Pisa nelle sue dimore storiche
Dietro portoni e facciate, la città di Pisa cela una storia urbana fatta di palazzi, famiglie e simboli che lo sguardo superficiale non coglie. “Pisa non è solo quella che si vede. Dietro portoni e facciate si nasconde una città fatta di palazzi, famiglie e simboli” — questa la premessa da cui muove il nuovo volume di Manfredo Lapi Gatteschi, che si propone di restituire alla città il suo spessore storico e identitario attraverso la riscoperta delle sue dimore storiche.
Il percorso narrativo intreccia storia urbana, architettura e memoria familiare, senza aspirare al modello della guida turistica o del catalogo meramente descrittivo. “Pisa nelle sue dimore storiche è un viaggio nella città meno appariscente ma più autentica: quella dei palazzi, delle corti interne, dei portoni che raccontano secoli di vita familiare, ambizioni, alleanze e trasformazioni urbane.” Quarantanove palazzi costituiscono il corpus della ricerca, ciascuno accompagnato da una narrazione rigorosa ma accessibile che riporta alla luce il ruolo delle dimore nel tessuto civile e nei dinamismi familiari della città.
Elemento distintivo della pubblicazione è l’apparato illustrativo. I palazzi sono rappresentati mediante acquerelli originali, “pensati per ricollocare gli edifici nel loro contesto storico originario, riducendo le interferenze della modernità e offrendo una visione evocativa, coerente con il carattere della città.” Questo metodo visualizza un’intenzione progettuale precisa: non fotografare il presente, bensì dialogare con la stratificazione temporale dell’architettura pisana.
Accanto a ciascun palazzo compare inoltre la riproduzione dello stemma nobiliare presente in facciata, integrata dalla relativa blasonatura, affidata all’araldista Giovanni Cacciola Sidoti. Tale scelta metodologica trasforma il linguaggio araldico in chiave di lettura della storia urbana e delle identità familiari. “Un segno di identità e di rappresentanza che, nella città storica, valeva quanto un nome inciso. A corredo di ogni emblema compare la relativa blasonatura, affinché il lettore possa cogliere non soltanto la forma dello stemma, ma anche il suo linguaggio: colori, figure, partizioni, allusioni e memorie familiari che, in araldica, diventano racconto.“
Il volume si conclude con un’appendice dedicata ai fondamenti dell’araldica, concepita anche per il lettore che si avvicina per la prima volta a questa disciplina. L’opera riflette un assunto sotteso: “testo e immagini procedono insieme. Le parole orientano lo sguardo; le immagini restituiscono profondità alle parole. Il risultato è un libro concepito come esperienza continua, in cui la lettura e la visione si sostengono a vicenda, offrendo al lettore non solo informazioni, ma una modalità di osservazione.“
Pisa nelle sue dimore storiche, Manfredo Lapi Gatteschi, pubblicato in proprio, 2026; pp. 183, illustrato con acquerelli e fotografie; 17,90 €; ISBN 9798247124351.
Scheda biografica Manfredo Lapi Gatteschi ![]() Manfredo Lapi Gatteschi è nato a Pistoia il 19 novembre 1982. Ufficiale superiore della Marina Militare con il grado di Capitano di Corvetta. Dal 2014 è destinato a Roma, presso uffici di vertice del Ministero della Difesa, ed è in servizio presso il Centro Alti Studi Difesa. Ha conseguito la maturità classica presso il Liceo “G. Galilei” di Pisa. La sua formazione è proseguita in ambito militare con l’ingresso in Accademia Navale, dove ha completato il percorso di studi tecnici e accademici necessari alla carriera d’ufficiale. Nel 2023 è insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Cura e custodisce l’archivio familiare, che conserva documentazione a partire dal Trecento. In ambito editoriale, ha curato il volume Giuseppe Parvis. Ebanista e designer tra Egitto ed Europa nel secondo Ottocento (Edizioni ETS, 2025), e Pisa nelle sue dimore storiche (Pubblicato in proprio, 2026). . |
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