I nuovi emblemi araldici del Comune di Casapulla

In data 30 dicembre 2025, presso la prefettura di Caserta, ha avuto luogo la cerimonia ufficiale di consegna del decreto del presidente della repubblica relativo alla concessione dei nuovi emblemi araldici al comune di Casapulla. Il prefetto di Caserta, Lucia Volpe, ha consegnato il documento al sindaco del comune interessato, Ferdinando Bosco, formalizzando così l’adozione dello stemma, del gonfalone e della bandiera dell’ente.

Iter amministrativo e basi storiche

Il provvedimento giunge a conclusione di un articolato percorso di ricerca storica e documentale volto alla definizione dell’identità araldica della comunità. Tale attività di ricognizione è stata condotta dagli uffici comunali con il contributo di Felice Provvisto, al fine di ricostruire i simboli tradizionali del territorio. Sotto il profilo procedurale, il percorso ha visto un passaggio fondamentale nella deliberazione del consiglio comunale n. 29 del 31 maggio 2024, atto che ha recepito le risultanze delle ricerche e ha avviato l’istanza formale presso gli organi competenti della presidenza del consiglio dei ministri.

L’istruttoria amministrativa è stata seguita dal settore demografici dell’ente sotto la responsabilità di Domenico Piccicacchi. In occasione del riconoscimento ufficiale, è stata inoltre realizzata una riproduzione artistica dello stemma su terracotta, opera della fornace Saputo e della pittrice Maria Canoby, intesa a sottolineare il legame tra la simbologia istituzionale e la tradizione artigianale locale.

consegna
Prefettura di Caserta: La consegna del Decreto presidenziale di concessione dei nuovi emblemi araldici a Casapulla

Descrizione araldica degli emblemi

Il decreto del presidente della repubblica, datato Roma 20 marzo 2025, definisce tecnicamente i nuovi simboli comunali secondo le norme della disciplina araldica pubblica. Si riporta di seguito la trascrizione della blasonatura ufficiale contenuta nel testo legislativo.

Lo stemma è descritto come d’azzurro, alla torre quadrata, d’argento, due lati visibili, fortificata, scoperta, con robusta base bugnata negli angoli e intorno alla porta aperta, con arco a tutto sesto su cui si elevano altri due palchi finestrati dello stesso decrescenti in altezza, sulla cui sommità sono presenti cinque porta fiaccole d’argento, detta torre fondata in punta, accompagnata in capo dal sole d’oro. Il tutto è completato dagli ornamenti esteriori da comune.

Il gonfalone consiste in un drappo di bianco, riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dallo stemma comunale con l’iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del comune. Le parti di metallo e i cordoni sono argentati, mentre l’asta verticale è ricoperta di velluto del colore del drappo con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma del comune e sul gambo è inciso il nome, con cravatta dai nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento.

La bandiera è costituita da un drappo di bianco, caricato dallo stemma comunale, con l’asta ornata da nastri tricolorati dai colori nazionali.

Registrazione e trascrizione

Il decreto presidenziale, controfirmato dal presidente del consiglio dei ministri, ha seguito il regolare corso di registrazione presso gli uffici del segretariato generale della presidenza del consiglio, servizio onorificenze e araldica, in data 11 aprile 2025. Risulta inoltre debitamente trascritto nel registro araldico degli enti territoriali e giuridici dell’archivio centrale dello stato a far data dall’8 aprile 2025, garantendo così la tutela giuridica e la definitività della nuova immagine araldica dell’ente.

Ulteriori dettagli: Comune di Casapulla


Scheda di approfondimento
L’araldica civica italiana

Stemma vuoto di comune

L’araldica è la scienza che studia gli stemmi, questi però sono raggruppabili in tre macro categorie, ovvero gli stemmi di persona e famiglia, gli stemmi ecclesiastici, e gli stemmi di enti.

Quest’ultima categoria comprende in particolare gli enti territoriali, quali i comuni, le province, le regioni, e gli studi araldici ad essa dedicati, sono comunemente indicati come studi sull’araldica civica.

Oggi in Italia solo questa categoria dell’araldica (o meglio gran parte di essa) è disciplinata e tutelata dallo Stato, e la normativa di riferimento è il Decreto del Presidente del Consiglio del 28 gennaio 2011 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 1 febbraio 2011, n.25 – Suppl. Ordinario n.26.

Tale Decreto all’articolo 2 precisa che: sono destinatari delle disposizioni di cui al presente decreto: le regioni, le province, le città metropolitane, i comuni, le comunità montane, le comunità isolane, i consorzi, le unioni di comuni, gli enti con personalità giuridica, le banche, le fondazioni, le università, le società, le associazioni, le Forze armate ed i Corpi ad ordinamento civile e militare dello Stato.

L’articolo 5 invece precisa le caratteristiche tecniche degli emblemi civici:

1) Lo scudo obbligatoriamente adottato per la costruzione degli stemmi è quello sannitico moderno …

2) Le province, i comuni insigniti del titolo di città ed
i comuni dovranno collocare sopra lo stemma la corona a
ciascuno spettante, come di seguito descritta:
a) provincia: cerchio d’oro gemmato con le cordonature lisce ai margini, racchiudente due rami, uno di alloro e
uno di quercia, al naturale, uscenti dalla corona, decussati
e ricadenti all’infuori:

Corona di Provincia
b) comune insignito del titolo di città: corona turrita,
formata da un cerchio d’oro aperto da otto pusterle (cinque visibili) con due cordonate a muro sui margini, sostenente otto torri (cinque visibili), riunite da cortine di muro, il tutto d’oro e murato di nero:

Corona di città
c) comune: corona formata da un cerchio aperto da
quattro pusterle (tre visibili), con due cordonate a muro
sui margini, sostenente una cinta, aperta da sedici porte
(nove visibili), ciascuna sormontata da una merlatura a
coda di rondine, il tutto d’argento e murato di nero:

Corona Comune

3) Gli enti di cui all’articolo 2, diversi da provincia, comune insignito del titolo di città e comune, possono fregiare il proprio stemma con corone speciali di cui è studiata di volta in volta la realizzazione a cura dell’ Ufficio onorificenze e araldica.

4) Il gonfalone consiste in un drappo rettangolare di cm. 90 per cm. 180, del colore di uno o di tutti gli smalti dello stemma. Il drappo è sospeso mediante un bilico mobile ad un’asta ricoperta di velluto dello stesso colore, con bullette poste a spirale, e terminata in punta da una freccia, sulla quale sarà riprodotto lo stemma, e sul gambo il nome dell’ente. Il gonfalone ornato e frangiato è caricato, nel centro, dello stemma dell’ente, sormontato dall’iscrizione centrata (convessa verso l’alto) dell’ente medesimo. La cravatta frangiata deve consistere in nastri tricolorati dai colori nazionali. Le parti metalliche del gonfalone devono essere: argentate per gli stemmi del comune, d’oro per gli stemmi della provincia e del comune insignito del titolo di città. Analogamente i ricami, i cordoni, l’iscrizione e le
bullette a spirale devono essere d’argento per gli stemmi del comune, d’oro per gli stemmi della provincia e del comune insignito del titolo di città.

Gonfalone comunale

Il precedente articolo 4, fornisce inoltre delle indicazioni in merito ai motti: I motti devono essere scritti su liste bifide e svolazzanti dello stesso colore del campo dello scudo, con lettere maiuscole romane, collocate sotto la punta dello scudo.

Non sono invece formalmente menzionate le fronde che accompagnano lo scudo ai lati per poi unirsi al di sotto della sua punta, ma il rinvio alla normativa preesistente per quanto non normato dal decreto in questione, oltre alla loro costante presenza nei bozzetti esemplificativi e nelle faq presenti sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri legittimano la comune interpretazione che esse siano previste, e lo siano con le caratteristiche indicate nelle suddette faq: 7) Le fronde che ornano lo scudo che ruolo hanno? Arricchiscono lo scudo ed effigiano l’alloro e la quercia, con le foglie di verde e con le drupe e le bacche d’oro; tali fronde si pongono legate in basso con un nastro tricolorato con i colori nazionali.

Da annotare infine che il comma 1 dell’art. 4 del già richiamato DPCM del 28/01/2011 precisa che “Gli stemmi ed i gonfaloni storici delle province e dei comuni non possono essere modificati”.

I disegni accompagnatori della presente scheda sono desunti dal testo del DPCM del 28/01/2011.

Testo integrale del Decreto del Presidente del Consiglio del 28 gennaio 2011
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Articoli correlati: Nuove insegne araldiche per Clusone

stemma
Stemma del Comune di Casapulla: “D’azzurro, alla torre quadrata, d’argento, due lati visibili, fortificata, scoperta, con robusta base bugnata negli angoli e intorno alla porta aperta, di nero, con arco a tutto sesto su cui si elevano altri due palchi finestrati dello stesso decrescenti in altezza; sulla cui sommità sono presenti cinque porta fiaccole d’argento, detta torre fondata in punta, accompagnata in capo dal sole d’oro. Ornamenti esteriori da Comune” (Blasonatura ufficiale)
8 Gennaio 2026
Giovanni Moneta

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