L’Ordine Costantiniano in 24 pagine

“Entrare a far parte del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio significa condividere una storia secolare, una tradizione religiosa e cavalleresca e un impegno concreto al servizio della Chiesa e del prossimo.”

“Questa pubblicazione si propone di offrire una prima conoscenza del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio agli aspiranti cavalieri e alle aspiranti dame, nonché a quanti desiderino conoscerne la storia, l’organizzazione e la missione.”

Curato da Alessandro Scandola e pubblicato nel 2026 dalla Luogotenenza per l’Italia Settentrionale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio (obbedienza “spagnola”), L’Ordine Costantiniano di San Giorgio. Identità, storia e presente nasce come strumento introduttivo destinato in primo luogo alla formazione dei nuovi aspiranti membri dell’istituzione. La pubblicazione, distribuita gratuitamente in formato digitale, offre una sintesi dei principali aspetti storici, organizzativi, spirituali e simbolici dell’Ordine.

L’opera è presentata come una guida essenziale e di agevole consultazione. Nella presentazione si precisa infatti che essa“non certo ha la pretesa di trattare in modo esaustivo i numerosi aspetti che caratterizzano questa antica istituzione, ma intende offrire una panoramica essenziale e di agevole consultazione, utile quale base per un successivo approfondimento”.

Origini, identità e struttura

Il volume si apre con una descrizione delle finalità dell’Ordine, definito come“Ordine dinastico-familiare, equestre-religioso di secolare istituzione” e presentato come patrimonio della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie. Secondo quanto illustrato nel testo, la missione dell’istituzione consiste nella“glorificazione della Croce, la propaganda della Fede e la difesa della Santa Romana Chiesa”, affiancate da attività assistenziali, benefiche e culturali.

Ampio spazio viene dedicato alle origini storiche. Da un lato è richiamata la tradizione che collega l’Ordine all’imperatore Costantino e alla celebre visione della croce prima della battaglia di Ponte Milvio; dall’altro si precisa che“al di là della leggenda” gli storici attribuirebbero la fondazione dell’istituzione all’imperatore bizantino Isacco IV Angelo Flavio Comneno nel 1190. Il testo ripercorre quindi il passaggio del Gran Magistero ai Farnese e successivamente ai Borbone delle Due Sicilie, ricordando anche la bolla Militantis Ecclesiæ promulgata da papa Clemente XI nel 1718.

Nel capitolo dedicato ai membri dell’Ordine si evidenzia come, pur trattandosi di una realtà tradizionalmente legata all’aristocrazia, oggi l’attenzione sia rivolta soprattutto alla “nobiltà di spirito e di comportamento”. Il volume sottolinea inoltre che l’ammissione avviene per cooptazione e che i membri sono chiamati a testimoniare concretamente i principi dell’Ordine attraverso attività religiose e caritative.

Governo, attività e vita spirituale

Una parte consistente dell’opera è dedicata all’organizzazione interna dell’obbedienza spagnola dell’Ordine. Vengono illustrati il ruolo del Gran Maestro, le funzioni della Real Deputazione, la struttura delle Commissioni e delle Delegazioni territoriali e l’articolazione delle attività in Italia. Secondo il testo, la Real Commissione per l’Italia coordina le iniziative spirituali, culturali, assistenziali e umanitarie svolte dalle diverse delegazioni presenti sul territorio nazionale.

Accanto agli aspetti istituzionali, il volume insiste sulla dimensione religiosa dell’appartenenza. In apertura del capitolo dedicato a“Fede, servizio e responsabilità” si afferma che“la dimensione spirituale dell’Ordine si accompagna all’impegno concreto dei suoi membri al servizio del prossimo”. La pubblicazione riporta integralmente anche la preghiera del cavaliere costantiniano, proposta come espressione dei valori che ispirano la vita dell’istituzione.

Tra gli elementi di interesse figurano inoltre le pagine dedicate alla Basilica di Santa Croce al Flaminio a Roma, sede delle principali celebrazioni costantiniane in Italia, e quelle relative alle insegne dell’Ordine, descritte nei loro caratteri araldici e simbolici. La croce costantiniana viene infatti illustrata come una croce greca gigliata smaltata di porpora, caricata dalle lettere del motto In Hoc Signo Vinces e dal monogramma cristologico PX accompagnato da Alfa e Omega.

Una sintesi destinata alla formazione

La finalità didattica e introduttiva emerge con particolare chiarezza nelle conclusioni della presentazione, dove si legge che“le pagine che seguono illustrano, in forma sintetica, le origini dell’Ordine, la sua evoluzione storica, la struttura organizzativa, la dimensione spirituale, le attività caritative e assistenziali e alcuni degli elementi che ne contraddistinguono la tradizione”. La pubblicazione aggiunge che“la conoscenza di tali aspetti costituisce un momento importante del percorso di avvicinamento all’Ordine” e che conoscere l’istituzione significa“prendere consapevolezza di un patrimonio di fede, di servizio e di responsabilità”.

L’apparato è corredato da numerose immagini storiche e istituzionali provenienti da archivi dell’Ordine, raccolte museali e altri enti indicati nei crediti editoriali. L’impostazione privilegia la sintesi divulgativa e la consultazione rapida, condensando in ventiquattro pagine gli elementi considerati essenziali per una prima conoscenza dell’Ordine Costantiniano.

Indice del volume

  • Missione dell’Ordine
  • La tradizione
  • Dai Comneno ai nostri giorni
  • I cavalieri costantiniani
  • Struttura organizzativa
    • Il Gran Maestro
    • L’Ordine Costantiniano in Italia
  • La Real Casa
  • Fede, servizio e responsabilità
    • Il Priore per l’Italia
  • La Basilica di Santa Croce al Flaminio
  • Insegne e benemerenze

L’Ordine Costantiniano di San Giorgio. Identità, storia e presente, Alessandro Scandola (a cura di), Luogotenenza per l’Italia Settentrionale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio (Spagna), 2026; 24 pagine; pubblicazione digitale illustrata; distribuzione gratuita.


Scheda Biografica
Alessandro Scandola

Scandola

Alessandro Scandola nasce nel 1972 a Verona, dove tuttora risiede.

Pubblica saggi e collabora con alcune riviste specializzate in materia cavalleresca e segni d’onore, con articoli sul tema.
È socio dell’Associazione Insigniti Onorificenze Cavalleresche, istituzione a carattere internazionale con l’alto patronato della Commissione Internazionale permanente per lo studio degli Ordini cavallereschi, e della Società Italiana di Studi Araldici di Torino, organismo con lo scopo di promuovere gli studi storico-araldici e di valorizzare il ruolo dell’araldica nell’ambito delle scienze umane.

Nell’ambito del progetto Archivi politici vicentini della biblioteca Bertoliana di Vicenza, classifica e digitalizza l’intero archivio documentale delle tre Commissioni in materia di onorificenze istituite presso il Governo Italiano, la prima presieduta del prof. Aldo Pezzana, la seconda e la terza dall’on. Alberto Lembo.

Tra le sue pubblicazioni: Il Sovrano Ordine di Malta e l’Italia. Sistema di Governo, organizzazione territoriale e trattati, edito nel 2019 dalla Logart Press, Roma; Dottrina e giurisprudenza in materia di onorificenze cavalleresche. L’Archivio Lembo, edito nel 2018 da Commissione Internazionale permanente per lo studio degli Ordini cavallereschi, Bologna; Le insegne cavalleresche autorizzate dalla Repubblica, edito nel 2015 da Vertigo Edizioni, Roma; L’Ordine Costantiniano di San Giorgio, edito nel 2021 da Zel Edizioni, Ponzano Veneto.

Sito internet personale di Alessandro Scandola
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Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio (SMOC)

Croce costantiniana

Il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio è un ordine equestre dinastico.

Secondo una tradizione leggendaria l’ordine fu fondato dall’imperatore Costantino il Grande nel 312 d.C., dopo la vittoriosa battaglia di ponte Milvio, che gli sarebbe stata propiziata dall’utilizzo come insegna e vessillo, del simbolo cristiano della X e della P sovrapposte (le iniziali di Cristo in greco) come da indicazione ricevuta in visione alla vigilia dello scontro armato. In conseguenza di ciò l’imperatore avrebbe affidato ai primi cavalieri il compito di ricordare l’evento e difendere il cristianesimo.

Le prime tracce documentali certe risalgono però alla fine del 1500, quando con una “breve” papa Giulio III ha riconosciuto la dignità di Gran Maestro dell’ordine ad Andrea Angelo Flavio Comneno. Il gran magistero dell’ordine passò poi ai Farnese con Francesco Farnese nel 1697. Passaggio importante fu poi quello del 1718, quando papa Clemente XI con una “bolla” ne riconobbe la natura dinastica in capo ai Farnese indicando due condizioni essenziali all’assunzione del Gran Magistero e cioè, essere discendenti dei Farnese ed essere duchi di Parma e Piacenza.

Nel 1731 morì senza eredi Antonio Farnese, ultimo duca di Parma, creando le premesse che hanno portato oggi l’ordine ad essere diviso in tre diversi rami.
Alla morte di Antonio Farnese dunque, il Gran Magistero, insieme al ducato, passò al cugino Carlo di Borbone, che sarebbe poi divenuto re di Napoli, ed infine re di Spagna con il nome di Carlo III, il quale assumendo il trono di Spagna lasciò la titolarità del ducato di Parma, ma non il gran magistero dell’ordine.
Carlo di Borbone asceso al trono di Spagna nel 1759 trasmise dunque corona di Napoli e gran magistero costantiniano al suo terzogenito Ferdinando Borbone Due Sicilie.
Il passaggio fu confermato nel 1763 da un “monitorio” di papa Clemente XIII.

Il Sacro Angelico Imperiale Ordine costantiniano di San Giorgio
Successivamente l’autonomia politica del Ducato di Parma fu ripristinata con l’assegnazione – da parte del Congresso di Vienna – del trono ducale a Maria Luisa d’Asburgo-Lorena (o Maria Luigia di Parma), che pur non essendo una discendente farnesiana, in quanto duchessa di Parma, ritenne di ripristinare l’Ordine Costantiniano “parmense” nel 1816.
Si crearono così due ordini omonimi.
A Maria Luisa d’Asburgo-Lorena succedettero i Borbone-Parma, che conservano il gran magistero di questo ordine costantiniano tutt’oggi, con la denominazione di “Sacro Angelico Imperiale Ordine costantiniano di San Giorgio”.
Lo SMOC “parmense” attualmente riconosce come Gran Maestro Sua Altezza Reale Carlo Saverio di Borbone Parma, principe di Borbone di Parma, in carica dal 2010.

Nel frattempo il gran magistero costantiniano dell’ordine trapiantato a Napoli ha continuato a godere del riconoscimento papale e ad essere tramandato all’interno della dinastia Borbone Due Sicilie sino ai nostri giorni.
Nel 1960 però si è aperta una disputa dinastico-successoria tra Alfonso Maria Borbone Due Sicilie (per il ramo cosiddetto spagnolo) e Ranieri Borbone Due Sicilie (per il ramo cosiddetto francese) che interessa sia il ruolo di Capo della Capo della Real Casa delle Due Sicilie (e dunque di Pretendente al Trono delle Due Sicilie) sia il gran magistero degli ordini dinastici del casato, fra cui l’ordine costantiniano.
Tale contenzioso ha portato ad avere due rami separati e distinti del medesimo ordine, uno genericamente indicato come “spagnolo” ed uno come “francese”.

Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio Spagna
Lo SMOC “spagnolo” riconosce oggi come Gran Maestro Don Pedro de Borbon y Orlean duca di Calabria, conte di Caserta, in carica dal 2015.

Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio Francia
Lo SMOC “francese” riconosce oggi come Gran Maestro Carlo di Borbone Due Sicilie, duca di Castro, in carica dal 2008.
Quest’ultimo ramo gode dello status consultivo del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite a New York, Ginevra e Vienna.

In tutte e tre le sue declinazioni l’Ordine Costantiniano, è riconosciuto dallo Stato Italiano come “ordine dinastico non nazionale” legittimamente conferibile, ed il suo uso sul territorio italiano è autorizzabile a domanda dal Ministero degli affari esteri.
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Scheda di approfondimento
Gli ordini cavallereschi in Italia

Ordini Cavallereschi

Il conferimento e l’uso di titoli e decorazioni cavalleresche nel territorio della Repubblica Italiana sono disciplinati dagli articoli 7, 8 e 9 della Legge 3 marzo 1951, n. 178 (“Istituzione dell’Ordine «Al merito della Repubblica Italiana» e disciplina del conferimento e dell’uso delle onorificenze“).
In base al dettato normativo e alla consolidata prassi amministrativa, il regime d’uso si articola in tre macro-categorie:

1.      Uso libero (Ordini Nazionali, Pontifici e SMOM) I cittadini italiani possono liberamente insignirsi e fregiarsi dei titoli e delle decorazioni appartenenti a:
o    Ordini Nazionali della Repubblica Italiana: Ordine al Merito della Repubblica Italiana (OMRI), Ordine Militare d’Italia, Ordine della Stella d’Italia, Ordine al Merito del Lavoro e Ordine di Vittorio Veneto;
o    Ordini della Santa Sede: Ordine Supremo del Cristo, Ordine dello Speron d’Oro, Ordine Piano, Ordine di San Gregorio Magno e Ordine di San Silvestro Papa;
o    Ordini di sub-collazione pontificia e di patronato: Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme;
o    Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM), in virtù della sua natura di soggetto di diritto internazionale recepito dall’ordinamento italiano.

2.      Uso soggetto ad autorizzazione (Ordini di Stati Esteri e Ordini “Non Nazionali”) Ai sensi dell’art. 7 della Legge 178/1951, l’uso nel territorio repubblicano delle onorificenze conferite da Stati esteri sovranamente riconosciuti o da Ordini “non nazionali” è subordinato al rilascio di un formale decreto di autorizzazione.
L’istruttoria ed il rilascio delle autorizzazioni sono di esclusiva competenza del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) (Servizio del Cerimoniale Diplomatico della Repubblica).

3.      Divieti, sanzioni ed enti non riconosciuti L’articolo 8 della medesima legge vieta in modo assoluto il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche — sotto qualsiasi forma o denominazione — da parte di altri soggetti. Le relative sanzioni si applicano anche qualora i conferimenti siano avvenuti al di fuori del territorio nazionale.

In tale contesto assume particolare rilevanza la direttiva Persomil del 21 luglio 2020 e le successive modifiche del 2020 e del 2023, con i relativi allegati

Profili di opportunità politica e ruolo dell’ICOC
L’assenza di autorizzazione italiana all’uso delle insegne non coincide necessariamente, sul piano concettuale, con un giudizio storico sull’origine o sulla natura dinastica di un ordine. È il caso delle decorazioni degli Ordini di Casa Savoia (come l’Annunziata o i Santi Maurizio e Lazzaro), la cui autorizzazione è preclusa per ragioni di opportunità politica o costituzionale.

Per questo motivo, accanto alle valutazioni delle istituzioni statali, esistono anche classificazioni elaborate da organismi privati di studio, come l’ICOC (International Commission for Orders of Chivalry), che non hanno valore giuridico ma sono frequentemente richiamate nella letteratura specialistica.
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copertina
La copertina de “L’Ordine Costantiniano di San Giorgio. Identità, storia e presente”, a cura di Alessandro Scandola, Luogotenenza per l’Italia Settentrionale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio (Spagna), 2026
9 Ottobre 2026
Costanza Pilone

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