Mazzanti nominato Gran Tesoriere di San Lazzaro
Il dottor Andrea Mazzanti, già Amministratore del Gran Priorato d’Italia del ramo francese dell’Ordine Militare e Ospedaliero di San Lazzaro di Gerusalemme, è stato nominato Gran Tesoriere dell’Ordine.
La nomina è contenuta nel decreto magistrale n. INT-2026-071, datato 1° ottobre 2026 e sottoscritto dal principe François d’Orléans, conte de Dreux, indicato nel documento quale 51º Gran Maestro dell’Ordine. Il provvedimento precisa che Mazzanti è nominato «Grand Trésorier» con decorrenza dal 1° ottobre 2026, in conformità alla Carta costituzionale, agli Statuti e alle consuetudini dell’Ordine. Il decreto dispone inoltre che i membri dell’Ordine lo riconoscano nella nuova qualità.

Il nuovo incarico comporta l’ingresso di Mazzanti nel Gran Magistero. La struttura organizzativa pubblicata sul sito ufficiale dell’Ordine lo indica infatti come Grand Treasurer e componente del Governing Council, in rappresentanza del Gran Priorato d’Italia.
Mazzanti aveva assunto nel febbraio 2026 l’incarico di Amministratore del Gran Priorato d’Italia, subentrando al precedente amministratore Giovanni Ferrara. La nomina era stata formalizzata con un decreto magistrale del 1° febbraio 2026.
In precedenza, nel dicembre 2024, Mazzanti era stato insignito del grado di cavaliere durante il Capitolo Generale del Gran Priorato d’Italia ed aveva ricevuto il riconoscimento di «Cavaliere dell’Anno» per l’attività svolta nel 2023 e 2024.
Secondo quanto comunicato dal Gran Priorato d’Italia, la nomina a Gran Tesoriere sarà sottoposta a ratifica nel corso del Capitolo Generale dell’Ordine previsto in Ungheria dal 15 al 18 ottobre 2026.
Scheda di approfondimento Ordine Militare e Ospedaliero di San Lazzaro di Gerusalemme ![]() L’Ordine di San Lazzaro è uno dei più antichi ordini cavallereschi della storia, fondato in Terra Santa già all’epoca della prima crociata (1096-1099) e confermato come ordine religioso militare e ospedaliero con la bolla papale dell’11 aprile 1255 di papa Alessandro IV. A differenziare quest’ordine dagli altri contemporanei (fra cui i più famosi templari, ma anche i giovanniti oggi detti Cavalieri di Malta), è stato il suo impegno a favore dei lebbrosi, da essi assistiti nell’apposita struttura fuori dalle mura di Gerusalemme, ed il fatto che – almeno inizialmente – i suoi cavalieri fossero essi stessi affetti dal terribile morbo. Sul piano visivo la differenza con gli altri ordini fu evidenziata dal colore della croce ricamata sui loro mantelli: verde (bianca era quella dei giovanniti, rossa quella dei templari, nera quella dei teutonici). L’Ordine diede un importante contributo alla causa delle crociate e si propagò anche in Europa sino al 1572, quando esaurite le ragioni che ne avevano giustificato la nascita, fu unito all’Ordine di San Maurizio, dando vita all’odierno ordine di Casa Savoia denominato Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro; successivamente le rivendicazioni di chi rifiutava tale unione vennero tacitate da una formale soppressione nel 1608 ad opera di papa Paolo V. Non tutti i cavalieri e non tutte le commende però confluirono nella nuova realtà perpetuando con una continuità storica da molti contestata un’esistenza autonoma dell’Ordine di San Lazzaro (l’Osservatore Romano con nota del 15-16 aprile del 1935 ebbe modo di ribadirne la definitiva soppressione nel 1608) sino ai nostri giorni, quando a seguito da una disputa originatasi nel 1969 si sono formati due distinti rami dell’Ordine, il ramo cosiddetto spagnolo e il ramo cosiddetto francese. . |
Scheda di approfondimento Gli ordini cavallereschi in Italia ![]() Il conferimento e l’uso di titoli e decorazioni cavalleresche nel territorio della Repubblica Italiana sono disciplinati dagli articoli 7, 8 e 9 della Legge 3 marzo 1951, n. 178 (“Istituzione dell’Ordine «Al merito della Repubblica Italiana» e disciplina del conferimento e dell’uso delle onorificenze“). In base al dettato normativo e alla consolidata prassi amministrativa, il regime d’uso si articola in tre macro-categorie: 1. Uso libero (Ordini Nazionali, Pontifici e SMOM) I cittadini italiani possono liberamente insignirsi e fregiarsi dei titoli e delle decorazioni appartenenti a: o Ordini Nazionali della Repubblica Italiana: Ordine al Merito della Repubblica Italiana (OMRI), Ordine Militare d’Italia, Ordine della Stella d’Italia, Ordine al Merito del Lavoro e Ordine di Vittorio Veneto; o Ordini della Santa Sede: Ordine Supremo del Cristo, Ordine dello Speron d’Oro, Ordine Piano, Ordine di San Gregorio Magno e Ordine di San Silvestro Papa; o Ordini di sub-collazione pontificia e di patronato: Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme; o Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM), in virtù della sua natura di soggetto di diritto internazionale recepito dall’ordinamento italiano. 2. Uso soggetto ad autorizzazione (Ordini di Stati Esteri e Ordini “Non Nazionali”) Ai sensi dell’art. 7 della Legge 178/1951, l’uso nel territorio repubblicano delle onorificenze conferite da Stati esteri sovranamente riconosciuti o da Ordini “non nazionali” è subordinato al rilascio di un formale decreto di autorizzazione. L’istruttoria ed il rilascio delle autorizzazioni sono di esclusiva competenza del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) (Servizio del Cerimoniale Diplomatico della Repubblica). 3. Divieti, sanzioni ed enti non riconosciuti L’articolo 8 della medesima legge vieta in modo assoluto il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche — sotto qualsiasi forma o denominazione — da parte di altri soggetti. Le relative sanzioni si applicano anche qualora i conferimenti siano avvenuti al di fuori del territorio nazionale. In tale contesto assume particolare rilevanza la direttiva Persomil del 21 luglio 2020 e le successive modifiche del 2020 e del 2023, con i relativi allegati Profili di opportunità politica e ruolo dell’ICOC L’assenza di autorizzazione italiana all’uso delle insegne non coincide necessariamente, sul piano concettuale, con un giudizio storico sull’origine o sulla natura dinastica di un ordine. È il caso delle decorazioni degli Ordini di Casa Savoia (come l’Annunziata o i Santi Maurizio e Lazzaro), la cui autorizzazione è preclusa per ragioni di opportunità politica o costituzionale. Per questo motivo, accanto alle valutazioni delle istituzioni statali, esistono anche classificazioni elaborate da organismi privati di studio, come l’ICOC (International Commission for Orders of Chivalry), che non hanno valore giuridico ma sono frequentemente richiamate nella letteratura specialistica. . |
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