Gemellaggio sotto il segno dei Gonzaga
L’associazione Opificio Culturale ha annunciato un programma di iniziative istituzionali e scientifiche finalizzate a illustrare i risultati di una ricerca decennale riguardante la presenza della famiglia Gonzaga nel Mezzogiorno d’Italia. Il progetto si focalizza sul periodo di dominio della signoria gonzaghesca sulla città di Campobasso, compreso tra il 1530 e il 1639, con l’obiettivo di inserire il territorio molisano nelle dinamiche politiche e culturali del Rinascimento italiano.
L’attività prevede come momento centrale la presentazione del volume intitolato I Gonzaga, signori di Campobasso. Mantova, Guastalla e i feudi meridionali, curato da Walter Santoro e pubblicato da Opificio Culturale nel 2026. L’opera, composta da 152 pagine, raccoglie gli atti della giornata di studi storici svoltasi il 9 maggio 2025 e si avvale di un apparato iconografico di 65 fotografie a colori. Secondo quanto riportato nelle note di presentazione, la pubblicazione è il risultato di un lavoro corale che ha coinvolto studiosi afferenti all’Accademia Nazionale Virgiliana di Mantova e al Palazzo Ducale di Guastalla.
Sotto il profilo araldico e genealogico, la ricerca documenta elementi indicati come inediti dalle fonti coinvolte, tra cui la decifrazione di uno stemma nuziale riferibile alle casate di Capua e Gonzaga, individuato presso Palazzo Cannavina a Campobasso. Sono inoltre riportati dati biografici riguardanti la discendenza della famiglia, con particolare riferimento alla nascita nel capoluogo molisano di Ippolita Gonzaga, avvenuta nel 1535. Gli studi approfondiscono altresì i passaggi di potere verificatisi tra il 1560 e il 1562, fase in cui la città fu soggetta all’amministrazione di Tommaso Marino.
Il calendario degli appuntamenti si articola in tre fasi principali:
- Conferenza stampa di presentazione: mercoledì 28 gennaio 2026, ore 10:30, presso Palazzo Cannavina a Campobasso.
- Presentazione pubblica del volume: venerdì 30 gennaio 2026, ore 17:30, presso la Sala della Costituzione della Provincia a Campobasso.
- Sottoscrizione del gemellaggio culturale: sabato 7 febbraio 2026, presso il Palazzo Ducale di Guastalla.
L’incontro del 30 gennaio prevede gli interventi del curatore Walter Santoro e di Mario Ziccardi, oltre alla partecipazione dei rappresentanti degli enti patrocinanti. La fase conclusiva del programma riguarderà la sigla di un accordo di cooperazione tra i comuni di Campobasso e Guastalla, che sarà formalizzato dai sindaci Marialuisa Forte e Paolo Dallasta alla presenza degli assessori alla cultura Adele Fraracci e Fiorello Tagliavini.
Scheda biografica Walter Santoro ![]() Laureato con lode in Lettere Classiche presso l’Università degli Studi di Perugia con la quale ha editato la monografia sul monastero di Santa Croce di Sepino e con lode presso l’Università del Salento in Archeologia Medievale. Nel 2017 ha edito in qualità di curatore la Storia di Campobasso in 7 volumi di Vincenzo Eduardo Gasdia, attraverso un fondo documentario manoscritto conservato presso l’Archivio Privato di Montecassino. Nel 2018 ha scoperto il Palazzo di Capua-Gonzaga di Campobasso e decifrato lo stemma nuziale (terzo esemplare a livello europeo di stemma congiunto) e studiato e pubblicato la chiesa medievale di San Giorgio di Campobasso . Collabora da un decennio con l’Istututo per gli Studi Filosofici di Napoli con il quale ha scritto il volume Pasolini Corsaro. Dal 2021 al 2023 è stato Presidente dell’IRESMO (Istituto Regionale per gli Studi Storici del Molise) con il quale ha realizzato la mostra sulle antiche carte geografiche del Molise “Navigar Pittoresco” e un volume sulla storia dell’Arma dei Carabinieri in Molise. Collabora attivamente per l’Università del Salento con il quale si è occupato di scavi archeologici presso il castello di Lucera e Santa Maria di Cerrate; per il castello Carlo V di Lecce ha editato il volume Il Castello di Lecce. Fortezza della Puglia meridionale. Collabora con il FAI e ha lavorato alla catalogazione del Museo Civico Baone di Baranello. Ha all’attivo scavi in Italia e all’estero e diversi volumi di storia e archeologia, tra i quali il convento di San Francesco della Scarpa, la Carta del Rischio Archeologico del Molise con il Mibac, l’abbazia di Melanico con l’Università di Firenze. . |
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