Araldica Bene Vagienna su YouTube
È disponibile sul canale YouTube del Centro Studi Piemontesi la videoregistrazione della conferenza dedicata alla presentazione del volume Araldica della Città di Bene e delle sue Famiglie, opera di Attilio Offman. L’incontro, inserito nel ciclo “Colloqui di via Revel”, è stato introdotto da Roberto Sandri Giacchino e ha visto la partecipazione dell’autore, magistrato e studioso di storia e araldica.
Il volume, promosso da Michelangelo Fessia per l’Associazione Culturale Amici di Bene in collaborazione con il Centro Studi Piemontesi, raccoglie e analizza in oltre duecento pagine il patrimonio araldico della città piemontese (Bene Vagienna) e dei suoi ceti notabili e nobiliari.
Inquadramento dell’opera e fonti documentarie
Come illustrato da Roberto Sandri Giacchino, il lavoro di Attilio Hoffman prende avvio dalla collezione di miniature araldiche realizzate da Maria Assandria, figlia dello storico e araldista locale Giuseppe Assandria, conservata presso il Museo Civico di Bene Vagienna. La raccolta comprende gli stemmi di 41 famiglie benesi per un totale di 49 raffigurazioni d’arma – in ragione delle varianti e dei rami familiari –, oltre allo stemma della comunità.
L’autore ha condotto un lavoro di identificazione dei modelli originali utilizzati dai Assandria, integrando la ricerca con il confronto diretto con codici araldici e fonti d’archivio, tra cui:
- Il Manoscritto Chianale (già di proprietà del barone Antonio Manno).
- La silloge Storia Patria 1000 conservata presso la Biblioteca Reale di Torino.
- Gli archivi privati della famiglia Carassi.
- Il fondo librario e documentario Giuseppe Assandria custodito presso la Bene Banca.
- Gli archivi parrocchiali, gli ordinati comunali e le testimonianze pittoriche e scultoree presenti negli edifici religiosi e civili del territorio.
Analisi delle armi parlanti in lingua piemontese
Nel corso del suo intervento, Attilio Offman si è soffermato sulle peculiarità delle armi parlanti identificate nel repertorio benese, evidenziando come diverse figure araldiche facciano riferimento diretto a termini del dialetto piemontese anziché alla lingua italiana o latina:
- Carassi (Marchesi del Villar, già Conti di Pramollo): la figura centrale dello stemma è il palo di legno (caras o scaras in piemontese), al quale sono accollati i tralci di vite, elemento allusivo al cognome della famiglia attestata a Bene fin dal 1331.
- Defeis / Fea: il cimiero presenta una pecora (fea o feia in piemontese), accompagnata dal motto “Offendere nescit”. Lo stemma è documentato negli ordinati comunali del 1721 e presso la chiesa parrocchiale.
- De La Prina / Barbero: la concessione ducale del 1573 da parte di Margherita di Francia e la successiva conferma del 1607 descrivono un albero di prugne damaschine (brigna in piemontese, variante di susina), sormontato o accompagnato da un braccio armato e difeso da due mastini.
- Trossarello: lo stemma carica un tronco d’albero sradicato, facendo riferimento al termine piemontese trus (gambo o tronco di pianta).
Stemmi familiari, variazioni d’arma e scoperte d’archivio
L’esposizione ha passato in rassegna ulteriori casi di interesse blasonico e storico-genealogico:
- Piselli (poi Piselli di San Filippo): l’arma originale, caratterizzata dalla pianta di pisello, subì una trasformazione in occasione dell’infeudazione comitale di San Filippo di Breolungi nel 1783, integrando l’aquila in campo d’oro. Tale variante, assente nei blasonari subalpini come il Promis, è stata rinvenuta nella collezione Sandria.
- Morra: lo stemma figurante in un diploma di laurea del 1571 mostra un cimiero con due fanciulli avvolti da una nube nell’atto di “giocare alla morra”, accoppiato al motto “Micant in tenebris”. L’autore ne attribuisce l’origine a un passo del De Officiis di Cicerone sulla lealtà personale (“dignus quicum in tenebris mices”).
- Botero: l’esame del troncato attribuito a Giovanni Botero ha evidenziato la sovrapposizione stilistica con l’arma della famiglia Bottero, suggerendo per il primo quarto la tinta rossa in luogo di quella azzurra riportata in precedenza da Luigi Firpo.
- Ansaldi: il leone presente nell’arma assume in una rappresentazione privata la forma di “leopardo illeonito” (con testa in maestà e postura rampante). L’inquartato rivela le alleanze matrimoniali con le famiglie Trincheri e Gerbino di Cuneo, permettendo l’identificazione dello stemma sconosciuto di quest’ultima.
- Assandria: lo stemma adottato da Giuseppe Assandria riporta una gru con uno stilo, derivato per via materna dalla famiglia Ellena (o Elena).
- Leone: il rinvenimento dello stemma di Andrea Leone (datato 1684) è avvenuto a seguito del restauro e della rimozione di una tela raffigurante San Bernardino da Siena nella chiesa dei Disciplinati Bianchi.
- Dompè (già Don Pedro): la concessione nobiliare sammarinese del 1953 con il titolo di Conte di Mondarco per Onorato Donpè sintetizza elementi di un rebus figurativo (mondo e arco) con figure tradizionali (lo scaglione e il leone) riconducibili alle antiche presenze della famiglia negli ordinati cittadini.
- Spada: lo studio evidenzia le concordanze e le variazioni di smalto (rosso e azzurro) tra gli Spada di Bene, i rami bolognesi e la figura di Angelo Spada a Racconigi.
Lo stemma della Città di Bene
Ampio spazio è stato dedicato all’evoluzione dell’emblema civico di Bene Vagienna. Il testimoniale d’arma rilasciato il 25 luglio 1688 dal blasonatore Borgogno definisce la figura di San Giorgio a cavallo rivoltato (orientato verso la sinistra eraldica) che trafigge il drago, con l’aggiunta del capo di Savoia.
Le ricerche d’archivio condotte da Hoffman negli ordinati comunali hanno permesso di retrodatare la prima attestazione documentata dell’uso dello stemma civico al 1579, anno in cui la testimonianza di Leone Bealezio affermava la presenza dell’emblema sul municipio già da almeno settant’anni. Un verbale del luglio 1814 ha inoltre consentito di identificare in Giacinto Pioda l’autore del dipinto dell’arma civica collocato sulla facciata del palazzo municipale.
Video Centro Studi Piemontesi: Attilo Offman presenta “Araldica della Città di Bene e delle sue Famiglie“
Scheda biografica Attilio Offman ![]() Attilio Offman è nato nel 1961. Magistrato, esercita le funzioni di sostituto procuratore generale presso la Corte d’Appello di Torino. Formazione Laureato in giurisprudenza, ha intrapreso la carriera in magistratura, affiancando all’attività professionale studi di storia e di araldica, con particolare riguardo all’area subalpina e ai ducati di Parma e Piacenza. Incarichi e appartenenze È socio del Centro Studi Piemontesi, della Società per gli Studi storici, archeologici e artistici della provincia di Cuneo e della Società Italiana di Studi Araldici. Attività e iniziative Si occupa di araldica e genealogia, con contributi dedicati allo stemmario dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio di Parma e alla storia delle famiglie piemontesi. Ha collaborato a convegni e pubblicazioni collettive organizzati dal Centro Studi Piemontesi e dall’Associazione Culturale Amici di Bene. Precedenti editoriali Ha redatto blasonature e note di commento nel volume collettaneo L’Ordine Costantiniano di San Giorgio. Storia, Stemmi e Cavalieri (Parma, 2002) e ha pubblicato La Real Casa di Borbone Parma (2016). È autore di Araldica della Città di Bene e delle sue Famiglie (Centro Studi Piemontesi, 2025). . |
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