La seconda edizione del Blasonario napoleonico

Il Corpo della Nobiltà Napoleonica in Italia e l’Ordine della Corona di Ferro hanno reso disponibile, sul sito istituzionale dell’Ordine, il testo di presentazione della seconda edizione del Blasonario della Nobiltà Napoleonica in Italia, datato al Capitolo Generale dell’Ordine tenutosi a Palazzo Brancaccio, Roma, il 1° novembre 2025, e caricato online nel gennaio 2026. L’opera fa seguito alla prima edizione, del 2008, e a un annuncio di avvio dei lavori per questa seconda edizione, diffuso nel settembre 2024.

La nuova presentazione precisa che la seconda edizione è stata compilata dalla Cancelleria dell’Ordine insieme con il Consiglio del Sigillo dei Titoli, mentre la redazione grafica è stata affidata a Enzo Modulo Morosini. La stampa è stata effettuata presso Estroprint di Rosà, in provincia di Vicenza. L’opera non è posta in vendita, ma viene consegnata, su richiesta, ai Cavalieri e ai Nobili dell’Ordine della Corona di Ferro e agli enti pubblici interessati.

Contenuti e criteri

Rispetto alle anticipazioni diffuse nel 2024, la presentazione fornisce alcuni elementi ulteriori sulla struttura dell’opera. Alla raccolta degli stemmi è premesso un saggio esplicativo, accompagnato da una raccolta della normativa relativa all’araldica napoleonica dell’Impero francese, del Regno d’Italia e del Regno delle Due Sicilie. Sono inoltre indicate le regole araldiche adottate nella realizzazione del Blasonario, redatte dall’attuale Consiglio del Sigillo dei Titoli.

La seconda edizione mantiene anche gli stemmi di persone nobilitate non più viventi. Per decisione della Gran Cancelleria e del Gran Magistero, l’opera è dedicata al conte tenente Egisto Umberto Borghini e alla contessa professoressa Francesca Buzzigoli Gherardini.

Per consultare la presentazione della seconda edizione del Blasonario della Nobiltà Napoleonica in Italia


Scheda di approfondimento
Ordine della Corona di Ferro

decorazione

L’Ordine della Corona di Ferro è un ordine cavalleresco che si richiama all’omonimo ordine istituito nel 1805 da Napoleone I quale Re d’Italia. L’attuale Ordine dichiara di proseguirne la tradizione attraverso il Gran Magistero e la Gran Cancelleria. Distinto da esso è l’Ordine austriaco della Corona di Ferro, istituito da Francesco I nel 1815 sulla base dell’ordine napoleonico e rimasto legato alla Casa d’Asburgo fino al 1918.

Cenni storici
L’ordine napoleonico fu previsto dall’articolo 59 del terzo Statuto costituzionale del Regno d’Italia del 5 giugno 1805, quale ricompensa per i servigi resi alla Corona nelle armi, nell’amministrazione, nella magistratura, nelle lettere e nelle arti. Originariamente era articolato in tre classi: grandi dignitari, commendatori e cavalieri. Dopo la caduta di Napoleone, Francesco I ne istituì nel 1815 la versione austriaca. L’attuale Ordine riconduce invece la propria continuità alla struttura rimasta collegata al Gran Magistero napoleonico.

Peculiarità
Elemento caratterizzante è il riferimento alla Corona ferrea, conservata nel tesoro del Duomo di Monza e assunta da Napoleone quale simbolo del Regno d’Italia. L’Ordine attuale dichiara inoltre di esercitare prerogative relative alla nobiltà napoleonica e segnala di aver ottenuto in Francia il riconoscimento della propria personalità giuridica come associazione.

Insegne
La decorazione trae il proprio simbolismo dalla Corona ferrea e dall’eredità napoleonica. L’ordine originario prevedeva una croce con elementi riferiti alla corona, mentre l’Ordine austriaco adottò insegne modificate. Le caratteristiche delle insegne dell’attuale Ordine sono definite dalla normativa interna e dalla tradizione propria del Gran Magistero.

Gradi
L’attuale Ordine della Corona di Ferro prevede 3 classi: cavaliere, commendatore, dignitario, ciascuna della quale articolata su diversi gradi.

Sul piano pubblico, le decorazioni dell’Ordine non risultano attualmente comprese tra quelle per le quali sia autorizzabile l’uso da parte del Ministero della Difesa, che recepisce le decisioni del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, mentre sul piano storico-cavalleresco, l’organismo internazionale privato ICOC (International Commission for Orders of Chivalry) non ha ancora censito l’istituzione nel proprio registro.
Infine, la «Precisazione della Segreteria di Stato (vaticana) in merito agli Ordini Equestri» del 2012, riguardando esclusivamente gli ordini che rivendicano un rapporto passato o presente con la Santa Sede, non prende in considerazione l’Ordine della Corona di Ferro.


Sito Internet istituzionale dell’Ordine della Corona di Ferro
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Scheda di approfondimento
Gli ordini cavallereschi in Italia

Ordini Cavallereschi

Il conferimento e l’uso di titoli e decorazioni cavalleresche in Italia è disciplinato dagli articoli 7 e 8 della legge n. 178 del 3 marzo 1951, i quali in sintesi stabiliscono che in Italia sono LIBERAMENTE UTILIZZABILI i titoli e le decorazioni:

1) degli ordini cavallereschi nazionali (Ordine Militare d’Italia, Ordine della “Stella d’Italia”, Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”, Ordine Cavalleresco “Al Merito del lavoro”, Ordine di Vittorio Veneto)
2) degli ordini cavallereschi della Santa Sede (Ordine dello Speron d’Oro, Ordine Piano, Ordine di San Gregorio Magno e Ordine di San Silvestro Papa), e dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro
3) del Sovrano Militare Ordine di Malta

Sono invece SOGGETTE AD AUTORIZZAZIONE da parte del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per gli affari esteri, le decorazioni ed i titoli degli “Ordini non nazionali o di Stati esteri”.
Circa l’interpretazioni di quali possano essere considerati “ordini non nazionali“, molto si è discusso, e la dottrina attuale ha portato ad identificarli negli ordini cavallereschi dinastici.
Un elenco degli Ordini non nazionali o di Stati esteri le cui decorazioni almeno in alcuni casi siano state sino ad oggi autorizzate, è stato stilato dall’Ministero dell’Interno.

Gli articoli di legge anzidetti vietano il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche, con qualsiasi forma e denominazione, da parte di enti, associazioni o privati, e specificano che le relative sanzioni sono applicabili anche quando tali conferimenti siano avvenuti all’estero.

Doverosamente va evidenziato come vi siano anche ordini cavallereschi del tutto legittimi, le cui decorazioni però lo stato italiano non ha ancora avuto occasione di autorizzare, oppure vi siano ordini cavallereschi di cui le decorazioni in Italia non vengono autorizzate, per ragioni di opportunità politica (come l’Ordine supremo della Santissima Annunziata, o l’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro). Assume dunque particolare rilevanza l’elenco degli ordini cavallereschi valutati legittimi dall’ICOC (Commissione Internazionale permanente per lo studio degli Ordini Cavallereschi – International Commission for Orders of Chivalry), istituzione internazionale privata, che ha redatto un apposito Registro.
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Disambigua
PREDICATI TITOLI NOBILIARI, CAVALLERESCHI ED ACCADEMICI

Per precisa scelta editoriale il Notiziario Araldico cerca di dare conto di tutti gli eventi e le iniziative di rilevanza araldica, nobiliare, cavalleresca, genealogica, vessillologia, faleristica, o comunque attinenti le discipline documentarie della storia, cercando di evitare atteggiamenti censori.

Tale scelta, unita alle tempistiche proprie di un quotidiano quale è il Notiziario Araldico, ed all’impossibilità di una verifica puntuale di tutti i trattamenti e le titolature accademiche, nobiliari e cavalleresche, contenute nei comunicati, nelle note informative, nei programmi degli eventi, nei documenti diffusi e/o comunque ripresi, può purtroppo implicare la pubblicazione di titoli contesi, contestati, non universalmente accettati, inesatti, o peggio ancora frutto di falsificazioni antiche o recenti.

Si evidenzia dunque che i trattamenti, i predicati, i titoli cavallereschi, i titoli accademici, i titoli nobiliari, pubblicati, lo sono senza attribuire loro alcun valore, e senza poter entrare nel merito.

Giova infine ricordare in questa sede che per disposizione costituzionale, in Italia i titoli nobiliari, sono privi di qualunque valore giuridico.
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copertina
La copertina del “Blasonario della Nobiltà Napoleonica in Italia” ideata da Enzo Modulo Morosini
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Redazione

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