Araldica pontificia: video disponibile online
L’associazione culturale La torre della Tuscia ha reso disponibile la consultazione digitale della conferenza dal titolo “Gli stemmi pontifici, cosa ci raccontano le armi papali“, tenutasi il 18 marzo 2026 presso la sede del Centro diocesano di documentazione per la storia e la cultura religiosa (Cedido) di Viterbo. L’iniziativa, introdotta da Luciano Osbat e moderata da Rosella Lisoni, ha approfondito gli aspetti storici e simbolici delle insegne araldiche dei successori di Pietro.
Il relatore, Felice Grandinetti, docente presso l’università degli studi della Tuscia, ha illustrato l’evoluzione della disciplina nel contesto ecclesiastico, evidenziando il passaggio dall’uso del sigillo alla strutturazione dello stemma tra il XII e il XIII secolo. Sono stati analizzati i parametri compositivi che identificano la dignità pontificia, con particolare riferimento alle chiavi decussate e all’avvicendamento tra il triregno e la mitra, occorso con l’elezione di Benedetto XVI. Secondo quanto esposto, lo stemma costituisce un documento di sintesi del programma dottrinale e delle origini del pontefice.
La descrizione dei manufatti araldici ha incluso l’esame di specifiche blasonature, come quella di Paolo VI, indicata quale “di rosso al monte di sei cime uscente dalla punta sormontato da tre gigli“. È stata inoltre rilevata la natura programmatica dello stemma di Giovanni Paolo I, che associa il leone di san Marco ai monti e alle stelle. Un approfondimento specifico è stato dedicato alle innovazioni introdotte da Benedetto XVI, il quale ha inserito nello scudo elementi quali il pallio, la conchiglia, la testa di moro e l’orso di san Corbiniano.
L’evento è stato integrato dalla lettura di fonti epigrafiche a cura di Anna Maria Fausto e dall’esposizione di ritratti di pontefici legati alla città di Viterbo, realizzati da Claudio Morucci. Il filmato dell’incontro è visibile sul canale YouTube di TusciaTimes.
Scheda biografica Grandinetti Felice Felice Grandinetti nasce nel 1962. Si laurea in Chimica cum laude nel 1985 presso l’Università La Sapienza di Roma. È professore ordinario di Chimica Generale e Inorganica presso il Dipartimento per l’Innovazione nei Sistemi Biologici, Alimentari e Forestali (DIBAF) dell’Università della Tuscia di Viterbo. Dal 1988 al 1992 è ricercatore CNR presso l’Istituto di Chimica Nucleare dell’Area di Ricerca di Roma. Nel 1990-1992 è professore a contratto presso l’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti. Nel 1992 trascorre un periodo di studio e perfezionamento presso l’Università Tecnica di Berlino. Entra in ruolo all’Università della Tuscia come professore associato nel 1992 e come professore ordinario nel 2000. Ha ricoperto diversi incarichi istituzionali presso l’Università della Tuscia, tra cui membro del Nucleo di Valutazione, presidente del Consiglio di Corso di Studio in Scienze Ambientali, membro del Consiglio di Amministrazione e delegato del Rettore per le attività di orientamento e per la formazione degli insegnanti. Svolge attualmente le funzioni di direttore vicario del DIBAF. L’attività scientifica è compendiata in oltre 150 articoli pubblicati su riviste internazionali, su tematiche di natura fondamentale e applicativa in ambito chimico. Nota: non risultano pubblicazioni a carattere araldico o storico precedenti alla conferenza del 18 marzo 2026. . |
Scheda di approfondimento L’araldica ecclesiastica L’araldica ecclesiastica è una specifica branca dell’araldica che si occupa degli stemmi appartenenti a persone o istituzioni del mondo ecclesiale, stemmi caratterizzati da ornamentazioni esterne sostanzialmente costanti e che esprimono un preciso codice giuridico, in grado di rendere immediatamente identificabile grado e funzione del titolare. Limitatamente all’araldica della Chiesa Cattolica, gli elementi essenziali di tale codice sono: La tiara o triregno è l’ornamento araldico ad uso esclusivo del Papa, che sormonta il relativo stemma, ed è costituita da un copricapo a forma di cupola che sorregge tre corone sovrapposte. Benedetto XVI e Francesco hanno sostituito la tiara con una mitra caricata di tre fasce d’oro che richiamano le originarie tre corone. Il galero, ovvero il cappello ecclesiastico è un cappello da pellegrino con la tesa molto lunga e due cordoni laterali che terminano con una serie di fiocchi o più propriamente nappe. Posto sulla sommità ornamento dello scudo il galero consente l’immediato riconoscimento del grado del titolare dello stemma grazie al colore e al numero delle nappe o fiocchi. Il colore del galero (di norma il medesimo delle nappe) indica: > rosso per i cardinali; > verde per gli arcivescovi, i vescovi e i patriarchi; > paonazzo per i monsignori; > nero per i presbiteri. Il numero di nappe per lato indica: > 15 nappe rosse per i cardinali; > 15 nappe verdi per patriarchi e primati; > 10 nappe verdi arcivescovi; > 6 nappe verdi vescovi e abati mitrati; > 6 nappe paonazze cappellano di Sua Santità; > 6 nappe nere vicario generale, vicario episcopale, abate; > 3 nappe parroco; > 1 nappa presbitero. Le Chiavi sono raffigurate incrociate, una d’oro a destra e un’altra d’argento a sinistra, con le impugnature rivolte verso il basso. Si pongono dietro o sopra lo scudo papale. La croce posta in palo dietro lo scudo, può essere: > semplice cioè ad una traversa per i vescovi > doppia cioè a due traverse per i cardinali, i patriarchi e gli arcivescovi. ![]() Impostazione classica di un stemma papale ![]() Impostazione classica di uno stemma cardinalizio di un arcivescovo ![]() Impostazione classica di uno stemma arcivescovile ![]() Impostazione classica di uno stemma vescovile ![]() Impostazione classica di uno stemma di un vicario episcopale ![]() Impostazione classica di uno stemma di un parroco ![]() Impostazione classica di uno stemma di un sacerdote Accanto a questi elementi principali ve ne sono altri di uso più limitato, come pure vi sono ulteriori configurazioni specificatamente riservate a cariche meno note, e non mancano un certo numero di eccezioni e deroghe concesse a titolari di cariche legate ad istituzioni specifiche. I disegni di questa scheda sono stati realizzati da Teresa Morettoni e Davide Bolis (per il solo stemma vescovile). . |
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