Successo sull’asta Savoia con qualche dubbio
Si è conclusa a Ginevra l’asta di una rilevante collezione di decorazioni e ordini cavallereschi appartenuti a Umberto II, ultimo re d’Italia. L’incanto ha interessato 44 lotti, comprendenti medaglie e insegne di ordini dinastici e statuali, totalizzando un valore di aggiudicazione di circa 1,2 milioni di euro.
L’operazione ha tuttavia sollevato alcune questioni di natura giuridica e documentale riguardanti la titolarità dei beni alienati.
Un primo elemento riguarda la possibile destinazione testamentaria delle decorazioni. In alcuni ambienti si sostiene che Umberto II di Savoia avrebbe disposto nel proprio testamento la devoluzione di tali beni allo Stato italiano. Tale circostanza non risulta verificabile, in quanto il testamento non è stato reso pubblico e viene descritto, da chi ne avrebbe avuto conoscenza indiretta, come un documento di notevole ampiezza e complessità. In assenza di pubblicazione o di atti ufficiali accessibili, la questione resta allo stato di notizia non documentata. È tuttavia un dato che lo Stato italiano non è intervenuto nella procedura d’asta per far valere eventuali diritti.
Una ulteriore criticità riguarda il regime giuridico di alcune tipologie di insegne. Gli statuti di diversi ordini cavallereschi prevedono infatti che le decorazioni siano concesse in uso al decorato e debbano essere restituite alla cancelleria dell’ordine o al Gran Magistero alla morte del titolare. In merito alla legittimità della vendita di esemplari soggetti a tale vincolo, la casa d’aste da noi interpellata per accertare la piena proprietà dei lotti non ha fornito i riscontri richiesti.
Parallelamente, un post diffuso sui social media da ambienti vicini alla Casa di Savoia ha dato notizia della restituzione alla Corona di Spagna, da parte della Real Casa di Savoia, del Toson d’Oro già conferito da Alfonso XIII a Umberto II, insieme al collare dell’Ordine di Carlo III. Sebbene l’atto sia stato oggetto di commenti che ne sottolineano il valore di cortesia istituzionale da parte di Emanuele Filiberto di Savoia, l’iniziativa si conforma alle consuetudini e alle norme statutarie che regolano la restituzione delle insegne di tali ordini alla scomparsa degli insigniti.
Scheda di approfondimento Ordine del Toson d’oro ![]() L’Ordine del Toson d’oro (o dell’Insigne Toson d’oro) rappresenta la massima onorificenza delle case d’Asburgo e di Borbone, configurandosi come ordine dinastico di collane. In seguito alla guerra di successione spagnola, l’ordine si è diviso in due rami distinti: quello spagnolo, attualmente conferito dal Re di Spagna come ordine di Stato, e quello austriaco, rimasto prerogativa della Casa d’Asburgo-Lorena come ordine privato e religioso. Fondato il 10 gennaio 1430 da Filippo III di Borgogna a Bruges, l’ordine nacque per celebrare il suo matrimonio con Isabella del Portogallo e per difendere la fede cristiana. Storicamente limitato a un numero ristretto di cavalieri, divenne nel tempo il più prestigioso simbolo di fedeltà alla corona e di distinzione nobiliare in Europa. Una peculiarità fondamentale dell’ordine è la natura strettamente personale delle insegne: alla morte dell’insignito, il collare deve essere restituito al Gran Magistero. L’ordine è inoltre celebre per il richiamo mitologico al vello d’oro di Giasone, sebbene la simbologia sia stata successivamente ricondotta al biblico vello di Gedeone per fini religiosi. La decorazione è costituita da un ariete d’oro (il tosono) sospeso a un acciarino sormontato da pietre focaie sprigionanti fiamme. Il collare è composto da maglie alternate che riproducono i medesimi simboli dell’acciarino e della pietra focaia. A differenza di molti ordini cavallereschi moderni, l’Insigne Ordine del Toson d’oro non prevede una suddivisione in classi, ma consta dell’unico grado di Cavaliere. . |
Scheda di approfondimento Reale e Illustre Ordine Spagnolo di Carlo III ![]() Il Reale e Illustre Ordine Spagnolo di Carlo III, è il secondo ordine cavalleresco per importanza, del Regno di Spagna. Istituito da re Carlo III di Spagna il 19 settembre 1771, venne approvato da papa Clemente XIV con bolla pontificia del 21 febbraio 1772. Divenuto ordine civile nel 1847; è stato più volte riformato, l’ultima nel 2002, quando è stata formalizzata la sua finalità di “premiare i cittadini che, con il loro sforzo, l’iniziativa ed il lavoro, hanno portato un illustre e straordinario servizio alla nazione“. Statutariamente il Gran Maestro dell’ordine è il re di Spagna, mentre il Cancelliere è il Primo Ministro di Spagna. Il collare è di proprietà dell’Ordine pertanto deve essere restituito alla morte degliinsigniti. L’Ordine attualmente è strutturato su cinque classi: Collare, Gran Croce, Commendatore di Numero, Commendatore, Cavaliere. Foto Alexeini Kolayevich Romanov: Gran Croce dell’Ordine di Spagna di Carlo III . |
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