Rivista Nobiliare anno XXI n°1
La Rivista Nobiliare, periodico semestrale di araldica, genealogia, diritto nobiliare e ordini cavallereschi, giunge con il fascicolo gennaio–giugno 2026 al ventunesimo anno di pubblicazione (anno XXI, numero 1), fuori commercio e riservato ai soci dell’Accademia Araldica Nobiliare Italiana. Il periodico è diretto dal conte palatino Pierfrancesco Guelfi Camaiani, già perito del Tribunale di Firenze in qualità di esperto in araldica e genealogia, con sede di direzione e redazione in Firenze.
In apertura è riportata una nota sul gruppo Facebook “Araldica, genealogia, diritto nobiliare”, amministrato dal conte avvocato Gherardo Guelfi Camaiani, che ha raggiunto “il ragguardevole traguardo di quasi 6.000 iscritti, segno del vivo interesse per tali materie”, secondo quanto dichiarato nel testo.
I privilegi araldici dei membri dell’Istituto del Nastro Azzurro
Il primo contributo, firmato da Gherardo Guelfi Camaiani, è dedicato ai privilegi araldici dei membri dell’Istituto del Nastro Azzurro fra combattenti decorati al valor militare. L’autore ricostruisce la storia dell’ente, costituito a Roma nel 1923 ed eretto in ente morale con regio decreto 31 maggio 1928 n. 1308, e ne illustra la funzione sociale e patriottica, nonché la struttura associativa definita dallo statuto approvato con decreto del Presidente della Repubblica 17 settembre 1984 n. 825.
La parte centrale dell’articolo esamina i regi decreti del 1926, 1927 e 1935 che hanno riconosciuto all’Istituto un “emblema araldico” e la possibilità di rilasciare ai soci emblemi personali, variabili in relazione alle decorazioni al valor militare conseguite. Sono riportati e discussi i testi normativi, con attenzione alle soluzioni grafiche adottate e alle interpretazioni dottrinali, tra cui quella di Sergio Lenzi che definisce tali emblemi come “araldica di carica”.
Il Consiglio Nobile di Bassano e il Blasonario Ricotti Bertagnoni
Il secondo contributo, firmato da Mario Palazzi, tratta del Consiglio Nobile di Bassano e del Blasonario Ricotti Bertagnoni. Dopo alcuni cenni storici sul Consiglio Nobile di Bassano, proclamato nobile nel 1760 dal doge Francesco Loredan, l’autore richiama le principali fonti araldico-genealogiche locali, tra cui i codici Chiuppani e Baseggio conservati nel Civico Museo, e le opere di Sebastiano Rumor e Baldino Compostella.
La parte più attuale dell’articolo è dedicata alla presentazione del volume Il Blasonario delle famiglie nobili bassanesi, edito nel 2025 dall’Associazione Amici dei Musei e dei Monumenti di Bassano del Grappa. Il volume raccoglie le tavole a colori realizzate e blasonate dal conte Adalberto Ricotti Bertagnoni, araldista, grafico ed editore, con varianti per numerose famiglie. Viene ricordato il ruolo di Alberto Maria Lembo nel recupero delle tavole e la successiva donazione alla Civica Biblioteca di Bassano, che ha curato il completamento, la revisione delle blasonature e la pubblicazione, inquadrata nel contesto del titolo di “città veneta della cultura” attribuito a Bassano del Grappa nel 2025.
Gli altri contributi
Tra gli altri contenuti figurano una dissertazione di Alessandro Guelfi Camaiani sull’utilizzo dell’arme materna, un ampio contributo di Roberto Zaccaria Giacomel dedicato alla famiglia principesca russa Troubetzkoy e un ulteriore studio, sempre di Alessandro Guelfi Camaiani, sulla Medaglia di gratitudine nazionale alle madri dei caduti in guerra, della quale viene ricostruita la disciplina normativa dall’istituzione, avvenuta con regio decreto del 24 maggio 1919, fino all’abrogazione della relativa normativa nel 2010.
Il fascicolo si completa con una sezione di recensioni bibliografiche, dedicata ai recenti volumi di Maurizio Modugno sul Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e di Roberto Zaccaria Giacomel, e con il tradizionale notiziario dell’Accademia Araldica Nobiliare Italiana, nel quale vengono richiamate le finalità istituzionali dell’ente e le attività connesse alla tenuta del Registro della Nobiltà Italiana e del Registro degli Stemmi Gentilizi.
Riferimenti
L’ente editore della pubblicazione precisa che coloro che desiderassero associarsi all’Accademia Araldica Nobiliare Italiana e ricevere la Rivista Nobiliare, possono compilare il form sul sito: http://www.accademiaaraldicanobiliare.com oppure inviare una mail con i propri dati (nome, cognome e indirizzo) a: accademiaaraldica@libero.it
Accademia Nobiliare Italiana L’Accademia Nobiliare Italiana è un’associazione culturale che fa capo allo Studio Araldico Genealogico Guelfi Camaiani, e che professa l’obiettivo di riunire gli studiosi di araldica, genealogia e diritto nobiliare, incoraggiarne l’attività e la collaborazione. In ambito editoriale, l’Accademia cura la seguenti pubblicazione periodiche: “Elenco dei titolati italiani, con annesso il Blasonario generale italiano“, repertorio aggiornato ogni tre anni giunto alla sua quinta edizione nel 2021, che si propone di censire tutte le famiglie nobili italiane, illuistrandone anche l’insegna araldica. “Rivista Nobiliare“, semestrale cartaceo edito dal 2006 a carattere divulgativo, che tratta di araldica, genealogia, nobiltà ed ordini cavallereschi. Sito istituzionale dell’Accademia Nobiliare Italiana . |
Disambigua PREDICATI TITOLI NOBILIARI, CAVALLERESCHI ED ACCADEMICI Per precisa scelta editoriale il Notiziario Araldico cerca di dare conto di tutti gli eventi e le iniziative di rilevanza araldica, nobiliare, cavalleresca, genealogica, vessillologia, faleristica, o comunque attinenti le discipline documentarie della storia, cercando di evitare atteggiamenti censori. Tale scelta, unita alle tempistiche proprie di un quotidiano quale è il Notiziario Araldico, ed all’impossibilità di una verifica puntuale di tutti i trattamenti e le titolature accademiche, nobiliari e cavalleresche, contenute nei comunicati, nelle note informative, nei programmi degli eventi, nei documenti diffusi e/o comunque ripresi, può purtroppo implicare la pubblicazione di titoli contesi, contestati, non universalmente accettati, inesatti, o peggio ancora frutto di falsificazioni antiche o recenti. Si evidenzia dunque che i trattamenti, i predicati, i titoli cavallereschi, i titoli accademici, i titoli nobiliari, pubblicati, lo sono senza attribuire loro alcun valore, e senza poter entrare nel merito. Giova infine ricordare in questa sede che per disposizione costituzionale, in Italia i titoli nobiliari, sono privi di qualunque valore giuridico. . |
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