Il rinnovo del Gran Priorato d’Italia dell’Ordine di San Lazzaro

Il gran maestro del ramo francese dell’Ordine Militare e Ospitaliero di San Lazzaro di Gerusalemme, principe François d’Orléans, ha nominato il dottor Andrea Mazzanti Amministratore del Gran Priorato d’Italia. La designazione è stata formalizzata con decreto magistrale datato 1° febbraio 2026, rilasciato presso il Seggio Magistrale dell’Ordine. La nomina si inserisce nel quadro di rinnovamento e riorganizzazione dell’Ordine di cui il gran maestro si è fatto portatore.

La comunicazione della nomina è stata diffusa anche tramite nota ufficiale, nella quale si precisa che l’incarico è assunto in sostituzione del cavaliere Giovanni Ferrara. Nella stessa nota si indica che al nuovo Amministratore è affidato il compito di procedere alla riorganizzazione e al rilancio delle attività del Gran Priorato d’Italia.

La cerimonia di presentazione pubblica dell’incarico si è svolta a Roma, nella basilica di San Sisto Vecchio il successivo 21 febbraio, nel corso di una celebrazione alla quale hanno partecipato delegazioni dell’Ordine e rappresentanti religiosi e istituzionali. Secondo quanto riportato dalle fonti, erano presenti, tra gli altri, il cardinale Antoine Kambanda, l’archimandrita monsignor Mtanious Hadad, l’ambasciatore Paolo Sabbatini di Rancidoro e l’abate Bernard Laurent Tayard. Nel corso della celebrazione, il gran maestro ha rivolto al dottor Mazzanti un gesto di accoglienza solenne, descritto dalle fonti come un abbraccio simbolico.

Le cronache dell’evento riferiscono inoltre della partecipazione della comunità religiosa che custodisce la basilica, che ha accolto i presenti durante la celebrazione.


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Ordine Militare e Ospedaliero di San Lazzaro di Gerusalemme



L’Ordine di San Lazzaro è uno dei più antichi ordini cavallereschi della storia, fondato in Terra Santa già all’epoca della prima crociata (1096-1099) e confermato come ordine religioso militare e ospedaliero con la bolla papale dell’11 aprile 1255 di papa Alessandro IV.

A differenziare quest’ordine dagli altri contemporanei (fra cui i più famosi templari, ma anche i giovanniti oggi detti Cavalieri di Malta), è stato il suo impegno a favore dei lebbrosi, da essi assistiti nell’apposita struttura fuori dalle mura di Gerusalemme, ed il fatto che – almeno inizialmente – i suoi cavalieri fossero essi stessi affetti dal terribile morbo.

Sul piano visivo la differenza con gli altri ordini fu evidenziata dal colore della croce ricamata sui loro mantelli: verde (bianca era quella dei giovanniti, rossa quella dei templari, nera quella dei teutonici).

L’Ordine diede un importante contributo alla causa delle crociate e si propagò anche in Europa sino al 1572, quando esaurite le ragioni che ne avevano giustificato la nascita, fu unito all’Ordine di San Maurizio, dando vita all’odierno ordine di Casa Savoia denominato Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro; successivamente le rivendicazioni di chi rifiutava tale unione vennero tacitate da una formale soppressione nel 1608 ad opera di papa Paolo V.

Non tutti i cavalieri e non tutte le commende però confluirono nella nuova realtà perpetuando con una continuità storica da molti contestata un’esistenza autonoma dell’Ordine di San Lazzaro (l’Osservatore Romano con nota del 15-16 aprile del 1935 ebbe modo di ribadirne la definitiva soppressione nel 1608) sino ai nostri giorni, quando a seguito da una disputa originatasi nel 1969 si sono formati due distinti rami dell’Ordine, il ramo cosiddetto spagnolo e il ramo cosiddetto francese.
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Gli ordini cavallereschi in Italia

Ordini Cavallereschi

Il conferimento e l’uso di titoli e decorazioni cavalleresche in Italia è disciplinato dagli articoli 7 e 8 della legge n. 178 del 3 marzo 1951, i quali in sintesi stabiliscono che in Italia sono LIBERAMENTE UTILIZZABILI i titoli e le decorazioni:

1) degli ordini cavallereschi nazionali (Ordine Militare d’Italia, Ordine della “Stella d’Italia”, Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”, Ordine Cavalleresco “Al Merito del lavoro”, Ordine di Vittorio Veneto)
2) degli ordini cavallereschi della Santa Sede (Ordine dello Speron d’Oro, Ordine Piano, Ordine di San Gregorio Magno e Ordine di San Silvestro Papa), e dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro
3) del Sovrano Militare Ordine di Malta

Sono invece SOGGETTE AD AUTORIZZAZIONE da parte del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per gli affari esteri, le decorazioni ed i titoli degli “Ordini non nazionali o di Stati esteri”.
Circa l’interpretazioni di quali possano essere considerati “ordini non nazionali“, molto si è discusso, e la dottrina attuale ha portato ad identificarli negli ordini cavallereschi dinastici.
Un elenco degli Ordini non nazionali o di Stati esteri le cui decorazioni almeno in alcuni casi siano state sino ad oggi autorizzate, è stato stilato dall’Ministero dell’Interno.

Gli articoli di legge anzidetti vietano il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche, con qualsiasi forma e denominazione, da parte di enti, associazioni o privati, e specificano che le relative sanzioni sono applicabili anche quando tali conferimenti siano avvenuti all’estero.

Doverosamente va evidenziato come vi siano anche ordini cavallereschi del tutto legittimi, le cui decorazioni però lo stato italiano non ha ancora avuto occasione di autorizzare, oppure vi siano ordini cavallereschi di cui le decorazioni in Italia non vengono autorizzate, per ragioni di opportunità politica (come l’Ordine supremo della Santissima Annunziata, o l’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro). Assume dunque particolare rilevanza l’elenco degli ordini cavallereschi valutati legittimi dall’ICOC (Commissione Internazionale permanente per lo studio degli Ordini Cavallereschi – International Commission for Orders of Chivalry), istituzione internazionale privata, che ha redatto un apposito Registro.
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Mazzanti
Foto Ordine di San Lazzaro: Il gran maestro dell’Ordine di San Lazzaro François d’Orléans (a destra) consegna il decreto di nomina a gran priore per l’Italia ad Andrea Mazzanti
16 Aprile 2026
Costanza Pilone

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