Convegno su Bartolo Longo Santo e Cavaliere
Il prossimo sabato 29 novembre 2025 è in programma, presso il santuario di Maria Santissima di Cotrino a Latiano, in provincia di Brindisi, il 4° Convegno Pugliese di Studi Araldici e Nobiliari. L’incontro, dal titolo Bartolo Longo Santo e Cavaliere, è organizzato dal santuario medesimo in collaborazione con Assisi Pax International e l’Accademia di Studi Araldici, Nobiliari e Cavallereschi, con il patrocinio della Società Italiana di Storia Militare, e si focalizzerà sulle onorificenze cavalleresche legate alla figura di Bartolo Longo (1841-1926) e sul loro inquadramento storico-giuridico.
L’apertura dei lavori, prevista per le ore 15:30, sarà preceduta dai saluti istituzionali. Interverranno l’avvocato Cosimo Maiorano, sindaco del comune di Latiano, e l’avvocato Salvatore Sibilla, preside della sezione Taranto Ionio dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, in rappresentanza delle istituzioni cavalleresche.
Le relazioni
Il programma del convegno prevede la partecipazione di studiosi che affronteranno il tema da prospettive complementari, con un particolare interesse per il diritto nobiliare e gli ordini equestri.
Il professore Fabio Pierri Pepe di Sansevero, indicato come imparentato con il Beato, illustrerà il percorso storico della vita di Bartolo Longo in relazione ai riconoscimenti cavallereschi ricevuti. Il dottore Alberto Campana presenterà una relazione incentrata sulla natura e la storia dell’Ordine del Santo Sepolcro. Successivamente, il sacerdote Antonio Lattanzio approfondirà la tradizione storica dell’Ordine di Santa Maria di Betlemme.
Un contributo di natura strettamente giuridica sarà offerto dal dottore Raffaele Lobosco, il quale esporrà la differenza tra gli ordini pontifici di collazione e quelli di subcollazione, chiarendo un aspetto cruciale del diritto nobiliare. L’avvocato Nicola Lobosco concluderà il ciclo di interventi con una riflessione sul concetto di pace desunto dagli insegnamenti e dall’opera del beato Bartolo Longo.
Fra le autorità di cui è annunciata la presenza, anche Angelo Maria Amoroso d’Aragona, gran maestro dell’Ordine di S. Maria di Betlemme (l’Ordine attualmente non è riconosciuto dalla Santa Sede, e non è ancora stato censito dall’ICOC o inserito nell’elenco degli ordini le cui onorificenze siano autorizzabili dal Ministero degli Affari Esteri italiano).
Scheda di approfondimento Accademia di Studi Araldici, Nobiliari e Cavallereschi ![]() L’Accademia di Studi Araldici, Nobiliari e Cavallereschi, è stata istituita nel 2020 per volontà di Fabio Pierri Pepe, sotto il titolo di marchese di San Severo, per promuovere le ricerche storiche e documentali, tutelare la storia e le tradizioni araldiche, senza avere alcun fine di lucro. Fra i fini istituzionali anche l’intervento per dirimere eventuali controversie sull’attribuzione di titoli, stemmi e predicati. Fra le sue realizzazioni si segnalano: Il Tribunale Internazionale Arbitrale dell’Accademia di Studi Araldici, Nobiliari e Cavallereschi, presieduto dal prof. avv. Augusto Sebastio, “per il riconoscimento di titoli nobiliari, stemmi e predicati” con l’intento di sopperire alle carenze dello Stato italiano che non riconosce alcun valore ai titoli nobiliari, non tutela gli stemmi familiari, e adotta criteri estremamente limitanti per il riconoscimento dei predicati nobiliari. La Collana editoriale di Studi Araldici, in seno alla Casa Editrice & Libraria Edit@, per promuove ricerche storiche e documentali, tutelare la storia e le tradizioni araldiche, raccogliere gli studi, le ricerche, gli atti e gli approfondimenti dell’Accademia. La collana è diretta dal Prof. Avv. Pietro Francesco Pierri dei Baroni di Sant’Angelo a Fasanella. Il Premio Internazionale di Araldica dei Marchesi di Sansevero, per premiare coloro che si siano distinti per aver approfondito gli studi araldici, o aver contribuito a divulgarne le tematiche. Pagina Facebook dell’Accademia di Studi Araldici, Nobiliari e Cavallereschi . |
Scheda di approfondimento Gli ordini cavallereschi in Italia ![]() Il conferimento e l’uso di titoli e decorazioni cavalleresche in Italia è disciplinato dagli articoli 7 e 8 della legge n. 178 del 3 marzo 1951, i quali in sintesi stabiliscono che in Italia sono LIBERAMENTE UTILIZZABILI i titoli e le decorazioni: 1) degli ordini cavallereschi nazionali (Ordine Militare d’Italia, Ordine della “Stella d’Italia”, Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”, Ordine Cavalleresco “Al Merito del lavoro”, Ordine di Vittorio Veneto) 2) degli ordini cavallereschi della Santa Sede (Ordine dello Speron d’Oro, Ordine Piano, Ordine di San Gregorio Magno e Ordine di San Silvestro Papa), e dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro 3) del Sovrano Militare Ordine di Malta Sono invece SOGGETTE AD AUTORIZZAZIONE da parte del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per gli affari esteri, le decorazioni ed i titoli degli “Ordini non nazionali o di Stati esteri”. Circa l’interpretazioni di quali possano essere considerati “ordini non nazionali“, molto si è discusso, e la dottrina attuale ha portato ad identificarli negli ordini cavallereschi dinastici. Un elenco degli Ordini non nazionali o di Stati esteri le cui decorazioni almeno in alcuni casi siano state sino ad oggi autorizzate, è stato stilato dall’Ministero dell’Interno. Gli articoli di legge anzidetti vietano il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche, con qualsiasi forma e denominazione, da parte di enti, associazioni o privati, e specificano che le relative sanzioni sono applicabili anche quando tali conferimenti siano avvenuti all’estero. Doverosamente va evidenziato come vi siano anche ordini cavallereschi del tutto legittimi, le cui decorazioni però lo stato italiano non ha ancora avuto occasione di autorizzare, oppure vi siano ordini cavallereschi di cui le decorazioni in Italia non vengono autorizzate, per ragioni di opportunità politica (come l’Ordine supremo della Santissima Annunziata, o l’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro). Assume dunque particolare rilevanza l’elenco degli ordini cavallereschi valutati legittimi dall’ICOC (Commissione Internazionale permanente per lo studio degli Ordini Cavallereschi – International Commission for Orders of Chivalry), istituzione internazionale privata, che ha redatto un apposito Registro. . |
Disambigua PREDICATI TITOLI NOBILIARI, CAVALLERESCHI ED ACCADEMICI Per precisa scelta editoriale il Notiziario Araldico cerca di dare conto di tutti gli eventi e le iniziative di rilevanza araldica, nobiliare, cavalleresca, genealogica, vessillologia, faleristica, o comunque attinenti le discipline documentarie della storia, cercando di evitare atteggiamenti censori. Tale scelta, unita alle tempistiche proprie di un quotidiano quale è il Notiziario Araldico, ed all’impossibilità di una verifica puntuale di tutti i trattamenti e le titolature accademiche, nobiliari e cavalleresche, contenute nei comunicati, nelle note informative, nei programmi degli eventi, nei documenti diffusi e/o comunque ripresi, può purtroppo implicare la pubblicazione di titoli contesi, contestati, non universalmente accettati, inesatti, o peggio ancora frutto di falsificazioni antiche o recenti. Si evidenzia dunque che i trattamenti, i predicati, i titoli cavallereschi, i titoli accademici, i titoli nobiliari, pubblicati, lo sono senza attribuire loro alcun valore, e senza poter entrare nel merito. Giova infine ricordare in questa sede che per disposizione costituzionale, in Italia i titoli nobiliari, sono privi di qualunque valore giuridico. . |
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