La Croce di Gerusalemme 80
È stato pubblicato il numero 80 della Newsletter “La Croce di Gerusalemme“, organo informativo dell’Ordo Equestris Sancti Sepulcri Hierosolymitani. Come per i numeri precedenti, si tratta di una pubblicazione articolata in sezioni tematiche dedicate alle iniziative e alla vita istituzionale dell’Ordine.
L’indice presenta la seguente struttura:
L’Ordine all’unisono con la Chiesa Universale
- Echo della Settimana Santa 2026
- «Caro Papa Benedetto, abbiamo bisogno più che mai della Sua preghiera»
- «Testimoniamo il bene lontano dal rumore mediatico»
- Premi in riconoscimento al Cardinale Filoni
- Una lettera dalla Cina nella posta del Gran Maestro
Gli atti del Gran Magistero
- «Non temere, piccolo gregge» (una riflessione del Gran Maestro)
- Un aiuto record da parte dell’Ordine a favore della Terra Santa
- Una nuova Fondazione dell’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme
- Riunione dei Luogotenenti italiani
- Un libro di Mons. Caputo, Assessore dell’Ordine, su San Bartolo Longo
- «La Croce di Gerusalemme» in russo
L’Ordine e la Terra Santa
- Commissione per la Terra Santa: una visita a distanza
- La missione della Chiesa prosegue in Terra Santa con paziente determinazione
La Vita delle Luogotenenze
- «L’Ordine del Santo Sepolcro costituisce un raro esempio di volontariato silenzioso» (intervista all’Ambasciatore Leonardo Visconti di Modrone)
Cultura e storia
- Edifici ecclesiastici affidati all’Ordine in Sicilia
- Verso una preghiera incessante con San Nicola Pellegrino
Tra gli elementi di rilievo per gli studi araldici e cavallereschi figurano la creazione di una nuova Fondazione dell’Ordine (Fondazione OESSG – Ente del Terzo Settore costituita il 27 ottobre 2025), le iniziative di espansione territoriale in Africa, Asia e America Latina, la pubblicazione della rivista in versione russa, e il catalogo descrittivo degli edifici ecclesiastici affidati all’Ordine in Sicilia.
Per consultare e scaricare La Croce di Gerusalemme numero 80
Scheda di approfondimento L’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme ![]() La tradizione vorrebbe che l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (detto anche Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme e abbreviato in OESSG), sia stato fondato da Goffredo di Buglione con lo scopo di difendere, se necessario con le armi, il Santo Sepolcro, e di proteggere e consentirvi l’accesso e le celebrazioni, dopo la riconquista di Gerusalemme da parte delle armate cristiane nel 1099. I primi documenti che attestano un’investitura di Cavalieri denominati “del Santo Sepolcro” sono però del 1336. Nel 1868 Pio IX promosse la ricostituzione dell’Ordine che si aprì alle donne con la nomina delle Dame del Santo Sepolcro grazie a Leone XIII, nel 1888. Si tratta di un Ordine Cavalleresco di Diritto Canonico e Persona Giuridica Vaticana. Negli ultimi secoli la difesa in armi del sepolcro di Cristo è, ovviamente, venuta meno e sono cambiate le prerogative e gli obblighi dei confratelli e consorelle aderenti. Nelle sue stesure più recenti, lo statuto dell’Ordine si propone di rafforzare nei suoi membri la pratica della vita cristiana, di sostenere ed aiutare le opere e le istituzioni culturali, caritative e sociali della Chiesa Cattolica in Terra Santa – particolarmente quelle del Patriarcato Latino di Gerusalemme, con il quale l’Ordine mantiene legami tradizionali fin dal 1847, anno del ripristino del Patriarcato da parte di Papa Pio IX – di conservare e propagare la fede in quelle terre, interessando a tale scopo i cattolici sparsi in tutto il mondo, di sostenere i diritti della Chiesa Cattolica in Terra Santa. Attuale Gran Maestro dell’OESSG è Sua Eminenza Reverendissima, il Signor Cardinale Fernando FILONI. Sito istituzionale dell’ Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Ordine del Santo Sepolcro Immagine Mathieu Chaine: l’arma dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme . |
Scheda di approfondimento Gli ordini cavallereschi in Italia ![]() Il conferimento e l’uso di titoli e decorazioni cavalleresche nel territorio della Repubblica Italiana sono disciplinati dagli articoli 7, 8 e 9 della Legge 3 marzo 1951, n. 178 (“Istituzione dell’Ordine «Al merito della Repubblica Italiana» e disciplina del conferimento e dell’uso delle onorificenze“). In base al dettato normativo e alla consolidata prassi amministrativa, il regime d’uso si articola in tre macro-categorie: 1. Uso libero (Ordini Nazionali, Pontifici e SMOM) I cittadini italiani possono liberamente insignirsi e fregiarsi dei titoli e delle decorazioni appartenenti a: o Ordini Nazionali della Repubblica Italiana: Ordine al Merito della Repubblica Italiana (OMRI), Ordine Militare d’Italia, Ordine della Stella d’Italia, Ordine al Merito del Lavoro e Ordine di Vittorio Veneto; o Ordini della Santa Sede: Ordine Supremo del Cristo, Ordine dello Speron d’Oro, Ordine Piano, Ordine di San Gregorio Magno e Ordine di San Silvestro Papa; o Ordini di sub-collazione pontificia e di patronato: Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme; o Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM), in virtù della sua natura di soggetto di diritto internazionale recepito dall’ordinamento italiano. 2. Uso soggetto ad autorizzazione (Ordini di Stati Esteri e Ordini “Non Nazionali”) Ai sensi dell’art. 7 della Legge 178/1951, l’uso nel territorio repubblicano delle onorificenze conferite da Stati esteri sovranamente riconosciuti o da Ordini “non nazionali” è subordinato al rilascio di un formale decreto di autorizzazione. L’istruttoria ed il rilascio delle autorizzazioni sono di esclusiva competenza del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) (Servizio del Cerimoniale Diplomatico della Repubblica). 3. Divieti, sanzioni ed enti non riconosciuti L’articolo 8 della medesima legge vieta in modo assoluto il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche — sotto qualsiasi forma o denominazione — da parte di altri soggetti. Le relative sanzioni si applicano anche qualora i conferimenti siano avvenuti al di fuori del territorio nazionale. In tale contesto assume particolare rilevanza la direttiva Persomil del 21 luglio 2020 e le successive modifiche del 2020 e del 2023, con i relativi allegati Profili di opportunità politica e ruolo dell’ICOC L’assenza di autorizzazione italiana all’uso delle insegne non coincide necessariamente, sul piano concettuale, con un giudizio storico sull’origine o sulla natura dinastica di un ordine. È il caso delle decorazioni degli Ordini di Casa Savoia (come l’Annunziata o i Santi Maurizio e Lazzaro), la cui autorizzazione è preclusa per ragioni di opportunità politica o costituzionale. Per questo motivo, accanto alle valutazioni delle istituzioni statali, esistono anche classificazioni elaborate da organismi privati di studio, come l’ICOC (International Commission for Orders of Chivalry), che non hanno valore giuridico ma sono frequentemente richiamate nella letteratura specialistica. . |
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