Cambio al vertice e nuove investiture per l’Ordine di Santa Brigida
Il 23 luglio 2026, presso la parrocchia di Santa Brigida a Napoli, si è svolta una celebrazione eucaristica in onore di santa Brigida di Svezia, compatrona d’Europa, alla presenza di numerosi fedeli e di una rappresentanza dell’Ordine Militare del Santissimo Salvatore e di Santa Brigida di Svezia. La messa è stata presieduta da monsignor Francesco Beneduce, vescovo ausiliare di Napoli, concelebrante con il parroco padre Domenico Aiuto.
Nel corso della celebrazione è stata ufficialmente presentata la nuova guida dell’Ordine: il gran maestro Biagio Abbate de Castello, subentrato a Federico Abbate de Castello, scomparso circa un anno prima. Nell’occasione il nuovo gran maestro ha richiamato esplicitamente la continuità con il predecessore, sottolineando la volontà di proseguire la missione dell’istituzione nel solco degli insegnamenti ricevuti.
La cerimonia ha costituito anche occasione per nuove investiture cavalleresche: sono state conferite le patenti di nomina a cavaliere ad Antonio Tavernise, Giuseppe Golluscio, Francesco Zagarese e Giovanni De Falco, accolti nella compagine dell’Ordine.
La rappresentanza dell’Ordine era guidata dal gran maestro Biagio Abbate de Castello e comprendeva, per la delegazione della Calabria, il grande ufficiale Ettore Zagarese e la dama Nicoletta Bauleo; per la Campania erano presenti il cavaliere di gran croce Pierluigi Scarpa, il grande ufficiale Gerardo Palmese e i cavalieri Raffaele Menzione e Giuseppe Menzione. Alla celebrazione ha preso parte anche Francesco Petrillo, già padre generale dei Leonardini e cavaliere di gran croce dell’Ordine.
Scheda di approfondimento Ordine militare del Santissimo Salvatore di Santa Brigida ![]() L’Ordine Militare del Santissimo Salvatore di Santa Brigida di Svezia (anche indicato come Ordine Militare del SS. Salvatore e di Santa Brigida) è una istituzione nobiliare cavalleresca internazionale con scopi religiosi, umanitari ed assistenziali, ispirato all’omonimo storico Ordine religioso cavalleresco, e distinto dall’Ordine religioso del Santissimo Salvatore di Santa Brigida (brigidine), istituto monastico di diritto pontificio. Cenni storici L’Ordine è stato fondato nel 1366 da Santa Brigida di Svezia e approvato da papa Urbano V. Caduto in desuetudine con la Riforma protestante, venne ricostituito nel 1859 a Capua da un gruppo di patrizi campani per iniziativa di Vincenzo Abbate de Castello, con autorizzazione del cardinale Giuseppe Cosenza. Peculiarità La tradizione indica come primo cavaliere il figlio di santa Brigida, Karl, morto e sepolto a Napoli. La carica di Gran Maestro è rimasta ereditaria nella famiglia Abbate de Castello. Insegne La decorazione consiste in una croce azzurra a otto punte (simile a quella di Malta) con lingua di fuoco sul braccio inferiore, disegnata secondo la tradizione dalla stessa Santa Brigida. Gradi I membri si ripartiscono in quattro categorie — giustizia, grazia magistrale, merito, onore — ciascuna suddivisa in più classi, dal grado di cavaliere fino a cavaliere di supremo gran collare, riservato ai capi di Stato; sono ammesse anche le dame. Per il quadro normativo italiano sugli ordini cavallereschi e per gli strumenti utili alla loro valutazione sotto i profili giuridico, storico e istituzionale, si rinvia alla Scheda di approfondimento e alla Disambigua sottostante: «Gli ordini cavallereschi in Italia». Sito Internet istituzionale dell’Ordine Militare del SS. Salvatore e di Santa Brigida . |
Scheda di approfondimento Gli ordini cavallereschi in Italia ![]() Il conferimento e l’uso di titoli e decorazioni cavalleresche nel territorio della Repubblica Italiana sono disciplinati dagli articoli 7, 8 e 9 della Legge 3 marzo 1951, n. 178 (“Istituzione dell’Ordine «Al merito della Repubblica Italiana» e disciplina del conferimento e dell’uso delle onorificenze“). In base al dettato normativo e alla consolidata prassi amministrativa, il regime d’uso si articola in tre macro-categorie: 1. Uso libero (Ordini Nazionali, Pontifici e SMOM) I cittadini italiani possono liberamente insignirsi e fregiarsi dei titoli e delle decorazioni appartenenti a: o Ordini Nazionali della Repubblica Italiana: Ordine al Merito della Repubblica Italiana (OMRI), Ordine Militare d’Italia, Ordine della Stella d’Italia, Ordine al Merito del Lavoro e Ordine di Vittorio Veneto; o Ordini della Santa Sede: Ordine Supremo del Cristo, Ordine dello Speron d’Oro, Ordine Piano, Ordine di San Gregorio Magno e Ordine di San Silvestro Papa; o Ordini di sub-collazione pontificia e di patronato: Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme; o Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM), in virtù della sua natura di soggetto di diritto internazionale recepito dall’ordinamento italiano. 2. Uso soggetto ad autorizzazione (Ordini di Stati Esteri e Ordini “Non Nazionali”) Ai sensi dell’art. 7 della Legge 178/1951, l’uso nel territorio repubblicano delle onorificenze conferite da Stati esteri sovranamente riconosciuti o da Ordini “non nazionali” è subordinato al rilascio di un formale decreto di autorizzazione. L’istruttoria ed il rilascio delle autorizzazioni sono di esclusiva competenza del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) (Servizio del Cerimoniale Diplomatico della Repubblica). 3. Divieti, sanzioni ed enti non riconosciuti L’articolo 8 della medesima legge vieta in modo assoluto il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche — sotto qualsiasi forma o denominazione — da parte di altri soggetti. Le relative sanzioni si applicano anche qualora i conferimenti siano avvenuti al di fuori del territorio nazionale. In tale contesto assume particolare rilevanza la direttiva Persomil del 21 luglio 2020 e le successive modifiche del 2020 e del 2023, con i relativi allegati Profili di opportunità politica e ruolo dell’ICOC L’assenza di autorizzazione italiana all’uso delle insegne non coincide necessariamente, sul piano concettuale, con un giudizio storico sull’origine o sulla natura dinastica di un ordine. È il caso delle decorazioni degli Ordini di Casa Savoia (come l’Annunziata o i Santi Maurizio e Lazzaro), la cui autorizzazione è preclusa per ragioni di opportunità politica o costituzionale. Per questo motivo, accanto alle valutazioni delle istituzioni statali, esistono anche classificazioni elaborate da organismi privati di studio, come l’ICOC (International Commission for Orders of Chivalry), che non hanno valore giuridico ma sono frequentemente richiamate nella letteratura specialistica. . |
Disambigua PREDICATI TITOLI NOBILIARI, CAVALLERESCHI ED ACCADEMICI Per precisa scelta editoriale il Notiziario Araldico cerca di dare conto di tutti gli eventi e le iniziative di rilevanza araldica, nobiliare, cavalleresca, genealogica, vessillologia, faleristica, o comunque attinenti le discipline documentarie della storia, cercando di evitare atteggiamenti censori. Tale scelta, unita alle tempistiche proprie di un quotidiano quale è il Notiziario Araldico, ed all’impossibilità di una verifica puntuale di tutti i trattamenti e le titolature accademiche, nobiliari e cavalleresche, contenute nei comunicati, nelle note informative, nei programmi degli eventi, nei documenti diffusi e/o comunque ripresi, può purtroppo implicare la pubblicazione di titoli contesi, contestati, non universalmente accettati, inesatti, o peggio ancora frutto di falsificazioni antiche o recenti. Si evidenzia dunque che i trattamenti, i predicati, i titoli cavallereschi, i titoli accademici, i titoli nobiliari, pubblicati, lo sono senza attribuire loro alcun valore, e senza poter entrare nel merito. Giova infine ricordare in questa sede che per disposizione costituzionale, in Italia i titoli nobiliari, sono privi di qualunque valore giuridico. . |
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