Inaugurata a Ravello la Galleria degli stemmi

Giovedì 13 agosto 2026 il Duomo di Ravello ha ospitato l’inaugurazione del nuovo Salone degli Stemmi Vescovili, spazio espositivo permanente dedicato alla memoria della diocesi ravellese attraverso le insegne dei suoi presuli. L’iniziativa, promossa dalla Parrocchia di Santa Maria Assunta in collaborazione con l’associazione “Ravello Nostra”, era stata annunciata nelle settimane precedenti come conclusione di un progetto fondato sulle ricerche di Angelandrea Casale e sui disegni araldici di Enzo Parrino.

pubblico
Foto Ravello Nostra: Autorità e pubblico intervenuti, il 13 agosto 2026, all’inaugurazione della Sala degli stemmi del Duomo di Ravello

La diocesi di Ravello, istituita nel 1086 e soppressa nel 1818, continua a essere presente nella gerarchia ecclesiastica come sede titolare. Il progetto espositivo prende dunque in considerazione la successione dei presuli della diocesi storica e dei successivi titolari, utilizzando gli stemmi quale elemento di documentazione della vicenda ecclesiastica ravellese. Una prima presentazione degli studi di Casale sull’argomento risale al 2018, quando erano stati illustrati stemmi ricavati da lapidi sepolcrali, documenti d’archivio e pubblicazioni settecentesche, con l’intenzione di realizzare una galleria permanente.

Gli interventi

La cerimonia, alla presenza del cardinale Claudio Gugerotti, dell’arcivescovo di Amalfi-Cava de’ Tirreni Orazio Soricelli, del sindaco di Ravello Paolo Vuilleumier, del parroco don Angelo Mansi, del presidente di “Ravello Nostra” Paolo Imperato e dei rappresentanti locali delle forze dell’ordine, si è aperta con gli interventi delle autorità e dei promotori.

Soricelli
Foto Centro Studi Araldici: L’arcivescovo di Amalfi-Cava dei Tirreni, monsignor Orazio Soricelli, il 13 agosto 2026, in occasione dell’inaugurazione della Sala degli stemmi del Duomo di Ravello

Mons. Orazio Soricelli ha ripercorso la storia della Diocesi di Ravello e il proprio ruolo al suo interno, in un intervento che ha assunto il tono di una riflessione personale sul senso della memoria: “La memoria non serve solo per far diventare vecchi i ricordi, ma per renderli presenti“, ha affermato l’arcivescovo, che nel gennaio 2025 aveva reso pubblico, in una lettera aperta alla comunità diocesana, di essere in cura per il Parkinson e il diabete.

Vuilleumier
Foto Centro Studi Araldici: Il sindaco di Ravello, Paolo Vuilleumier, il 13 agosto 2026, in occasione dell’inaugurazione della Sala degli stemmi del Duomo di Ravello

Il sindaco Vuilleumier ha rivolto un ringraziamento a quanti hanno lavorato alla realizzazione dell’iniziativa, definendola un’occasione per “riscoprire e valorizzare la storia della Diocesi di Ravello” attraverso il linguaggio dell’araldica.

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Foto Centro Studi Araldici: Il parroco del Duomo di Ravello, don Angelo Mansi, il 13 agosto 2026, in occasione dell’inaugurazione della Sala degli stemmi del Duomo di Ravello

Don Angelo Mansi ha quindi ricostruito le tappe dell’iniziativa, illustrando il percorso che ha condotto alla realizzazione dell’esposizione e il lavoro di ricerca svolto da Angelandrea Casale.

imparato
Foto Centro Studi Araldici: Il presidente di Ravello Nostra, avvocato Paolo Imperato, il 13 agosto 2026, in occasione dell’inaugurazione della Sala degli stemmi del Duomo di Ravello

Il presidente di Ravello Nostra, l’avvocato Paolo Imperato, già sindaco della storica cittadina, promotore dell’iniziativa, ha invece sottolineato come il nuovo spazio espositivo permanente costituisca una valorizzazione della memoria storica e spirituale dell’antica Diocesi di Ravello.

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Foto Centro Studi Araldici: Don Luciano Cinelli, il 13 agosto 2026, in occasione dell’inaugurazione della Sala degli stemmi del Duomo di Ravello

A don Luciano Cinelli è stato affidato l’intervento di carattere storico-araldico, previsto dal programma con il titolo “Lo stemma vescovile nell’evoluzione dell’episcopato dall’Antico Regime ad oggi”. Nel corso della relazione sono stati richiamati alcuni passaggi dell’evoluzione delle insegne episcopali e sono state esaminate alcune figure di vescovi ravellesi e relative insegne, con particolare attenzione agli elementi ritenuti più significativi nell’ambito della ricerca di Casale. Cinelli, storico del Medioevo e della Chiesa e presbitero della diocesi di Civita Castellana, è stato allievo di Luigi Borgia, uno dei massimi studiosi contemporanei di araldica.

La relazione ha assunto anche la forma di una lettura critica dell’opera L’araldica dei Vescovi di Ravello dal Medioevo all’età moderna, nella quale la ricerca storico-documentaria di Casale è affiancata dalle ricostruzioni grafiche di Enzo Parrino. Il volume aveva ricevuto nel 2024 il Gran Premio Scudo d’Oro nella sezione letteraria del Centro Studi Araldici.

Il Gran Premio Scudo d’Oro ad Angelandrea Casale

Al termine delle relazioni, Raffaele Coppola, rettore del Centro Studi Araldici di Arcisate, ha consegnato alla vedova e al figlio di Angelandrea Casale il Gran Premio Scudo d’Oro, riconoscimento che il Centro Studi Araldici aveva già attribuito nel 2024 al volume L’araldica dei Vescovi di Ravello dal Medioevo all’età moderna, curato da Casale con i disegni di Enzo Parrino, e che è stato ora assegnato alla memoria dello studioso.

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Foto Centro Studi Araldici: Da destra Raffaele Coppola, rettore del Centro Studi Araldici, consegna la pergamena del Gran Premio Scudo d’Oro – sezione letteraria, edizione 2014, alla vedova ed al figlio di Angelandrea Casale, per il volume “L’araldica dei Vescovi di Ravello dal Medioevo all’età moderna”

Coppola ha richiamato brevemente la storia e gli obiettivi del Centro Studi Araldici e del premio, ricordando di aver avuto modo di comunicare personalmente a Casale l’assegnazione del riconoscimento, prima della sua scomparsa, senza poter poi procedere alla consegna. Ha quindi letto la motivazione e consegnato la pergamena celebrativa.

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Immagine Centro Studi Araldici: Il segnalibro celebrativo dell’inaugurazione della Sala degli stemmi del Duomo di Ravello (13 agosto 2026), omaggiato dal Centro Studi Araldici, con un sunto didattico sui galeri in araldica ecclesiastica

In occasione dell’inaugurazione, il Centro Studi Araldici ha inoltre predisposto per i partecipanti un segnalibro commemorativo della serata, recante un sintetico prontuario relativo all’uso dei galeri nell’araldica ecclesiastica.

Il nuovo spazio espositivo

Dopo la cerimonia nel Duomo, i partecipanti si sono trasferiti nell’adiacente ambiente destinato al nuovo Salone degli Stemmi, indicato anche come Galleria degli Stemmi.

Ravello
Disegno Enzo Parrino – stemma della Diocesi di Ravello (1086-1818): “D’argento, alle tre fasce di rosso” (Blasonatura Centro Studi Araldici)

L’allestimento comprende una parete interamente occupata da targhe in vetro sulle quali sono riprodotti a colori gli stemmi dei vescovi di Ravello, cui si aggiunge la superficie sovrastante l’arco di ingresso. Le insegne sono state ricostruite sulla base della ricerca di Casale e realizzate graficamente da Enzo Parrino.

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Foto Centro Studi Araldici: Scorcio della Galleria degli stemmi del Duomo di Ravello, in occasione della sua inaugurazione il 13 agosto 2026

La documentazione relativa al progetto indica infatti nel lavoro di Casale il fondamento storico-documentario della raccolta, mentre i disegni di Parrino costituiscono la traduzione grafica delle ricostruzioni araldiche. Già nel 2018, in occasione della giornata di studi dedicata agli stemmi dei vescovi di Ravello, era stato riferito che la ricerca aveva portato all’acquisizione di circa quaranta insegne e che la ricostruzione dei rimanenti stemmi era ancora in corso.

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Foto Centro Studi Araldici: Scorcio della Galleria degli stemmi del Duomo di Ravello, in occasione della sua inaugurazione il 13 agosto 2026

Durante la visita inaugurale è stata scoperta anche una targa commemorativa dedicata alla realizzazione del Salone. Dopo lo svelamento della targa, l’arcivescovo Soricelli ha impartito la benedizione ai locali e ai presenti.

La serata si è conclusa con un momento conviviale e un rinfresco per i partecipanti.

A cura di Raffaele Coppola, Claudio Fontana, Giampietro Cianci

Dell’evento ne hanno scritto anche: Il Vescovado; Ravello Notizie; PositanoNews; Notizie Costiera Amalfitana; Comune di Ravello


Scheda biografica
Luciano Cinelli

Cinelli

Luciano Cinelli è nato il 12 dicembre 1965. Presbitero della Diocesi di Civita Castellana e frate dell’Ordine dei Predicatori (O.P.), svolge attività di storico del Medioevo e della Chiesa, con particolare attenzione alla storia dell’Ordine domenicano.

Formazione
Ha conseguito i baccellierati in filosofia (2000) e in teologia (2003), la licenza in Sacra Teologia summa cum laude a Friburgo (2005), il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Firenze (2007) dove fu allievo anche di Luigi Borgia, un master di secondo livello in archivistica, biblioteconomia e codicologia a Firenze (2010), la licenza in Storia della Chiesa magna cum laude alla Pontificia Università Gregoriana (2012), oltre al diploma dello Studium della Congregazione delle Cause dei Santi (2018).

Incarichi e appartenenze
È stato direttore della Biblioteca domenicana di Santa Maria Novella a Firenze (2008-2022), della Biblioteca d’arte “Beato Angelico” di Santa Maria sopra Minerva a Roma (2013-2022) e della rivista Memorie Domenicane (2007-2022); nel 2017 è stato officiale dell’Archivio Segreto Vaticano. Dal 2023 è officiale di Curia presso la Curia vescovile di Civita Castellana. È socio della SISMED, della SISMEL e dell’ANAI.

Attività e pubblicazioni
È autore di numerose voci del Dizionario Biografico degli Italiani e di saggi apparsi su riviste specialistiche di storia medievale e domenicana. Ha partecipato come relatore a convegni nazionali e internazionali dedicati a storia degli ordini religiosi, agiografia e archivistica. Ha curato volumi collettanei e partecipato a comitati scientifici di collane e riviste specialistiche.

Curatele
Ha curato o co-curato volumi collettivi, tra cui gli atti dei convegni Contemplata aliis tradere. Lo specchio letterario dei frati Predicatori (2023) e I Domenicani e i Concili (2024), entrambi pubblicati nella collana Memorie Domenicane.
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Scheda biografica
Angelandrea Casale

Casale

Angelandrea Casale nacque a Boscoreale il 6 febbraio 1953 e vi morì il 17 ottobre 2025. Dopo la maturità classica conseguì la laurea in Servizio sociale e la laurea in Scienze sociali, entrambe con lode. Svolse la propria attività professionale quale dirigente amministrativo presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. Parallelamente coltivò un’intensa attività di ricerca storica e di divulgazione culturale, operando anche come giornalista pubblicista.

Attività di ricerca
I suoi interessi si rivolsero principalmente alla storia locale dell’area vesuviana, all’archeologia, all’araldica, alla genealogia, alla toponomastica e al diritto nobiliare. Fu autore di studi dedicati alle famiglie storiche, alle antichità pompeiane e alla storia del territorio, maturando una vasta biblioteca specialistica e collaborando con istituzioni e associazioni impegnate nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale.

Incarichi e riconoscimenti
Fu ispettore onorario del Ministero per i beni e le attività culturali per i comuni di Boscoreale, Boscotrecase, Terzigno e Trecase. Partecipò inoltre alla vita associativa del territorio, collaborando con il Rotary Club Pompei e con l’associazione “Amici di Pompei”. Nel 2024 il suo volume L’araldica dei Vescovi di Ravello dal Medioevo all’età moderna ricevette il Gran Premio Scudo d’Oro, assegnato dal Centro Studi Araldici nella sezione letteraria.

Attività editoriale e culturale
Accanto ai volumi monografici pubblicò numerosi saggi e contributi dedicati alla storia, all’archeologia e all’araldica del territorio campano, collaborando con riviste e iniziative culturali locali. Tra le sue opere figurano, oltre al volume sull’araldica episcopale ravellese, studi sulla storia di Boscoreale, sulle famiglie del territorio boschese e su temi di carattere archeologico e documentario.

Pubblicazioni di interesse araldico
Tra le sue innumerevoli pubblicazioni si ricordano in particolare “L’araldica dei vescovi di Ravello” (2024); “Famiglie nobili del Regno di Napoli: in uno stemmario seicentesco inedito” (2016).
Inoltre come co-autore: “Il Sedile dei nobili di Ravello con particolare riguardo al Sei-Settecento” (2021); “Gli Spinola. Signori del feudo di Striano” (2021); “L’araldica nel «Fondo Mansi»” (2018); “Casate presenti nel territorio strianese” (2017); “Intorno ad alcune famiglie nobili di Somma” (2016); “Il sedile dei nobili della città di Lettere” (2014).

Ulteriori note: Arbor Sapientiae
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Scheda biografica
Enzo Parrino

Parrino Enzo

Vincenzo (detto Enzo) Parrino, nato all’inizio degli anni ’70, di Monterotondo alle porte di Roma, disegnatore araldico per passione, specializzato nell’ambito dell’araldica religiosa, ha iniziato a collaborare dal 2008 con il portale “Araldica Vaticana”, prima di divenirne il curatore dal 2016.

Ha eseguito numerosi disegni gentilizi e soprattutto ecclesiastici, in diversi casi curandone anche l’ideazione, ed ha pubblicato innumerevoli volumi dedicati all’araldica ecclesiastica dando vita ad un ambizioso progetto di censimento mondiale delle insegne araldiche dei vescovi cattolici, progetto premiato anche con il “Gran Premio Scudo d’Oro” edizione 2019.
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Scheda di approfondimento
L’araldica ecclesiastica

L’araldica ecclesiastica è una specifica branca dell’araldica che si occupa degli stemmi appartenenti a persone o istituzioni del mondo ecclesiale, stemmi caratterizzati da ornamentazioni esterne sostanzialmente costanti e che esprimono un preciso codice giuridico, in grado di rendere immediatamente identificabile grado e funzione del titolare.

Limitatamente all’araldica della Chiesa Cattolica, gli elementi essenziali di tale codice sono:

La tiara o triregno è l’ornamento araldico ad uso esclusivo del Papa, che sormonta il relativo stemma, ed è costituita da un copricapo a forma di cupola che sorregge tre corone sovrapposte. Benedetto XVI e Francesco hanno sostituito la tiara con una mitra caricata di tre fasce d’oro che richiamano le originarie tre corone.

Il galero, ovvero il cappello ecclesiastico è un cappello da pellegrino con la tesa molto lunga e due cordoni laterali che terminano con una serie di fiocchi o più propriamente nappe. Posto sulla sommità ornamento dello scudo il galero consente l’immediato riconoscimento del grado del titolare dello stemma grazie al colore e al numero delle nappe o fiocchi.

Il colore del galero (di norma il medesimo delle nappe) indica:
> rosso per i cardinali;
> verde per gli arcivescovi, i vescovi e i patriarchi;
> paonazzo per i monsignori;
> nero per i presbiteri.

Il numero di nappe per lato indica:
> 15 nappe rosse per i cardinali;
> 15 nappe verdi per patriarchi e primati;
> 10 nappe verdi arcivescovi;
> 6 nappe verdi vescovi e abati mitrati;
> 6 nappe paonazze cappellano di Sua Santità;
> 6 nappe nere vicario generale, vicario episcopale, abate;
> 3 nappe canonico;
> 1 nappa presbitero.

Le Chiavi sono raffigurate incrociate, una d’oro a destra e un’altra d’argento a sinistra, con le impugnature rivolte verso il basso. Si pongono dietro o sopra lo scudo papale.

La croce posta in palo dietro lo scudo, può essere:
> semplice cioè ad una traversa per i vescovi
> doppia cioè a due traverse per i cardinali, i patriarchi e gli arcivescovi.

Stemma papale base
Impostazione classica di un stemma papale
Stemma cardinalizio base
Impostazione classica di uno stemma cardinalizio di un arcivescovo
Stemma arcivescovile base
Impostazione classica di uno stemma arcivescovile

Stemma vescovile base
Impostazione classica di uno stemma vescovile

Stemma di vicario base
Impostazione classica di uno stemma di un abate

Stemma di parroco base
Impostazione classica di uno stemma di un canonico

Stemma di sacerdote base
Impostazione classica di uno stemma di un sacerdote


Accanto a questi elementi principali ve ne sono altri di uso più limitato, come pure vi sono ulteriori configurazioni specificatamente riservate a cariche meno note, e non mancano un certo numero di eccezioni e deroghe concesse a titolari di cariche legate ad istituzioni specifiche.

I disegni di questa scheda sono stati realizzati da Teresa Morettoni e Davide Bolis (per il solo stemma vescovile).
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Scheda di approfondimento
IL CENTRO STUDI ARALDICI

Stemma Centro Studi Araldici

Il Centro Studi Araldici (CESA) è un’associazione di utilità sociale senza scopo di lucro creata con atto notarile pubblico, che è impegnata nella salvaguardia e nella promozione di una delle discipline più peculiari della nostra tradizione culturale: l‘araldica.

L’attività dell’ente è incentrata su una significativa serie di iniziative che a carattere gratuito consentono un facile approccio alla materia da parte del più ampio pubblico possibile, quali:

Stemmario Italiano, la più vasta raccolta on line di stemmi familiari italiani consultabili dal pubblico liberamente e gratuitamente (www.stemmario.it);

Gran Premio Scudo d’Oro“, prestigioso riconoscimento volto a premiare, valorizzare ed incoraggiare l’impegno in ambito araldico nelle sue diverse forme;
oltre ad altre proposte, sempre improntate alla divulgazione e caratterizzate dalla gratuità (Gran Premio Scudo d’Oro).

Notiziario Araldico, il primo ed unico quotidiano al mondo ad occuparsi esclusivamente di araldica e delle discipline documentarie della storia (www.notiziarioaraldico.info).

Rapporto Nazionale sullo Stato dell’Araldica in Italia” che annualmente monitora presenza ed incisività dell’araldica nel contesto sociale italiano;

Gazzettino Araldico, la newsletter gratuita, con periodicità semestrale (Gazzettino Araldico);

Araldica On Line il primo storico portale dedicato alla materia (http://araldicaonline.centrostudiaraldici.org);

Il Centro Studi Araldici ha inoltre realizzato una serie di servizi inediti che costituiscono un contributo di assoluto rilievo storico alla ricerca araldica, quale ad esempio la soluzione digitale che consente di risalire al casato d’appartenenza partendo dalla conoscenza della sola immagine dello scudo; si tratta della soluzione ad una problematica che ha afflitto gli studiosi della materia per più di nove secoli. Un contributo epocale per lo studio di questa disciplina.

Per maggiori dettagli: Centro Studi Araldici
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La copertina de “L’araldica dei Vescovi di Ravello dal medioevo all’età moderna” di Angelandrea Casale
25 Agosto 2026
Redazione

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Questo servizio è offerto dal Centro Studi Araldici.
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