Il galateo degli Enti locali secondo Fiaschi
«La forma è sostanza nelle Istituzioni pubbliche e le numerose pratiche del cerimoniale sono il cuore della presentazione formale di un Comune verso i suoi cittadini e verso le altre Istituzioni.»
È questa la chiave di lettura con cui si presenta Galateo in Comune. Vademecum dei doveri, cerimoniale e consigli per l’immagine istituzionale della Pubblica Amministrazione locale, di Michele Fiaschi, giunto alla seconda edizione aggiornata (Centro Studi Enti Locali, 2025) dopo la prima uscita del 2023. L’opera è inserita nella collana “Percorsi Comuni”, diretta da Cesare Peruzzi e dedicata alla riflessione sul ruolo della comunicazione pubblica negli Enti locali.
Obiettivi dell’opera
Il volume si propone come strumento operativo per amministratori, funzionari e cittadini chiamati a confrontarsi con le regole, spesso non scritte, del cerimoniale istituzionale: dalla fascia tricolore agli emblemi araldici civici, dalle precedenze protocollari alle modalità di esposizione della bandiera.
“Questo volume vuol essere un pratico vademecum per guidare gli amministratori pubblici degli Enti locali ad adottare comportamenti corretti nell’ambito dello svolgimento dell’attività del mandato e di rappresentanza nelle manifestazioni pubbliche e per comunicare correttamente l’immagine dell’Ente e dei suoi componenti, senza lasciare niente al caso.”
Così l’abstract editoriale sintetizza l’obiettivo dell’opera, che prosegue:
“Il testo contiene numerosi consigli pratici e regole che consentono di dissipare i più disparati dubbi che possono sorgere nel momento in cui ci si trova ad affrontare la vita istituzionale nella sua quotidianità.”
Nella premessa al volume, l’autore inquadra il tema richiamando il dato numerico degli Enti locali italiani e il fondamento costituzionale del decoro istituzionale:
“I Comuni in Italia, secondo i dati aggiornati dall’Istat, al 22 gennaio 2024, sono 7896.”
“L’amministratore deve conformare la sua condotta ai doveri istituzionali di servire la comunità con diligenza, rettitudine e trasparenza, nel rispetto dei principi del buon andamento ed imparzialità dell’Amministrazione e dei principi di disciplina ed onore nell’adempimento delle funzioni pubbliche sanciti dall’art. 54 della Costituzione.”
I contenuti
Quanto ai contenuti, la premessa ne offre una mappa dettagliata:
“Al suo interno vi sono approfondimenti, sul comportamento da tenere nelle differenti occasioni da una riunione online alle sedute di consiglio, sulle modalità di esposizione della bandiera nazionale e su come eseguire l’inno, sull’uso della fascia tricolore e dei segni distintivi, sull’applicazione degli emblemi araldici civici, sulle regole di cerimoniale, sui gemellaggi, sui patrocini e benemerenze civiche.”
“Seguono, tra l’altro, indicazioni sul sistema onorifico nazionale, i gradi militari, le qualifiche di categoria per i corpi di ordinamento civile, con pareri del Ministero dell’Interno ed un’ampia appendice normativa.”
Tra gli elementi di originalità del lavoro figura proprio l’inclusione dei pareri del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’Interno su fascia tricolore, stemma comunale e simbolo politico, oltre a un’appendice normativa che riproduce i testi vigenti in materia di cerimoniale e ordine delle precedenze. Come ha osservato l’autore in occasione di una presentazione pubblica del volume, l’opera nasce dalla constatazione che «non esistevano libri sul cerimoniale degli enti locali» (fonte: arteventinews.it), con particolare attenzione ai Comuni di minori dimensioni, generalmente privi di un ufficio cerimoniale dedicato.
Sommario dell’opera
L’indice del volume si articola come segue:
- Premessa
- Capitolo 1 – Il Comune: funzioni delle cariche (il Sindaco, la Giunta, il Vicesindaco, l’Assessore, il Consiglio comunale, le Commissioni consiliari, la Regione Siciliana)
- Capitolo 2 – Cerimoniale e netiquette (cos’è il cerimoniale pubblico, e-mail, riunioni online, profili istituzionali nei social network)
- Capitolo 3 – La bandiera nazionale e l’inno (esposizione, bandiere regionali e internazionali, la bandiera europea, inno nazionale)
- Capitolo 4 – Fascia tricolore (origini, modalità d’uso, segni in uso in Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta, fascia del Presidente della Provincia)
- Capitolo 5 – Gli emblemi araldici e il titolo di Città (l’araldica dei Comuni, lo stemma, il gonfalone, uso e tutela dello stemma, l’emblema dello Stato)
- Capitolo 6 – Doni, spese di rappresentanza, date da celebrare (albo d’onore, rappresentanza, date da celebrare)
- Capitolo 7 – Cerimonie (visite di autorità, inaugurazioni, eventi luttuosi, lutto cittadino, onore ai caduti)
- Capitolo 8 – Ordini delle precedenze (cariche pubbliche, associazioni combattentistiche e d’arma, distinzioni onorifiche, bandiere e vessilli)
- Capitolo 9 – Appellativi e lettere (titolo di eccellenza, appellativi al femminile nella Pubblica amministrazione)
- Capitolo 10 – Gemellaggi, benemerenze, marchio territoriale e patrocini (cittadinanza onoraria, benemerenze civiche, patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri)
- Capitolo 11 – Medaglie e onorificenze (Ordine al Merito della Repubblica, Ordine Militare d’Italia, Ordine al Merito del Lavoro, Ordine della Stella d’Italia, Ordine di Vittorio Veneto)
- Capitolo 12 – Gradi e qualifiche
- Pareri del Ministero dell’Interno, a cura del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali (fascia tricolore, stemma comunale, simbolo politico)
- Appendice normativa
- Bibliografia
Galateo in Comune. Vademecum dei doveri, cerimoniale e consigli per l’immagine istituzionale della Pubblica Amministrazione locale, Michele Fiaschi, San Miniato (Pi), Centro Studi Enti Locali – Pacini Editore, 2025; seconda edizione aggiornata; 208 p., con illustrazioni a colori; 16,5×23,5 cm; ISBN 979-12-5486-544-6; € 25,00.
Scheda biografica Michele Fiaschi ![]() Perito araldico specializzato in araldica civica, membro di varie associazioni del settore tra le quali “The International Heraldry Society” (UK), curatore della comunity “Italia Araldica”. Relatore a convegni nazionali e internazionali, collabora con la testata giornalistica online Artenventi News di Pistoia. In ambito araldico ha pubblicato “Il libro d’oro di San Miniato“, Italia Araldica, San Miniato 2017; “Impavidum Ferient, Brandolino Brandolini d’Adda storia di un deputato eroe nella grande guerra“, Ed. Notiziario Araldico, Arcisate 2018; “Sic Nos in Sceptra Reponis, storia dello scudo di San Miniato”, Ed. FM Edizioni, San Miniato 2018 . |
Scheda di approfondimento L’araldica civica italiana ![]() L’araldica è la scienza che studia gli stemmi, questi però sono raggruppabili in tre macro categorie, ovvero gli stemmi di persona e famiglia, gli stemmi ecclesiastici, e gli stemmi di enti. Quest’ultima categoria comprende in particolare gli enti territoriali, quali i comuni, le province, le regioni, e gli studi araldici ad essa dedicati, sono comunemente indicati come studi sull’araldica civica. Oggi in Italia solo questa categoria dell’araldica (o meglio gran parte di essa) è disciplinata e tutelata dallo Stato, e la normativa di riferimento è il Decreto del Presidente del Consiglio del 28 gennaio 2011 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 1 febbraio 2011, n.25 – Suppl. Ordinario n.26. Tale Decreto all’articolo 2 precisa che: sono destinatari delle disposizioni di cui al presente decreto: le regioni, le province, le città metropolitane, i comuni, le comunità montane, le comunità isolane, i consorzi, le unioni di comuni, gli enti con personalità giuridica, le banche, le fondazioni, le università, le società, le associazioni, le Forze armate ed i Corpi ad ordinamento civile e militare dello Stato. L’articolo 5 invece precisa le caratteristiche tecniche degli emblemi civici: 1) Lo scudo obbligatoriamente adottato per la costruzione degli stemmi è quello sannitico moderno … 2) Le province, i comuni insigniti del titolo di città ed i comuni dovranno collocare sopra lo stemma la corona a ciascuno spettante, come di seguito descritta: a) provincia: cerchio d’oro gemmato con le cordonature lisce ai margini, racchiudente due rami, uno di alloro e uno di quercia, al naturale, uscenti dalla corona, decussati e ricadenti all’infuori: ![]() b) comune insignito del titolo di città: corona turrita, formata da un cerchio d’oro aperto da otto pusterle (cinque visibili) con due cordonate a muro sui margini, sostenente otto torri (cinque visibili), riunite da cortine di muro, il tutto d’oro e murato di nero: ![]() c) comune: corona formata da un cerchio aperto da quattro pusterle (tre visibili), con due cordonate a muro sui margini, sostenente una cinta, aperta da sedici porte (nove visibili), ciascuna sormontata da una merlatura a coda di rondine, il tutto d’argento e murato di nero: ![]() 3) Gli enti di cui all’articolo 2, diversi da provincia, comune insignito del titolo di città e comune, possono fregiare il proprio stemma con corone speciali di cui è studiata di volta in volta la realizzazione a cura dell’ Ufficio onorificenze e araldica. 4) Il gonfalone consiste in un drappo rettangolare di cm. 90 per cm. 180, del colore di uno o di tutti gli smalti dello stemma. Il drappo è sospeso mediante un bilico mobile ad un’asta ricoperta di velluto dello stesso colore, con bullette poste a spirale, e terminata in punta da una freccia, sulla quale sarà riprodotto lo stemma, e sul gambo il nome dell’ente. Il gonfalone ornato e frangiato è caricato, nel centro, dello stemma dell’ente, sormontato dall’iscrizione centrata (convessa verso l’alto) dell’ente medesimo. La cravatta frangiata deve consistere in nastri tricolorati dai colori nazionali. Le parti metalliche del gonfalone devono essere: argentate per gli stemmi del comune, d’oro per gli stemmi della provincia e del comune insignito del titolo di città. Analogamente i ricami, i cordoni, l’iscrizione e le bullette a spirale devono essere d’argento per gli stemmi del comune, d’oro per gli stemmi della provincia e del comune insignito del titolo di città. ![]() Il precedente articolo 4, fornisce inoltre delle indicazioni in merito ai motti: I motti devono essere scritti su liste bifide e svolazzanti dello stesso colore del campo dello scudo, con lettere maiuscole romane, collocate sotto la punta dello scudo. Non sono invece formalmente menzionate le fronde che accompagnano lo scudo ai lati per poi unirsi al di sotto della sua punta, ma il rinvio alla normativa preesistente per quanto non normato dal decreto in questione, oltre alla loro costante presenza nei bozzetti esemplificativi e nelle faq presenti sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri legittimano la comune interpretazione che esse siano previste, e lo siano con le caratteristiche indicate nelle suddette faq: 7) Le fronde che ornano lo scudo che ruolo hanno? Arricchiscono lo scudo ed effigiano l’alloro e la quercia, con le foglie di verde e con le drupe e le bacche d’oro; tali fronde si pongono legate in basso con un nastro tricolorato con i colori nazionali. Da annotare infine che il comma 1 dell’art. 4 del già richiamato DPCM del 28/01/2011 precisa che “Gli stemmi ed i gonfaloni storici delle province e dei comuni non possono essere modificati”. I disegni accompagnatori della presente scheda sono desunti dal testo del DPCM del 28/01/2011. Testo integrale del Decreto del Presidente del Consiglio del 28 gennaio 2011 . |
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