Annuario della Nobiltà, aggiornate le classificazioni melitensi

Il 15 ottobre 2026 il blog dell’Annuario della Nobiltà Italiana ha pubblicato un contributo del direttore Andrea Borella sui criteri di classificazione adottati, nella XXXIV edizione (2021-2026) dell’opera. In merito va evidenziato che il repertorio in questione suddivide le famiglie censite in diverse “parti”, in funzione di diversi critedi editoriali, criteri prevalentemente improntati sull’origine dello stato nobiliare dei singoli casati. Le novità dunque sono relative alla parte III, dell’opera, denominata «Malta corrente». Questa sezione accoglie le famiglie la cui nobiltà deriva da ammissioni in ordini cavallereschi o da concessioni nobiliari delle Case Reali. In «Malta corrente» figurano le famiglie la cui condizione nobiliare risulta documentata da ammissioni nelle categorie nobiliari del Sovrano Militare Ordine di Malta, oppure è riconducibile a provvedimenti delle sue autorità. Lo scritto sviluppa uno studio del 28 settembre sulla grazia magistrale dopo il 1798 e tiene conto della Carta costituzionale e del Codice melitense promulgati nel 2022, nel testo modificato dal Rescriptum ex Audientia Sanctissimi del 10 aprile 2026 e pubblicato in forma consolidata dall’Ordine nel giugno 2026.

La distinzione dalla sezione «Malta storica» dipende dalla fase storica dei provvedimenti. «Malta storica» raccoglieva le famiglie beneficiarie di titoli e riconoscimenti concessi dai Gran Maestri durante la sovranità dell’Ordine sull’arcipelago maltese, cessata nel 1798. È stata pubblicata per l’ultima volta nella XXXII edizione e non compare dalla XXXIII, essendo la materia riservata a un repertorio autonomo, in preparazione. Per i provvedimenti successivi al 1798 Borella rileva che la documentazione nota non consente di sostenere una prassi ininterrotta di concessioni nobiliari e araldiche. Essi vanno quindi valutati secondo la natura dell’atto, la categoria cavalleresca del beneficiario e gli effetti riconosciuti.

Le ammissioni motu proprio

Il presupposto più tradizionale della «Malta corrente» è l’ammissione nelle categorie nobiliari dell’Ordine (Onore e Devozione, Grazia e Devozione), ordinariamente subordinata alla presentazione di prove genealogiche. In questi casi, secondo l’autore, l’ammissione ha valore ricognitivo, perché documenta l’accertamento di una nobiltà già esistente. Diversa è la posizione delle ammissioni motu proprio, disposte dal Gran Maestro senza le prove ordinarie.

Borella richiama il Massimario del Magistrale Collegio dei Consultori Araldici dell’Ordine, raccolta di massime approvata dal Sovrano Consiglio il 3 dicembre 1968. Il § 3, n. 18, stabilisce che l’ammissione per grazia sovrana senza prove non dimostra la nobiltà preesistente e non giova ai discendenti, salvo diversa disposizione del decreto di nomina. Aggiunge però che essa «costituisce titolo primordiale di nobiltà generosa». Per titolo primordiale l’autore intende il fatto originario dal quale una condizione nobiliare può svilupparsi e trasmettersi.

Gioacchino Quadri di Cardano, autore del trattato I processi nobiliari nell’Ordine di Malta (Venezia, 2021), giudica la massima «non corretta», richiamando ammissioni eccezionali di capi di Stato e di personalità politiche e di dame ammesse in considerazione della categoria del marito. Maurizio Bettoja interpreta invece l’ammissione come fondamento di una nobiltà personale, resa ereditaria solo da un successivo provvedimento a favore dei discendenti. Borella propone una lettura secondo cui l’efficacia sulla discendenza sarebbe «differita e condizionata», non esclusa in via assoluta. Precisa che si tratta di interpretazione dottrinale bisognosa di riscontri e che non è noto un precedente documentato di discendente ricevuto sul solo fondamento di tale titolo.

Criteri per la XXXIV edizione

  • Il cavaliere ammesso motu proprio può essere pubblicato in «Malta corrente» se il provvedimento è adeguatamente documentato.
  • La scheda indica la natura dell’ammissione, distinta da quella con prove ordinarie.
  • I discendenti in linea maschile sono riportati nella scheda senza che ciò implichi il riconoscimento di una condizione nobiliare.
  • L’eventuale maturazione dell’antichità richiesta è segnalata distinguendo il computo cronologico dall’accertamento giuridico degli effetti del titolo primordiale.
  • Le clausole del decreto di nomina e i provvedimenti successivi sono valutati singolarmente. Alla grazia di attacco, cioè la facoltà di avvalersi del processo nobiliare di un ascendente o parente già ricevuto, non è attribuita efficacia nobilitante se questa non risulta dall’atto.
  • L’eventuale riconoscimento, da parte delle autorità dell’Ordine, della precedente ammissione come titolo primordiale valido per la discendenza costituisce elemento di particolare rilievo.

Dame, commende, stemmi e Gran Maestri

Per le dame ammesse senza prove, Borella distingue la grazia personale autonoma dall’ammissione accordata in considerazione della categoria del marito. Di regola esse sono riportate nella scheda della famiglia del marito. La scheda è collocata in Parte III se quella famiglia possiede autonomamente i requisiti, altrimenti in Parte V, che lo studio del 28 settembre descrive come la parte riservata alle famiglie notabili o con vita more nobilium. Le dame nubili ammesse per grazia personale sono valutate caso per caso.

Le fondazioni di commende di giuspatronato familiare, cioè commende istituite da una famiglia nell’ambito dell’Ordine, restano fra i presupposti per la Parte III. L’autore precisa però che la loro rilevanza nobiliare non può desumersi dalla tradizione familiare né dal semplice possesso di un giuspatronato ecclesiastico, e richiede l’atto istitutivo o documentazione autentica equivalente.

Quanto agli stemmi, la concessione di un’arma da parte del Gran Maestro non equivale, secondo l’articolo, a concessione di nobiltà. Quando il beneficiario è un cavaliere di grazia magistrale (categoria non nobiliare dell’Ordine), un cappellano o un religioso non ammesso a una categoria nobiliare, la famiglia è collocata in Parte V. La concessione vi è qualificata come «titolo primordiale di notabilità», espressione che Borella definisce propria della terminologia classificatoria dell’Annuario e non categoria prevista dall’ordinamento melitense. Se la concessione è accompagnata dall’ammissione, anche motu proprio, in una categoria nobiliare, la famiglia può trovare posto in Parte III.

I Gran Maestri sono invece iscritti d’ufficio in Parte II, in considerazione della particolare posizione che la loro dignità ebbe nell’ordinamento araldico del Regno d’Italia, anche per titoli e trattamenti. Tale iscrizione non comporta l’attribuzione di una nobiltà ereditaria alla famiglia.

Modalità di pubblicazione

In «Malta corrente» la pubblicazione avviene ordinariamente su istanza degli interessati, e non per la sola appartenenza a una categoria nobiliare dell’Ordine. All’istanza vanno allegati il diploma di ricezione e, secondo i casi, copia del processo nobiliare o del decreto magistrale da cui risultino categoria, natura del provvedimento ed eventuali clausole particolari. La redazione mantiene autonomia nell’esame delle fonti e nella collocazione delle famiglie. Nelle schede della XXXIV edizione la legenda, l’apparato di segni e richiami che qualifica i provvedimenti riportati, distinguerà le ammissioni con prove da quelle motu proprio.

L’articolo osserva che l’assenza di una famiglia dalla sezione non consente conclusioni sulla sua condizione nobiliare, poiché molte famiglie trovano già collocazione in altre parti dell’opera su distinto fondamento. Precisa inoltre che la pubblicazione non costituisce esercizio di potestà pubblica di riconoscimento nobiliare, e ricorda che la XIV disposizione transitoria e finale della Costituzione italiana stabilisce che i titoli nobiliari non sono riconosciuti. La redazione invita le famiglie e gli studiosi in possesso di documentazione su ammissioni motu proprio e su successivi processi nobiliari dei discendenti a segnalarla.

Lo scritto di Andrea Borella: La sezione «Malta corrente» dell’Annuario della Nobiltà Italiana: nuovi criteri di pubblicazione per la XXXIV edizione (2021-2026)


Scheda di approfondimento
Annuario della Nobiltà Italiana

Annuario della Nobiltà Italiana

L’Annuario della Nobiltà Italiana è un repertorio periodico genealogico, anagrafico ed araldico  sulle famiglie nobili italiane, fiorenti ed estinte, e sulle famiglie “notabili” italiane (casate storicamente in possesso di stemma e con vita more nobilium).

Il periodico venne originariamente fondato nel 1879 sotto l’egida dell’Accademia Italiana d’Araldica, che ne curò le successive ventisei edizioni, fino al 1905. A dirigere l’opera Giovan Battista di Crollalanza, che per la veste tipografica s’ispirò a quella delle edizioni ottocentesche dell’Almanach de Gotha. A Giovan Battista di Crollalanza si succedettero nella direzione della prima serie, il figlio di questi, Goffredo di Crollalanza, sino al 1904 ed il fratellastro di quest’ultimo, Aldo di Crollalanza sino al 1905. 

Nel 2000 venne fondata la nuova serie dell’Annuario, con la pubblicazione della XXVIII edizione, in due volumi, a cura di Andrea Borella, dapprima per i tipi della casa editrice S.A.G.I. (Società Araldica Genealogica Internazionale) e poi a cura dell'”Annuario della Nobiltà Italiana Foundation Trust“.

La presidenza onoraria dell’opera venne assunta, nel gennaio 2000, da Onda di Crollalanza, nipote di Goffredo e di Aldo di Crollalanza e pronipote di Giovan Battista Crollalanza, fino alla di lei morte (18 agosto 2007), poi da Araldo di Crollalanza, fratellastro di Onda (morto il 29 novembre 2014). L’attuale presidente è il figlio di quest’ultimo, Goffredo di Crollalanza (nato nel 1974). La XXX (2006) e la XXXI edizione (2007-2010)  furono presentate alla presenza di S.A.R. il Principe Amedeo di Savoia.

A caratterizzare l’Annuario rispetto ad altri repertori araldico-genealogico in commercio, la presenza di inediti ed approfonditi studi di diritto nobiliare per ogni nuova edizione dell’opera, e l’ampiezza e completezza del numero di famiglie aristocratiche e borghesi censite.

Sito istituzionale dell’Annuario della Nobiltà Italiana
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23 Ottobre 2026
Claudio Fontana

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