Ariano Irpino, araldica e vessillologia angioina
Il 26 luglio 2026 si è svolto ad Ariano Irpino, presso Palazzo Forte – sezione contemporanea, il convegno dedicato all’araldica e alla vessillologia angioina, organizzato dall’Associazione Sante Spine APS con il patrocinio del Comune di Ariano Irpino e di diversi enti culturali. L’iniziativa si inserisce nel programma delle celebrazioni per l’ottavo centenario della nascita di Carlo I d’Angiò e precede la trentesima rievocazione storica della donazione delle Sacre Spine del 1269.

Dopo i saluti istituzionali del sindaco Mario Nicola Vittorio Ferrante, l’incontro è stato introdotto dal presidente dell’Associazione Sante Spine, Giancarlo Sicuranza, e moderato dalla giornalista Flavia Squarcio. Il programma ha riunito studiosi attivi nel campo dell’araldica e della vessillologia, alcuni dei quali coinvolti nel recente lavoro di ricostruzione dei vessilli angioini e delle bandiere delle ventisette contrade cittadine, curata da una commissione scientifica e tecnica composta da:
- Flavio Livio Marchetto (Bandiere Storiche)
- Massimo Ghirardi (Araldica Civica)
- Giovanni Giovinazzo (araldica Civica)
- Roberto Bossi Stefanazzi (Associazione Gilberto Oneto)
- Raffaele Coppola (Centro Studi Araldici)

Il primo intervento, affidato a Vieri Favini, ha riguardato le offerte dei palii e i cortei di bandiere nel contesto medievale e rinascimentale italiano, presentati sotto il titolo De palii oblationis, ed ha messo in evidenza la loro ampia diffusione lungo tutta la penisola italiana nel periodo citato. Flavio Livio Marchetto, Massimo Ghirardi e Giovanni Giovinazzo hanno ripercorso la storia delle 27 bandiere contradaiole di Ariano, partendo dai vessilli del 1996, passando attraverso quelli rinnovati nel 2016, per giungere all’ultima versione, elaborata in stile medioevale nel 2026. I nuovi vessilli sono stati disvelati nell’occasione, e presentati uno ad uno, illustrando le scelte operate nella circostanza. A seguire, Giovanni Giovinazzo ha presentato una relazione dedicata al giglio araldico che caratterizza lo stemma del Regno di Francia e, di conseguenza, quello d’Angiò, protagonisti della storia napoletana tra ‘200 e ‘400; mentre Massimo Ghirardi ha approfondito lo stemma di Ariano Irpino nelle sue connessioni vessillologiche e nel contesto dell’araldica civica italiana.


Altre immagini: CISV
Scheda biografica Flavio Livio Marchetto ![]() Nato a Città del Capo nel 1969, è cresciuto in Lombardia dove ha conseguito la maturità scientifica e svolto gli studi di ingegneria, prima di intraprendere l’attività di consulente informatico. Vessillologo, ricercatore, fondatore e presidente dell’associazione “Bandiere Storiche”, socio CISV (Centro Italiano Studi Vessillologici) e membro FIAV (Federazione Internazionale delle Associazioni Vessillologiche), insegna da diversi anni alle Università della Terza Età e altri istituti, tenendo corsi di Storia e Vessillologia anche nelle scuole. Ha effettuato ricerche vessillologiche, workshop e sessioni di studio con emeriti vessillologi italiani e internazionali. Ha partecipato e tenuto convegni e conferenze su temi vessillologici e curato la pubblicazione di diversi saggi, articoli sulle bandiere dell’Antica Roma, dei Normanni, di Milano, del Risorgimento e Rinascimento; al suo attivo, nel 2013, la traduzione di “Good Flag, Bad Flag”, nel 2016, come coautore, il volume “Le Bandiere raccontano…”, e nel 2021 il volume “Le Porte di Milano – Studio con guida delle mura“. . |
Scheda biografica Massimo Ghirardi ![]() Massimo Ghirardi (Parma, 1968) è illustratore, grafico e calligrafo. Affianca alla professione in ambito educativo una consolidata attività di studio e divulgazione nel campo dell’araldica civica e dell’emblematica degli enti locali. La sua formazione unisce competenze artistiche e attenzione per la dimensione didattica: il tratto grafico, l’uso consapevole dei segni e la chiarezza espositiva caratterizzano sia le sue tavole araldiche sia i materiali destinati alla divulgazione. Scrive su riviste specialistiche di storia dell’arte, didattica e pedagogia, con particolare attenzione al ruolo delle immagini nei processi educativi. È tra i fondatori e responsabili del portale “Araldicacivica.it”, principale risorsa digitale italiana dedicata agli stemmi degli enti locali, e figura tra i promotori del Gruppo Italiano di Araldica Civica. È socio del Centro Studi Vessillologici Italiani (CISV) e membro onorario della Italian Genealogy and Heraldry Society del Canada. Nel 2025 gli è stato conferito dal Centro Studi Araldici il “Gran Premio Scudo d’Oro” al Merito araldico. Ha collaborato a innumerevoli pubblicazioni araldiche, tra cui in particolare si segnalano: Le api delle città. La figura dell’ape nell’araldica civica italiana (con R. Barbattini e G. Giovinazzo, Edizioni Montaonda, 2016; nota di merito Gran Premio Scudo d’Oro 2017); Le Marche sugli scudi. Atlante storico degli stemmi comunali (con A. Savorelli, V. Favini e altri, Andrea Livi Editore, 2015). Ha curato il ridisegno degli stemmi per numerosi stemmari regionali e comunali. . |
Scheda biografica Giovanni Giovinazzo ![]() Nato a Cittanova (RC) nel 1972, Giovanni Giovinazzo risiede a Moncalieri (TO). Di formazione informatica, opera in ambito professionale nella gestione di web application server per il settore assicurativo. La sua attività di studioso si sviluppa in parallelo alla professione, con carattere di cultore autonomo. Il suo interesse per l’araldica si concentra sull’emblematica degli enti locali, con particolare attenzione agli stemmi civici dell’Italia meridionale e alla ricerca nelle fonti normative e archivistiche. Si è progressivamente orientato verso tematiche di araldica storica, con contributi su vicende simboliche legate al Meridione d’Italia e all’araldica coloniale italiana. Fa parte del Gruppo Italiano di Araldica Civica. Ha partecipato come relatore a convegni nazionali di settore, tra cui il 2° Convegno Internazionale sull’Araldica organizzato dal Centro Studi Araldici, con una relazione sull’araldica del Possedimento Italiano dell’Egeo e di Rodi. Collabora con il portale Araldicacivica.it, per il quale ha redatto numerose schede storico-araldiche su comuni italiani. Ha collaborato con riviste e siti specializzati nel settore storico-araldico e genealogico, tra cui la rivista Nobiltà, per la quale ha curato una rubrica e contributi dedicati agli stemmi degli enti pubblici. Nel 2017 Le api delle città (con R. Barbattini e M. Ghirardi) ha ricevuto una nota di merito nell’ambito del Gran Premio Scudo d’Oro del Centro Studi Araldici, sezione letteraria. La croce di Pisa. Storia, evoluzione, uso (Edizioni ETS, 2026) è la sua prima monografia. . |
Scheda biografica Vieri Favini ![]() Vieri Favini (1971) è uno studioso italiano di araldica civica e di araldica impersonale. Dai primi anni Novanta conduce attività di censimento e classificazione delle testimonianze araldiche dell’Italia centrale, con particolare riferimento alle fonti monumentali, sigillografiche e documentarie. La sua attività di ricerca si concentra sull’evoluzione storica delle insegne civiche e istituzionali, sulla metodologia della ricerca araldica e sulla ricostruzione delle fonti iconografiche e archivistiche. Ha contribuito alla catalogazione di un vasto patrimonio documentario relativo agli stemmi comunali e alle insegne pubbliche, sviluppando ricerche che hanno costituito la base di numerosi studi successivi. È membro della Società Araldica Svizzera e collabora con il Gruppo Italiano di Araldica Civica, partecipando a iniziative di studio, conferenze e attività di divulgazione dedicate all’araldica e alla simbologia civica. Dal 1998 ha pubblicato contributi dedicati all’araldica civica e impersonale in volumi collettanei e riviste specialistiche, collaborando fra gli altri con Antonio Conti e Alessandro Savorelli. Tra le principali opere figura Segni di Toscana. Identità e territorio attraverso l’araldica dei comuni. Storia e invenzione grafica (secoli XIII-XVII) (con Alessandro Savorelli). . |
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