Presentazione dello stemma di monsignor Palumbo

Lo scorso 7 dicembre il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Termoli-Larino, presentata da S.E. Mons. Gianfranco De Luca. A sostituire il presule il sommo pontefice ha nominato S.E. Mons. Claudio Palumbo, finora vescovo di Trivento.

S.E. Mons. Claudio Palumbo è nato il 30 gennaio 1965 a Venafro, in provincia di Isernia, Diocesi di Isernia-Venafro. Dopo essere entrato nel Pontificio Seminario Regionale di Chieti, ha conseguito il baccalaureato in teologia presso l’Istituto Teologico Abruzzese-Molisano e la laurea in Storia della Chiesa presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma.

È stato ordinato sacerdote il 15 agosto 1990 per la Diocesi di Isernia-Venafro, e ha ricoperto i seguenti incarichi: parroco di San Giovanni Bosco (1990-2011); vicerettore del Pontificio Seminario Regionale di Chieti (1993-1998); bibliotecario dell’Istituto Teologico Abruzzese-Molisano (1993-2011). Dal 2009 al 2017 è stato vicario generale e, dal 2011, anche parroco di San Pietro Apostolo. Eletto vescovo di Trivento il 5 giugno 2017, ha ricevuto la consacrazione episcopale l’8 settembre successivo. È inoltre vescovo delegato CEAM per la Dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi, vescovo delegato CEAM per le Comunicazioni sociali, commissario per gli studi in seno alla Commissione Episcopale per il Seminario Regionale, membro del Dicastero delle Cause dei Santi.

Nel nuovo incarico pastorale monsignor Palumbo continuerà ad utilizzare l’insegna araldica adottata con l’ordinazione episcopale, che sul sito istituzionale della Diocesi di Termoli-Larino viene così presentato:

“Lo stemma episcopale di S.E. Rev.ma Mons. Claudio Palumbo, è costituito da uno scudo rosso, attraversato da una banda diagonale color oro, che corre dall’alto a sinistra verso il basso a destra, dividendo lo scudo in due parti. Nella parte in alto a destra, figura una stella a otto punte di color oro.

Il colore rosso dello scudo simboleggia la fede, che permea tutta la vita del credente, attraversata dalla grazia divina, rappresentata dal giallo oro; mentre la stella, dello stesso colore, indica la Vergine Santissima, la Piena di Grazia, forma Dei secondo una espressione cara a sant’Agostino, Regina degli Apostoli, Madre e Modello della Chiesa, dentro la quale opera il Vescovo, il quale La riconosce come mediatrice di tutte le grazie e si affida alla Sua speciale protezione.

Il motto, impresso sul cartiglio, riprende l’ultima espressione della celebre preghiera Respice Stellam di San Bernardo di Chiaravalle”.


Scheda di approfondimento
L’araldica ecclesiastica

L’araldica ecclesiastica è una specifica branca dell’araldica che si occupa degli stemmi appartenenti a persone o istituzioni del mondo ecclesiale, stemmi caratterizzati da ornamentazioni esterne sostanzialmente costanti e che esprimono un preciso codice giuridico, in grado di rendere immediatamente identificabile grado e funzione del titolare.

Limitatamente all’araldica della Chiesa Cattolica, gli elementi essenziali di tale codice sono:

La tiara o triregno è l’ornamento araldico ad uso esclusivo del Papa, che sormonta il relativo stemma, ed è costituita da un copricapo a forma di cupola che sorregge tre corone sovrapposte. Benedetto XVI e Francesco hanno sostituito la tiara con una mitra caricata di tre fasce d’oro che richiamano le originarie tre corone.

Il galero, ovvero il cappello ecclesiastico è un cappello da pellegrino con la tesa molto lunga e due cordoni laterali che terminano con una serie di fiocchi o più propriamente nappe. Posto sulla sommità ornamento dello scudo il galero consente l’immediato riconoscimento del grado del titolare dello stemma grazie al colore e al numero delle nappe o fiocchi.

Il colore del galero (di norma il medesimo delle nappe) indica:
> rosso per i cardinali;
> verde per gli arcivescovi, i vescovi e i patriarchi;
> paonazzo per i monsignori;
> nero per i presbiteri.

Il numero di nappe per lato indica:
> 15 nappe rosse per i cardinali;
> 15 nappe verdi per patriarchi e primati;
> 10 nappe verdi arcivescovi;
> 6 nappe verdi vescovi e abati mitrati;
> 6 nappe paonazze cappellano di Sua Santità;
> 6 nappe nere vicario generale, vicario episcopale, abate;
> 3 nappe canonico;
> 1 nappa presbitero.

Le Chiavi sono raffigurate incrociate, una d’oro a destra e un’altra d’argento a sinistra, con le impugnature rivolte verso il basso. Si pongono dietro o sopra lo scudo papale.

La croce posta in palo dietro lo scudo, può essere:
> semplice cioè ad una traversa per i vescovi
> doppia cioè a due traverse per i cardinali, i patriarchi e gli arcivescovi.

Stemma papale base
Impostazione classica di un stemma papale
Stemma cardinalizio base
Impostazione classica di uno stemma cardinalizio di un arcivescovo
Stemma arcivescovile base
Impostazione classica di uno stemma arcivescovile

Stemma vescovile base
Impostazione classica di uno stemma vescovile

Stemma di vicario base
Impostazione classica di uno stemma di un abate

Stemma di parroco base
Impostazione classica di uno stemma di un canonico

Stemma di sacerdote base
Impostazione classica di uno stemma di un sacerdote


Accanto a questi elementi principali ve ne sono altri di uso più limitato, come pure vi sono ulteriori configurazioni specificatamente riservate a cariche meno note, e non mancano un certo numero di eccezioni e deroghe concesse a titolari di cariche legate ad istituzioni specifiche.

I disegni di questa scheda sono stati realizzati da Teresa Morettoni e Davide Bolis (per il solo stemma vescovile).
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Stemma monsignor Claudio Palumbo: “Di rosso, alla banda d’oro accompagnata nel cantone sinistro del capo da una stella d (Blasonatura ufficiale)i otto raggi, dello stesso”
5 Agosto 2025
Giovanni Moneta

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