Ravello inaugura il Salone degli Stemmi Vescovili

Giovedì 13 agosto 2026, alle ore 20.00, il Duomo di Ravello ospiterà l’inaugurazione del Salone degli Stemmi Vescovili, nuovo spazio espositivo permanente dedicato alla memoria dell’antica diocesi ravellese. L’iniziativa, promossa dalla Parrocchia di Santa Maria Assunta in collaborazione con l’associazione “Ravello Nostra”, intende valorizzare attraverso il linguaggio dell’araldica uno degli aspetti più significativi della storia ecclesiastica locale, richiamando la vicenda della diocesi istituita nel 1086 da papa Vittore III e soppressa nel 1818, il cui titolo continua tuttora a essere assegnato quale sede vescovile titolare.

L’apertura del nuovo percorso rappresenta un’iniziativa di particolare interesse per gli studiosi dell’araldica ecclesiastica, poiché rende stabilmente fruibile al pubblico una raccolta dedicata agli emblemi dei presuli ravellesi, tema al quale negli ultimi anni sono stati dedicati specifici studi storico-araldici.

Un percorso dedicato agli stemmi dei vescovi di Ravello

L’inaugurazione del Salone costituisce l’approdo di un progetto volto a restituire visibilità alla memoria della diocesi attraverso i suoi stemmi episcopali, riconosciuti quali testimonianze della storia istituzionale, religiosa e artistica della Chiesa ravellese.

L’iniziativa trova il proprio fondamento scientifico negli studi dedicati all’araldica dei vescovi di Ravello, confluiti nel volume L’araldica dei Vescovi di Ravello dal Medioevo all’età moderna, opera curata da Angelandrea Casale con i disegni araldici realizzati da Enzo Parrino. Il volume era stato insignito del Gran Premio Scudo d’Oro 2024, riconoscimento conferito annualmente dal Centro Studi Araldici alle opere ritenute di particolare rilievo per gli studi araldici.

L’allestimento del nuovo Salone rappresenta inoltre la concreta realizzazione di un progetto già richiamato pubblicamente in occasione della commemorazione di Angelandrea Casale, svoltasi nel Duomo di Ravello nel febbraio 2026, quando era stata prospettata la creazione di uno spazio permanente destinato a raccogliere gli stemmi dei presuli della diocesi.

Il programma dell’inaugurazione

La serata, intitolata La preziosa memoria della Diocesi di Ravello, si aprirà con gli indirizzi di saluto dell’arcivescovo di Amalfi-Cava de’ Tirreni, mons. Orazio Soricelli, del sindaco di Ravello Paolo Vuilleumier, del parroco don Angelo Mansi e del presidente dell’associazione “Ravello Nostra”, Paolo Imperato.

Il momento di approfondimento sarà affidato a don Luciano Cinelli, della diocesi di Civita Castellana, con una riflessione dal titolo Lo stemma vescovile nell’evoluzione dell’episcopato dall’Antico Regime ad oggi. L’intervento si propone di inquadrare il tema dello stemma vescovile nel contesto dell’evoluzione storica dell’episcopato, offrendo un contributo di carattere storico ed ecclesiale in occasione dell’apertura del nuovo percorso espositivo.

La manifestazione proseguirà con il rito di benedizione del Salone degli Stemmi Vescovili. Le conclusioni saranno affidate al cardinale Claudio Gugerotti, prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali e già arcivescovo titolare di Ravello.

L’iniziativa è realizzata con il contributo del Comune di Ravello, della Fondazione Ravello e di benefattori privati.

Il Gran Premio Scudo d’Oro alla memoria di Angelandrea Casale

Nel corso della manifestazione sarà consegnato ai familiari di Angelandrea Casale il Gran Premio Scudo d’Oro, conferito alla memoria dallo stesso Centro Studi Araldici che aveva già attribuito il riconoscimento, nell’edizione 2024, al volume dedicato all’araldica dei vescovi ravellesi.

La consegna postuma assume un particolare significato nel contesto dell’inaugurazione del Salone, poiché il lavoro di ricerca svolto da Casale ha costituito il presupposto storico-documentario per la ricostruzione degli emblemi episcopali, successivamente elaborati graficamente da Enzo Parrino e ora riuniti nel nuovo spazio espositivo.

La cerimonia offrirà così l’occasione per ricordare il contributo fornito dallo studioso alla conoscenza dell’araldica ecclesiastica ravellese, attraverso un’opera che ha consentito di ricostruire e rendere nuovamente fruibile il patrimonio emblematico dell’antica diocesi.

Raffaele Coppola e Giampietro Cianci


Scheda biografica
Luciano Cinelli

Cinelli

Luciano Cinelli è nato il 12 dicembre 1965. Presbitero della Diocesi di Civita Castellana e frate dell’Ordine dei Predicatori (O.P.), svolge attività di storico del Medioevo e della Chiesa, con particolare attenzione alla storia dell’Ordine domenicano.

Formazione
Ha conseguito i baccellierati in filosofia (2000) e in teologia (2003), la licenza in Sacra Teologia summa cum laude a Friburgo (2005), il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Firenze (2007), un master di secondo livello in archivistica, biblioteconomia e codicologia a Firenze (2010), la licenza in Storia della Chiesa magna cum laude alla Pontificia Università Gregoriana (2012), oltre al diploma dello Studium della Congregazione delle Cause dei Santi (2018).

Incarichi e appartenenze
È stato direttore della Biblioteca domenicana di Santa Maria Novella a Firenze (2008-2022), della Biblioteca d’arte “Beato Angelico” di Santa Maria sopra Minerva a Roma (2013-2022) e della rivista Memorie Domenicane (2007-2022); nel 2017 è stato officiale dell’Archivio Segreto Vaticano. Dal 2023 è officiale di Curia presso la Curia vescovile di Civita Castellana. È socio della SISMED, della SISMEL e dell’ANAI.

Attività e pubblicazioni
È autore di numerose voci del Dizionario Biografico degli Italiani e di saggi apparsi su riviste specialistiche di storia medievale e domenicana. Ha partecipato come relatore a convegni nazionali e internazionali dedicati a storia degli ordini religiosi, agiografia e archivistica. Ha curato volumi collettanei e partecipato a comitati scientifici di collane e riviste specialistiche.

Curatele
Ha curato o co-curato volumi collettivi, tra cui gli atti dei convegni Contemplata aliis tradere. Lo specchio letterario dei frati Predicatori (2023) e I Domenicani e i Concili (2024), entrambi pubblicati nella collana Memorie Domenicane.
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Scheda biografica
Angelandrea Casale

Casale

Angelandrea Casale nacque a Boscoreale il 6 febbraio 1953 e vi morì il 17 ottobre 2025. Dopo la maturità classica conseguì la laurea in Servizio sociale e la laurea in Scienze sociali, entrambe con lode. Svolse la propria attività professionale quale dirigente amministrativo presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. Parallelamente coltivò un’intensa attività di ricerca storica e di divulgazione culturale, operando anche come giornalista pubblicista.

Attività di ricerca
I suoi interessi si rivolsero principalmente alla storia locale dell’area vesuviana, all’archeologia, all’araldica, alla genealogia, alla toponomastica e al diritto nobiliare. Fu autore di studi dedicati alle famiglie storiche, alle antichità pompeiane e alla storia del territorio, maturando una vasta biblioteca specialistica e collaborando con istituzioni e associazioni impegnate nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale.

Incarichi e riconoscimenti
Fu ispettore onorario del Ministero per i beni e le attività culturali per i comuni di Boscoreale, Boscotrecase, Terzigno e Trecase. Partecipò inoltre alla vita associativa del territorio, collaborando con il Rotary Club Pompei e con l’associazione “Amici di Pompei”. Nel 2024 il suo volume L’araldica dei Vescovi di Ravello dal Medioevo all’età moderna ricevette il Gran Premio Scudo d’Oro, assegnato dal Centro Studi Araldici nella sezione letteraria.

Attività editoriale e culturale
Accanto ai volumi monografici pubblicò numerosi saggi e contributi dedicati alla storia, all’archeologia e all’araldica del territorio campano, collaborando con riviste e iniziative culturali locali. Tra le sue opere figurano, oltre al volume sull’araldica episcopale ravellese, studi sulla storia di Boscoreale, sulle famiglie del territorio boschese e su temi di carattere archeologico e documentario.

Pubblicazioni di interesse araldico
Tra le sue innumerevoli pubblicazioni si ricordano in particolare “L’araldica dei vescovi di Ravello” (2024); “Famiglie nobili del Regno di Napoli: in uno stemmario seicentesco inedito” (2016).
Inoltre come co-autore: “Il Sedile dei nobili di Ravello con particolare riguardo al Sei-Settecento” (2021); “Gli Spinola. Signori del feudo di Striano” (2021); “L’araldica nel «Fondo Mansi»” (2018); “Casate presenti nel territorio strianese” (2017); “Intorno ad alcune famiglie nobili di Somma” (2016); “Il sedile dei nobili della città di Lettere” (2014).
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Scheda biografica
Enzo Parrino

Parrino Enzo

Vincenzo (detto Enzo) Parrino, nato all’inizio degli anni ’70, di Monterotondo alle porte di Roma, disegnatore araldico per passione, specializzato nell’ambito dell’araldica religiosa, ha iniziato a collaborare dal 2008 con il portale “Araldica Vaticana”, prima di divenirne il curatore dal 2016.

Ha eseguito numerosi disegni gentilizi e soprattutto ecclesiastici, in diversi casi curandone anche l’ideazione, ed ha pubblicato innumerevoli volumi dedicati all’araldica ecclesiastica dando vita ad un ambizioso progetto di censimento mondiale delle insegne araldiche dei vescovi cattolici, progetto premiato anche con il “Gran Premio Scudo d’Oro” edizione 2019.
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Scheda di approfondimento
L’araldica ecclesiastica

L’araldica ecclesiastica è una specifica branca dell’araldica che si occupa degli stemmi appartenenti a persone o istituzioni del mondo ecclesiale, stemmi caratterizzati da ornamentazioni esterne sostanzialmente costanti e che esprimono un preciso codice giuridico, in grado di rendere immediatamente identificabile grado e funzione del titolare.

Limitatamente all’araldica della Chiesa Cattolica, gli elementi essenziali di tale codice sono:

La tiara o triregno è l’ornamento araldico ad uso esclusivo del Papa, che sormonta il relativo stemma, ed è costituita da un copricapo a forma di cupola che sorregge tre corone sovrapposte. Benedetto XVI e Francesco hanno sostituito la tiara con una mitra caricata di tre fasce d’oro che richiamano le originarie tre corone.

Il galero, ovvero il cappello ecclesiastico è un cappello da pellegrino con la tesa molto lunga e due cordoni laterali che terminano con una serie di fiocchi o più propriamente nappe. Posto sulla sommità ornamento dello scudo il galero consente l’immediato riconoscimento del grado del titolare dello stemma grazie al colore e al numero delle nappe o fiocchi.

Il colore del galero (di norma il medesimo delle nappe) indica:
> rosso per i cardinali;
> verde per gli arcivescovi, i vescovi e i patriarchi;
> paonazzo per i monsignori;
> nero per i presbiteri.

Il numero di nappe per lato indica:
> 15 nappe rosse per i cardinali;
> 15 nappe verdi per patriarchi e primati;
> 10 nappe verdi arcivescovi;
> 6 nappe verdi vescovi e abati mitrati;
> 6 nappe paonazze cappellano di Sua Santità;
> 6 nappe nere vicario generale, vicario episcopale, abate;
> 3 nappe canonico;
> 1 nappa presbitero.

Le Chiavi sono raffigurate incrociate, una d’oro a destra e un’altra d’argento a sinistra, con le impugnature rivolte verso il basso. Si pongono dietro o sopra lo scudo papale.

La croce posta in palo dietro lo scudo, può essere:
> semplice cioè ad una traversa per i vescovi
> doppia cioè a due traverse per i cardinali, i patriarchi e gli arcivescovi.

Stemma papale base
Impostazione classica di un stemma papale
Stemma cardinalizio base
Impostazione classica di uno stemma cardinalizio di un arcivescovo
Stemma arcivescovile base
Impostazione classica di uno stemma arcivescovile

Stemma vescovile base
Impostazione classica di uno stemma vescovile

Stemma di vicario base
Impostazione classica di uno stemma di un abate

Stemma di parroco base
Impostazione classica di uno stemma di un canonico

Stemma di sacerdote base
Impostazione classica di uno stemma di un sacerdote


Accanto a questi elementi principali ve ne sono altri di uso più limitato, come pure vi sono ulteriori configurazioni specificatamente riservate a cariche meno note, e non mancano un certo numero di eccezioni e deroghe concesse a titolari di cariche legate ad istituzioni specifiche.

I disegni di questa scheda sono stati realizzati da Teresa Morettoni e Davide Bolis (per il solo stemma vescovile).
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Scheda di approfondimento
IL CENTRO STUDI ARALDICI

Stemma Centro Studi Araldici

Il Centro Studi Araldici (CESA) è un’associazione di utilità sociale senza scopo di lucro creata con atto notarile pubblico, che è impegnata nella salvaguardia e nella promozione di una delle discipline più peculiari della nostra tradizione culturale: l‘araldica.

L’attività dell’ente è incentrata su una significativa serie di iniziative che a carattere gratuito consentono un facile approccio alla materia da parte del più ampio pubblico possibile, quali:

Stemmario Italiano, la più vasta raccolta on line di stemmi familiari italiani consultabili dal pubblico liberamente e gratuitamente (www.stemmario.it);

Gran Premio Scudo d’Oro“, prestigioso riconoscimento volto a premiare, valorizzare ed incoraggiare l’impegno in ambito araldico nelle sue diverse forme;
oltre ad altre proposte, sempre improntate alla divulgazione e caratterizzate dalla gratuità (Gran Premio Scudo d’Oro).

Notiziario Araldico, il primo ed unico quotidiano al mondo ad occuparsi esclusivamente di araldica e delle discipline documentarie della storia (www.notiziarioaraldico.info).

Rapporto Nazionale sullo Stato dell’Araldica in Italia” che annualmente monitora presenza ed incisività dell’araldica nel contesto sociale italiano;

Gazzettino Araldico, la newsletter gratuita, con periodicità semestrale (Gazzettino Araldico);

Araldica On Line il primo storico portale dedicato alla materia (http://araldicaonline.centrostudiaraldici.org);

Il Centro Studi Araldici ha inoltre realizzato una serie di servizi inediti che costituiscono un contributo di assoluto rilievo storico alla ricerca araldica, quale ad esempio la soluzione digitale che consente di risalire al casato d’appartenenza partendo dalla conoscenza della sola immagine dello scudo; si tratta della soluzione ad una problematica che ha afflitto gli studiosi della materia per più di nove secoli. Un contributo epocale per lo studio di questa disciplina.

Per maggiori dettagli: Centro Studi Araldici
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Ravello
Disegno Enzo Parrino – stemma della Diocesi di Ravello (1086-1818): “D’argento, alle tre fasce di rosso” (Blasonatura Centro Studi Araldici)
4 Agosto 2026
Redazione

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