Ordine al merito del lavoro: le nomine 2026

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il 27 maggio 2026 i decreti con i quali sono stati nominati venticinque nuovi Cavalieri del Lavoro, su proposta del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, di concerto con il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. L’annuncio è stato reso noto dalla Presidenza della Repubblica con un comunicato ufficiale.

L’Ordine al Merito del Lavoro, istituito con la legge 15 maggio 1986, n. 194, conferisce annualmente l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro a imprenditori che si siano distinti nei settori dell’agricoltura, dell’industria, del commercio, dell’artigianato, del credito, delle assicurazioni e dei servizi.

I nuovi Cavalieri del Lavoro

I venticinque insigniti provengono da diversi comparti produttivi e di servizio. Secondo l’elenco diffuso dal Quirinale, le nomine riguardano:

  • LASTRUCCI Carlo — Industria Elettronica – Toscana
  • MARSIAJ Giorgio – Industria Componenti auto e spazio – Piemonte
  • MORO Elisabetta – Industria Macchine dosatura – Veneto
  • NEGRO Giancarlo – Terziario Servizi informatici – Puglia
  • PALLINI Micaela – Industria Distilleria – Lazio
  • PIRACCINI Bruno – Industria Ortofrutta – Emilia – Romagna
  • PONTI Giacomo – Industria Alimentare – Piemonte
  • SORBINI Alberto – Industria Produzione integratori alimentari – Lombardia
  • TROMBETTI Marco – Terziario Informatica – Lazio
  • VITALE Giuseppa – Terziario Commercio al dettaglio alimentare – Sicilia
  • ZUCCHI Patrizia – Industria Distribuzione energia – Emilia – Romagna

Di cui due operanti in ambito agricolo, uno nell’artigianato, sedici nell’industria, e sei nel terziario.

Sotto il profilo territoriale, le nomine interessano gran parte delle regioni italiane. Il Veneto e Piemonte risultano la regione maggiormente rappresentata con quattro insigniti, seguiti dalla Lombardia con tre, Emilia-Romagna, Lazio e Puglia con due. Sono inoltre presenti candidati provenienti da Abruzzo, Campania, Liguria, Sardegna, Sicilia, Toscana e Trentino-Alto Adige, oltre a un nominato operante all’estero.


Scheda di approfondimento
Ordine al Merito del Lavoro



L’Ordine al Merito del Lavoro trae la sua origine da una “Decorazione del merito agrario ed industriale” destinata ad imprenditori agricoli e industriali e da una “Medaglia d’onore” per i loro dipendenti, istituite con Regio Decreto di re Umberto I datato 1º maggio 1898, n. 195.
Successivamente, re Vittorio Emanuele III, con regio decreto 9 maggio 1901, n. 168, sostituì tali riconoscimenti con l’ “Ordine cavalleresco al merito agrario, industriale e commerciale“, che come già le precedenti benemerenze poteva essere conferito sia agli imprenditori che ai loro dipendenti.
Una prima revisione dell’Ordine si ebbe nel 1911, senza che però vi si apportassero modifiche sostanziali, mentre è del 1921 la nuova denominazione di “Ordine al Merito del Lavoro“, introdotta con il Regio Decreto 20 marzo 1921, n. 350.
Poco dopo, nel 1923, i Regi Decreti del 30 dicembre nn 3031 e 3167, da una parte restrinsero l’accesso all’ordine ai soli imprenditori, dall’altra istituirono la “Stella al merito del lavoro” riservata ai soli lavoratori dipendenti.
Lo stato repubblicano fece suo l’ “Ordine al Merito del Lavoro” con la legge 15 novembre 1952, n. 1793, per poi riordinarlo con la legge 15 maggio 1986, n. 194, che ne accentuò i criteri restrittivi.

Attualmente dunque Capo dell’Ordine è il Presidente della Repubblica Italiana.

L’Ordine oggi è destinato a imprenditori o manager, anche stranieri, che abbiano contribuito per almeno vent’anni in modo significativo, alla promozione dell’economia nazionale con la loro attività nei settori dell’agricoltura, dell’industria, del commercio, turismo e servizi, dell’artigianato, del credito e delle assicurazioni.

Ogni anno il Ministro dello Sviluppo economico, eventualmente di concerto con il Ministro delle Risorse Agricole, sceglie, 40 candidati da proporre al Presidente della Repubblica.
Fra questi vengono selezionati venticinque imprenditori, ai quali è conferito, il 1° giugno, il titolo di “Cavaliere del Lavoro“.

Fonte normativa: legge 15 maggio 1986, n. 194
.

Scheda di approfondimento
Gli ordini cavallereschi in Italia

Ordini Cavallereschi

Il conferimento e l’uso di titoli e decorazioni cavalleresche nel territorio della Repubblica Italiana sono disciplinati dagli articoli 7, 8 e 9 della Legge 3 marzo 1951, n. 178 (“Istituzione dell’Ordine «Al merito della Repubblica Italiana» e disciplina del conferimento e dell’uso delle onorificenze“).
In base al dettato normativo e alla consolidata prassi amministrativa, il regime d’uso si articola in tre macro-categorie:

1.      Uso libero (Ordini Nazionali, Pontifici e SMOM) I cittadini italiani possono liberamente insignirsi e fregiarsi dei titoli e delle decorazioni appartenenti a:
o    Ordini Nazionali della Repubblica Italiana: Ordine al Merito della Repubblica Italiana (OMRI), Ordine Militare d’Italia, Ordine della Stella d’Italia, Ordine al Merito del Lavoro e Ordine di Vittorio Veneto;
o    Ordini della Santa Sede: Ordine Supremo del Cristo, Ordine dello Speron d’Oro, Ordine Piano, Ordine di San Gregorio Magno e Ordine di San Silvestro Papa;
o    Ordini di sub-collazione pontificia e di patronato: Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme;
o    Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM), in virtù della sua natura di soggetto di diritto internazionale recepito dall’ordinamento italiano.

2.      Uso soggetto ad autorizzazione (Ordini di Stati Esteri e Ordini “Non Nazionali”) Ai sensi dell’art. 7 della Legge 178/1951, l’uso nel territorio repubblicano delle onorificenze conferite da Stati esteri sovranamente riconosciuti o da Ordini “non nazionali” è subordinato al rilascio di un formale decreto di autorizzazione.
L’istruttoria ed il rilascio delle autorizzazioni sono di esclusiva competenza del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) (Servizio del Cerimoniale Diplomatico della Repubblica).

3.      Divieti, sanzioni ed enti non riconosciuti L’articolo 8 della medesima legge vieta in modo assoluto il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche — sotto qualsiasi forma o denominazione — da parte di altri soggetti. Le relative sanzioni si applicano anche qualora i conferimenti siano avvenuti al di fuori del territorio nazionale.

In tale contesto assume particolare rilevanza la direttiva Persomil del 21 luglio 2020 e le successive modifiche del 2020 e del 2023, con i relativi allegati

Profili di opportunità politica e ruolo dell’ICOC
L’assenza di autorizzazione italiana all’uso delle insegne non coincide necessariamente, sul piano concettuale, con un giudizio storico sull’origine o sulla natura dinastica di un ordine. È il caso delle decorazioni degli Ordini di Casa Savoia (come l’Annunziata o i Santi Maurizio e Lazzaro), la cui autorizzazione è preclusa per ragioni di opportunità politica o costituzionale.

Per questo motivo, accanto alle valutazioni delle istituzioni statali, esistono anche classificazioni elaborate da organismi privati di studio, come l’ICOC (International Commission for Orders of Chivalry), che non hanno valore giuridico ma sono frequentemente richiamate nella letteratura specialistica.
.

Articoli correlati: I Cavalieri del Lavoro a Firenze

medaglia
Disegno CESA-GPT: Le insegne dell’Ordine al Merito del Lavoro
5 Giugno 2026
Redazione

Cerca negli articoli

Questo servizio è offerto dal Centro Studi Araldici.
Questo servizio è offerto dal Centro Studi Araldici.
Come funziona la ricerca?

Siti Collegati

  • Banner del sito di Stemmario Italiano.
  • Banner del sito del Centro Studi Araldici.
  • Banner del sito del Araldica On Line.
  • Banner del sito Creare Stemmi
  • Banner del sito Araldica TV