di cui Roberto Spreti Malmesi Griffo Focas di Cefalonia è il Gran Maestro, e che ha deciso di continuare le proprie attività culturali e sociali, confluendo nella Fondazione internazionale Sacra Domus Hospitalis, con sede a Lugano in Svizzera. Coordinamento dei Giovanniti Ortodossi, Confraternita cavalleresca imperiale russa ortodossa di San Giovanni di Gerusalemme e di Malta e Sovrano Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, in quanto di matrice ortodossa non sono riconosciuti dalla chiesa cattolica, ed attualmente le onorificenze da essi rilasciate non figurano tra quelle autorizzabili all’uso su territorio italiano dal Ministero degli Affari Esteri, nè sono ancora riconosciuti dall’ICOC, mentre dichiarano di essere in dialogo, “con sincero spirito cristiano ecumenico e cavalleresco, con i fratelli dello SMOM cattolico e del Johanniter International riformato, e collaborano con la Santa Chiesa Ortodossa (in particolare con il competente Patriarcato di Mosca)“. Sito Internet istituzionale Sacra Domus Hospitalis . |
Scheda biografica Roberto Jonghi Lavarini ![]() Roberto Jonghi Lavarini è un imprenditore ed ex amministratore locale italiano, nato a Novara il 10 giugno 1972. Noto come il “barone nero” per la sua storica militanza e dirigenza nella destra sociale. Laureato in Scienze Politiche all’Università Statale di Milano, con una tesi in “Araldica e Comunicazione”, lavora per l’impresa di famiglia occupandosi di gestione immobiliare e relazioni pubbliche. È sposato con Veronica e ha tre figlie. Collabora con diverse testate giornalistiche e associazioni culturali e patriottiche. È invitato come opinionista in radio e TV. È appassionato di storia, antropologia, geopolitica, araldica, tradizioni popolari ed enogastronomia, ed è legato alle radici Walser della sua famiglia. Egli stesso fa riferimento al titolo di “Freiherr” (equivalente di “Barone” nel contesto germanico), che interpreta tradizionalmente ed etimologicamente come “uomo libero”, ovvero capo famiglia. Si definisce cristiano fedele alla Tradizione. È volontario del Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di Malta, vicepresidente di Aristocrazia Europea, promotore dell’associazione culturale Grande Milano, Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, ed è stato insignito di onorificenze e gradi da una lunga lista di altri ordini soprattutto di origine bizantino-ortodossi, mondo con cui ha intessuto intensi legami culturali. . |
Scheda di approfondimento Gli ordini cavallereschi in Italia ![]() Il conferimento e l’uso di titoli e decorazioni cavalleresche nel territorio della Repubblica Italiana sono disciplinati dagli articoli 7, 8 e 9 della Legge 3 marzo 1951, n. 178 (“Istituzione dell’Ordine «Al merito della Repubblica Italiana» e disciplina del conferimento e dell’uso delle onorificenze“). In base al dettato normativo e alla consolidata prassi amministrativa, il regime d’uso si articola in tre macro-categorie: 1. Uso libero (Ordini Nazionali, Pontifici e SMOM) I cittadini italiani possono liberamente insignirsi e fregiarsi dei titoli e delle decorazioni appartenenti a: o Ordini Nazionali della Repubblica Italiana: Ordine al Merito della Repubblica Italiana (OMRI), Ordine Militare d’Italia, Ordine della Stella d’Italia, Ordine al Merito del Lavoro e Ordine di Vittorio Veneto; o Ordini della Santa Sede: Ordine Supremo del Cristo, Ordine dello Speron d’Oro, Ordine Piano, Ordine di San Gregorio Magno e Ordine di San Silvestro Papa; o Ordini di sub-collazione pontificia e di patronato: Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme; o Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM), in virtù della sua natura di soggetto di diritto internazionale recepito dall’ordinamento italiano. 2. Uso soggetto ad autorizzazione (Ordini di Stati Esteri e Ordini “Non Nazionali”) Ai sensi dell’art. 7 della Legge 178/1951, l’uso nel territorio repubblicano delle onorificenze conferite da Stati esteri sovranamente riconosciuti o da Ordini “non nazionali” è subordinato al rilascio di un formale decreto di autorizzazione. L’istruttoria ed il rilascio delle autorizzazioni sono di esclusiva competenza del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) (Servizio del Cerimoniale Diplomatico della Repubblica). 3. Divieti, sanzioni ed enti non riconosciuti L’articolo 8 della medesima legge vieta in modo assoluto il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche — sotto qualsiasi forma o denominazione — da parte di altri soggetti. Le relative sanzioni si applicano anche qualora i conferimenti siano avvenuti al di fuori del territorio nazionale. In tale contesto assume particolare rilevanza la direttiva Persomil del 21 luglio 2020 e le successive modifiche del 2020 e del 2023, con i relativi allegati Profili di opportunità politica e ruolo dell’ICOC L’assenza di autorizzazione italiana all’uso delle insegne non coincide necessariamente, sul piano concettuale, con un giudizio storico sull’origine o sulla natura dinastica di un ordine. È il caso delle decorazioni degli Ordini di Casa Savoia (come l’Annunziata o i Santi Maurizio e Lazzaro), la cui autorizzazione è preclusa per ragioni di opportunità politica o costituzionale. Per questo motivo, accanto alle valutazioni delle istituzioni statali, esistono anche classificazioni elaborate da organismi privati di studio, come l’ICOC (International Commission for Orders of Chivalry), che non hanno valore giuridico ma sono frequentemente richiamate nella letteratura specialistica. . |
Disambigua PREDICATI TITOLI NOBILIARI, CAVALLERESCHI ED ACCADEMICI Per precisa scelta editoriale il Notiziario Araldico cerca di dare conto di tutti gli eventi e le iniziative di rilevanza araldica, nobiliare, cavalleresca, genealogica, vessillologia, faleristica, o comunque attinenti le discipline documentarie della storia, cercando di evitare atteggiamenti censori. Tale scelta, unita alle tempistiche proprie di un quotidiano quale è il Notiziario Araldico, ed all’impossibilità di una verifica puntuale di tutti i trattamenti e le titolature accademiche, nobiliari e cavalleresche, contenute nei comunicati, nelle note informative, nei programmi degli eventi, nei documenti diffusi e/o comunque ripresi, può purtroppo implicare la pubblicazione di titoli contesi, contestati, non universalmente accettati, inesatti, o peggio ancora frutto di falsificazioni antiche o recenti. Si evidenzia dunque che i trattamenti, i predicati, i titoli cavallereschi, i titoli accademici, i titoli nobiliari, pubblicati, lo sono senza attribuire loro alcun valore, e senza poter entrare nel merito. Giova infine ricordare in questa sede che per disposizione costituzionale, in Italia i titoli nobiliari, sono privi di qualunque valore giuridico. . |
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