I Cavalieri del Lavoro a Firenze
Il 21 marzo 2026 si è svolto a Firenze, presso il Palazzo Vecchio, il Convegno nazionale della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, intitolato “Il lavoro, la passione del fare: dalla bottega del Rinascimento all’intelligenza artificiale“. L’assise ha riunito gli insigniti dell’Ordine al Merito del Lavoro per riflettere sull’evoluzione del sistema produttivo italiano, ponendo in dialogo la tradizione artigiana storica con le innovazioni tecnologiche contemporanee.
L’intervento di Mattarella
In apertura dei lavori è stato trasmesso un messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il quale ha sottolineato il valore civile dell’onorificenza. Secondo quanto riportato dalla nota del Quirinale, il Capo dello Stato ha espresso il proprio apprezzamento per l’iniziativa, definendo i Cavalieri del Lavoro come “protagonisti di un impegno che coniuga capacità d’impresa e responsabilità sociale“. Il messaggio ha inoltre richiamato l’importanza di orientare il progresso tecnologico verso la salvaguardia della dignità umana e della coesione del Paese.
Il programma dell’evento
Il programma dell’evento ha previsto diverse sessioni tematiche focalizzate sul passaggio dai modelli delle botteghe rinascimentali, fondati sulla trasmissione del sapere tecnico e umanistico, alle sfide poste dall’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi industriali. Sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali, unitamente a esponenti del mondo accademico ed economico. La scelta di Firenze quale sede del convegno è stata motivata dalla centralità storica della città nelle dinamiche del lavoro organizzato e delle corporazioni d’arti e mestieri, elementi cardine per la comprensione delle radici storiche dell’imprenditoria nazionale.
Tutti gli interventi dell’evento sono visionabili anche su YouTube
Scheda di approfondimento Ordine al Merito del Lavoro ![]() L’Ordine al Merito del Lavoro trae la sua origine da una “Decorazione del merito agrario ed industriale” destinata ad imprenditori agricoli e industriali e da una “Medaglia d’onore” per i loro dipendenti, istituite con Regio Decreto di re Umberto I datato 1º maggio 1898, n. 195. Successivamente, re Vittorio Emanuele III, con regio decreto 9 maggio 1901, n. 168, sostituì tali riconoscimenti con l’ “Ordine cavalleresco al merito agrario, industriale e commerciale“, che come già le precedenti benemerenze poteva essere conferito sia agli imprenditori che ai loro dipendenti. Una prima revisione dell’Ordine si ebbe nel 1911, senza che però vi si apportassero modifiche sostanziali, mentre è del 1921 la nuova denominazione di “Ordine al Merito del Lavoro“, introdotta con il Regio Decreto 20 marzo 1921, n. 350. Poco dopo, nel 1923, i Regi Decreti del 30 dicembre nn 3031 e 3167, da una parte restrinsero l’accesso all’ordine ai soli imprenditori, dall’altra istituirono la “Stella al merito del lavoro” riservata ai soli lavoratori dipendenti. Lo stato repubblicano fece suo l’ “Ordine al Merito del Lavoro” con la legge 15 novembre 1952, n. 1793, per poi riordinarlo con la legge 15 maggio 1986, n. 194, che ne accentuò i criteri restrittivi. Attualmente dunque Capo dell’Ordine è il Presidente della Repubblica Italiana. L’Ordine oggi è destinato a imprenditori o manager, anche stranieri, che abbiano contribuito per almeno vent’anni in modo significativo, alla promozione dell’economia nazionale con la loro attività nei settori dell’agricoltura, dell’industria, del commercio, turismo e servizi, dell’artigianato, del credito e delle assicurazioni. Ogni anno il Ministro dello Sviluppo economico, eventualmente di concerto con il Ministro delle Risorse Agricole, sceglie, 40 candidati da proporre al Presidente della Repubblica. Fra questi vengono selezionati venticinque imprenditori, ai quali è conferito, il 1° giugno, il titolo di “Cavaliere del Lavoro“. Fonte normativa: legge 15 maggio 1986, n. 194 . |
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