La corte asburgica in mostra a Roma

Dal 6 marzo al 5 luglio 2026 è aperta a Roma, presso il Museo del Corso – Polo museale, Palazzo Cipolla (via del Corso 320), la mostra “Da Vienna a Roma. Le meraviglie degli Asburgo dal Kunsthistorisches Museum“, promossa dalla Fondazione Roma in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum (KHM) di Vienna, con il patrocinio del Ministero della Cultura e dell’Ambasciata d’Austria a Roma. La curatela è affidata a Cäcilia Bischoff, storica dell’arte del KHM.

L’esposizione riunisce oltre cinquanta opere raccolte o commissionate tra il XVI e il XIX secolo da esponenti della Casa d’Asburgo, restituendo attraverso la pittura e gli oggetti della Kunstkammer l’immagine di una dinastia che fece dell’arte uno strumento privilegiato di autorappresentazione e legittimazione del potere.

nobiltà
Diego Rodríguez de Silva y Velázquez – L’infanta Margherita in abito blu – 1659 Olio su tela – KHM-Museumsverband

Tra le opere di maggiore interesse per la storia della nobiltà e dell’araldica imperiale figurano diversi ritratti di corte. Guillaume Scrots raffigurò nel 1544 l’arciduca Massimiliano II (inv. GG 2749); Frans Pourbus il Giovane ritrasse nel 1603-1604 l’arciduchessa Maria Maddalena, granduchessa di Toscana, in abito giallo (inv. GG 3385); Joachim von Sandrart dipinse nel 1643 l’arciduchessa Maria Anna, elettrice di Baviera (inv. GG 8034); Diego Velázquez immortalò nel 1659 l’infanta Margherita in abito blu (inv. GG 2130). Il ritratto di particolare rilievo faleristico è quello dell’imperatore Francesco Giuseppe I, opera di Anton Einsle (inv. GG 9385, metà del XIX secolo), nel quale la figura imperiale è rappresentata con le decorazioni cavalleresche proprie del rango, fra cui le insegne del Toson d’Oro. Completa il nucleo nobiliare il ritratto dell’imperatrice Elisabetta in abito azzurro di Josef Horaczek (1858, inv. GG 7399).

ritratti
Da Vienna a Roma 2026 – a sinistra Anton Einsl – L’imperatore Francesco Giuseppe I – Metà del XIX secolo secolo Olio su tela; a destra Josef Horaczek – L’imperatrice Elisabetta in abito azzurro – 1858; – KHM-Museum

Il ciclo di conferenze abbinate alla mostra include, il 14 maggio 2026, una relazione sui rapporti tra la dinastia asburgica e lo Stato pontificio e sul ruolo dell’arte italiana come strumento di legittimazione simbolica e identitaria per la corte di Vienna.

Per visitare la mostra maggiori dettagli QUI


Scheda di approfondimento
Gli Asburgo

asburgo

Casa d’Asburgo (in tedesco Habsburg, dal castello di Habichtsburg in Argovia, Svizzera) è una delle più antiche e influenti dinastie sovrane d’Europa, con ramificazioni che interessano la storia politica del continente dall’XI secolo al XX.

Le origini del casato risalgono alla famiglia dei conti d’Asburgo nell’Alta Borgogna. La svolta dinastica avviene nel 1273 con l’elezione di Rodolfo I a re dei Romani. Da allora gli Asburgo detengono quasi ininterrottamente la corona del Sacro Romano Impero fino alla sua dissoluzione nel 1806. Con Carlo V il casato raggiunge la massima estensione territoriale, governando tra l’altro Spagna, Paesi Bassi, Italia meridionale e i domini americani. Nel 1700 la linea spagnola si estingue con Carlo II.

I titoli principali portati dagli Asburgo comprendono: imperatori del Sacro Romano Impero, imperatori d’Austria, re d’Ungheria e di Boemia, re di Spagna (ramo spagnolo), duchi d’Austria, granduchi di Toscana. L’uso della corona imperiale e delle insegne connesse a tali dignità si riflette in una complessa tradizione araldica, caratterizzata dalla composizione di numerosi quarti rappresentativi dei territori soggetti.

Peculiarità del casato è la politica matrimoniale sistematica, sintetizzata nel motto attribuito alla dinastia: “Bella gerant alii, tu felix Austria nube.” La mandibola prognata, tratto somatico ricorrente nei ritratti, è divenuta emblema iconografico del casato. La linea toscana è ricordata per la committenza artistica, in particolare per le raccolte degli Uffizi.

Attualmente il capo della Casa imperiale d’Austria è Carlo d’Asburgo-Lorena (nato nel 1961), figlio dell’arciduca Otto d’Asburgo-Lorena, ma numerosi sono i rami in cui è suddiviso il casato.
.

Scheda di approfondimento
Ordine del Toson d’oro

collare

L’Ordine del Toson d’oro (o dell’Insigne Toson d’oro) rappresenta la massima onorificenza delle case d’Asburgo e di Borbone, configurandosi come ordine dinastico di collane. In seguito alla guerra di successione spagnola, l’ordine si è diviso in due rami distinti: quello spagnolo, attualmente conferito dal Re di Spagna come ordine di Stato, e quello austriaco, rimasto prerogativa della Casa d’Asburgo-Lorena come ordine privato e religioso.

Fondato il 10 gennaio 1430 da Filippo III di Borgogna a Bruges, l’ordine nacque per celebrare il suo matrimonio con Isabella del Portogallo e per difendere la fede cristiana. Storicamente limitato a un numero ristretto di cavalieri, divenne nel tempo il più prestigioso simbolo di fedeltà alla corona e di distinzione nobiliare in Europa.

Una peculiarità fondamentale dell’ordine è la natura strettamente personale delle insegne: alla morte dell’insignito, il collare deve essere restituito al Gran Magistero. L’ordine è inoltre celebre per il richiamo mitologico al vello d’oro di Giasone, sebbene la simbologia sia stata successivamente ricondotta al biblico vello di Gedeone per fini religiosi.

La decorazione è costituita da un ariete d’oro (il tosono) sospeso a un acciarino sormontato da pietre focaie sprigionanti fiamme. Il collare è composto da maglie alternate che riproducono i medesimi simboli dell’acciarino e della pietra focaia.

A differenza di molti ordini cavallereschi moderni, l’Insigne Ordine del Toson d’oro non prevede una suddivisione in classi, ma consta dell’unico grado di Cavaliere.
.

Articoli correlati: La scomparsa di Otto d’Asburgo

scorcio
Scorcio dell’esposizione della mostra “Da Vienna a Roma”
30 Marzo 2026
Giovanni Moneta

Cerca negli articoli

Questo servizio è offerto dal Centro Studi Araldici.
Questo servizio è offerto dal Centro Studi Araldici.
Come funziona la ricerca?

Siti Collegati

  • Banner del sito di Stemmario Italiano.
  • Banner del sito del Centro Studi Araldici.
  • Banner del sito del Araldica On Line.
  • Banner del sito Creare Stemmi
  • Banner del sito Araldica TV