Una passione per Bene: Vacchetta e i Gazzera
«Agli incontri hanno partecipato, congiuntamente ad autorevoli storici locali, responsabili di enti museali, studiosi appartenenti alle Università di Torino e Milano, di Milano Bicocca e del Politecnico di Torino.»
Con queste parole la prefazione di Lodovico Passerin d’Entrèves e Albina Malerba del Centro Studi Piemontesi inquadra la natura corale del settimo volume della collana «Sguardi sulla storia di Bene e del Piemonte»: Una passione per Bene, curato da Gustavo Mola di Nomaglio, Michelangelo Fessia e Attilio Offman, edito dal Centro Studi Piemontesi nel 2025. Il volume raccoglie gli atti di due distinte giornate di studio svoltesi a Bene Vagienna, presso Palazzo dei Nobili, il 21 ottobre 2023 e il 19 ottobre 2024, dedicate rispettivamente alla figura di Giovanni Vacchetta e alla casata dei Gazzera. A questi si aggiunge un contributo proveniente dalla giornata del 22 ottobre 2022, confluito in appendice. La pubblicazione è il frutto della collaborazione tra il Centro Studi Piemontesi, l’Associazione Culturale Amici di Bene – Onlus e la Città di Bene Vagienna, con il supporto dell’Associazione Vivant e del Collegio Araldico.
Una particolarità editoriale contraddistingue il volume: la presenza di due copertine, la prima dedicata al convegno del 2023 su Vacchetta, la seconda — che sostituisce la quarta di copertina — dedicata al convegno del 2024 sui Gazzera.
La presentazione firmata dal sindaco Claudio Ambrogio e dal presidente degli Amici di Bene Michelangelo Fessia chiarisce le ragioni dell’accorpamento: «L’averli unificati è stato dettato dal fatto di non voler dilazionare il tutto nel tempo: la nuova serie di convegni inaugurata nel 2018 in collaborazione col Centro Studi Piemontesi, prevedeva la pubblicazione degli Atti, talora integrati con ulteriori studi, dopo due anni; ora si prevede di renderli disponibili di anno in anno.»
La prefazione del Centro Studi Piemontesi sottolinea il valore del contributo archivistico: «Siamo lieti di affiancare alle pubblicazioni e collane più direttamente prodotte nell'”Officina” editoriale del Centro, la collana “benese”, dai non limitati orizzonti tematici e geografici, in seno alla quale questo volume è un nuovo fiore all’occhiello, anche in forza delle indagini archivistiche specificatamente condotte, degli inediti e delle novità, ora messi a disposizione di un vasto pubblico anche in relazione alla programmata diffusione, a breve termine, in diverse piattaforme che ne consentiranno la consultazione full text attraverso la “rete”.»
Le tre sezioni del volume
La prima sezione è dedicata a Giovanni Vacchetta (Cuneo, 1863 – Fossano, 1940), pittore, disegnatore e studioso formatosi all’Accademia Albertina di Torino, docente di disegno ornamentale al Regio Museo Industriale poi confluito nel Politecnico, direttore della sezione Arte Antica del Museo Civico di Torino. Legato alla famiglia benese del padre, trascorse lunghi periodi a Bene Vagienna, collaborando con Giuseppe Assandria alle campagne di scavo dell’Augusta Bagiennorum tra il 1892 e il 1925. Il profilo introduttivo del volume ricorda come la sua «sistematica attività di rilevazione del patrimonio artistico-architettonico del Piemonte del proprio tempo — e del Cuneese in particolare — i cui disegni, pregevoli sul piano tecnico, pittorico, storico e per la costante attenzione anche agli aspetti decorativi, sono talora divenuti, specie di fronte all’azione nociva del tempo, testimonianze insostituibili.»
La seconda sezione affronta la storia della casata dei Gazzera, una delle quattro famiglie militari di Bene — assieme a Manassero, Oreglia e Aragno — documentate fin dalla prima metà del XII secolo. Il contributo di Mola di Nomaglio le inquadra nel contesto della «antica nobiltà cavalleresca dotata di privilegi risalenti al medioevo, documentati con precisione sin dal secolo XII», analizzando le diverse linee familiari e i loro principali rappresentanti nei secoli. Tra questi spiccano l’archeologo Costanzo Gazzera (1779–1859) e il generale e ministro Pietro Gazzera (1879–1953). Il pittore Romano Gazzera (1906–1985), figlio di Pietro, considerato caposcuola della pittura neofloreale e amico di Giorgio de Chirico, è ricordato nella nota introduttiva di Giorgio Gagna, presidente della Fondazione Romano Gazzera.
Una terza sezione raccoglie in appendice il saggio di Giancarlo Comino Del nome di Bene: corte imperiale, castello vescovile, feudo dei Costa (X–XV secolo), già presentato al convegno del 2022.
Sommario e contenuti
Il sommario completo del volume, con i contenuti di ciascun contributo, è il seguente:
21 ottobre 2023 — Una passione per Bene. Giovanni Vacchetta: un intellettuale eclettico da Augusta Bagiennorum al Piemonte
- Antonina Gazzera, Giovanni Vacchetta, 1863–1940. Relazione sulla tesi di Lelia Gazzera: La figura di G. Vacchetta: storico del patrimonio artistico piemontese – ricerche documentarie; A.A. 1982–83, relatore: Gianni Carlo Sciolla – controrelatore: Andreina Griseri. Il contributo ripercorre la vita e la carriera di Vacchetta a partire dalla tesi di laurea di Lelia Gazzera (1982–83), ricostruendo la formazione all’Accademia Albertina, i concorsi accademici, l’attività di documentazione del patrimonio piemontese, la collaborazione con Assandria negli scavi di Augusta Bagiennorum e l’attività di restauro fino alla morte, avvenuta improvvisamente a Fossano nel 1940.
- Frédéric Ieva (Università di Torino), La carriera accademica di Giovanni Vacchetta. Sulla base dei documenti conservati nell’Archivio Storico del Politecnico di Torino, il saggio ricostruisce analiticamente il percorso di studi e la progressione di carriera di Vacchetta: dai corsi al Regio Museo Industriale al concorso del 1889 — in cui risultò primo classificato davanti a Raimondo D’Aronco e Gaetano Moretti — fino alla cattedra di Ornato, al successivo incarico di direttore del Gabinetto di Ornamentazione Industriale e al collocamento a riposo nel 1935 con il titolo di professore emerito.
- Paolo Demeglio (Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio, Politecnico di Torino), Fonti iconografiche e materiali: un dialogo fecondo a Sant’Andrea di Mombasiglio. Il contributo mette in relazione i nove disegni eseguiti da Vacchetta nel 1893 sui ruderi della chiesa di Sant’Andrea con i risultati delle indagini archeologiche condotte dalla Scuola di Specializzazione tra il 2015 e il 2021. Il confronto tra le fonti iconografiche e i dati di scavo consente di chiarire planimetria, struttura del campanile, presenza di decorazioni pittoriche e il riutilizzo di elementi lapidei di età romana — tra cui una stele etrusca impiegata come acquasantiera — che le demolizioni degli anni Venti del Novecento avrebbero in seguito cancellato.
- Michela Ferrero (Museo Civico di Cuneo), Il Fondo Giovanni Vacchetta al Museo Civico di Cuneo. Il saggio illustra la consistenza e l’organizzazione del Fondo Vacchetta presso il Museo Civico di Cuneo, formato dalla donazione del 1984 del geometra Mario Ravera e da acquisizioni precedenti: oltre 7.000 documenti distribuiti in 25 faldoni — disegni, acquerelli, fotografie, manoscritti, appunti di viaggio — oggi accessibili tramite un database informatico. Attraverso l’analisi di alcuni esemplari significativi, il contributo illustra le tecniche e i soggetti privilegiati da Vacchetta, dalla chiesa di San Francesco di Cuneo a decorazioni di gusto gotico e classico.
- Elena Gianasso (Politecnico di Torino), Giovanni Vacchetta e l’architettura moderna tra studi e didattica. Il contributo analizza il programma didattico del Corso Superiore di Ornato tenuto da Vacchetta al Regio Museo Industriale nell’anno accademico 1890–91 come chiave interpretativa del suo metodo: un approccio fondato su un’ampia periodizzazione storica — dal Rinascimento al Barocco — e su un rigoroso metodo scientifico che traspare tanto negli scritti quanto nell’archivio dei disegni. Il saggio esamina il rapporto tra la riflessione teorica e la prassi documentaristica di Vacchetta nel contesto del più ampio dibattito ottocentesco sull’«architettura moderna».
- Giancarlo Comino (Società per gli Studi Storici, Archeologici e Artistici per la Provincia di Cuneo), «L’erudizione del particolare»: i disegni di Giovanni Vacchetta presso la Società per gli Studi Storici, Archeologici ed Artistici della provincia di Cuneo. Il contributo descrive il corpus di disegni, rilievi e schede di monumenti conservato presso la Società cuneese — oltre 1.900 elaborati riguardanti 212 località — inquadrandolo nel contesto della storiografia artistica piemontese tra Otto e Novecento. Vengono esaminati il metodo di rilevamento di Vacchetta, la sua posizione rispetto alla tradizione erudita locale e il rapporto con la critica successiva, da Andreina Griseri a Roberto Gabetti.
19 ottobre 2024 — Una storica famiglia tra medioevo e XX secolo. I principali personaggi della casata dei Gazzera
- Michela Ferrero (Museo Civico di Cuneo), Costanzo Gazzera e l’archeologia. Il saggio ricostruisce il contributo di Costanzo Gazzera (Bene Vagienna, 1779–1859) agli studi di egittologia e archeologia classica nel clima neoclassico della prima metà dell’Ottocento. Viene esaminato in particolare lo studio Applicazione delle dottrine del signor Champollion minore ad alcuni monumenti geroglifici del Regio Museo Egizio di Torino, pubblicato nelle «Memorie della R. Accademia delle Scienze», come prova della sua capacità di applicare metodi filologici e critica artistica a un campo allora scarsamente esplorato in Italia.
- Frédéric Ieva (Università di Torino), Costanzo Gazzera, segretario dell’Accademia delle Scienze di Torino. Basato sui verbali originali dell’Accademia delle Scienze, il contributo ricostruisce la carriera accademica di Costanzo Gazzera: dall’elezione come membro residente della Classe di Scienze morali nel 1824, favorita da Prospero Balbo, all’incarico di segretario e alla nomina a prefetto della Regia Biblioteca Universitaria nel 1844. Il saggio mette in luce la rete di relazioni intellettuali che fece di Gazzera uno dei principali protagonisti della vita culturale torinese nella Restaurazione.
- Andrea Saccoman, La politica militare italiana dal 1896 al 1908: lo sfondo necessario alla carriera di Pietro Gazzera. Il saggio ricostruisce il contesto istituzionale e strategico in cui si formò il giovane Pietro Gazzera: la riorganizzazione dell’esercito italiano dopo Adua, i dibattiti sull’ordinamento militare e le riforme che segnarono il passaggio dal sistema ottocentesco a quello della Grande Guerra, fornendo la cornice necessaria per comprendere la traiettoria professionale del generale benese.
- Lucio Valent, L’attività militare di Pietro Gazzera tra Libia e Villa Giusti. Il contributo segue Pietro Gazzera dalla campagna libica del 1911–12 fino alla firma dell’armistizio di Villa Giusti nel novembre 1918, ricostruendo i suoi incarichi operativi e il ruolo svolto come relatore per l’Ufficio Storico dell’Esercito nella narrazione ufficiale delle operazioni del 1918. Il saggio si sofferma sulla sua qualità di testimone diretto e sulla funzione della sua documentazione nella risposta italiana alle accuse mosse dagli alleati dopo la disfatta di Caporetto.
- Roberto Sandri Giachino (Collegio Araldico), La famiglia del generale Gazzera tra Otto e Novecento. Muovendo dall’albero genealogico redatto nel 1949 dal generale Francesco Ravera e conservato nell’Archivio della Fondazione Gazzera, il contributo ricostruisce l’evoluzione sociale della famiglia tra Otto e Novecento, dall’avo Antonio Gazzera (1684) fino a Pietro e ai suoi figli. Vengono tracciate le vicende dei principali rami familiari e le connessioni con altre famiglie benesi.
- Attilio Offman (Associazione Culturale Amici di Bene), L’Istituto Gazzera Magliano e i suoi fondatori: note di araldica e genealogia. Il saggio ricostruisce le origini dell’orfanotrofio maschile fondato a Bene Vagienna in forza del testamento olografo del 1889 del teologo Giovanni Luigi Magliano, che ne dispose la denominazione «Gazzera-Magliano» in conformità alla volontà del cugino Giorgio Vincenzo Gazzera. Il contributo, attraverso documentazione archivistica inedita, traccia la genealogia dei due fondatori, le vicende patrimoniali della famiglia Gazzera-Morra e i relativi stemmi araldici.
- Gustavo Mola di Nomaglio (Centro Studi Piemontesi), I Gazzera: un modello di nobiltà cavalleresca tra Bene e Mondovì. Il contributo ricostruisce le origini medievali e lo statuto giuridico-nobiliare delle quattro casate militari di Bene — Gazzera, Manassero, Oreglia e Aragno — documentate almeno dalla prima metà del XII secolo in relazione alle concessioni dei vescovi di Asti. Attraverso la revisione critica della bibliografia esistente e l’analisi della documentazione disponibile, il saggio discute l’autenticità dei legami genealogici tra i rami moderni e i ceppi medievali, i caratteri della nobiltà cavalleresca locale e la sua trasmissione nel tempo.
Appendice: ancora dal convegno 22 ottobre 2022 — 160 anni fa Bene diventò Bene Vagienna. Fu un errore storico?
- Giancarlo Comino (Società per gli Studi Storici, Archeologici e Artistici per la Provincia di Cuneo), Del nome di Bene: corte imperiale, castello vescovile, feudo dei Costa (X–XV secolo). Il contributo affronta le origini medievali del toponimo «Bene» e la questione della duplice denominazione Bene Inferiore/Bene Superiore, già discussa dalla storiografia ottocentesca. Attraverso la documentazione relativa alle corti imperiali carolinge, al dominio vescovile astigiano e al successivo infeudamento alla casata dei Costa, il saggio delinea le principali fasi del processo insediativo e amministrativo del territorio benese tra X e XV secolo.
Una passione per Bene, a cura di Gustavo Mola di Nomaglio, Michelangelo Fessia e Attilio Offman, Torino, Centro Studi Piemontesi – Ca dë Studi Piemontèis, 2025; pp. 302, 15 x 2 x 21 cm, ill.; ISBN 978-88-8262-356-2; DOI 10.26344/Bene.Vacchetta [Convegno Vacchetta], DOI 10.26344/Bene.Gazzera [Convegno Gazzera], 89,41€
Scheda biografica Gustavo Mola di Nomaglio Gustavo Mola di Nomaglio è uno studioso italiano specializzato in storia, genealogia, araldica e storia sabauda, con un impegno di lunga durata nella ricerca e nella diffusione delle conoscenze relative alle famiglie, alle istituzioni e alle identità storiche del Piemonte e degli antichi stati dei Savoia. È vice presidente del Centro Studi Piemontesi – Ca dë Studi Piemontèis, sodalizio culturale dedicato alla promozione di studi storici, letterari e linguistici sulla regione subalpina e costituente parte del consiglio direttivo dell’ente stesso; socio del Collegio Araldico e della Società Italiana di Studi Araldici (SISA) Ha curato e pubblicato numerose opere e contributi tra cui studi genealogici e bibliografie critiche, tra i quali Gli Agnelli. Storia e genealogia di una grande famiglia piemontese dal XVI secolo al 1866 (Centro Studi Piemontesi, 1998) e la vasta Bibliografia delle famiglie subalpine (Centro Studi Piemontesi, 2008), oltre a saggi e volumi collettanei relativi alla storia delle famiglie piemontesi e alla presenza sabauda nel territorio, e partecipa regolarmente a conferenze e incontri accademici in qualità di relatore o curatore di pubblicazioni scientifiche negli ambiti della genealogia, dell’araldica e della storia regionale. . |
Scheda biografica Attilio Offman Classe 1961, magistrato, socio del Centro Studi Piemontesi, della Società per gli Studi storici, archeologici e artistici della provincia di Cuneo, e della Società Italiana di Studi Araldici (SISA), si è occupato di araldica nei ducati di Parma e Piacenza pubblicando più volte in argomento, in particolare, nell’ambito del volume collettaneo “L’Ordine Costantiniano di San Giorgio. Storia, Stemmi e Cavalieri” (Parma, 2002), ha redatto le blasonature e le note di commento ad un’ampia selezione di stemmi presenti nello stemmario ottocentesco dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio di Parma, con un’introduzione storico-araldica sulla formazione dello stemmario, e dando alle stampe nel 2016 il volume “La Real Casa di Borbone Parma”. . |
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