Lo stemma di monsignor Basile
Il 9 gennaio 2026 la sala stampa della Santa Sede ha reso nota l’accettazione, da parte del pontefice, della rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi presentata da monsignor Domenico Cornacchia, contestualmente alla nomina a vescovo della medesima diocesi del reverendo monsignor Domenico Basile, del clero di Andria, fino ad allora vicario generale. La comunicazione vaticana ricorda che monsignor Basile è nato ad Andria il 3 giugno 1966, ha compiuto gli studi filosofici e teologici presso il seminario vescovile di Andria e il Pontificio Seminario Regionale Pugliese Pio XI di Molfetta, ed è stato ordinato sacerdote il 14 settembre 1991 per la diocesi di Andria.
Nel curriculum riportato nel bollettino si elencano, tra gli incarichi ricoperti, il servizio di vicario parrocchiale presso la parrocchia San Giuseppe Artigiano di Andria (1991-1993), l’ufficio di educatore al Pontificio Seminario Regionale Pugliese Pio XI (1993-2000), la direzione della pastorale giovanile diocesana (1996-2000), il ministero di parroco del Cuore Immacolato di Maria in Andria (2000-2017). Sono inoltre ricordati gli incarichi di direttore della biblioteca e dell’archivio diocesano (dal 2015), padre spirituale presso il Pontificio Seminario Regionale Pugliese Pio XI (2017-2021), direttore dell’ufficio beni culturali ecclesiastici e edilizia di culto (dal 2019) e, dal 2021, vicario generale della diocesi di Andria.

Nel quadro di questo percorso ministeriale si colloca l’assunzione del nuovo ufficio episcopale a Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi e, con essa, la presentazione del nuovo stemma vescovile, ora resa pubblica attraverso il sito della diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, che di seguito riportiamo fedelmente:
Composizione araldica dello stemma
Secondo la tradizione araldica ecclesiastica cattolica, lo stemma di un Vescovo è tradizionalmente composto da:
– uno scudo, che può avere varie forme (sempre riconducibile a fattezze di scudo araldico) e contiene dei simbolismi tratti da idealità personali, o da tradizioni familiari, oppure da riferimenti al proprio nome, all’ambiente di vita, o ad altro;
– una croce astile a un braccio traverso, in oro, posta in palo, ovvero verticalmente dietro lo scudo;
– un cappello prelatizio (galero), con cordoni a dodici fiocchi, pendenti, sei per ciascun lato (ordinati, dall’alto in basso, in 1.2.3.), il tutto di colore verde;
– un cartiglio inferiore recante il motto scritto abitualmente in nero.
Nel nostro caso si è scelto uno scudo di foggia gotica, classico e frequentemente usato nell’araldica ecclesiastica e una croce trifogliata in oro, gemmata con cinque pietre rosse che richiamano le Cinque Piaghe di Cristo.
Descrizione araldica (blasonatura) dello stemma del Vescovo Basile
“Interzato in pergola: nel primo d’azzurro alla stella (8) d’oro; nel secondo di rosso a tre gocce dello stesso poste in sbarra; nel terzo a tre burelle ondate del primo sormontate da un’ancora di nero”
Il motto: SPES NON CONFUNDIT (Rm 5,5)
Per il proprio motto episcopale Mons. Domenico Basile ha individuato il versetto della Lettera di San Paolo Apostolo ai Romani (5,5): “La speranza non delude”. Queste parole sono state scelte da Papa Francesco come titolo della Bolla di indizione del Giubileo Ordinario dell’Anno 2025 e rappresentano un invito ad annunziare e testimoniare la speranza, che nasce dall’amore di Dio in Cristo e su di esso si fonda nella promessa di una presenza che mai viene meno.
Interpretazione
Nel capo dello scudo campeggia una stella a otto punte, la stella del Signore, evidente simbolo cristologico che richiama anche le otto Beatitudini; inoltre vuole altresì ricordare la pianta ottagonale di Castel del Monte di Andria, luogo di origine di Mons. Basile.
Qui lo sfondo è azzurro, simbolo della incorruttibilità del cielo, delle idealità che salgono verso l’alto; rappresenta il distacco dai valori terreni e l’ascesa dell’anima verso Dio.
Nella parte destra dello scudo (destra e sinistra sono posizioni invertite in araldica in quanto si riferiscono a chi porta lo scudo, risultando pertanto speculari per chi lo guarda standogli di fronte), appare un’àncora, simbolo di speranza, la Speranza cristiana, come menzionata nella Lettera agli Ebrei: “Perciò Dio, volendo mostrare più chiaramente agli eredi della promessa l’irrevocabilità della sua decisione, intervenne con un giuramento, affinché, grazie a due atti irrevocabili, nei quali è impossibile che Dio mentisca, noi, che abbiamo cercato rifugio in lui, abbiamo un forte incoraggiamento ad afferrarci saldamente alla speranza che ci è proposta. In essa infatti abbiamo come un’àncora sicura e salda per la nostra vita: essa entra fino al di là del velo del santuario, dove Gesù è entrato come precursore per noi” (Eb 6,17-20). Sotto l’àncora troviamo delle onde azzurre che ricordano il mare su cui si affaccia Molfetta, sede del Vescovo. Lo sfondo è d’argento; il colore che simboleggia la trasparenza, quindi la Verità e la Giustizia, doti che accompagnano lo zelo pastorale del Vescovo.
Il nome del Vescovo è Domenico che vuol dire “del Signore”, quindi consacrato al Signore; le tre gocce simboleggiano il Crisma che ha consacrato don Domenico al Signore, come richiamo delle principali unzioni della sua vita: il Battesimo, l’Ordinazione Presbiterale e, infine, l’Ordinazione Episcopale. Lo sfondo è rosso, il colore dell’amore e del sangue: l’amore intenso e assoluto del Padre che invia il Figlio a donare la propria vita per noi, per la nostra redenzione. Un segno eloquente del sangue versato da Gesù per amore è la reliquia della Sacra Spina, custodita nella Chiesa Cattedrale di Andria, diocesi di origine di Mons. Basile.
Scheda di approfondimento L’araldica ecclesiastica L’araldica ecclesiastica è una specifica branca dell’araldica che si occupa degli stemmi appartenenti a persone o istituzioni del mondo ecclesiale, stemmi caratterizzati da ornamentazioni esterne sostanzialmente costanti e che esprimono un preciso codice giuridico, in grado di rendere immediatamente identificabile grado e funzione del titolare. Limitatamente all’araldica della Chiesa Cattolica, gli elementi essenziali di tale codice sono: La tiara o triregno è l’ornamento araldico ad uso esclusivo del Papa, che sormonta il relativo stemma, ed è costituita da un copricapo a forma di cupola che sorregge tre corone sovrapposte. Benedetto XVI e Francesco hanno sostituito la tiara con una mitra caricata di tre fasce d’oro che richiamano le originarie tre corone. Il galero, ovvero il cappello ecclesiastico è un cappello da pellegrino con la tesa molto lunga e due cordoni laterali che terminano con una serie di fiocchi o più propriamente nappe. Posto sulla sommità ornamento dello scudo il galero consente l’immediato riconoscimento del grado del titolare dello stemma grazie al colore e al numero delle nappe o fiocchi. Il colore del galero (di norma il medesimo delle nappe) indica: > rosso per i cardinali; > verde per gli arcivescovi, i vescovi e i patriarchi; > paonazzo per i monsignori; > nero per i presbiteri. Il numero di nappe per lato indica: > 15 nappe rosse per i cardinali; > 15 nappe verdi per patriarchi e primati; > 10 nappe verdi arcivescovi; > 6 nappe verdi vescovi e abati mitrati; > 6 nappe paonazze cappellano di Sua Santità; > 6 nappe nere vicario generale, vicario episcopale, abate; > 3 nappe canonico; > 1 nappa presbitero. Le Chiavi sono raffigurate incrociate, una d’oro a destra e un’altra d’argento a sinistra, con le impugnature rivolte verso il basso. Si pongono dietro o sopra lo scudo papale. La croce posta in palo dietro lo scudo, può essere: > semplice cioè ad una traversa per i vescovi > doppia cioè a due traverse per i cardinali, i patriarchi e gli arcivescovi. ![]() Impostazione classica di un stemma papale ![]() Impostazione classica di uno stemma cardinalizio di un arcivescovo ![]() Impostazione classica di uno stemma arcivescovile ![]() Impostazione classica di uno stemma vescovile ![]() Impostazione classica di uno stemma di un abate ![]() Impostazione classica di uno stemma di un canonico ![]() Impostazione classica di uno stemma di un sacerdote Accanto a questi elementi principali ve ne sono altri di uso più limitato, come pure vi sono ulteriori configurazioni specificatamente riservate a cariche meno note, e non mancano un certo numero di eccezioni e deroghe concesse a titolari di cariche legate ad istituzioni specifiche. I disegni di questa scheda sono stati realizzati da Teresa Morettoni e Davide Bolis (per il solo stemma vescovile). . |
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