Al Galà della Nobiltà 2025 l’annuncio del “Royal Protocol”

Sabato 8 novembre Casale Monferrato ha ospitato la quarta edizione del Galà della Nobiltà, appuntamento autunnale promosso da Famiglie Storiche d’Italia in collaborazione con Historical Families of Europe e con il Circolo dei Cento e non più Cento, sotto l’attenta regia di Pierfelice e Loredana degli Uberti.

Un evento che in realtà racchiude in sé tre diversi momenti: un convegno culturale, la consegna degli Award dell’associazione “Heritage & Tradition of Europe“, e la cena di gala; a questi tre momenti se n’è però aggiunto uno a sorpresa, che ha catalizzato l’interesse e l’attenzione dei presenti, e che riteniamo farà altrettanto verso coloro che a vario titolo si interessano delle scienze documentarie della storia: l’annuncio da parte di S.A.R. Emanuele Filiberto di Savoia del progetto “Royal protocol“.

Il prestigioso contesto

Gozzani
Foto AE: Scorcio di Palazzo Gozzani

La serata si è svolta presso l’Accademia Filarmonica di Casale Monferrato, fondata nel 1827 e con sede nello storico Palazzo Gozzani di Treville (edificato a partire dal 1711), nel cuore dell’antica capitale del Marchesato del Monferrato.

Aristocrazia Europea
Foto AE – Da sinistra: Max Francioli, Simona Gervasio, Rodolfo Knisel, Pierfelice degli Uberti, Lali Panchulidze, Giuseppe Carlo Asburgo Lorena d’Austria e Ungheria, Diego Beltrutti di San Biagio, Nana Norozauli, Cesare Vernarecci di Fossombrone.

Tra gli ospiti figuravano anche l’arciduca Josef Karl d’Asburgo-Lorena, il principe Maurizio Gonzaga del Vodice di Vescovato, il principe Guglielmo Giovanelli Marconi, una nutrita rappresentanza di Aristocrazia Europea.

Il Convegno

pubblico
Foto Centro Studi Araldici: Scorcio del pubblico durante il convegno

Il programma si è aperto alle 17.30 con un convegno culturale, nel corso del quale si sono succeduti gli interventi di Maurizio Gonzaga del Vodice di Vescovato, su La nobiltà dei Gonzaga in 8 secoli di storia, un excursus sulle secolari vicende storiche di uno dei casati nobiliari più rilevanti della storia italiana; Pierfelice degli Uberti su La Nobiltà del Vitézi Rend e la sua Diversità Istituzionale nella Storia Cavalleresca, in cui è stato ricostruito il percorso storico dell’istituzione e le sue peculiarità giuridiche; Guido Broich su La Confraternita di Sant’Ambrogio un ponte d’incontro tra mondo laico e religioso votato alla difesa della Cultura Mitteleuropea, in cui sono state presentate storia e caratteristiche della storica istituzione.

degli uberti - silighini
Foto Centro Studi Araldici – da sinistra: Pier Felice degli Uberti e Luciano Francesco Silighini Garagnani Lambertini

L’ultimo intervento del convegno, introdotto da Pierfelice degli uberti che ha fatto il punto sugli attacchi personali da lui subiti, Luciano Francesco Silighini Garagnani Lambertini, che ha presentato il suo ultimo film-inchiesta dal titolo Le falsificazioni genealogiche e documentali per creare business e gli attacchi ai veri esperti di scienze documentali per legittimare questi mercati. Il Grande vecchio, le Bimbe dei Borromini D’Adda e i falsi Principati Africani, dedicato all’attualità delle falsificazioni genealogiche, “dalla nascita de “Il Grande vecchio” alla collaborazione con altri falsificatori con l’intento di delegittimare i veri studiosi e creare guadagni dalle invenzioni araldiche“. La presentazione della produzione cinematografica ha visto la proiezione dei minuti iniziali del film, per lasciare poi spazio alle parole di Silighini Garagnani Lambertini, che – pur senza scendere nei dettagli – ha illustrato, secondo quanto da lui dichiarato, le proprie indagini volte a identificare chi si celerebbe dietro il cosiddetto “Grande Vecchio”, l’anonimo che ormai da tre anni sta pubblicamente attaccando degli Uberti, e che Silighini ritiene non essere un singolo, bensì un gruppo di persone con competenze diverse, ma per lo più afferenti il mondo delle discipline documentarie della storia. Il regista ha accuratamente evitato di fare pubblicamente i nomi, ma ha assicurato di avere l’assoluta certezza della loro identità, e di aver provveduto a segnalarla agli inquirenti chiamati ad occuparsi del caso.

Nell’occasione è stato quindi annunciato un prossimo evento dedicato per la prima proiezione del film-inchiesta.

Arnell
Foto Centro Studi Araldici: Mr Jonas Arnell, Araldo degli Ordini della Casa Reale di Svezia, Sostenitore di Merito di Famiglie Storiche d’Italia

A chiudere questa prima parte la consegna di due categorie di riconoscimenti:

L’ammissione dei nuovi “Sostenitori di Famiglie Storiche d’Italia” che come precisato dagli organizzatori, avviene su richiesta ed è gratuita, e rappresenta l’adesione ai principi e agli ideali di Famiglie Storiche d’Italia, partecipando alle iniziative dell’associazione, ricevendo il Notiziario on line, e l’attestato rilasciato appunto in occasione del gala. I nuovi “sostenitori” ammessi dunque sono stati: prof. dr. Amalia Patrone Barberis, avv. Max Francioli, signora Isolina Rossi, avv. Cesare Vernarecci di Fossombrone, dott. Massim Carati Saronni, dott. Sandro Spinucci, dott. Domenico Gianarro, dott. Francesco Garofalo, prof. dott. Raffaella Saponaro Monti Bragadin, e con la qualifica di “Sostenitore di Merito di Famiglie Storiche d’Italia” mr Jonas Arnell, Herald of the Orders of the Royal House of Sweden.

La cooptazione dei nuovi accademici dello Studium Accademia di Casale e del Monferrato, per l’Arte, la Letteratura, le Scienze, la Storia e le Varie Umanità, che ha avuto per protagonisti il dott. prof. Amalia Patrone Barberis (Accademico Associato), dott. Sandra Mazzoli (Accademico), dott. prof. Guglielmo Giovanelli Marconi (Senatore Accademico), col. com. ACISMOM Landolfo Ambrogio Caracciolo di Melissano (Senatore Accademico), prof. ing. Gionata Barbieri (Senatore Accademico).

La sorpresa: il Royal protocol

Ma la serata di Casale Monferrato probabilmente sarà ricordata per un altro motivo, ovvero la presentazione a sorpresa di un’iniziativa decisamente ambiziosa, che potrebbe risultare “rivoluzionaria” per l’ambito del diritto nobiliare, dell’araldica, della genealogia, degli ordini cavallereschi, avvenuta attraverso un video appositamente registrato da Emanuele Filiberto di Savoia, che vi proponiamo di seguito:

Intervento video di Emanuele Filiberto di Savoia al Galà della Nobiltà 2025


Intervento video di Emanuele Filiberto di Savoia
“ROYAL PROTOCOL”
Trascrizione intervento Emanuele Filiberto di Savoia

Buonasera a tutti.
Mi spiace sinceramente di non poter essere con voi questa sera in un’occasione così significativa come lo storico Galà della nobiltà.

Per Felice mi ha gentilmente chiesto di presentarvi un progetto a cui tengo moltissimo, Royal Protocol, da me ideato e voluto, che rappresenta una vera iniziativa nel campo della genealogia, dell’araldica, del diritto nobiliare e degli ordini cavallereschi.

Si tratta di un’iniziativa fondata sulle più moderne tecnologie blockchain che garantiscono l’inalterabilità e la tracciabilità delle certificazioni, assicurando così un sistema scientifico e sicuro a tutela di chi desidera preservare e valorizzare la propria identità e storia familiare.

Come sapete, da quasi 80 anni lo Stato italiano non tutela più ufficialmente questi diritti. Questo ha aperto la strada a privati che, senza alcuna legittimità o competenza, si sono spesso arrogati il potere di riconoscere o concedere onori, ingannando purtroppo molte persone in buona fede.
Eppure, nonostante ciò, permane vivo e autentico il desiderio di difendere e tramandare la propria storia, le proprie origini e i valori delle famiglie che hanno contribuito a costruire la nostra magnifica nazione.
Durante il Regno d’Italia gli onori erano riconosciuti e tutelati dalla legge. L’ordinamento dello Stato nobiliare italiano del 1943, all’articolo 1, stabiliva con chiarezza che Sua Maestà il Re era l’unico titolare della sovrana prerogativa.
Cosa vuol dire? Che solo a lui spettava il diritto di concedere, riconoscere, rinnovare o revocare titoli, predicati, qualifiche e stemmi.
Come erede delle eredità morali e incorporee di mio nonno, Sua Maestà Re Umberto II, sento il dovere di amministrarle con serietà, responsabilità e rigore.
Per questo ho voluto affidarmi ad esperti qualificati, riconosciuti, affinché ogni aspetto genealogico, araldico e cavalleresco sia determinato in modo scientifico, con fondamento storico e giuridico.

L’obiettivo è ricostruire e aggiornare le genealogie di tutte le famiglie, non solo di quelle nobili, ma anche di quegli italiani all’estero che oggi, riottenendo la cittadinanza, desiderano riallacciare un legame con le proprie origini e le proprie radici.
Royal Protocol intende anche restituire valore alle famiglie storiche italiane che, con il loro impegno, hanno contribuito alla grandezza morale, culturale e civile dell’Italia.
Applichiamo le norme vigenti del Regno d’Italia, adattandole alla realtà del diritto civile contemporaneo e a quello delle nazioni, delle comunità europee.

Non potevano naturalmente mancare gli ordini cavallereschi della mia Casa, insieme a quelli preunitari riconosciuti dalla legge del 3 marzo 1951, numero 178.
Per gli altri ordini ci rifaremo a quelli delle diverse nazioni e al registro degli ordini cavallereschi dell’ICOC, che costituiscono una garanzia di autenticità e trasparenza.
Lo scopo ultimo di questo progetto, oltre a ristabilire chiarezza e verità, è anche profondamente civile e culturale.

Desidero portare una parte dei ricavi alla salvaguardia dei monumenti italiani in rovina, quei tesori della nostra storia che rischiano di andare perduti per sempre.
Con la tutela e la valorizzazione delle famiglie storiche italiane possiamo contribuire insieme a far rinascere la memoria, la dignità e la bellezza del nostro Paese.

Cari amici, vi ringrazio di cuore per l’attenzione e vi auguro una serata luminosa nel segno della storia, della nobiltà e della verità.
Un forte abbraccio a tutti e buona serata.
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Il progetto, sebbene sia ancora in fase embrionale, è già stato dotato di un proprio sito Internet: Royal Protocol

Award di “Heritage & Tradition of Europe

A seguire si è tenuta la finale dell’VIII Award dell’associazione “Heritage & Tradition of Europe“, premio dedicato alla valorizzazione delle arti, della letteratura e della moda.

La cerimonia, coordinata da Katia Ferri Melzi d’Eril ed Elena Kebrite, e che ha avuto come media partner Radio Freccia Network, è stata avviata nel 2018 al Castello di Belgioioso, si è consolidata come appuntamento culturale abbinato al Galà d’Autunno della Nobiltà.

premiati
Foto Centro Studi Araldici: I destinatari degli Awards Heritage & Tradition

L’edizione 2025 ha visto la partecipazione di finalisti selezionati in diverse categorie, tra cui musica classica e lirica, poesia, narrativa, cinema, arte e moda, e nello specifico ha visto i seguenti premiati:

  • Vincitore categoria poesia: Paolo Zampetti
  • Finalisti:  Patrizia Marzillo, Barbara Peluffo,
  • Vincitori categoria  narrativa: Francesca Daccò (romanzo edito) Marco Gallotti (romanzo inedito)
  • Finalisti: Giampiero Momi 2° classificato, Francesco Monti 3° classificato
Pinotti
Foto Famiglie Storiche d’Italia: Loredana Pinotti con una creazione di Antonio Patriarca che riprende le decorazioni di Palazzo Gozzani

Vincitori  nelle Sezioni Speciali Scelti Dalla Giuria 2025

  • Musica classica: Olga Medyanik (soprano barocco)
  • Lirica: Giovanni Ribichesu (tenore)
  • Arte: Stefano Bressani (pittore e scultore)
  • Moda: Antonio Patriarca (stilista)

Cena di gala

La cena di gala, tenutasi al termine del convegno, ha costituito il momento conclusivo e di rappresentanza dell’intera giornata.

cena
Foto Centro Studi Araldici: Un momento della Cena di gala

I tavoli, disposti nelle due principali sale dell’Accademia Filarmonica, hanno accolto oltre 150 ospiti (162 secondo le indicazioni dell’organizzazione) , tra membri delle famiglie storiche italiane, ospiti internazionali e rappresentanti di istituzioni culturali. Il servizio è stato curato dal personale dell’Accademia, con un menù ispirato alla cucina del Monferrato, affiancato da vini provenienti da cantine della stessa area. L’occasione ha consentito di consolidare relazioni già avviate in ambito genealogico e araldico, e di presentare informalmente alcune iniziative future delle associazioni promotrici.

La serata si è conclusa in un clima di cortese convivialità, nel rispetto della tradizione dell’evento.

*il testo del presente articolo è stato emendato di un errore alle ore 08:43 dell’11 novembre 2025


Disambigua
PREDICATI TITOLI NOBILIARI, CAVALLERESCHI ED ACCADEMICI

Per precisa scelta editoriale il Notiziario Araldico cerca di dare conto di tutti gli eventi e le iniziative di rilevanza araldica, nobiliare, cavalleresca, genealogica, vessillologia, faleristica, o comunque attinenti le discipline documentarie della storia, cercando di evitare atteggiamenti censori.

Tale scelta, unita alle tempistiche proprie di un quotidiano quale è il Notiziario Araldico, ed all’impossibilità di una verifica puntuale di tutti i trattamenti e le titolature accademiche, nobiliari e cavalleresche, contenute nei comunicati, nelle note informative, nei programmi degli eventi, nei documenti diffusi e/o comunque ripresi, può purtroppo implicare la pubblicazione di titoli contesi, contestati, non universalmente accettati, inesatti, o peggio ancora frutto di falsificazioni antiche o recenti.

Si evidenzia dunque che i trattamenti, i predicati, i titoli cavallereschi, i titoli accademici, i titoli nobiliari, pubblicati, lo sono senza attribuire loro alcun valore, e senza poter entrare nel merito.

Giova infine ricordare in questa sede che per disposizione costituzionale, in Italia i titoli nobiliari, sono privi di qualunque valore giuridico.
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Immagine Circolo Cento e non più Cento: Palazzo Gozzani di Treville a Casale Monferrato
10 Novembre 2025
Raffaele Coppola

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