Investiture dell’Ordine Santo Sepolcro maggio 2026
Nello scorso fine settimana si sono svolte delle cerimonie di investitura dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (OESSG) presiedute dal Gran Maestro, S.E. Rev.ma il cardinale Fernando Filoni. Gli eventi hanno interessato la Luogotenenza per l’Italia Settentrionale e hanno visto la partecipazione di rappresentanti di altre luogotenenze italiane ed europee.
A Galeata (Forlì-Cesena) il 15 maggio i Cavalieri e le Dame della Sezione Romagna hanno partecipato alla Santa Messa per Sant’Ellero, patrono della località, celebrata da S.E. Rev.ma mons. Livio Corazza, vescovo di Forlì-Bertinoro e Grande Ufficiale dell’Ordine. Nello stesso contesto è avvenuta l’investitura di un nuovo Cavaliere della Delegazione di Forlì-Cesena-Rimini-Repubblica di San Marino.
A Milano, il 15 e 16 maggio, si sono tenute la Veglia di preghiera e le cerimonie di investitura nella chiesa capitolare di Santa Maria della Pace. Il cardinale Filoni ha conferito le insegne dell’Ordine a mons. Mario Enrico Delpini, arcivescovo metropolita di Milano, nella cappella grande dell’episcopio. Il 16 maggio sono stati investiti 37 nuovi membri delle luogotenenze dell’Italia Settentrionale. Alla cerimonia erano presenti il Governatore Generale, ambasciatore Leonardo Visconti di Modrone, il Vice Governatore Enric Mas, il Luogotenente per il Belgio, il Luogotenente per Malta e i Luogotenenti delle altre luogotenenze italiane, oltre alla Dama di Gran Croce Anna Maria Iacoboni, membro del Gran Magistero.
Tra i nuovi membri figura la Dama Gabriella Francano della Sezione Abruzzo Molise della Luogotenenza per l’Italia Centrale.
Prima della Veglia, il Gran Maestro ha incontrato i Membri ecclesiastici della Luogotenenza per l’Italia Settentrionale nella sede di Santa Maria della Pace, con la partecipazione del cardinale Oscar Cantoni, Gran Priore Emerito, di mons. Maurizio Malvestiti, Gran Priore di Luogotenenza, e di numerosi vescovi, sacerdoti e religiosi. L’incontro ha trattato il ruolo degli ecclesiastici nell’Ordine alla luce del recente Compendio diffuso dal Gran Maestro.
Scheda di approfondimento L’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme ![]() La tradizione vorrebbe che l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (detto anche Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme e abbreviato in OESSG), sia stato fondato da Goffredo di Buglione con lo scopo di difendere, se necessario con le armi, il Santo Sepolcro, e di proteggere e consentirvi l’accesso e le celebrazioni, dopo la riconquista di Gerusalemme da parte delle armate cristiane nel 1099. I primi documenti che attestano un’investitura di Cavalieri denominati “del Santo Sepolcro” sono però del 1336. Nel 1868 Pio IX promosse la ricostituzione dell’Ordine che si aprì alle donne con la nomina delle Dame del Santo Sepolcro grazie a Leone XIII, nel 1888. Si tratta di un Ordine Cavalleresco di Diritto Canonico e Persona Giuridica Vaticana. Negli ultimi secoli la difesa in armi del sepolcro di Cristo è, ovviamente, venuta meno e sono cambiate le prerogative e gli obblighi dei confratelli e consorelle aderenti. Nelle sue stesure più recenti, lo statuto dell’Ordine si propone di rafforzare nei suoi membri la pratica della vita cristiana, di sostenere ed aiutare le opere e le istituzioni culturali, caritative e sociali della Chiesa Cattolica in Terra Santa – particolarmente quelle del Patriarcato Latino di Gerusalemme, con il quale l’Ordine mantiene legami tradizionali fin dal 1847, anno del ripristino del Patriarcato da parte di Papa Pio IX – di conservare e propagare la fede in quelle terre, interessando a tale scopo i cattolici sparsi in tutto il mondo, di sostenere i diritti della Chiesa Cattolica in Terra Santa. Attuale Gran Maestro dell’OESSG è Sua Eminenza Reverendissima, il Signor Cardinale Fernando FILONI. Sito istituzionale dell’ Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Ordine del Santo Sepolcro Immagine Mathieu Chaine: l’arma dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme . |
Scheda di approfondimento Gli ordini cavallereschi in Italia ![]() Il conferimento e l’uso di titoli e decorazioni cavalleresche nel territorio della Repubblica Italiana sono disciplinati dagli articoli 7, 8 e 9 della Legge 3 marzo 1951, n. 178 (“Istituzione dell’Ordine «Al merito della Repubblica Italiana» e disciplina del conferimento e dell’uso delle onorificenze“). In base al dettato normativo e alla consolidata prassi amministrativa, il regime d’uso si articola in tre macro-categorie: 1. Uso libero (Ordini Nazionali, Pontifici e SMOM) I cittadini italiani possono liberamente insignirsi e fregiarsi dei titoli e delle decorazioni appartenenti a: o Ordini Nazionali della Repubblica Italiana: Ordine al Merito della Repubblica Italiana (OMRI), Ordine Militare d’Italia, Ordine della Stella d’Italia, Ordine al Merito del Lavoro e Ordine di Vittorio Veneto; o Ordini della Santa Sede: Ordine Supremo del Cristo, Ordine dello Speron d’Oro, Ordine Piano, Ordine di San Gregorio Magno e Ordine di San Silvestro Papa; o Ordini di sub-collazione pontificia e di patronato: Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme; o Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM), in virtù della sua natura di soggetto di diritto internazionale recepito dall’ordinamento italiano. 2. Uso soggetto ad autorizzazione (Ordini di Stati Esteri e Ordini “Non Nazionali”) Ai sensi dell’art. 7 della Legge 178/1951, l’uso nel territorio repubblicano delle onorificenze conferite da Stati esteri sovranamente riconosciuti o da Ordini “non nazionali” è subordinato al rilascio di un formale decreto di autorizzazione. L’istruttoria ed il rilascio delle autorizzazioni sono di esclusiva competenza del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) (Servizio del Cerimoniale Diplomatico della Repubblica). 3. Divieti, sanzioni ed enti non riconosciuti L’articolo 8 della medesima legge vieta in modo assoluto il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche — sotto qualsiasi forma o denominazione — da parte di altri soggetti. Le relative sanzioni si applicano anche qualora i conferimenti siano avvenuti al di fuori del territorio nazionale. In tale contesto assume particolare rilevanza la direttiva Persomil del 21 luglio 2020 e le successive modifiche del 2020 e del 2023, con i relativi allegati Profili di opportunità politica e ruolo dell’ICOC L’assenza di autorizzazione italiana all’uso delle insegne non coincide necessariamente, sul piano concettuale, con un giudizio storico sull’origine o sulla natura dinastica di un ordine. È il caso delle decorazioni degli Ordini di Casa Savoia (come l’Annunziata o i Santi Maurizio e Lazzaro), la cui autorizzazione è preclusa per ragioni di opportunità politica o costituzionale. Per questo motivo, accanto alle valutazioni delle istituzioni statali, esistono anche classificazioni elaborate da organismi privati di studio, come l’ICOC (International Commission for Orders of Chivalry), che non hanno valore giuridico ma sono frequentemente richiamate nella letteratura specialistica. . |
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