Siena e il nuovo vessillo

L’Università di Siena ha presentato lo scorso 27 luglio quella che definisce la prima bandiera della propria storia, destinata a rappresentare ufficialmente l’Ateneo nelle occasioni istituzionali. Il nuovo vessillo riproduce la versione grafica del sigillo dell’Università su sfondo rosso Unisi, in conformità con l’identità visiva approvata dal Consiglio di Amministrazione nella seduta del 23 maggio 2025, dopo parere favorevole del Senato Accademico del 13 maggio 2025.

A caratterizzare il sigillo e dunque il vessillo alcuni elementi ben definiti:

  • la figura di Santa Caterina d’Alessandria (patrona dell’ateneo sin dal XIV secolo e raffigurata anche nella ‘mazza del bidello’ che dal 1440 viene usata nelle cerimonie accademiche come emblema dell’Ateneo);
  • la ruota uncinata, alla sinistra della Santa, attributo del martirio di Santa Caterina;
  • la palma del martirio, nella mano sinistra della Santa;
  • una M gotica sormontata da croce, nella mano destra (emblema della Casa della Misericordia, istituzione assistenziale fondata nel XIII secolo dal beato Andrea Gallerani, nei cui locali dal 1404, fu ospitata la Casa della Sapienza, nucleo originario dell’ateneo);
  • lo stemma del Comune di Siena, troncato d’argento e di nero, sulla destra della figura;
  • lo stemma imperiale, d’oro all’aquila di nero, sulla sinistra, a memoria dei privilegi concessi nel 1357 allo Studium Senese dall’imperatore Carlo IV;
  • la legenda circolare, che con la delibera del 2025 è diventata UNIVERSITATIS SENARUM + S:, in luogo della forma storica + S: UNIVERSITATIS SENARUM.
logo
Il logo dell’Università di Siena deliberato nel 2002 ed in uso sino al 2025

Il rettore Roberto Di Pietra e la direttrice generale Beatrice Sassi hanno mostrato il vessillo in anteprima prima della seduta del Consiglio di Amministrazione del 24 luglio 2026. La bandiera è stata ora collocata nell’Aula Magna del Rettorato e riceverà il battesimo ufficiale in occasione del primo evento istituzionale successivo alla pausa estiva.

Il sigillo al centro della discussione

L’iniziativa ha tuttavia suscitato numerosi interventi critici, che hanno riguardato tanto la realizzazione materiale della bandiera quanto alcune scelte operate nella riproduzione del sigillo storico.

La maggior parte delle osservazioni formulate dopo la presentazione della bandiera riguarda proprio la riproduzione del sigillo.

Stefano Bisi, in un intervento pubblicato su Sfogliamo, richiama la storia del sigillo approvato dalla Consulta Araldica del Regno d’Italia il 4 gennaio 1896 (e ristilizzato da Carmela Ceccherelli nel 1918), ricordando come esso derivi dalla rielaborazione eseguita dal pittore Alessandro Franchi insieme al rettore Domenico Barduzzi sulla base della tradizionale raffigurazione di santa Caterina d’Alessandria. L’autore osserva inoltre che nella nuova versione la legenda presenta la sigla “S.” (Sigillum) collocata in posizione finale anziché all’inizio dell’iscrizione, come nell’esemplare storicamente approvato.

Sul medesimo aspetto si soffermano anche Gabriella Piccinni (docente emerita di storia medievale, in un intervento pubblicato su OLTREilponte – Globalist) e Michele Fiaschi (giornalista specializzato in cerimoniale e araldica sentito da Agenziaimpress), che individuano nella diversa disposizione della legenda uno degli elementi di discontinuità rispetto al sigillo storico.

Più in generale, i diversi interventi convergono nel richiamare l’attenzione sulla necessità di distinguere il sigillo storico dell’Università dalle sue moderne elaborazioni grafiche destinate alla comunicazione istituzionale.

Sigillo, stemma, logo e bandiera

La vicenda offre dunque l’occasione per ricordare come sigillo, stemma, logo e bandiera costituiscano strumenti diversi dell’identità di un’istituzione, ciascuno caratterizzato da funzioni e regole proprie.

Il sigillo dell’Università di Siena rappresenta un documento storico e istituzionale consolidato nel tempo, la cui composizione comprende – come abbiamo visto – numerosi elementi iconografici. Fra questi figurano anche due autentici stemmi: la loro presenza viene talvolta descritta genericamente come quella di due “simboli”, mentre si tratta di componenti araldiche ben definite. Tale presenza fa auspicare a Fiaschi una maggiore attenzione alla loro colorazione, anche ricorrendo al sistema convenzionale del tratteggio introdotto nel 1637 dal gesuita Silvestro da Pietrasanta, che consente di rendere correttamente i metalli e i colori araldici nelle rappresentazioni monocromatiche (come il caso del bianco e rosso del vessillo in esame).

Il progetto di identità visiva dell’Ateneo si fonda invece su una reinterpretazione grafica del sigillo, destinata a soddisfare esigenze di comunicazione contemporanea e di uniformità dell’immagine istituzionale.

La nuova bandiera costituisce un ulteriore passaggio di questo processo, poiché trasferisce sul drappo la rappresentazione del sigillo così come ridefinita nel progetto grafico.

Le osservazioni di carattere vessillologico

Accanto alle questioni sigillografiche, la nuova insegna ha riaperto anche alcune riflessioni di carattere vessillologico.

Nella tradizione della disciplina, infatti, la progettazione di una bandiera risponde a criteri specifici, diversi da quelli propri della grafica istituzionale. Le esigenze di riconoscibilità a distanza, leggibilità durante il movimento e immediata identificazione hanno storicamente favorito composizioni essenziali, fondate principalmente sull’impiego di colori e partizioni geometriche, piuttosto che sulla riproduzione integrale di immagini complesse.

La soluzione adottata dall’Università di Siena si colloca invece nell’ambito delle moderne applicazioni dell’identità visiva, privilegiando la trasposizione del sigillo sul drappo. Proprio questo aspetto costituisce uno dei temi emersi, sia pure con accenti diversi, negli interventi pubblicati dopo la presentazione del nuovo vessillo.

Gabriella Piccinni, inoltre, richiama l’attenzione sulla tradizione senese della confezione delle bandiere, osservando come la città conservi un patrimonio artigianale di particolare rilievo nella realizzazione dei vessilli cerimoniali delle Contrade.

Il quadro normativo

La vicenda presenta infine un interesse anche sotto il profilo dell’araldica pubblica.

Il D.P.C.M. 28 gennaio 2011, che disciplina le competenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri in materia di araldica pubblica, riconosce valore giuridico esclusivamente agli emblemi araldici – stemma, gonfalone, bandiera e sigillo – degli enti territoriali e istituzionali, comprese le università, concessi con decreto del Presidente della Repubblica a seguito di domanda formale e di un’istruttoria che ne accerti la coerenza storica e araldica. Per gli atenei, tuttavia, il ricorso a tale procedura non risulta configurarsi come un obbligo. Nel caso specifico, il sigillo dell’Università di Siena fu concesso ufficialmente dalla Consulta araldica del Regno nel 1896; per la nuova bandiera non risulta, allo stato, che sia stato avviato un analogo iter di concessione ufficiale, e l’iniziativa si presenta finora come autonoma.

A cura di Raffaele Coppola e Giampietro Cianci, con la collaborazione di Claudio Fontana e Greta Musi

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Redazione

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