L’Erba Luigia e la Principessa di Colorno
Si è tenuta sabato 28 marzo 2026, presso la settecentesca Aranciaia della Reggia di Colorno (Provincia di Parma, sede del Museo Etnografico MUBAC), la conferenza di Lorenzo Cainelli dal titolo “L’Erba Luigia e la Principessa di Colorno”.
Cainelli, biologo e apprezzato storico e divulgatore, ha intrattenuto il pubblico sulla curiosa vicenda storica di una pianta: l’erba cedrina (Aloysia citrodora Palau), popolarmente nota – non solo in Emilia – come “Erba Luigia” che, arrivata nel corso del XVIII secolo dal Sud America, giunse a Madrid, dove i botanici del Real Jardin Botanico la dedicarono (latinizzata in Aloysia) nel 1784 a Maria Luisa Teresa di Borbone-Parma (1751-1819), principessa di Parma, da poco principessa delle Asturie (in quanto moglie del cugino, futuro Carlo IV di Borbone-Spagna).
L’appuntamento è stato una anteprima dell’esito di una lunga e paziente ricerca di Lorenzo Cainelli, che dovrebbe essere pubblicata il prossimo anno, sulla vita della Principessa di Parma, il cui nome è sempre italianizzato in “Maria Luigia” figlia di Don Filippo di Borbone-Parma, succeduto al fratello Carlo (1716-1788) divenuto Carlo III di Borbone-Napoli Delle Due Sicilie e, successivamente, Carlo III di Borbone-Spagna) sul trono del Ducato di Parma.

L’omonimia come “Maria Luigia”, soprattutto nei territori dell’ex ducato parmense, ha dato origine all’equivoco che attribuisce la dedica della pianta a Maria Luigia d’Asburgo-Lorena, ex seconda moglie di Napoleone e sovrana di Parma dal 1814 al 1847, alla quale i parmigiani (e i parmensi) sono molto affezionati e che ancora gode di grande popolarità.
Cainelli ha ricostruito la complessa genealogia (con note di araldica) della principessa, nipote di Elisabetta Farnese, moglie di Filippo IV di Spagna e moglie del successore Carlo IV di Spagna, suo consanguineo, e sorella di Ferdinando di Borbone, duca di Parma, Piacenza e Guastalla. La sorella maggiore Isabella fu l’amatissima prima moglie dell’imperatore Giuseppe II d’Asburgo-Lorena.

La sfortunata regina, morta in esilio a Roma il 2 gennaio 1819 a Palazzo Barberini, in Spagna non gode di buona fama, per la soggezione con la quale teneva il mite consorte, il suo comportamento poco virtuoso (le si attribuiscono numerose relazioni amorose, in particolare con il conte Manuel de Godoy y Álvarez de Faria Ríos (1767-1851), che da stalliere fece promuovere a Primo Ministro) e per l’atteggiamento considerato remissivo nei confronti di Napoleone Bonaparte. Nota anche come “La Bruja” (“la Strega”) fu accusata di depravazione e di aver avvelenato la rivale, la duchessa d’Alba, nel 1802 e persino la nuora (e cugina) Maria Antonia di Napoli e di Sicilia. È però ricordata anche come benefattrice e protettrice delle arti: suo grande favorito fu Francisco Goya, al quale si devono i numerosi ritratti realistici a limite della crudezza.
L’appuntamento è quindi al 2027 con l’uscita del libro su questa complessa, ma affascinante, figura storica, con un brindisi a base del liquore “all’Erba Luigia” che si prepara in molte case ancora oggi.
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