Emanuele Filiberto di Savoia a Caltanisetta

Il 20 giugno 2025  il gran maestro, SAR Emanuele Filiberto si è recato  in visita ufficiale a Caltanissetta, la prima da quando è divenuto capo della dinastia. Giunto da Piazza Armerina, dove aveva partecipato alla III edizione del Book Festival, accompagnato dal delegato magistrale, cav. gr. cr. avv. Francesco Atanasio, e dal fiduciario nisseno degli OODD, uff. Antonio Stella, accolto dai vigili urbani in alta uniforme, ha incontrato presso il palazzo municipale il sindaco, la giunta comunale, il presidente del consiglio comunale e le altre autorità cittadine. Dopo i saluti istituzionali, firmato il Libro d’Onore, ha visitato le sale di rappresentanza per poi portarsi presso l’attiguo Teatro Margherita di cui ricorre quest’anno il 150° anniversario della sua inaugurazione e vi ha scoperto presso il  foyer un ritratto della prima regina d’Italia, dono degli insigniti siciliani.

Ha poi raggiunto presso la chiesa di San Domenico, la cui comunità è stata la destinataria dell’attività di raccolta promossa dalla Delegazione  finalizzata al restauro di una pregevole statua lignea di San Vincenzo Ferrer e all’acquisto di “buoni spesa” per le famiglie indigenti della parrocchia. L’omaggio al monumento di Vittorio Emanuele II nel giardino Amedeo, con la deposizione di una corona d’alloro, alla presenza del sindaco, del presidente del consiglio comunale, delle rappresentanze della Delegazione prov.le INGORTP, guidata dal comm. Enzo Falzone, del Corpo delle IIVV CRI e dell’Ass. Naz. Bersaglieri, ha preceduto la visita al Museo delle VARE per poter ammirare i capolavori artistici che animano la “Settimana Santa” nissena,  candidata a divenire “patrimonio mondiale dell’Umanità”.

La visita del Museo dell’ amaro “Averna”, al cui fondatore Vittorio Emanuele III nel 1912 concesse il diritto di stampare sull’etichetta l’ambito titolo di “Brevetto della Real Casa di Savoia”, gli  ha consentito di ammirare gli antichi stabilimenti industriali e i numerosi segni onorifici concessi dalla Corona. Nel pomeriggio ha incontrato le dame e i cavalieri della Delegazione e numerosi rappresentanti della società civile, dell’associazionismo culturale e sportivo in un clima di vivo entusiasmo: è stato così presentato  il suo libro “Napoli e i Savoia”,  mentre momenti musicali hanno intercalato l’evento culturale. Al termine ha avuto luogo la conviviale per la raccolta fondi.


Scheda di approfondimento
Ordini Dinastici di Casa Savoia

ODDCS

Con l’indicazione di Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia (abbreviata anche in ODS, OODDS o ODDCS) ci si riferisce al complesso degli Ordini cavallereschi la cui titolarità è conservata dalla Casa Reale in quanto considerati d’istituto dinastico o di patrimonio familiare, ben distinti da quelli statuali del Regno d’Italia (come l’Ordine Militare di Savoia, l’Ordine al Merito del Lavoro e l’Ordine Coloniale della Stella d’Italia), recepiti o trasformati dalla Repubblica Italiana. I singoli Ordini che compongono la struttura sono:

Ordine Supremo della Santissima Annunziata
Istituito nel 1362 da Amedeo VI di Savoia (con il nome di Ordine del Ciglio o del Collare), rappresenta la massima ed altissima onorificenza di Casa Savoia, riservata tradizionalmente a sovrani, principi ed eminenti personalità della vita pubblica. Il Gran Magistero è detenuto da Emanuele Filiberto di Savoia, ma conteso da Aimone di Savoia-Aosta. Nell’ordinamento italiano la legge n. 178/1951 ne ha decretato la soppressione, motivo per cui per lo Stato non ha riconoscimento giuridico quale ordine cavalleresco, mentre figura tra gli ordini dinastici censiti dall’ICOC (International Commission for Orders of Chivalry).  

Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Nato nel 1572 dalla fusione dell’Ordine di San Maurizio e dell’Ordine di San Lazzaro per bolla di papa Gregorio XIII, è lo storico ordine di merito sia civile che militare della dinastia sabauda. Il Gran Magistero è detenuto da Emanuele Filiberto di Savoia e parimenti conteso da Aimone di Savoia-Aosta. Nell’ordinamento italiano la legge n. 178/1951 ne ha dichiarato cessato il conferimento statale conservandolo unicamente come ente ospedaliero, motivo per cui per lo Stato non ha riconoscimento giuridico quale ordine cavalleresco, ed esiste chi ne rivendica la titolarità pubblica o ne contesta i conferimenti dinastici anche quando privati; figura tra gli ordini dinastici censiti dall’ICOC (International Commission for Orders of Chivalry).  

Ordine Civile di Savoia
Istituito nel 1831 da re Carlo Alberto, nasceva per ricompensare le virtù civili, le scienze, le lettere, le arti e le professioni non coperte da meriti militari. Riservato originariamente a cittadini italiani, prevede una sola classe di benemeriti ed è limitato nel numero di componenti. Il Gran Magistero è associato alla figura del Capo di Casa Savoia (detenuto da Emanuele Filiberto di Savoia e rivendicato dal ramo Aosta). Non è riconosciuto dalla Repubblica Italiana, ma figura tra gli ordini dinastici censiti dall’ICOC (International Commission for Orders of Chivalry). 
 
Ordine al Merito di Savoia
Istituito nel 1988 da Vittorio Emanuele di Savoia quale ordine di merito associato e complementare alla Casa Reale, concepito per premiare personalità italiane e straniere (sia uomini che donne) distintesi per servizi resi verso la dinastia o per opere caritative ed umane. Strutturato su più classi di merito, vede il Gran Magistero in capo a Emanuele Filiberto di Savoia. Privo di riconoscimento da parte della Repubblica Italiana, figura tra decorazioni di merito di patronato di una Casa già regnante censite dall’ICOC (International Commission for Orders of Chivalry).  

Sito istituzionale degli Ordini Dinastici di Casa Savoia
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Disambigua
PREDICATI TITOLI NOBILIARI, CAVALLERESCHI ED ACCADEMICI

Per precisa scelta editoriale il Notiziario Araldico cerca di dare conto di tutti gli eventi e le iniziative di rilevanza araldica, nobiliare, cavalleresca, genealogica, vessillologia, faleristica, o comunque attinenti le discipline documentarie della storia, cercando di evitare atteggiamenti censori.

Tale scelta, unita alle tempistiche proprie di un quotidiano quale è il Notiziario Araldico, ed all’impossibilità di una verifica puntuale di tutti i trattamenti e le titolature accademiche, nobiliari e cavalleresche, contenute nei comunicati, nelle note informative, nei programmi degli eventi, nei documenti diffusi e/o comunque ripresi, può purtroppo implicare la pubblicazione di titoli contesi, contestati, non universalmente accettati, inesatti, o peggio ancora frutto di falsificazioni antiche o recenti.

Si evidenzia dunque che i trattamenti, i predicati, i titoli cavallereschi, i titoli accademici, i titoli nobiliari, pubblicati, lo sono senza attribuire loro alcun valore, e senza poter entrare nel merito.

Giova infine ricordare in questa sede che per disposizione costituzionale, in Italia i titoli nobiliari, sono privi di qualunque valore giuridico.
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