“Il Gran Priore”
Il panorama editoriale dedicato agli ordini cavallereschi si arricchisce di un nuovo contributo firmato da Maurizio Modugno, cappellano di merito con placca del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio (ramo spagnolo). Il volume, intitolato Il Gran Priore. Contributi di storia e vita spirituale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio (Aracne, 2025), si pone idealmente come la seconda parte di un “dittico” iniziato con il precedente saggio Il Gran Maestro.
Un’“intervista” ai contenuti dell’opera
Per comprendere l’impianto del libro, è utile analizzare le premesse fornite dalla casa editrice e dallo stesso autore. Secondo quanto quanto da essi illustrato, l’opera si propone di indagare non tanto la dimensione politico-dinastica, quanto il “cammino attraverso la spiritualità” dell’Ordine.
“Nel percorrere gli oltre millesettecento anni dalla battaglia di Ponte Milvio ad oggi“, afferma l’editore, il testo intende indicare le componenti — definite “forse meno militari che mistiche” — alla base della costituzione del manipolo di cavalieri custodi del Labaro. Continua l’autore nella sua introduzione, intitolata significativamente Historia magistra vitae, precisando che la narrazione attraversa le connessioni tra i Milites Costantiniani e l’Impero di Bisanzio, intrecciando “narrazione leggendaria e irreprensibile documentazione“.
In merito al passaggio dell’Ordine dai Farnese ai Borbone, l’editore sottolinea come tale transizione abbia comportato una “non facile messa a fuoco della nuova identità strutturale e culturale“. Precisa inoltre l’autore che l’istituzione della figura del Gran Priore rappresenta il “punto di riferimento sia per i cavalieri che per i cappellani“, portando nel cuore dell’Ordine “filosofie e teologie” diverse a seconda delle personalità investite dell’ufficio.
Il libro viene presentato dalla casa editrice come uno strumento “necessario ad una odierna e sempre più profonda conoscenza” dell’istituzione costantiniana. Sostiene infine l’editore che il carattere specifico del volume risieda nell’accostamento a ogni capitolo di una Meditatio, concepita quasi come una “lectio divina degli eventi narrati”.
Struttura e Indice dell’opera
Il volume si articola in dodici capitoli, ciascuno dei quali è seguito da una sezione di approfondimento spirituale o teologico (Meditatio).
- Prefazione di S. Em. Rev.ma il Cardinale Gerhard Ludwig Müller.
- Introduzione: Historia magistra vitae.
- Capitolo I: In hoc signo vinces (con Meditatio I: La conversione).
- Capitolo II: Bisanzio, tra storia e leggenda (con Meditatio II: Regula Basilii).
- Capitolo III: Fenice fui e vissi (con Meditatio III: Passio Sancti Georgii Martyris).
- Capitolo IV: Al di sopra di tutto vi sia la carità (con Meditatio IV: San Basilio Magno).
- Capitolo V: Per ineffabile sovrabbondanza della divina bontà (con Meditatio V: Pier Matteo Petrucci).
- Capitolo VI: L’incerta gravidanza della Duchessa… Dai Farnese ai Borbone, da Parma a Napoli (con Meditatio VI: Sant’Alfonso Maria de’ Liguori).
- Capitolo VII: Il tuo gusto e non il mio… (con Meditatio VII: Isidoro Bianchi).
- Capitolo VIII: Gran priori, arcivescovi, viceré. L’epoca di Filippo Lopez y Royo e Domenico Pignatelli di Belmonte (con Meditatio VIII: Scritti di San Gerardo Maiella).
- Capitolo IX: Nel furor delle tempeste (con Meditatio IX: Filippo Anfossi).
- Capitolo X: Seduti sul vulcano (con Meditatio X: Filippo Giudice Caracciolo).
- Capitolo XI: “Io sono Napoletano, nato fra voi, non ho respirato un’altr’aria…” (con Meditatio XI: Un angelo alla corte di Napoli).
- Capitolo XII: Non omnis moriar. Cronotassi dei Gran Priori (con Meditatio XII: Gaetano Sanseverino).
- Appendice: Cronotassi dei Gran Priori, Bibliografia e Indice dei nomi.
Caratteristiche tecniche
Il saggio, presentato ufficialmente il 19 novembre 2025 presso l’Auditorium Cappella Santi Sposi a Roma, si conclude con un’analisi che giunge fino alla capitolazione di Gaeta e al trasferimento di Francesco II a Parigi nel 1870, cercando di mantenere, nelle intenzioni dell’autore, un “filo rosso” tra gli eventi costantiniani e la successione dinastica mantenuta fino all’attuale Gran Maestro, il Principe Don Pedro di Borbone.
Per meglio inquadrare il lavoro di don Modugno, di seguito ne riportiamo l’introduzione:
HISTORIA MAGISTRA VITAE Il presente volume, Il Gran Priore, giunge alle stampe in architettata continuità con quello intitolato Il Gran Maestro, con il quale va a formare un dittico. Identico è infatti il tema di base, ossia il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio nella storia: ma le differenze tra i due lavori non sono poche e riguardano anzitutto la skyline d’ognuno di essi. Il primo infatti delineava la storia dell’Ordine nel tempo del suo massimo fulgore, ossia sotto il regno di Ferdinando IV di Borbone: e dunque nei confini d’un periodo di poco superiore ai sessant’anni e d’un approccio politico e dinastico. Il secondo s’allarga per contro ad abbracciare circa mille e cinquecento anni di storia costantiniana, di essi cercando il maggiore e distintivo filo rosso in un percorso che si muove a fortiori dagli eventi che ebbero a protagonista l’imperatore Costantino il Grande: e dunque da una rivelazione (forse) soprannaturale e da una conseguente (graduale) conversione al Cristianesimo. L’una e l’altra misteriose, ma certo approdate prima ad alcuni gesti significativi, poi all’Editto di Milano del 313 d.C., infine al Battesimo in articulo mortis dell’imperatore stesso a Nicomedia nel 337 d.C. Risonanza singolare, fra le molte altre, della “svolta costantiniana”, è la costituzione d’una consorteria, d’una fraternitas di “cinquanta guerrieri, che in puro argento/ spiegan la trionfal, purpurea croce” (Tasso Gerusalemme liberata, IX). Ovvero di quei cosiddetti protectores domestici che, con il loro clarissimus praepositus, curavano ora l’appartata custodia ora l’esibizione gloriosa del Labaro cristologico voluto dall’imperial figlio di sant’Elena. Le posteriori connessioni di quelli che un secolo dopo sono ormai detti i Milites Costantiniani, con l’Impero di Bisanzio fino alla sua caduta nel 1453 e poi con l’esule stirpe degli Angelo Flavio Comneno fino al 1699, andranno a formare una parte senz’altro peculiare del presente volume, ove narrazione leggendaria e irreprensibile documentazione non mancheranno d’intrecciarsi, culminando in capite saeculi XVIII nell’assunzione del Gran Magistero dell’Ordine da parte dei Farnese, duchi di Parma e Piacenza e nelle numerose attestazioni verso questi dell’interesse e della benevolenza dei Sommi Pontefici del tempo. Il passaggio dai Farnese ai Borbone di Napoli comporterà la non facile messa a fuoco della nuova identità strutturale e culturale dell’Ordine. L’istituzione della figura del Gran Priore e le personalità d’altissimo e diverso spicco che tra Parma e Napoli di tal Officio vengono nel tempo investite, portano nel cuore sacro dell’Angelica Aurata Religione e di questo volume, filosofie e teologie, liturgie e devozioni d’importante staglio, in una continua ed articolata evoluzione. Interrotta solo dalla fine del Regno delle Due Sicilie nel 1860. Ove il nostro percorso sceglie d’arrestarsi, fatto salvo uno sguardo breve su quegli sparsi semina vitae che, pur attraverso vicende assai complesse, porteranno l’Ordine sino ad oggi. “A sostener la guerra sì del cammino e sì de la pietate” (Comedia, Inferno, II) ci siamo avvalsi d’una letteratura costantiniana a stampa sia recente, sia soprattutto antica e d’una documentazione manoscritta inedita, che in massima parte viene decifrata e pubblicata qui per la prima volta. E poiché non secondariamente spirituale è l’intento del presente lavoro, ogni capitolo propone in calce una Meditatio, che desume dagli eventi attuali o già scorsi e dalle personalità in scena o dietro le quinte, temi di riflessione e di preghiera, di teologia e di scienza pastorale, affidati a voci di possente autorevolezza, talora d’assai rara fruizione e di linguaggio peculiare, ma specchio fedele dell’azione e del pensiero del tempo narrato. Le speriamo edificanti, in special modo per i Cavalieri e i Cappellani Costantiniani dei nostri giorni, ai quali forse il nostro volume può offrire una traccia per un cammino interiore ricco di quella “bellezza così antica e sempre nuova” che i suoi alti e indefettibili principi ispirano. Non è celabile, negli capitoli finali e nei testi meditativi che li accompagnano, una nota appena crepuscolare: una conscientia finis inevitabile quando del tramonto d’una civiltà e d’una dinastia, nonché dei suoi estremi protagonisti, si faccia argomento. Tuttavia alcune luci di quel tramonto sono oggi vieppiù fulgide, per essere – la beata Maria Cristina e il servo di Dio Francesco II, ultimo Gran Maestro regnante dell’Ordine Costantiniano – esempi di fede e di virtù eroiche cui sempre più attentamente è giusto guardare e rivolgersi. Desidero qui rivolgere un deferente ringraziamento a S. Em. Rev.ma il Sig. Cardinale Gerhardt Ludwig Müller, Gran Priore del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, per l’onore e il prestigio conferiti al presente volume con l’approfondita e documentata Prefazione che Egli ha accettato di anteporre a queste pagine. Desidero inoltre ringraziare Mons. Carlo Dell’Osso, Cappellano di Giustizia e Cappellano Capo della Delegazione di Roma e Città del Vaticano, per i consigli e l’aiuto preziosissimi. Pari ringraziamento va al Prof. Giuseppe Schlitzer, Cavaliere Gran Croce di Merito e Delegato del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio per Roma e la Città del Vaticano. La consueta gratitudine va infine all’Archivio di Stato di Napoli e alla Dott.ssa Barbara Orciuoli per i preziosi materiali messi a disposizione. M.M. . |
“Il Gran Priore. Contributi di storia e vita spirituale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio“, di Maurizio Modugno, Aracne, 2025, pagine 272, formato (cm) 17 x 24, ISBN: 979-12-218-1954-0, 30€ (18€ digitale).

Scheda biografica Maurizio Modugno ![]() Nato a Roma, consegue la laurea in Giurisprudenza alla Sapienza – Università di Roma. Nel 1978 vince il concorso a funzionario direttivo del Ministero per i Beni Culturali ed entra all’Istituto Beni Audiovisivi come responsabile del Settore Musica Classica. Master della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione con indirizzo Beni culturali. Nel 1986 è chiamato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria, ivi dirigendo il settore Premi e Riconoscimenti culturali. Ha costantemente svolto l’attività critico musicale e di storico. Iniziando sulla Rivista dell’Agimus nel 1968 e collaborando poi ininterrottamente alle principali riviste del settore classico: La Rivista Musicale Italiana (ERI-RAI), Discoteca Hi-Fi, i Bollettini di Studi Verdiani e di Studi Rossiniani, la Rivista del Museo Teatrale alla Scala, Musica e Dossier, Amadeus, L’opera nonché al Radiocorriere (ERI-RAI). Dal 1978 ad oggi collabora alla rivista MUSICA. Da alcuni anni ha una rubrica di storia culturale sul quotidiano online Il sussidiario.net. Ha diretto la collana I Grandi Balletti edita dal Gruppo Editoriale Fabbri. Ha collaborato e collabora altresì ai programmi di sala del Teatro alla Scala, del Teatro dell’Opera di Roma, del Teatro San Carlo di Napoli, del Teatro Comunale di Firenze, del Teatro Regio di Torino, del Teatro Bellini di Catania, del Festival di Spoleto, del Festival Rossini di Pesaro. Ha pubblicato i volumi: Ottorino Respighi, la discografia (Palombi, Roma 1979); Jules Massenet (Mursia, Milano 1994); Boris Christoff (con C. Curami, Azzali, Parma 1996); Thomas Schippers (Zecchini, 2009); Ritorno a Bagdad (Aracne, 2018); Il vitello rampante (Aracne, 2021); Il castello Musicale (Zecchini, 2021); Ettore Bastianini, la più bella voce al mondo (con L. Franchini e V. Lopane; Zecchini, 2022); Rosine Stoltz, la Sultana dell’Opéra (Zecchini, 2023). Formatosi a partire dal 1996 alla Pontificia Università della Santa Croce, quindi al Monastero Benedettino di Monte Oliveto, è entrato nel 2000 al Seminario Romano Maggiore e ha conseguito nel 2005 il baccalaureato in filosofia e teologia presso la Pontificia Università Lateranense. Ordinato sacerdote da Benedetto XVI, è stato vice parroco a San Roberto Bellarmino ai Parioli e Cappellano della LUISS-Viale Romania. Nel 2012 è stato nominato parroco a San Valentino al Villaggio Olimpico e Prefetto della VI Prefettura nella Diocesi di Roma. È Cappellano di Merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio (Spagna), è Socio Ordinario dell’Istituto Araldico Genealogico Italiano (IAGI). . |
Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio (SMOC) ![]() Il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio è un ordine equestre dinastico. Secondo una tradizione leggendaria l’ordine fu fondato dall’imperatore Costantino il Grande nel 312 d.C., dopo la vittoriosa battaglia di ponte Milvio, che gli sarebbe stata propiziata dall’utilizzo come insegna e vessillo, del simbolo cristiano della X e della P sovrapposte (le iniziali di Cristo in greco) come da indicazione ricevuta in visione alla vigilia dello scontro armato. In conseguenza di ciò l’imperatore avrebbe affidato ai primi cavalieri il compito di ricordare l’evento e difendere il cristianesimo. Le prime tracce documentali certe risalgono però alla fine del 1500, quando con una “breve” papa Giulio III ha riconosciuto la dignità di Gran Maestro dell’ordine ad Andrea Angelo Flavio Comneno. Il gran magistero dell’ordine passò poi ai Farnese con Francesco Farnese nel 1697. Passaggio importante fu poi quello del 1718, quando papa Clemente XI con una “bolla” ne riconobbe la natura dinastica in capo ai Farnese indicando due condizioni essenziali all’assunzione del Gran Magistero e cioè, essere discendenti dei Farnese ed essere duchi di Parma e Piacenza. Nel 1731 morì senza eredi Antonio Farnese, ultimo duca di Parma, creando le premesse che hanno portato oggi l’ordine ad essere diviso in tre diversi rami. Alla morte di Antonio Farnese dunque, il Gran Magistero, insieme al ducato, passò al cugino Carlo di Borbone, che sarebbe poi divenuto re di Napoli, ed infine re di Spagna con il nome di Carlo III, il quale assumendo il trono di Spagna lasciò la titolarità del ducato di Parma, ma non il gran magistero dell’ordine. Carlo di Borbone asceso al trono di Spagna nel 1759 trasmise dunque corona di Napoli e gran magistero costantiniano al suo terzogenito Ferdinando Borbone Due Sicilie. Il passaggio fu confermato nel 1763 da un “monitorio” di papa Clemente XIII. Il Sacro Angelico Imperiale Ordine costantiniano di San Giorgio Successivamente l’autonomia politica del Ducato di Parma fu ripristinata con l’assegnazione – da parte del Congresso di Vienna – del trono ducale a Maria Luisa d’Asburgo-Lorena (o Maria Luigia di Parma), che pur non essendo una discendente farnesiana, in quanto duchessa di Parma, ritenne di ripristinare l’Ordine Costantiniano “parmense” nel 1816. Si crearono così due ordini omonimi. A Maria Luisa d’Asburgo-Lorena succedettero i Borbone-Parma, che conservano il gran magistero di questo ordine costantiniano tutt’oggi, con la denominazione di “Sacro Angelico Imperiale Ordine costantiniano di San Giorgio”. Lo SMOC “parmense” attualmente riconosce come Gran Maestro Sua Altezza Reale Carlo Saverio di Borbone Parma, principe di Borbone di Parma, in carica dal 2010. Nel frattempo il gran magistero costantiniano dell’ordine trapiantato a Napoli ha continuato a godere del riconoscimento papale e ad essere tramandato all’interno della dinastia Borbone Due Sicilie sino ai nostri giorni. Nel 1960 però si è aperta una disputa dinastico-successoria tra Alfonso Maria Borbone Due Sicilie (per il ramo cosiddetto spagnolo) e Ranieri Borbone Due Sicilie (per il ramo cosiddetto francese) che interessa sia il ruolo di Capo della Capo della Real Casa delle Due Sicilie (e dunque di Pretendente al Trono delle Due Sicilie) sia il gran magistero degli ordini dinastici del casato, fra cui l’ordine costantiniano. Tale contenzioso ha portato ad avere due rami separati e distinti del medesimo ordine, uno genericamente indicato come “spagnolo” ed uno come “francese”. Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio Spagna Lo SMOC “spagnolo” riconosce oggi come Gran Maestro Don Pedro de Borbon y Orlean duca di Calabria, conte di Caserta, in carica dal 2015. Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio Francia Lo SMOC “francese” riconosce oggi come Gran Maestro Carlo di Borbone Due Sicilie, duca di Castro, in carica dal 2008. Quest’ultimo ramo gode dello status consultivo del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite a New York, Ginevra e Vienna. In tutte e tre le sue declinazioni l’Ordine Costantiniano, è riconosciuto dallo Stato Italiano come “ordine dinastico non nazionale” legittimamente conferibile, ed il suo uso sul territorio italiano è autorizzabile a domanda dal Ministero degli affari esteri. . |
Disambigua PREDICATI TITOLI NOBILIARI, CAVALLERESCHI ED ACCADEMICI Per precisa scelta editoriale il Notiziario Araldico cerca di dare conto di tutti gli eventi e le iniziative di rilevanza araldica, nobiliare, cavalleresca, genealogica, vessillologia, faleristica, o comunque attinenti le discipline documentarie della storia, cercando di evitare atteggiamenti censori. Tale scelta, unita alle tempistiche proprie di un quotidiano quale è il Notiziario Araldico, ed all’impossibilità di una verifica puntuale di tutti i trattamenti e le titolature accademiche, nobiliari e cavalleresche, contenute nei comunicati, nelle note informative, nei programmi degli eventi, nei documenti diffusi e/o comunque ripresi, può purtroppo implicare la pubblicazione di titoli contesi, contestati, non universalmente accettati, inesatti, o peggio ancora frutto di falsificazioni antiche o recenti. Si evidenzia dunque che i trattamenti, i predicati, i titoli cavallereschi, i titoli accademici, i titoli nobiliari, pubblicati, lo sono senza attribuire loro alcun valore, e senza poter entrare nel merito. Giova infine ricordare in questa sede che per disposizione costituzionale, in Italia i titoli nobiliari, sono privi di qualunque valore giuridico. . |
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Videopresentazione dell’opera a cura di Aracne TV






