Ordini di Casa Savoia a Novara
Sabato 16 maggio 2026, presso la Basilica di San Gaudenzio a Novara, è stata officiata una messa solenne in favore della reale casa di Savoia. L’evento ha segnato ufficialmente la ripresa formale delle attività del locale Vicariato degli ordini dinastici sabaudi.
Durante il momento dell’offertorio della celebrazione liturgica, il nuovo vicario per le province di Novara e Verbania, il commendator Paolo Vidoli, ha presentato il nuovo vessillo del Vicariato a monsignor Luigi Mistò. Il celebrante ha quindi proceduto a impartire la benedizione solenne al drappo istituzionale. Alla funzione hanno preso parte delegati, rappresentanti, cavalieri e dame appartenenti alla giurisdizione del medesimo Vicariato.
Al termine del rito religioso, il presidente della Fabbrica Lapidea del Duomo di Novara, Matteo Caporusso, ha esposto agli intervenuti i principali cenni storici relativi alla basilica gaudenziana, conducendo i partecipanti a una visita interna allo scurolo di San Gaudenzio, l’articolata cappella ottagonale sopraelevata che custodisce le spoglie del santo patrono.
Le risorse finanziarie derivanti dalle offerte raccolte tra i presenti nel corso dell’iniziativa sabauda sono state interamente devolute a un progetto assistenziale, in via di attuazione nel territorio locale, finalizzato al supporto economico e materiale delle famiglie in stato di indigenza.
Scheda di approfondimento Ordini Dinastici di Casa Savoia ![]() Con l’indicazione di Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia (abbreviata anche in ODS, OODDS o ODDCS) ci si riferisce al complesso degli Ordini cavallereschi la cui titolarità è conservata dalla Casa Reale in quanto considerati d’istituto dinastico o di patrimonio familiare, ben distinti da quelli statuali del Regno d’Italia (come l’Ordine Militare di Savoia, l’Ordine al Merito del Lavoro e l’Ordine Coloniale della Stella d’Italia), recepiti o trasformati dalla Repubblica Italiana. I singoli Ordini che compongono la struttura sono: Ordine Supremo della Santissima Annunziata Istituito nel 1362 da Amedeo VI di Savoia (con il nome di Ordine del Ciglio o del Collare), rappresenta la massima ed altissima onorificenza di Casa Savoia, riservata tradizionalmente a sovrani, principi ed eminenti personalità della vita pubblica. Il Gran Magistero è detenuto da Emanuele Filiberto di Savoia, ma conteso da Aimone di Savoia-Aosta. Nell’ordinamento italiano la legge n. 178/1951 ne ha decretato la soppressione, motivo per cui per lo Stato non ha riconoscimento giuridico quale ordine cavalleresco, mentre figura tra gli ordini dinastici censiti dall’ICOC (International Commission for Orders of Chivalry). Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro Nato nel 1572 dalla fusione dell’Ordine di San Maurizio e dell’Ordine di San Lazzaro per bolla di papa Gregorio XIII, è lo storico ordine di merito sia civile che militare della dinastia sabauda. Il Gran Magistero è detenuto da Emanuele Filiberto di Savoia e parimenti conteso da Aimone di Savoia-Aosta. Nell’ordinamento italiano la legge n. 178/1951 ne ha dichiarato cessato il conferimento statale conservandolo unicamente come ente ospedaliero, motivo per cui per lo Stato non ha riconoscimento giuridico quale ordine cavalleresco, ed esiste chi ne rivendica la titolarità pubblica o ne contesta i conferimenti dinastici anche quando privati; figura tra gli ordini dinastici censiti dall’ICOC (International Commission for Orders of Chivalry). Ordine Civile di Savoia Istituito nel 1831 da re Carlo Alberto, nasceva per ricompensare le virtù civili, le scienze, le lettere, le arti e le professioni non coperte da meriti militari. Riservato originariamente a cittadini italiani, prevede una sola classe di benemeriti ed è limitato nel numero di componenti. Il Gran Magistero è associato alla figura del Capo di Casa Savoia (detenuto da Emanuele Filiberto di Savoia e rivendicato dal ramo Aosta). Non è riconosciuto dalla Repubblica Italiana, ma figura tra gli ordini dinastici censiti dall’ICOC (International Commission for Orders of Chivalry). Ordine al Merito di Savoia Istituito nel 1988 da Vittorio Emanuele di Savoia quale ordine di merito associato e complementare alla Casa Reale, concepito per premiare personalità italiane e straniere (sia uomini che donne) distintesi per servizi resi verso la dinastia o per opere caritative ed umane. Strutturato su più classi di merito, vede il Gran Magistero in capo a Emanuele Filiberto di Savoia. Privo di riconoscimento da parte della Repubblica Italiana, figura tra decorazioni di merito di patronato di una Casa già regnante censite dall’ICOC (International Commission for Orders of Chivalry). Sito istituzionale degli Ordini Dinastici di Casa Savoia . |
Scheda di approfondimento Gli ordini cavallereschi in Italia ![]() Il conferimento e l’uso di titoli e decorazioni cavalleresche nel territorio della Repubblica Italiana sono disciplinati dagli articoli 7, 8 e 9 della Legge 3 marzo 1951, n. 178 (“Istituzione dell’Ordine «Al merito della Repubblica Italiana» e disciplina del conferimento e dell’uso delle onorificenze“). In base al dettato normativo e alla consolidata prassi amministrativa, il regime d’uso si articola in tre macro-categorie: 1. Uso libero (Ordini Nazionali, Pontifici e SMOM) I cittadini italiani possono liberamente insignirsi e fregiarsi dei titoli e delle decorazioni appartenenti a: o Ordini Nazionali della Repubblica Italiana: Ordine al Merito della Repubblica Italiana (OMRI), Ordine Militare d’Italia, Ordine della Stella d’Italia, Ordine al Merito del Lavoro e Ordine di Vittorio Veneto; o Ordini della Santa Sede: Ordine Supremo del Cristo, Ordine dello Speron d’Oro, Ordine Piano, Ordine di San Gregorio Magno e Ordine di San Silvestro Papa; o Ordini di sub-collazione pontificia e di patronato: Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme; o Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM), in virtù della sua natura di soggetto di diritto internazionale recepito dall’ordinamento italiano. 2. Uso soggetto ad autorizzazione (Ordini di Stati Esteri e Ordini “Non Nazionali”) Ai sensi dell’art. 7 della Legge 178/1951, l’uso nel territorio repubblicano delle onorificenze conferite da Stati esteri sovranamente riconosciuti o da Ordini “non nazionali” è subordinato al rilascio di un formale decreto di autorizzazione. L’istruttoria ed il rilascio delle autorizzazioni sono di esclusiva competenza del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) (Servizio del Cerimoniale Diplomatico della Repubblica). 3. Divieti, sanzioni ed enti non riconosciuti L’articolo 8 della medesima legge vieta in modo assoluto il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche — sotto qualsiasi forma o denominazione — da parte di altri soggetti. Le relative sanzioni si applicano anche qualora i conferimenti siano avvenuti al di fuori del territorio nazionale. In tale contesto assume particolare rilevanza la direttiva Persomil del 21 luglio 2020 e le successive modifiche del 2020 e del 2023, con i relativi allegati Profili di opportunità politica e ruolo dell’ICOC L’assenza di autorizzazione italiana all’uso delle insegne non coincide necessariamente, sul piano concettuale, con un giudizio storico sull’origine o sulla natura dinastica di un ordine. È il caso delle decorazioni degli Ordini di Casa Savoia (come l’Annunziata o i Santi Maurizio e Lazzaro), la cui autorizzazione è preclusa per ragioni di opportunità politica o costituzionale. Per questo motivo, accanto alle valutazioni delle istituzioni statali, esistono anche classificazioni elaborate da organismi privati di studio, come l’ICOC (International Commission for Orders of Chivalry), che non hanno valore giuridico ma sono frequentemente richiamate nella letteratura specialistica. . |
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