I “pretensori”: genealogia e araldica nella burocrazia borbonica

«Durante le ricerche per alcuni saggi pubblicati tra il 2020 e il 2023, gli Autori si imbatterono in una serie di suppliche all’Archivio di Stato di Napoli riguardanti una categoria sconosciuta agli studi nobiliari, il “pretensore” (candidato) ai regi uffici.»

Il volume I “Pretensori”, firmato da Davide Shamà e Maurizio Carlo Alberto Gorra e pubblicato da La Musa Talia Editore nel 2026, si inserisce nel percorso di ricerca che gli autori conducono da anni sulla nobiltà napoletana attraverso fonti giuridiche, amministrative e araldico-genealogiche. In una comunicazione dell’autore, il lavoro viene presentato come «un altro repertorio di famiglie, persone e stemmi che viene a completare un altro tassello delle nostre ricerche degli ultimi anni», sostenuto dall’Associazione Nobiliare Regionale Veneta e introdotto da contributi di Marino Zorzi e Gaetano Damiano.

I documenti pretensori come nuova fonte per la ricerca

L’abstract del volume chiarisce il quadro archivistico e la natura del materiale esaminato: «L’Archivio di Stato di Napoli conserva i fondi della Real Camera di Santa Chiara, riguardanti una grande varietà di documentazioni che toccano tutti gli aspetti della vita civile napoletana del XVIII secolo. Particolarmente interessanti, e ancora oggi inedite, sono le domande (suppliche) per accedere ai regi uffici di magistrato e governatore.» I candidati, definiti “pretensori”, «inviavano i propri curricula completandoli con notizie personali, sulle famiglie e la loro condizione sociale». Una parte significativa di essi apparteneva al ceto aristocratico, e «nei loro incartamenti presentano notizie spesso inedite per l’araldica e la genealogia delle Due Sicilie».

Gli autori hanno selezionato e analizzato un corpus di suppliche comprese tra il 1737 e il 1797, costruendo «un repertorio di persone, stemmi e vicende dinastiche». Il carattere specialistico dell’opera è sottolineato dallo stesso Shamà, che definisce il volume «ultra specialistico» e destinato principalmente agli studiosi del settore.

La prefazione approfondisce la genesi del progetto e il suo valore documentario. Gli autori spiegano come la figura del “pretensore” fosse rimasta ai margini degli studi nobiliari: «Per quanto ne sappiamo, nessuno storico della nobiltà o araldista del passato, ha mai preso in considerazione le lettere e i curricula dei vari candidati spediti alla Real Camera di Santa Chiara, tanto meno con l’intento di farne un repertorio.»

Il materiale, pur non essendo una fonte primaria della nobiltà regnicola, offre elementi di rilievo: «Esistono, però, delle domande complete di genealogie, fedi di nascita, prove nobiliari e altri documenti che testimoniano la condizione aristocratica delle famiglie. Sono spesso materiali unici nel loro genere.» Particolarmente significativi risultano i dettagli araldico-genealogici uniti ai curricula, che «danno un quadro ben preciso sia delle persone che delle famiglie nel contesto più generale della burocrazia borbonica».

La mobilità sociale di epoca borbonica

L’introduzione della meritocrazia, con la sua carica dirompente di mobilità sociale, è una delle grandi novità riformatrici dei Borbone a metà del XVIII secolo“.

Gli autori evidenziano come i regolamenti borbonici abbiano favorito, per alcuni decenni, un parziale ricambio dei ceti, offrendo anche a famiglie aristocratiche decadute l’opportunità di reinserimento attraverso la carriera al servizio dello Stato. Diversamente dai percorsi militari, per gli uffici di governatore e giudice la nobiltà non era condizione vincolante, e molte domande provengono dal ceto togato o dal notabilato provinciale.

Un lavoro parte di un progetto più ampio

Il repertorio si inserisce in un progetto più ampio di classificazione della nobiltà napoletana secondo criteri documentari e giuridici: «Gli Autori di questo volume sono dell’opinione che compilare un repertorio araldico-genealogico dell’aristocrazia del Regno di Napoli su serie basi scientifiche, sia una necessità.» L’obiettivo è duplice: chiarire la reale consistenza della nobiltà regnicola e recuperare famiglie dimenticate o estinte attraverso documenti inediti.

La mole del materiale è descritta come notevole: «La raccolta delle suppliche è imponente, consiste in due specifiche catalogazioni archivistiche (1734-1773 e 1774-1797) per un totale di cinquantuno buste di materiali, che contengono migliaia di domande.» Gli autori hanno studiato circa la metà delle suppliche, selezionando quelle più rappresentative delle dinamiche sociali e istituzionali del periodo.

L’indice del volume, riportato integralmente:

  • Marino Zorzi, Presentazione
  • Gaetano Damiano, Presentazione
  • Prefazione
  • Tabula gratulatoria
  • Premessa storica
  • Premessa araldica
  • I “pretensori”
  • Elenco dei “pretensori”
  • Abbreviazioni e registri nobiliari menzionati
  • Bibliografia e sitografia compendiate menzionate nel testo
  • Indice dei luoghi
  • Indice delle persone

Il volume è disponibile esclusivamente presso l’editore e presso gli autori.

I “Pretensori”. Le suppliche dei nobili napoletani per i regi uffici alla Real Camera di Santa Chiara (1737-1797). Materiali araldico-genealogici per un repertorio, Davide Shamà e Maurizio Carlo Alberto Gorra, Venezia, La Musa Talìa, 2026; 176 pagine, in 8°, €30,00.


Davide Shamà

Nato a Sassari nel 1972, Shamà è uno studioso della nobiltà napoletana e genealogista, attivo da quasi trent’anni.

Autore di parecchi studi e libri sulla materia, in particolare ricordiamo “Titoli nobiliari del Regno di Napoli” (C. Grenzi Editore, Foggia 2015), “Gli Afan de Rivera. Storia, genealogia e araldica” (La Musa Talìa, Venezia 2019), “Titoli nobiliari del Regno di Napoli” (C. Grenzi Editore, Foggia 2024), “I Registri della nobiltà delle Due Sicilie” (C. Grenzi Editore, Foggia 2025). Ha contribuito alla compilazione dell’ “Elenco delle famiglie nobili e titolate delle province napolitane“, curato dal Corpo della Nobiltà Italiana (C. Grenzi Editore, Foggia 2019).
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Scheda biografica
Maurizio Carlo Alberto Gorra

Gorra Maurizio

Nato a Torino nel 1956, residente nei pressi di Roma da molti anni, membro associato dell’Académie Internationale d’Héraldique, nonché socio e ricercatore di altri organismi culturali, già perito araldico, studia la materia dal 1979 come autodidatta.

Collabora con università, studiosi, enti pubblici e privati, partecipa e organizza convegni, realizza stemmi, motti e ricerche araldiche.

Autore di numerosi studi e libri a tema araldico, in particolare ricordiamo “Blasonario di un sogno” (Centro Studi Araldici, Arcisate, 2017), “La conchiglia in araldica” (Edizioni Compostellane, Pomigliano d’Arco, 2010), “Stemmi Papali (come individuare e riconoscere facilmente l’epoca storica nei monumenti, nelle lapidi, nelle opere edili e d’arte)” (Permano Editrice, Pomezia, 2000).
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copertina
La copertina de “I ‘Pretensori’. Le suppliche dei nobili napoletani per i regi uffici alla Real Camera di Santa Chiara (1737-1797). Materiali araldico-genealogici per un repertorio”, a cura di Shamà Davide, e Gorra Maurizio Carlo Alberto, Venezia, La Musa Talìa Editore, 2026
14 Maggio 2026
Redazione

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