Compendio per gli ecclesiastico dell’Ordine del Santo Sepolcro

Nel dicembre 2025 il Gran Magistero dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme ha diffuso in formato digitale il Compendio intitolato Gli ecclesiastici nell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. La pubblicazione è destinata a vescovi, sacerdoti, diaconi, religiosi e religiose membri dell’Ordine o interessati a un inquadramento istituzionale della loro presenza all’interno dell’ente cavalleresco.

Nella premessa il Compendio è presentato come una raccolta organica di documenti già esistenti, fino ad ora diffusi in modo frammentario, relativi alla presenza e alle attività degli ecclesiastici nell’Ordine. Il testo è firmato dal cardinale Fernando Filoni, Gran Maestro dell’Ordine, che ne raccomanda la diffusione presso le Luogotenenze e gli ordinari delle diocesi in cui l’Ordine è presente.

Inquadramento storico e giuridico

Il Compendio richiama l’approvazione pontificia dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e la sua configurazione come ente centrale della Chiesa cattolica. Vengono ripercorse le principali tappe della sua riorganizzazione a partire dal XIX secolo, con riferimento al breve Nulla celebrior di Pio IX e ai successivi interventi dei sommi pontefici che ne hanno definito l’assetto istituzionale e le finalità.

Struttura e presenza ecclesiastica

Una parte del testo è dedicata alla struttura dell’Ordine, distinguendo tra ceto laicale e ceto ecclesiastico, entrambi chiamati a concorrere al perseguimento delle medesime finalità secondo competenze differenziate. Sono illustrate l’organizzazione centrale e territoriale e le principali dignità ecclesiastiche, con riferimento allo Statuto vigente e al Regolamento Generale.

Ammissione, ruoli e funzioni

Il Compendio tratta quindi le modalità di ammissione degli ecclesiastici all’Ordine, le condizioni previste per vescovi, sacerdoti e diaconi e il loro compito di accompagnamento pastorale e formativo dei membri laici. A supporto dell’esposizione sono richiamati documenti normativi interni e interventi pontifici relativi alla missione dell’Ordine e alla formazione dei suoi membri.

Gradi, insegne e cerimoniale

Una sezione infine è dedicata ai gradi cavallereschi conferibili agli ecclesiastici, alle norme sulle promozioni e all’uso delle insegne e dell’abito nelle cerimonie dell’Ordine. Il Compendio affronta inoltre l’ammissione di religiosi e religiose e le disposizioni relative al cerimoniale cavalleresco e alla liturgia delle veglie e delle investiture, con rinvio al Rituale approvato dalla Sede Apostolica e agli articoli del Regolamento Generale riportati in appendice.

Per scaricare il Compendio


Scheda di approfondimento
L’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme



La tradizione vorrebbe che l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (detto anche Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme e abbreviato in OESSG), sia stato fondato da Goffredo di Buglione con lo scopo di difendere, se necessario con le armi, il Santo Sepolcro, e di proteggere e consentirvi l’accesso e le celebrazioni, dopo la riconquista di Gerusalemme da parte delle armate cristiane nel 1099.
I primi documenti che attestano un’investitura di Cavalieri denominati “del Santo Sepolcro” sono però del 1336.
Nel 1868 Pio IX promosse la ricostituzione dell’Ordine che si aprì alle donne con la nomina delle Dame del Santo Sepolcro grazie a Leone XIII, nel 1888.

Si tratta di un Ordine Cavalleresco di Diritto Canonico e Persona Giuridica Vaticana.

Negli ultimi secoli la difesa in armi del sepolcro di Cristo è, ovviamente, venuta meno e sono cambiate le prerogative e gli obblighi dei confratelli e consorelle aderenti.
Nelle sue stesure più recenti, lo statuto dell’Ordine si propone di rafforzare nei suoi membri la pratica della vita cristiana, di sostenere ed aiutare le opere e le istituzioni culturali, caritative e sociali della Chiesa Cattolica in Terra Santa – particolarmente quelle del Patriarcato Latino di Gerusalemme, con il quale l’Ordine mantiene legami tradizionali fin dal 1847, anno del ripristino del Patriarcato da parte di Papa Pio IX – di conservare e propagare la fede in quelle terre, interessando a tale scopo i cattolici sparsi in tutto il mondo, di sostenere i diritti della Chiesa Cattolica in Terra Santa.

Attuale Gran Maestro dell’OESSG è Sua Eminenza Reverendissima, il Signor Cardinale Fernando FILONI.

Sito istituzionale dell’ Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Ordine del Santo Sepolcro

Immagine Mathieu Chaine: l’arma dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme
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Scheda di approfondimento
Gli ordini cavallereschi in Italia

Ordini Cavallereschi

Il conferimento e l’uso di titoli e decorazioni cavalleresche nel territorio della Repubblica Italiana sono disciplinati dagli articoli 7, 8 e 9 della Legge 3 marzo 1951, n. 178 (“Istituzione dell’Ordine «Al merito della Repubblica Italiana» e disciplina del conferimento e dell’uso delle onorificenze“).
In base al dettato normativo e alla consolidata prassi amministrativa, il regime d’uso si articola in tre macro-categorie:

1.      Uso libero (Ordini Nazionali, Pontifici e SMOM) I cittadini italiani possono liberamente insignirsi e fregiarsi dei titoli e delle decorazioni appartenenti a:
o    Ordini Nazionali della Repubblica Italiana: Ordine al Merito della Repubblica Italiana (OMRI), Ordine Militare d’Italia, Ordine della Stella d’Italia, Ordine al Merito del Lavoro e Ordine di Vittorio Veneto;
o    Ordini della Santa Sede: Ordine Supremo del Cristo, Ordine dello Speron d’Oro, Ordine Piano, Ordine di San Gregorio Magno e Ordine di San Silvestro Papa;
o    Ordini di sub-collazione pontificia e di patronato: Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme;
o    Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM), in virtù della sua natura di soggetto di diritto internazionale recepito dall’ordinamento italiano.

2.      Uso soggetto ad autorizzazione (Ordini di Stati Esteri e Ordini “Non Nazionali”) Ai sensi dell’art. 7 della Legge 178/1951, l’uso nel territorio repubblicano delle onorificenze conferite da Stati esteri sovranamente riconosciuti o da Ordini “non nazionali” è subordinato al rilascio di un formale decreto di autorizzazione.
L’istruttoria ed il rilascio delle autorizzazioni sono di esclusiva competenza del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) (Servizio del Cerimoniale Diplomatico della Repubblica).

3.      Divieti, sanzioni ed enti non riconosciuti L’articolo 8 della medesima legge vieta in modo assoluto il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche — sotto qualsiasi forma o denominazione — da parte di altri soggetti. Le relative sanzioni si applicano anche qualora i conferimenti siano avvenuti al di fuori del territorio nazionale.

In tale contesto assume particolare rilevanza la direttiva Persomil del 21 luglio 2020 e le successive modifiche del 2020 e del 2023, con i relativi allegati

Profili di opportunità politica e ruolo dell’ICOC
L’assenza di autorizzazione italiana all’uso delle insegne non coincide necessariamente, sul piano concettuale, con un giudizio storico sull’origine o sulla natura dinastica di un ordine. È il caso delle decorazioni degli Ordini di Casa Savoia (come l’Annunziata o i Santi Maurizio e Lazzaro), la cui autorizzazione è preclusa per ragioni di opportunità politica o costituzionale.

Per questo motivo, accanto alle valutazioni delle istituzioni statali, esistono anche classificazioni elaborate da organismi privati di studio, come l’ICOC (International Commission for Orders of Chivalry), che non hanno valore giuridico ma sono frequentemente richiamate nella letteratura specialistica.
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Articoli correlati: E’ nata la “Fondazione dell’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme”

copertina
La copertina del Compendio – Gli ecclesiastici nell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme
22 Gennaio 2026
Giovanni Moneta

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