D’azzurro, Rosso e Argento

Venerdì 17 dicembre ad ore 11 verrà inaugurata la mostra al Castello del Buonconsiglio di Trento dedicata alla collezione Wolkenstein. 

Da anni di proprietà del Castello del Buonconsiglio – Monumenti e collezioni provinciali, la collezione dei conti Wolkenstein-Trostburg è costituita da un’importante quadreria, con opere d’arte e mobilio che vanno dai primi del Seicento a fine Ottocento.

Fra i mobili spicca un interessante stipo risalente al 1610 circa, la cui rilevanza storica e storico-artistica è data dalla grande varietà di stemmi che ne adornano le ante e i cassetti, facendone uno dei testimoni più interessanti dell’autocoscienza familiare della nobiltà del tempo.

castello
Foto Archivio di Stato di Trento: Castel Koburg a Gudon (BZ) – Albero genealogico della famiglia Wolkenstein, 1643-1647

La mostra, curata da Walter Landi, si svilupperà in due sezioni. La prima dedicata alla storia di Castel Trostburg, soprattutto in merito agli ampliamenti e alla storia familiare dei conti Wolkenstein-Trostburg fino all’epoca di Engelhard Dietrich e di sua moglie Ursula, con un breve sguardo agli sviluppi successivi.

armadio
Foto Archivio di Stato di Trento: Stipo dei Wolkenstein ad ante aperte, 1609, legni vari, cm 199 x 277,5 x 145, Trento, Castello del Buonconsiglio

La seconda sezione sarà riservata interamente allo stipo e alle sue caratteristiche uniche, strettamente connesse agli interessi della coppia anche dal punto di vista dell’araldica e della storia familiare. Fra i pezzi di arredo voluti da Engelhard Dietrich si trova anche l’opera principe di questa mostra, cioè lo stipo dei Wolkenstein. Si tratta di un mobile munito di 61 cassetti con numerazione apposta sul fianco – ciascuno con un proprio anello con piastrina fogliacea –, fornito di un piano estraibile inserito nella meta inferiore della struttura, nonchè di una nicchia centrale chiusa da un’antina ad intarsio con serratura propria, contenente a sua volta una struttura lastronata a 12 vani, nella quale originariamente erano sistemati ulteriori cassettini, di cui se ne sono conservati ancora tre. Se lo stipo sia stato da sempre chiuso da due ante, come lo è oggi, non è certo. Come rilevato infatti da un’attenta ispezione, queste sembrerebbero essere state applicate solo posteriormente, riutilizzando quattro cerniere con semplici ornati incisi e chiodi ribattuti. Lo stesso vale per il pannello presente sulla meta inferiore dell’anta sinistra, recante lo stemma di Ursula von Wolkenstein-Rodenegg, moglie di Engelhard Dietrich, accompagnato dalla seguente legenda: “Ursula Fr(e)yn zu Wolckenstain geborn Freyn von Wolckhenstain unnd Rott(e)n(e)g”. Anche questo pannello sembrerebbe essere il prodotto di un reimpiego, come denunciato dalla perdita di un’originaria cornicetta perimetrale entro cui doveva essere inizialmente contenuto lo stemma, circostanza che lascia vedere ‘non finito’ il perimetro della superficie dipinta. Lo stipo rientra nella classica tipologia degli Archivkasten (“armadi d’archivio”), contenenti per l’appunto cassetti (lat. capsae, ted. Laden) in cui si custodivano le scritture di famiglia: di qui le antiche segnature archivistiche legate all’originaria suddivisione del materiale, che anche nel caso dei Wolkenstein era ripartito in capsae. Esempi di tali armadi  non mancano attorno al 1600, sebbene siano alquanto rari.

Ad illustrare la mostra è stato inoltre predisposto un voluminoso e molto accurato catalogo curato da Walter Landi.

La mostra rimarrà allestita dal 17 dicembre al 27 febbraio e vi si potrà accedere secondo gli orari e le condizioni illustrate sul sito Internet del Castello del Buonconsiglio

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Vetrata
Foto Archivio di Stato di Trento: Vetrata con stemma della famiglia Wolkenstein, secondo quarto del XVI secolo, Castello del Buonconsiglio a Trento. Blasonatura di Walter Landi: Inquartato, in 1 e 4 Wolkenstein (che è: trinciato nebuloso d’argento e di rosso, innestato di 3); in 2 e 3 Vilanders-Pardell (che è: d’azzurro, cuneato allungato in palo di 3 pezzi d’argento su una campagna di rosso)
16 Dicembre 2021
Redazione

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