“La Croce e il Mantello” n° 2
La Luogotenenza per l’Italia Meridionale Tirrenica dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme ha reso disponibile, tramite il proprio sito istituzionale, il secondo numero de «La Croce e il Mantello», bollettino trimestrale la cui pubblicazione era stata inaugurata lo scorso aprile. Il fascicolo, datato luglio 2026, si articola nelle sezioni ricorrenti già proposte nel primo numero: saluto del luogotenente, riflessione del gran priore, spazio di storia e archeologia della Terra Santa, cronaca della vita della Luogotenenza, notizie dalla Terra Santa, l’angolo della dama e del cavaliere, notizie dalle altre luogotenenze.
Contenuti istituzionali
Il saluto del luogotenente, cavaliere di gran croce Ennio Zerrillo, è dedicato al periodo estivo e annuncia la preparazione della cerimonia di investitura fissata per il 28 novembre. La riflessione del gran priore, monsignor Gennaro Pascarella, verte sul significato del riposo estivo alla luce del pensiero di Blaise Pascal e dei richiami di più pontefici al valore delle vacanze come tempo di silenzio, lettura e preghiera.
Approfondimenti storico‑archeologici
Lo spazio di storia e archeologia, curato dal luogotenente d’onore Giovanni Battista Rossi, è dedicato alle «tre pietre» della città vecchia di Gerusalemme: il Muro Occidentale, la Cupola della Roccia e la Basilica del Santo Sepolcro, con riferimenti ai più recenti restauri e rinvenimenti archeologici in quest’ultima.
Attività della Luogotenenza
La cronaca della vita della Luogotenenza ripercorre gli eventi da aprile a giugno 2026, tra cui il pellegrinaggio a Greccio e Fonte Colombo, la cerimonia per il centenario del confratello Angelo Ambrisi, la partecipazione al pellegrinaggio di Leone XIV a Pompei e Napoli, il convegno sull’etica dell’intelligenza artificiale a Reggio Calabria, il restauro del Santuario del Pater Noster con il pannello del Padre Nostro in lingua napoletana, e le celebrazioni del Corpus Domini nelle diverse sezioni.
Altre sezioni
Lo spazio dedicato alle dame e ai cavalieri raccoglie le testimonianze di Giovanna Serrapica e di Gaetano Maria Maresca, quest’ultima incentrata su un pellegrinaggio in Terra Santa e su iniziative di solidarietà a favore della popolazione palestinese. Chiudono il fascicolo le notizie dalle luogotenenze di Italia Centrale Appenninica, Stati Uniti sud-orientali, Svizzera e Liechtenstein, Sudafrica, Polonia, Malta, Messico e Guatemala, Belgio, Italia Centrale Abruzzo e Molise, Regno Unito e Galles, Italia Settentrionale.
Per consultare o scaricare il primo numero de “La Croce e il Mantello”
Scheda di approfondimento L’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme ![]() La tradizione vorrebbe che l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (detto anche Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme e abbreviato in OESSG), sia stato fondato da Goffredo di Buglione con lo scopo di difendere, se necessario con le armi, il Santo Sepolcro, e di proteggere e consentirvi l’accesso e le celebrazioni, dopo la riconquista di Gerusalemme da parte delle armate cristiane nel 1099. I primi documenti che attestano un’investitura di Cavalieri denominati “del Santo Sepolcro” sono però del 1336. Nel 1868 Pio IX promosse la ricostituzione dell’Ordine che si aprì alle donne con la nomina delle Dame del Santo Sepolcro grazie a Leone XIII, nel 1888. Si tratta di un Ordine Cavalleresco di Diritto Canonico e Persona Giuridica Vaticana. Negli ultimi secoli la difesa in armi del sepolcro di Cristo è, ovviamente, venuta meno e sono cambiate le prerogative e gli obblighi dei confratelli e consorelle aderenti. Nelle sue stesure più recenti, lo statuto dell’Ordine si propone di rafforzare nei suoi membri la pratica della vita cristiana, di sostenere ed aiutare le opere e le istituzioni culturali, caritative e sociali della Chiesa Cattolica in Terra Santa – particolarmente quelle del Patriarcato Latino di Gerusalemme, con il quale l’Ordine mantiene legami tradizionali fin dal 1847, anno del ripristino del Patriarcato da parte di Papa Pio IX – di conservare e propagare la fede in quelle terre, interessando a tale scopo i cattolici sparsi in tutto il mondo, di sostenere i diritti della Chiesa Cattolica in Terra Santa. Attuale Gran Maestro dell’OESSG è Sua Eminenza Reverendissima, il Signor Cardinale Fernando FILONI. Sito istituzionale dell’ Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Ordine del Santo Sepolcro Immagine Mathieu Chaine: l’arma dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme . |
Scheda di approfondimento Gli ordini cavallereschi in Italia ![]() Il conferimento e l’uso di titoli e decorazioni cavalleresche nel territorio della Repubblica Italiana sono disciplinati dagli articoli 7, 8 e 9 della Legge 3 marzo 1951, n. 178 (“Istituzione dell’Ordine «Al merito della Repubblica Italiana» e disciplina del conferimento e dell’uso delle onorificenze“). In base al dettato normativo e alla consolidata prassi amministrativa, il regime d’uso si articola in tre macro-categorie: 1. Uso libero (Ordini Nazionali, Pontifici e SMOM) I cittadini italiani possono liberamente insignirsi e fregiarsi dei titoli e delle decorazioni appartenenti a: o Ordini Nazionali della Repubblica Italiana: Ordine al Merito della Repubblica Italiana (OMRI), Ordine Militare d’Italia, Ordine della Stella d’Italia, Ordine al Merito del Lavoro e Ordine di Vittorio Veneto; o Ordini della Santa Sede: Ordine Supremo del Cristo, Ordine dello Speron d’Oro, Ordine Piano, Ordine di San Gregorio Magno e Ordine di San Silvestro Papa; o Ordini di sub-collazione pontificia e di patronato: Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme; o Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM), in virtù della sua natura di soggetto di diritto internazionale recepito dall’ordinamento italiano. 2. Uso soggetto ad autorizzazione (Ordini di Stati Esteri e Ordini “Non Nazionali”) Ai sensi dell’art. 7 della Legge 178/1951, l’uso nel territorio repubblicano delle onorificenze conferite da Stati esteri sovranamente riconosciuti o da Ordini “non nazionali” è subordinato al rilascio di un formale decreto di autorizzazione. L’istruttoria ed il rilascio delle autorizzazioni sono di esclusiva competenza del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) (Servizio del Cerimoniale Diplomatico della Repubblica). 3. Divieti, sanzioni ed enti non riconosciuti L’articolo 8 della medesima legge vieta in modo assoluto il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche — sotto qualsiasi forma o denominazione — da parte di altri soggetti. Le relative sanzioni si applicano anche qualora i conferimenti siano avvenuti al di fuori del territorio nazionale. In tale contesto assume particolare rilevanza la direttiva Persomil del 21 luglio 2020 e le successive modifiche del 2020 e del 2023, con i relativi allegati Profili di opportunità politica e ruolo dell’ICOC L’assenza di autorizzazione italiana all’uso delle insegne non coincide necessariamente, sul piano concettuale, con un giudizio storico sull’origine o sulla natura dinastica di un ordine. È il caso delle decorazioni degli Ordini di Casa Savoia (come l’Annunziata o i Santi Maurizio e Lazzaro), la cui autorizzazione è preclusa per ragioni di opportunità politica o costituzionale. Per questo motivo, accanto alle valutazioni delle istituzioni statali, esistono anche classificazioni elaborate da organismi privati di studio, come l’ICOC (International Commission for Orders of Chivalry), che non hanno valore giuridico ma sono frequentemente richiamate nella letteratura specialistica. . |
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