L’Araldo e la nobiltà napoletana
Dopo centodieci anni di assenza dalle librerie, rinasce una delle testate più prestigiose del panorama nobiliare italiano: l’Araldo. Almanacco Nobiliare del Napoletano. Fondato originariamente nel 1878 e interrotto bruscamente nel 1915, l’almanacco torna oggi in una veste completamente rinnovata, curata da Davide Shamà e Maurizio Carlo Alberto Gorra per i tipi di Claudio Grenzi Editore. L’opera si pone l’ambizioso obiettivo di colmare un vuoto informativo secolare, proponendosi non come semplice ristampa, ma come un repertorio scientifico monumentale che fotografa l’evoluzione delle casate del Mezzogiorno attraverso le tempeste del Novecento e i primi decenni del nuovo millennio.

Ne parliamo in una conversazione ideale con i curatori dell’opera, Davide Shamà e Maurizio Carlo Alberto Gorra.
Centodieci anni rappresentano un’interruzione cronologica quasi incolmabile. Come avete impostato il legame con la tradizione di Detken & Rocholl senza cadere nella mera nostalgia?
Davide Shamà: Il legame con la serie storica è ideale e concettuale, ma la rottura metodologica è netta. Se le edizioni originali rispondevano a una società e a criteri di fine Ottocento, oggi la genealogia non può più limitarsi a una sterile elencazione di vanità o titoli. Abbiamo mantenuto il nome per onorare il prestigio della testata, ma il contenuto è integralmente nuovo. Il lavoro ha dovuto mediare tra situazioni complesse: due guerre mondiali, il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica e ben due diversi ordinamenti nobiliari che hanno modificato profondamente le consuetudini del settore.
La ricerca si è avvalsa di fonti spesso inedite o difficilmente accessibili. Quale peso hanno avuto gli archivi privati in questo censimento?
Davide Shamà: Fondamentale. Oltre all’analisi sistematica degli atti di stato civile e alla consultazione delle grandi serie europee come il Gotha o il Genealogisches Handbuch des Adels, abbiamo attinto ai preziosi materiali di Livio Serra di Gerace conservati presso l’Archivio di Stato di Napoli. Questo ci ha permesso di integrare migliaia di dati inediti e di includere casate che erano state trascurate o descritte in modo insufficiente persino nelle edizioni storiche de l’Araldo.
Sul piano araldico la sfida era armonizzare fonti eterogenee prodotte in oltre un secolo. Quale criterio ha guidato la redazione dei blasoni?
Maurizio Carlo Alberto Gorra: Gli almanacchi storici soffrivano spesso di disparità tecniche tra i diversi collaboratori, portando a descrizioni araldiche disomogenee. In questa nuova serie ho adottato un lessico e una sintassi coerenti con le più avvedute tendenze dell’araldica italiana odierna. Per ragioni di spazio e chiarezza, abbiamo scelto di limitare il blasone alla sua variante di base, riducendo al minimo gli ornamenti esterni come elmi e motti, salvo casi eccezionali. È un lavoro in divenire: siamo consapevoli che alcune lacune restano da colmare nelle uscite successive.
L’opera tratta genealogie che arrivano fino al novembre 2025. Come avete gestito il delicato equilibrio tra rigore storico e tutela della privacy dei viventi?
Davide Shamà: È stato un aspetto centrale. Le genealogie coprono il periodo 1900-2025 seguendo criteri espliciti di allineamento con gli elenchi ufficiali, dal Libro d’Oro della Consulta Araldica fino all’elenco del C.N.I. del 2019. Riguardo ai viventi, abbiamo omesso per prassi le informazioni professionali o i titoli di studio, a meno che non fossero di pubblico dominio o esplicitamente autorizzati dalle famiglie, concentrandoci esclusivamente sui dati anagrafici e successori.
Le appendici del volume affrontano nodi complessi del diritto nobiliare, come il titolo di Barone e il trattamento di “Don” e “Donna”. Perché sentivate l’esigenza di questi approfondimenti?
Maurizio Carlo Alberto Gorra: Si tratta di questioni che il diritto nobiliare del Regno d’Italia non ha mai risolto in modo soddisfacente per le province napoletane. Ad esempio, l’uso del trattamento di Don e Donna nelle province meridionali è una consuetudine radicatasi durante la dominazione spagnola e proseguita sotto Borboni e Austriaci per tutti i membri delle famiglie nobili, ben oltre quanto poi codificato rigidamente dalla legislazione unitaria. I saggi in appendice offrono le coordinate necessarie per interpretare correttamente l’uso di questi titoli nel contesto specifico del Mezzogiorno.
Questo primo volume è definito “gigantesco”. È da considerarsi un’opera conclusa o l’inizio di una nuova periodicità?
Davide Shamà: È l’avvio di un percorso. La mole imponente era necessaria per riprendere i fili interrotti nel 1915 e presentare quasi la totalità delle famiglie iscritte negli elenchi ufficiali. Le edizioni future saranno più agili, focalizzandosi sugli aggiornamenti, le nuove generazioni e le correzioni che i lettori vorranno segnalarci. L’ambizione è che l’Araldo torni a essere la voce autorevole per lo studio dell’aristocrazia e della storia sociale del Napoletano.

INDICE DELL’OPERA
- Presentazione
- Famiglie nobili (Avvertenze sulle genealogie e araldiche)
- La Real Casa delle Due Sicilie
- Genealogie
- Appendice:
- Il titolo di Barone nel Regno di Napoli
- Il trattamento di Don e Donna nelle Province Napolitane
- Indice delle famiglie
L’Araldo. Almanacco Nobiliare del Napoletano · 1916‑2025. Nuova Serie, Anno I, Davide Shamà, Maurizio Carlo Alberto Gorra (a cura di), Claudio Grenzi Editore, 2025; pp. 546 ca., ill.; prezzo 76 €
Davide Shamà Nato a Sassari nel 1972, Shamà è uno studioso della nobiltà napoletana e genealogista, attivo da quasi trent’anni. Autore di parecchi studi e libri sulla materia, in particolare ricordiamo “Titoli nobiliari del Regno di Napoli” (C. Grenzi Editore, Foggia 2015), “Gli Afan de Rivera. Storia, genealogia e araldica” (La Musa Talìa, Venezia 2019), “Titoli nobiliari del Regno di Napoli” (C. Grenzi Editore, Foggia 2024), “I Registri della nobiltà delle Due Sicilie” (C. Grenzi Editore, Foggia 2025). Ha contribuito alla compilazione dell’ “Elenco delle famiglie nobili e titolate delle province napolitane“, curato dal Corpo della Nobiltà Italiana (C. Grenzi Editore, Foggia 2019). . |
Scheda biografica Maurizio Carlo Alberto Gorra ![]() Nato a Torino nel 1956, residente nei pressi di Roma da molti anni, membro associato dell’Académie Internationale d’Héraldique, nonché socio e ricercatore di altri organismi culturali, già perito araldico, studia la materia dal 1979 come autodidatta. Collabora con università, studiosi, enti pubblici e privati, partecipa e organizza convegni, realizza stemmi, motti e ricerche araldiche. Autore di numerosi studi e libri a tema araldico, in particolare ricordiamo “Blasonario di un sogno” (Centro Studi Araldici, Arcisate, 2017), “La conchiglia in araldica” (Edizioni Compostellane, Pomigliano d’Arco, 2010), “Stemmi Papali (come individuare e riconoscere facilmente l’epoca storica nei monumenti, nelle lapidi, nelle opere edili e d’arte)” (Permano Editrice, Pomezia, 2000). . |
DISAMBIGUA Sono diversi i repertori genealogici-nobiliari italiani, tal volta con denominazioni simili; di seguito un elenco delle pubblicazioni a vocazione nazionale: Albo d’oro della Nobiltà Italiana Repertorio genealogico-nobiliare edito da Ettore Gallelli Editore a partire dal 1998, amministrato dall’Unione della Nobiltà Italiana, di cui la seconda edizione è in uscita nel 2022 (link) Albo d’Oro delle famiglie nobili e notabili europee Repertorio genealogico-nobiliare edito dall’ Archivio storico araldico nobiliare a partire dal 1908, di cui la XVI edizione è in uscita nel 2022 (link). Albo d’Oro del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio Repertorio genealogico-nobiliare annunciato da Ettore Gallelli Editore per il 2021 (link). Albo d’Oro dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme Repertorio genealogico-nobiliare annunciato da Ettore Gallelli Editore senza che ne sia stata comunicata una data d’uscita (link) Annuario della Nobiltà Italiana Repertorio genealogico-nobiliare attualmente edito da Annuario della Nobiltà Italiana foundation trust, la cui prima serie ha iniziato le pubblicazioni nel 1878 per interromperle nel 1905; l’attuale seconda serie, diretta da Andrea Borella, ha ripreso le pubblicazioni nel 1998, giungendo alla XXXIII edizione dell’opera, uscita nel 2021 (link) Elenco dei Titolati Italiani con annesso Blasonario Generale Italiano Repertorio genealogico-nobiliare edito dall’ Accademia Araldica Nobiliare Italiana a partire dal 2008, di cui la V edizione è uscita nel 2021 (link). Elenco Ufficiale della Nobiltà Italiana Elenco ufficiale dei nobili italiani, amministrato dalla dalla Consulta Araldica del regno d’Italia, destinato a raccogliere le famiglie la cui nobiltà era già riconosciuta da almeno uno degli stati preunitari. Realizzato nel 1922, ha avuto una seconda edizione nel 1933 e un supplemento per il periodo 1934-36. Ha cessato di essere aggiornato con l’avvento della Repubblica. Elenco Ufficiale della Nobiltà Italiana – Serie aggiornata Repertorio genealogico-nobiliare edito da Ettore Gallelli Editore amministrato dall’Unione della Nobiltà Italiana, ha avuto una prima edizione nel 2012, ed una seconda nel 2019 (link) Libro d’Oro della Nobiltà Italiana Istituito nel 1896, è un registro ufficiale del cessato Regno d’Italia, manoscritto, fu curato dalla Consulta Araldica del regno sino all’avvento della Repubblica, che ne cessò l’aggiornamento. Attualmente è conservato dall’Archivio Centrale dello Stato, a Roma (link) Libro d’Oro della Nobiltà Italiana Repertorio genealogico-nobiliare dal 2015 edito dalla Libro d’Oro Srl, per conto del rifondato Collegio Araldico, in continuità con la serie avviata nel 1910 dal Collegio Araldico; è giunto alla XXVI edizione con l’uscita di gennaio 2022 (link) Libro d’Oro della Nobiltà Italiana – Nuova serie corrente Repertorio genealogico-nobiliare edito da Ettore Gallelli Editore amministrato dal Collegio Araldico Romano a partire dal 2014, in prosecuzione della serie avviata nel 1910 dal Collegio Araldico, di cui la XXVI edizione è annunciata in aggiornamento (link) Libro d’Oro della Nobiltà Italiana – Serie aggiornata Repertorio genealogico-nobiliare edito da Ettore Gallelli Editore amministrato dall’Unione della Nobiltà Italiana, pubblicato nel 2011 (link) Libro d’Oro delle famiglie Nobili e Notabili Repertorio genealogico-nobiliare edito da Enzo Modulo Morosini a partire dal 2009, di cui la VIII edizione è in uscita nel 2026 (link) Libro della Nobiltà Italiana Repertorio genealogico-nobiliare edito da Ettore Gallelli Editore amministrato dall’Unione della Nobiltà Italiana, pubblicato nel 2015 (link) Regio Libro d’Oro della Nobiltà Italiana Repertorio genealogico-nobiliare edito da Ettore Gallelli Editore amministrato dall’Unione della Nobiltà Italiana, pubblicato nel 2013 (link) Per approfondire: E’ guerra intorno al “Libro d’Oro” . |
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