Nuovi insigniti negli Ordini Dinastici Leopardi
La Casa Imperiale Tomassini Paternò Leopardi di Costantinopoli ha reso noto lo svolgimento della consueta cerimonia dedicata ai Santi Costantino ed Elena, tenutasi a Milano il 16 maggio 2026. Secondo quanto riferito dall’ente organizzatore, la giornata si è aperta con la benedizione impartita da don Pascal e con l’esposizione delle insegne degli ordini dinastici della Casa Imperiale, affiancate dalle reliquie attribuite a san Costantino il Grande.
Partecipanti e rappresentanze
Il comunicato della Casa Imperiale ha segnalato anche la presenza del Principe Ezra Annibale Foscari Widmann Rezzonico Tomassini Paternò Leopardi di Costantinopoli, della Principessa Consorte Maddalena Messina, del Principe Piero Remo Maria Caputo, Vicario della Casa Imperiale, e di vari membri dell’istituzione, tra cui la Duchessa Roberta Colnago Sforzini, gli Arconti Alessandro Bergamaschi e Antonino Iuculano, il Prefetto Vito Armenise e il Principe Don Loris Castriota Skanderbeg. Hanno inoltre preso parte alla giornata diversi delegati territoriali e rappresentanti degli Ordini collegati.
Il comunicato segnala inoltre la presenza di associazioni benefiche con cui la Casa Imperiale collabora: Ragazzi di Robin, Amici in Aiuto e APIC.
Conferimenti e nomine
Nel corso della cerimonia sono stati accolti nuovi insigniti negli Ordini Dinastici. Per l’Ordine Militare delle Guardie d’Onore di Santa Sophia sono stati nominati cavalieri Eugenio Bartoccioni, Michele Bonsanto, Amedeo Giustini, Marco Lamincia, Carlo Pellegrino e Luca Piandani; Pietro Pierri è stato nominato cavaliere ufficiale, Mauro Arnò cavaliere grande ufficiale e Vito Armenise commendatore per promozione.
Per l’Ordine Imperiale Nobiliare della Corona Heracliana sono stati nominati cavalieri Oliviero Pauselli e Maurizio Robellini; Attilio Bucci, Nicola Cascini, Sandro Ceccarelli, Duilio Conti, Manuel Fiorucci e Lorenzo Pacini sono stati nominati cavalieri ufficiali; Palmiro Caiotti è stato nominato commendatore e Vito Armenise commendatore per promozione.
Il Cavaliere Giordano Ambrosetti è stato nominato Delegato della Casa Imperiale per la Lombardia. La Benemerenza di Bronzo dell’Archivio Storico è stata conferita a Padre Armin Götzle, Luca Bennati e Don Pascal, che è stato inoltre nominato Cappellano Onorario.
Momento culturale e istituzioni ospiti
La giornata ha previsto poi un intervento del Prof. Lorenzo Maria Pacini sul tema “L’Imperatore al centro della civiltà”, al quale è stato conferito l’Attestato dell’Accademia Internazionale. Hanno partecipato come istituzioni ospiti la Confraternita della Madonna del Buon Consiglio, l’Ordine di Trebisonda e l’Ordo Equestre Regina Caeli.
La Casa Imperiale ha inoltre comunicato che durante l’evento sono stati sottoscritti accordi di reciprocità e collaborazione con gli Ordini ospiti presenti.
Scheda di approfondimento Ordini della Casa Imperiale Giustinianea Heracliana di Costantinopoli ![]() Gli ordini cavallereschi che fanno capo alla Casa Imperiale Giustinianea Heracliana di Costantinopoli, o comunque da essa rivendicati, non godono ancora di studi approfonditi realizzati da ricercatori indipendenti, e dunque le informazioni su di essi sono limitate. Di seguito riportiamo le presentazioni che degli stessi sono fornite dalla segreteria della Casa Imperiale Giustinianea Heracliana di Costantinopoli. Si tratta di Ordini Cavallereschi cristiani ecumenici, non nazionali ma di diritto internazionale, sistemi premiali privati, di legittima e storica collazione della famiglia Tomassini Paternò Leopardi, sotto l’alta protezione spirituale della Santa Chiesa Ortodossa, Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli. Ordine Militare della Guardia d’Onore di Santa Sophia Ordine di Merito. Patrimonio familiare ereditario della Casa Leopardi di Costantinopoli-Tomasi-Tomassini-Paternò. Croce di Merito istituita il 29 maggio 1953, nel 500° Anniversario della caduta di Costantinopoli. Ordine Nobiliare della Corona Heracliana di Costantinopoli Ordine Dinastico di Merito. Patrimonio familiare ereditario della Casa Leopardi di Costantinopoli-Tomasi-Tomassini-Paternò. La Croce Eracliana fu istituita nel 1800 da Giovanni-Battista-Tomassini-Paternò-Fracasso-Biancalana (1779-1872), quale Croce di Merito, per rinnovare la Medaglia Eracliana che era stata istituita nel 1763. Ordine Imperiale di San Costantino il Grande anche noto come Ordine Imperiale Costantiniano di San Giorgio Ordine dinastico ereditario, patrimonio familiare della Casa Leopardi di Costantinopoli-Tomasi-Tomassini-Paternò. E’ il più prestigioso ed antico degli Ordni del Casato ed è conferito in numero limitato (max 50 Cavalieri viventi). Come analoghi Ordini si richiama all’antica Milizia Sacra costituita dall’Imperatore Romano Costantino I, ma non ha relazione diretta con rami dell’Ordine Costantiniano ascrivibili ad altre Case dinastiche. In passato hanno fatto riferimento alla casata anche: Ordine Corporativo dei Mastri della Casa Imperiale Non vi sono al momento informazioni di approfondimento. Gran Commenda dei Santi Giovanni e Lazzaro di Gerusalemme La Gran Commenda dei Santi Giovanni e Lazzaro di Gerusalemme è una legittima confraternita cavalleresca cristiana ecumenica, internazionale autonoma e capitolare, sotto la simbolica e storica protezione temporale della Casa Imperiale Tomassini Paternò Leopardi di Costantinopoli (Dinastia Giustinianea Heracliana riconosciuta ufficialmente della Unione della Nobiltà Bizantina e dal Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli) e quella spirituale della Chiesa Ortodossa Siriaca (Patriarcato di Antiochia). Il sodalizio nasce dalla volontà di un gruppo di vecchi gentiluomini, cavalieri ospitalieri crociati, guidati dal Marchese Don Carlos Berger Edle Helbing di Siebenbrunn e Koenigsfele, e dalla conseguente fusione di diverse commende internazionali, dedicate a San Giovanni e a San Lazzaro di Gerusalemme, che avevano già goduto della simbolica protezione temporale di SAI il Principe Don Hugo Josè, zio materno e predecessore dell’attuale Capo di Nome e d’Armi, il Principe Ezra (nato Conte Foscari Widmann Rezzonico). Nel 2019, il capitolo generale mondiale delle dame e dei cavalieri della costituita Gran Commenda, su proposta del Marchese Berger, con l’approvazione di SAI il Principe Ezra, ha eletto Gran Priore a vita, il Conte Matteo Priori di Letino. Tutti questi ordini non sono riconosciuti dalla Santa Sede in quanto fanno riferimento alla Chiesa Ortodossa, e non rientrano ancora fra quelli inseriti nell’elenco degli ordini le cui onorificenze siano autorizzabili dal Ministero degli Affari Esteri italiano, nè fra quelli già censiti dall’ICOC. Sito Internet istituzionale Casa Imperiale Giustinianea Heracliana di Costantinopoli . |
Scheda di approfondimento Gli ordini cavallereschi in Italia ![]() Il conferimento e l’uso di titoli e decorazioni cavalleresche in Italia è disciplinato dagli articoli 7 e 8 della legge n. 178 del 3 marzo 1951, i quali in sintesi stabiliscono che in Italia sono LIBERAMENTE UTILIZZABILI i titoli e le decorazioni: 1) degli ordini cavallereschi nazionali (Ordine Militare d’Italia, Ordine della “Stella d’Italia”, Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”, Ordine Cavalleresco “Al Merito del lavoro”, Ordine di Vittorio Veneto) 2) degli ordini cavallereschi della Santa Sede (Ordine dello Speron d’Oro, Ordine Piano, Ordine di San Gregorio Magno e Ordine di San Silvestro Papa), e dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro 3) del Sovrano Militare Ordine di Malta Sono invece SOGGETTE AD AUTORIZZAZIONE da parte del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per gli affari esteri, le decorazioni ed i titoli degli “Ordini non nazionali o di Stati esteri”. Circa l’interpretazioni di quali possano essere considerati “ordini non nazionali“, molto si è discusso, e la dottrina attuale ha portato ad identificarli negli ordini cavallereschi dinastici. Un elenco degli Ordini non nazionali o di Stati esteri le cui decorazioni almeno in alcuni casi siano state sino ad oggi autorizzate, è stato stilato dall’Ministero dell’Interno. Gli articoli di legge anzidetti vietano il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche, con qualsiasi forma e denominazione, da parte di enti, associazioni o privati, e specificano che le relative sanzioni sono applicabili anche quando tali conferimenti siano avvenuti all’estero. Doverosamente va evidenziato come vi siano anche ordini cavallereschi del tutto legittimi, le cui decorazioni però lo stato italiano non ha ancora avuto occasione di autorizzare, oppure vi siano ordini cavallereschi di cui le decorazioni in Italia non vengono autorizzate, per ragioni di opportunità politica (come l’Ordine supremo della Santissima Annunziata, o l’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro). Assume dunque particolare rilevanza l’elenco degli ordini cavallereschi valutati legittimi dall’ICOC (Commissione Internazionale permanente per lo studio degli Ordini Cavallereschi – International Commission for Orders of Chivalry), istituzione internazionale privata, che ha redatto un apposito Registro. . |
Disambigua PREDICATI TITOLI NOBILIARI, CAVALLERESCHI ED ACCADEMICI Per precisa scelta editoriale il Notiziario Araldico cerca di dare conto di tutti gli eventi e le iniziative di rilevanza araldica, nobiliare, cavalleresca, genealogica, vessillologia, faleristica, o comunque attinenti le discipline documentarie della storia, cercando di evitare atteggiamenti censori. Tale scelta, unita alle tempistiche proprie di un quotidiano quale è il Notiziario Araldico, ed all’impossibilità di una verifica puntuale di tutti i trattamenti e le titolature accademiche, nobiliari e cavalleresche, contenute nei comunicati, nelle note informative, nei programmi degli eventi, nei documenti diffusi e/o comunque ripresi, può purtroppo implicare la pubblicazione di titoli contesi, contestati, non universalmente accettati, inesatti, o peggio ancora frutto di falsificazioni antiche o recenti. Si evidenzia dunque che i trattamenti, i predicati, i titoli cavallereschi, i titoli accademici, i titoli nobiliari, pubblicati, lo sono senza attribuire loro alcun valore, e senza poter entrare nel merito. Giova infine ricordare in questa sede che per disposizione costituzionale, in Italia i titoli nobiliari, sono privi di qualunque valore giuridico. . |
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