«I pretensori»: presentazione il 15 ottobre
Nell’ambito della rassegna “Dialoghi di Carta. Incontriamoci in Archivio”, promossa dall’Archivio di Stato di Napoli, il 15 ottobre 2026, alle ore 16.30, nella Sala Catasti dell’istituto partenopeo, sarà presentato il volume I “Pretensori”. Le suppliche dei nobili napoletani per i regi uffici alla Real Camera di Santa Chiara (1737-1797). Materiali araldico-genealogici per un repertorio, di Davide Shamà e Maurizio Carlo Alberto Gorra. All’incontro interverranno Gaetano Damiano, lo stesso Maurizio Carlo Alberto Gorra e Lucia Teresa Lopriore.
Un repertorio costruito su fonti d’archivio inedite
Pubblicato nel 2026 da La Musa Talìa Editore, il volume nasce da una ricerca condotta presso l’Archivio di Stato di Napoli sui fondi della Real Camera di Santa Chiara. Come ricordato nella presentazione dell’opera, gli autori si sono concentrati sulle suppliche presentate dai candidati ai regi uffici, i cosiddetti “pretensori”, conservate nelle serie documentarie relative al XVIII secolo.
Secondo l’abstract riportato dagli autori, tali documenti contengono frequentemente informazioni personali, genealogiche e sociali dei richiedenti, nonché elementi araldici e documentazione nobiliare. In particolare, viene evidenziato come molte pratiche comprendano genealogie, prove di nobiltà, fedi di nascita e altri atti ritenuti utili per attestare la condizione aristocratica delle famiglie coinvolte.
Il volume prende in esame un corpus di suppliche databili tra il 1737 e il 1797 e si propone come repertorio di persone, famiglie e stemmi ricavati da tali fascicoli. Gli autori osservano inoltre che la raccolta archivistica censita comprende migliaia di domande distribuite in cinquantuno buste, delle quali è stata studiata una parte significativa.
Interesse per gli studi araldici e genealogici
L’opera si inserisce nel più ampio filone di studi dedicato alla nobiltà del Regno di Napoli e all’utilizzo delle fonti amministrative per la ricostruzione di vicende familiari, genealogie e testimonianze araldiche. Una prospettiva ulteriormente approfondita dalla lettura critica pubblicata da Pasquale Amicarelli, che ha richiamato l’attenzione sul ruolo delle suppliche come strumenti attraverso i quali le famiglie presentavano prove genealogiche e descrizioni araldiche nell’ambito delle procedure amministrative borboniche.
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