Messina: convegno sul 455° di Lepanto
In occasione del 455° anniversario della battaglia di Lepanto, l’Aula Cannizzaro del Rettorato dell’Università degli Studi di Messina ospiterà, il 27 febbraio 2026 alle ore 10:30, una giornata di studi dedicata all’approfondimento storico e documentale del conflitto navale del 1571. L’evento è promosso dalla Delegazione per la Sicilia degli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia, in collaborazione con il Comune di Messina, l’Ateneo peloritano e l’Istituto del Nastro Azzurro di Messina.
I lavori saranno aperti dai saluti dell’avvocato Francesco Atanasio, delegato magistrale per la Sicilia degli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia. Il programma scientifico prevede una serie di relazioni affidate a docenti universitari, ufficiali e studiosi della materia. Salvatore Bottari, docente di storia moderna presso l’Università di Messina, tratterà l’eco del conflitto nell’arte e nella letteratura, mentre Enzo Caruso, assessore alla cultura del Comune di Messina e referente della rete euromediterranea Sulle rotte di Lepanto, proporrà una lettura contemporanea dell’evento.
Sotto il profilo tecnico e militare, l’intervento del tenente colonnello Domenico Oppedisano, della Brigata Meccanizzata Aosta, analizzerà le innovazioni tattiche nel dominio marittimo e le funzioni operative durante lo scontro. Gli aspetti legati alla storia degli ordini e delle dinamiche nobiliari del periodo saranno invece affrontati da David Truscello, vicario per Messina degli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia, con una relazione sul Ducato di Savoia nel contesto europeo del XVI secolo e nella difesa della cristianità. Infine, l’indagine genealogica e biografica sarà curata da Renato Marullo, il quale presenterà la figura del conte don Vincenzo Marullo di Condojanni, comandante della squadra navale dei Venturieri alla battaglia di Lepanto.
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Scheda di approfondimento Ordini Dinastici di Casa Savoia ![]() Con l’indicazione di Ordini Dinastici di Casa Savoia (abbreviata anche in ODS oppure OODDS oppure ODDCS) ci si riferisce ad alcuni Ordini Cavallereschi già esistenti durante il Regno d’Italia, il cui magistero è stato conservato da Casa Savoia in quanto considerati dinastici (cioè appartenenti al patrimonio familiare) e non statuali (cioè appartenenti al patrimonio dello Stato Italiano, come invece l’Ordine militare di Savoia, l’Ordine al merito del lavoro e l’Ordine coloniale della Stella d’Italia). Essi sono: •L’Ordine Supremo della Santissima Annunziata, il primo e più prestigioso Ordine di Casa Savoia, il cui magistero è detenuto da Emanuele Filiberto di Savoia ma conteso da Aimone di Savoia-Aosta; la Repubblica Italiana non riconosce quest’Ordine, che è invece riconosciuto dall’ICOC (International Commission for the Orders of Chivalry) •L’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, secondo per importanza fra gli Ordini di Casa Savoia, il magistero è detenuto da Emanuele Filiberto di Savoia ma conteso da Aimone di Savoia-Aosta; la Repubblica Italiana non riconosce quest’Ordine, che è invece riconosciuto dall’ICOC (International Commission for the Orders of Chivalry) •L’Ordine al Merito Civile di Savoia (o Ordine al Merito di Savoia), istituito nel 1988, in qualche modo erede e prosecutore dell’Ordine della Corona d’Italia e dell’Ordine Civile di Savoia, il magistero è detenuto da Emanuele Filiberto di Savoia; la Repubblica Italiana non riconosce quest’Ordine, che è invece riconosciuto dall’ICOC (International Commission for the Orders of Chivalry) Sito istituzionale degli Ordini Dinastici di Casa Savoia . |
Scheda di approfondimento Gli ordini cavallereschi in Italia ![]() Il conferimento e l’uso di titoli e decorazioni cavalleresche in Italia è disciplinato dagli articoli 7 e 8 della legge n. 178 del 3 marzo 1951, i quali in sintesi stabiliscono che in Italia sono LIBERAMENTE UTILIZZABILI i titoli e le decorazioni: 1) degli ordini cavallereschi nazionali (Ordine Militare d’Italia, Ordine della “Stella d’Italia”, Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”, Ordine Cavalleresco “Al Merito del lavoro”, Ordine di Vittorio Veneto) 2) degli ordini cavallereschi della Santa Sede (Ordine dello Speron d’Oro, Ordine Piano, Ordine di San Gregorio Magno e Ordine di San Silvestro Papa), e dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro 3) del Sovrano Militare Ordine di Malta Sono invece SOGGETTE AD AUTORIZZAZIONE da parte del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per gli affari esteri, le decorazioni ed i titoli degli “Ordini non nazionali o di Stati esteri”. Circa l’interpretazioni di quali possano essere considerati “ordini non nazionali“, molto si è discusso, e la dottrina attuale ha portato ad identificarli negli ordini cavallereschi dinastici. Un elenco degli Ordini non nazionali o di Stati esteri le cui decorazioni almeno in alcuni casi siano state sino ad oggi autorizzate, è stato stilato dall’Ministero dell’Interno. Gli articoli di legge anzidetti vietano il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche, con qualsiasi forma e denominazione, da parte di enti, associazioni o privati, e specificano che le relative sanzioni sono applicabili anche quando tali conferimenti siano avvenuti all’estero. Doverosamente va evidenziato come vi siano anche ordini cavallereschi del tutto legittimi, le cui decorazioni però lo stato italiano non ha ancora avuto occasione di autorizzare, oppure vi siano ordini cavallereschi di cui le decorazioni in Italia non vengono autorizzate, per ragioni di opportunità politica (come l’Ordine supremo della Santissima Annunziata, o l’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro). Assume dunque particolare rilevanza l’elenco degli ordini cavallereschi valutati legittimi dall’ICOC (Commissione Internazionale permanente per lo studio degli Ordini Cavallereschi – International Commission for Orders of Chivalry), istituzione internazionale privata, che ha redatto un apposito Registro. . |
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