Presentato “Il blasonario delle famiglie nobili bassanesi”

La presentazione del volume Il blasonario delle famiglie nobili bassanesi si è svolta il 21 febbraio, in una sala gremita, con il saluto introduttivo di Giovanni Marcadella, già direttore dell’Archivio di Stato di Vicenza e Bassano.

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Foto Amici dei Musei e dei Monumenti di Bassano del Grappa: Scorcio del pubblico intervenuta alla presentazione de “Il blasonario delle famiglie nobili bassanesi”

L’incontro ha riunito studiosi, appassionati e rappresentanti dell’Ordine di Malta — l’ambasciatore Paolo Borin, il cav. Marcello Zannoni (anche in qualità di presidente degli Amici dei Musei e dei Monumenti di Bassano del Grappa), il cav. Italo Quadrio, il cav. Mario Palazzi e il cav. Giorgio Sartor (anche come relatore e autore di uno dei saggi presenti nel volume) — insieme alla vedova e alla figlia del cav. Alberto Lembo, cui si deve la donazione che ha reso possibile la pubblicazione del volume, e tra il qualificato pubblico anche Enzo Modulo Morosini.

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Foto Amici dei Musei e dei Monumenti di Bassano del Grappa: Un momento della commemorazione di Alberto Lembo alla presentazione de “Il blasonario delle famiglie nobili bassanesi”

Il Blasonario, curato da Adalberto Ricotti Bertagnoni e ora edito dagli Amici dei Musei e dei Monumenti di Bassano del Grappa, raccoglie e ordina un patrimonio araldico stratificato, ricostruendo stemmi, varianti, fonti e vicende delle famiglie nobili di Bassano. La forma dell’intervista che segue è una ricostruzione dialogica basata sui materiali dell’autore e sulle testimonianze presentate durante l’evento.

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Foto Amici dei Musei e dei Monumenti di Bassano del Grappa: Relatori intervenuti alla presentazione de “Il blasonario delle famiglie nobili bassanesi”

Intervista immaginaria ad Adalberto Ricotti Bertagnoni

Il Blasonario nasce da un lavoro di raccolta che attraversa archivi, lapidi, sigilli, codici manoscritti. Qual è stato il punto di partenza della sua ricerca?

Il punto di partenza è stato il patrimonio materiale ancora visibile a Bassano: tombe, stemmi scolpiti, sigilli conservati nelle famiglie o nei musei. Molti esemplari riportati nel volume provengono dal Codice Chiuppani, dal Codice Baseggio o da sigilli settecenteschi e seicenteschi. Ho cercato di restituire la stratificazione delle armi, distinguendo tra forme originarie, varianti successive e interpretazioni arbitrarie. In più casi — penso agli Agostinelli o ai Baseggio — ho segnalato quando i colori o le figure erano frutto di restauri o invenzioni ottocentesche.

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Pagina dedicata all’araldica della famiglia Agostinelli da “Il blasonario delle famiglie nobili bassanesi”, di Adalberto Ricotti Bertagnoni, Amici dei Musei e dei Monumenti di Bassano del Grappa, 2025

Nel volume si nota una grande attenzione alle discrepanze tra fonti. Quanto è stato difficile orientarsi tra versioni diverse dello stesso stemma?

È stato uno degli aspetti più complessi. Le famiglie spesso modificavano le armi nel tempo, oppure gli araldi locali intervenivano con interpretazioni personali. Un esempio emblematico è l’arma Agostinelli: la versione presentata alla Commissione Araldica Austriaca nel 1821 non coincide con quella più antica, documentata nelle tombe del XVII secolo. Lo stesso accade per i Baseggio, dove il codice ottocentesco introduce smalti “di fantasia”. Il mio compito è stato riportare ogni variante, indicandone la provenienza e il grado di attendibilità.

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Pagina dedicata all’araldica della famiglia Agostinelli da “Il blasonario delle famiglie nobili bassanesi”, di Adalberto Ricotti Bertagnoni, Amici dei Musei e dei Monumenti di Bassano del Grappa, 2025

Nel video di presentazione pubblicato su YouTube e negli articoli del Notiziario Araldico si sottolinea il valore documentario del suo lavoro. Qual è, secondo lei, il contributo principale del Blasonario agli studi locali?

Credo che il contributo principale sia la sistematizzazione. Bassano possiede una tradizione araldica ricchissima, ma dispersa: stemmi su case private, lapidi trasferite al Museo Civico, sigilli conservati in archivi ecclesiastici o notarili. Riunire tutto in un repertorio unico permette di ricostruire genealogie, rapporti tra famiglie, dinamiche di aggregazione al patriziato veneto. Inoltre, il volume documenta anche le armi “erronee” o spurie, che sono comunque parte della storia araldica cittadina.

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Il frontespizio de “Il blasonario delle famiglie nobili bassanesi”, di Adalberto Ricotti Bertagnoni, Amici dei Musei e dei Monumenti di Bassano del Grappa, 2025

Molti stemmi riportano note come “arma inventata”, “colori arbitrari”, “interpretazione inesatta”. Come ha gestito questi casi?

Ho scelto di non escluderli. L’araldica locale non è fatta solo di norme, ma anche di prassi. Se un restauratore del Settecento ha ridipinto un’arma con colori impropri, quel gesto è comunque un fatto storico. Per questo, accanto alla forma più antica e documentata, ho riportato anche le versioni successive, specificando la loro origine. Il lettore può così seguire l’evoluzione dello stemma nel tempo.

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Foto Amici dei Musei e dei Monumenti di Bassano del Grappa: Istantanea dell’intervento di Giorgio Sartor durante la presentazione de “Il blasonario delle famiglie nobili bassanesi”

Il volume è ricco di esempi tratti da sigilli, diplomi di laurea, affreschi, stemmi universitari. Quali sono le fonti che ritiene più affidabili?

I sigilli sono generalmente le fonti più sicure: difficilmente venivano alterati e spesso riportano le iniziali del titolare. Anche le lapidi sepolcrali sono affidabili, soprattutto quando datate. Più problematici sono i codici ottocenteschi, che talvolta “normalizzano” gli stemmi secondo criteri moderni. Per questo ho sempre indicato la provenienza: Cod. Chiuppani n. 153, Cod. Baseggio pag. 64, sigillo del Secolo XVI, ecc. Il lettore può così valutare il peso di ogni testimonianza.

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Pagina dedicata all’araldica della famiglia Forzadura in “Il blasonario delle famiglie nobili bassanesi”, di Adalberto Ricotti Bertagnoni, Amici dei Musei e dei Monumenti di Bassano del Grappa, 2025

La pubblicazione è stata resa possibile grazie alla donazione del cav. Alberto Lembo. Vuole ricordare il significato di questo gesto?

Il cav. Lembo è stato un appassionato cultore di storia locale e araldica. La sua donazione ha permesso di riportare alla luce un lavoro rimasto per decenni inedito, restituendolo alla comunità scientifica e alla città. La presenza della sua famiglia alla presentazione è stata un segno di continuità e di riconoscenza verso il suo impegno.

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La copertina de “Il blasonario delle famiglie nobili bassanesi” di Adalberto Ricotti Bertagnoni, Associazione Amici dei Musei e dei Monumenti di Bassano del Grappa, 2025

Struttura dell’opera

Il volume si apre con una riflessione di Marcello Zannoni sull’opera intesa come un vero e proprio “dono” per la storia cittadina. Segue l’intervento di Andrea Minchio, che analizza il delicato equilibrio tra le necessità della rappresentazione e la sobrietà stilistica.

La parte storica entra nel vivo con la ricerca di Franco Scarmoncin dedicata alle origini della nobiltà bassanese. Un tocco più personale e commemorativo è offerto da Renata Tibaldo Lembo, che introduce la figura di Alberto Lembo, e il nesso con il Blasonario Ricotti Bertagnoni.

Il Blasonario Bassanese

Il nucleo centrale dell’opera è introdotta dallo stesso Alberto Lembo e riguarda il blasonario delle famiglie bassanesi di Adalberto Ricotti-Bertagnoni. Questa sezione comprende:

  • La presentazione delle tavole del blasonario e la ricostruzione del probabile progetto originario.
  • Il blasonario completo delle famiglie nobili di Bassano.

Analisi Tecnica e Iconografia

L’approfondimento tecnico è affidato a Giorgio Sartor, che si occupa del blasonario Ricotti-Bertagnoni analizzando i singoli stemmi e le relative blasonature.

Il libro dedica inoltre spazio ai blasoni tratti dal Codice Baseggio, includendo le famiglie che non compaiono nelle tavole originali di Ricotti-Bertagnoni. Il volume si conclude con un saggio di Paolo Nosadini dedicato all’iconografia stemmaria bassanese.

Famiglie dalla A alla Z, con schede dedicate a:

Agostinelli, Albertoni, Angaran, Antonibon, Apolloni, Austoni, Bacchis, Baggio, Baroncelli, Baseggio, Bellavitis, Beltramini-Miazzi, Bero, Bertagnoni, (de) Bombardini, Bonamico, Bonfadini, Bortolazzi, Brocchi, Brocchi Colonna, Buyovic, Caffo, Calderi, Calderoni, Campesani, Capovilla, Cappello, Carloni, Cerati, Compostella, Cortelotti, Costa, Cremonese-Baroncelli, Crestani, (Da) Como, de Facci-Negrati, Dolzani, Fava, Forzadura, Fossa, Franchini, Freschi, Gardellini, Golini, Gosetti, Grigno, Groppelli, Groppetti, Guadagnini, Homacini, Lanzarini, Locatelli, Lugo, Maello, Marangoni, Mattaroli, Matteazzi, Memmo, Merlo, Miazzi, Michieli, Mimiola, Moro, Morra, Navarrini, Negri, Nosadini, Novello, Parolini, Perli, Perli-Remondini, dalla Porta, Remondini, Renier, dalla Riva, Roberti, da Roman, Ronzoni, Sale, Salvioni, Sartori, Scolari, Scudellari, Sguario, Spinelli, Stecchini, Stevani, Tattara, Terzi, Tiozzi, Travasa, Trivellini, Uguccioni, Vanzo-Mercante, Verci, Vicini, Vittorelli, Zambelli, Zanchetta, Zelosi.

Il blasonario delle famiglie nobili bassanesi, Adalberto Ricotti Bertagnoni, Amici dei Musei e dei Monumenti di Bassano del Grappa, 2025; pp. 176 ca., ill. col. e b/n, fuori commercio.


Scheda biografica
Adalberto Ricotti Bertagnoni

Adalberto Ricotti Bertagnoni (1913-1972) è stato uno studioso di araldica e genealogia attivo nel XX secolo, noto in particolare per le sue ricerche sulle famiglie nobili venete e italiane.

Professionista di solida formazione storica, ha dedicato gran parte della propria attività allo studio sistematico delle fonti araldiche, con particolare attenzione alla documentazione lapidaria, sigillografica e archivistica.

Portava il titolo di conte, come attestato dalla documentazione archivistica relativa a una sua proprietà a Campese, ed è ricordato come figura di riferimento nel panorama araldico italiano del secondo dopoguerra.

Tra le sue principali opere si ricordano Stemmi delle famiglie di Padova del secolo XVII (Cartiera Favini, 1948), lo Stemmario italiano delle famiglie nobili e notabili (La Remondiniana Editrice, 1970) e il postumo Blasonario delle famiglie nobili bassanesi, pubblicato dagli Amici dei Musei di Bassano del Grappa.
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Foto Amici dei Musei e dei Monumenti di Bassano del Grappa: Relatori intervenuti alla presentazione de “Il blasonario delle famiglie nobili bassanesi”
26 Febbraio 2026
Redazione

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